martedì 30 dicembre 2014

SCUOLA – Nel 2015 il nuovo concorso per diventare preside, cade un tabù: varrà il servizio svolto da precari




nlogoanief

 

La novità è stata comunicata dal Miur ai sindacati: il concorso durerà un anno, per i circa 2.800 vincitori sono previsti sei mesi di corso. Le prove si svolgeranno a Roma e ne sono previste 4: test di accesso, 2 prove scritte, prova orale. La vera novità è la validità delle supplenze per il raggiungimento dei cinque anni di servizio minimi utili all'accesso, come già stabilito dal Consiglio di Stato.

 

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): un'altra vittoria del nostro sindacato, che ha portato le sue ragioni nei tribunali italiani prima che si pronunciasse la Corte di Giustizia europea sulla discriminazione tra personale di ruolo e supplente. Ora, però, l'amministrazione deve permettere di far accedere anche chi non è stato immesso in ruolo: altrimenti ricorreremo anche contro questa ennesima ingiustizia.

 

Nel 2015 si svolgerà l'atteso concorso per diventare dirigente scolastico: la comunicazione è stata fornita dal Ministero dell'Istruzione ai sindacati. Nei prossimi giorni partirà l'iter che poterà alla realizzazione del decreto da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, ma sui requisiti di accesso i giochi sono già fatti: per partecipare al concorso, che metterà a bando circa 2.800 posti, continueranno ad essere richiesti 5 anni di servizio di insegnamento. Solo che, riporta la rivista specializzata 'Orizzonte Scuola', per la prima volta "sarà compreso il servizio da precario, preruolo, alla data del bando".

 

"Il concorso vero e proprio durerà circa 12 mesi cui seguiranno circa 6 mesi di corso. L'obiettivo è di poter assumere i nuovi presidi per il primo settembre 2016". Inoltre, con ogni probabilità, "le prove si svolgeranno a Roma e ne sono previste 4: test di accesso, 2 prove scritte, prova orale". Per quanto riguarda il test preselettivo, "è possibile che venga tolta la parte relativa a lingua e informatica. La prova sarà superata da un numero di aspiranti non superiore a tre volte quello dei posti messi a concorso"

 

Seguiranno "due prove scritte. Ad ogni prova sono assegnati fino a 100 punti ed il minimo per il superamento è di 70/100 per ciascuna. Chi supera entrambe le prove scritte sostiene un colloquio (anche questo graduato in centesimi). I titoli saranno valutati soltanto a coloro che avranno superato la fase concorsuale e saranno così distribuiti: metà titoli culturali e metà di servizio, per un massimo di 20 punti".

 

I vincitori, infine, dovranno "seguire un corso con esame finale. Saranno ammessi al corso di formazione presso la SNA tanti candidati quanti sono i posti messi a concorso, maggiorati del 20%. Al termine del tirocinio si svolgerà un colloquio finale. La graduatoria sarà formata unicamente con i punteggi riportati durante la fase 'concorsuale'. I vincitori del concorso potranno scegliere un certo numero di regioni per essere assunti e non più soltanto una. L'assunzione avverrà in base al punteggio e alla disponibilità dei posti".

 

La novità più rilevante di questo nuovo concorso rimane quindi quella dell'accesso aperto anche ai candidati con meno di 5 anni di servizio di ruolo: "questo risultato rappresenta un'altra vittoria del nostro sindacato – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e presidente organizzativo Confedir –, raggiunta grazie alla sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, che ha stabilito che per partecipare al concorso per presidi può essere ritenuto valido anche il periodo di precariato perché equivalente a quello svolto dai colleghi di ruolo. In pratica, i giudici hanno appurato che il servizio prestato da precario o post-ruolo va considerato allo stesso modo: esattamente come avviene con i titoli accademici di accesso. Come confermato, su più ambiti, dalla Corte di Giustizia europea lo scorso 26 novembre".

 

Un'altra sentenza del TAR Lazio, la n. 9729 del 16 settembre scorso, su ricorso ANIEF, ha stabilito che il servizio preruolo deve essere valutato come quello di ruolo, seguendo quanto statuito dalla Corte di Giustizia europea con la sentenza emessa nel procedimento C-177/10 pubblicata in data 8 settembre 2011.

 

"Ora anche i dirigenti del Miur hanno finalmente preso atto che non esiste alcuna ragione giustificata per discriminare i precari. Lo stesso parere, del resto, – continua Pacifico – era stato espresso dal Consiglio di Stato: prima, con la sentenza n. 4724 del settembre 2014, attraverso la quale è stato rigettato l'appello del Miur contro alcuni docenti, neo-immessi in ruolo con anni di precariato alle spalle: gli insegnanti hanno ottenuto la nomina a preside, dopo aver superato tutte le prove, proprio per l'incongruenza della legge italiana con la sentenza del 8/9/2011 della Corte di Giustizia europea sul procedimento C-177/10, in base alla quale il servizio preruolo deve essere valutato come quello di ruolo. Successivamente, nell'ottobre scorso, sempre i giudici di Palazzo Spada hanno respinto l'appello del Miur che chiedeva la sospensione cautelare della sentenza n. 5011/14 con cui gli avvocati Ganci e Mi‎celi, che difendevano la tesi dell'Anief, avevano ottenuto la validazione della partecipazione dei precari con cinque anni di servizio all'ultimo concorso per dirigenti scolastici". 

 

Ma l'Anief ritiene la presa d'atto da parte del Miur sui requisiti d'accesso ancora non completa. "Riteniamo, per gli stessi principi ripresi dai giudici nei vari gradi di giudizio, – continua il presidente del giovane sindacato – che per partecipare al concorso per diventare preside non sia indispensabile essere docenti di ruolo. Se un candidato è in possesso dei requisiti di accesso - la laurea, l'abilitazione all'insegnamento e gli anni di servizio - non ha alcun motivo per non essere ammesso alla selezione. E non significa nulla se ha un contratto a tempo indeterminato o no".

 

"Qualora, quindi, nel bando che uscirà nelle prossime settimane, non dovesse essere inclusa questa possibilità, il nostro sindacato annuncia sin d'ora la volontà di ricorrere nelle sedi opportune. Il tempo delle discriminazioni tra personale di ruolo e precario – conclude Pacifico – è finito".

 

Anief ricorda che Eurosofia, in collaborazione con Asasi, curerà la preparazione degli insegnanti al nuovo corso-concorso per dirigenti scolastici: esperti formatori saranno a disposizione dei corsisti per le verifiche e valutazioni periodiche attraverso test attitudinali ed esercitazioni in presenza.

 

Per approfondimenti:

 

Tar Lazio stabilisce che anche i supplenti possono diventare presidi: due insegnanti precari promossi a capo d'istituto

 

Concorso Dirigenti Scolastici – Consiglio di Stato dà ragione all'Anief e applica la direttiva comunitaria: il servizio pre-ruolo andava valutato come quello di ruolo

 

Da precari a presidi: parola del Consiglio di Stato

 

Concorso a dirigente, aperte le adesioni al nuovo corso Eurosofia

WORKSHOP NEUROMARKETING. BRESCIA, 23 GENNAIO 2015

Il NEUROMARKETING studia i comportamenti del consumatore, le tecniche di convincimento dei brand e gli effetti dei messaggi pubblicitari sulla mente. Thimus è da anni una realtà leader in questo settore. Consulenze mirate con applicazione concreta di processi e strategie mediante l'analisi dei fattori percettivi.

A gennaio organizzeremo a Brescia il primo workshop italiano rivolto a tutti coloro che vogliono realmente comprendere cosa possa permettere di fare il salto di qualità, grazie ai segreti della PSICOLOGIA APPLICATA AL MARKETING. Come si formano le decisioni nel cervello umano? Cosa porta un cliente a scegliere un ristorante piuttosto che un altro? Come trasformare una buona idea in un prodotto di successo? Questa può essere l'occasione giusta per saperlo.

Il workshop è aperto a tutti. Grandi aziende o liberi professionisti. Che si venda un prodotto oppure un servizio. Non fa alcuna differenza, il processo è il medesimo.

Il workshop è ideato e condotto da Andrea Bariselli di Thimus, uno Psicologo esperto di branding e analisi sensoriale. Lavora da anni con grandi realtà, come ad esempio la compagnia aerea Neos, il gruppo Alpitour, lo stellato Hotel Villa Crespi sul lago d'Orta e recentemente il colosso informatico HP.

La giornata si svolgerà il prossimo 23 Gennaio 2015 all'interno della splendida Villa Fenaroli, in Via Giuseppe Mazzini nr. 14 Rezzato (BS). Per le conferme d'iscrizione che perverranno entro il 31/12 applicheremo uno sconto del 10%. Maggiori agevolazioni personalizzate per le iscrizioni multiple. Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria Organizzativa BRESCIAEVENTS, Referente Francesca Robbio (info@bresciaevents.it). 

E' possibile visionare maggiori dettagli della giornata del corso ed iscriversi direttamente al seguente link: www.thimus.com/workshopneuromarketing/

I Care Italia: ASSEGNO DI RICERCA: "Riconversione dalla sperimentazione animale a metodologie specie-specifiche per l'essere umano"



ASSEGNO DI RICERCA

 "Riconversione dalla sperimentazione animale a metodologie specie-specifiche per l'essere umano"

La raccolta fondi rIcerCARE, base portante del progetto ITALIA SENZA VIVISEZIONE
Visti:
- il ricavato della raccolta fondi rIcerCARE iniziata a novembre 2013;
- la prima edizione del corso teorico-pratico "DARE UN SENSO AI METODI ALTERNATIVI ALLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE", 24-25 settembre 2014, Genova;
- la Legge del 30 dicembre 2010, n° 240;
- la Legge del 13 agosto 1984, n°476 e successive modificazioni;
- il Decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca del 9 marzo 2011, n°102;
- il Decreto Legislativo del 4 marzo 2014, n°26 attuazione della direttiva 2010/63/UE.
Considerati:
- lo sviluppo tecnologico che sta caratterizzando il nuovo millennio;
- la specie-specificità del modello animale;
- la tendenza di parte della comunità scientifica a indirizzarsi verso metodologie specie-specifiche per l'essere umano;
- la possibilità di ragionare in termini di simulazione dell'organismo umano e non della singola cellula;
- il finanziamento nazionale stanziato per il 2014 per i cosiddetti metodi alternativi pari a un risibile e inutile 52.500 euro (D.L. 26/2014, art. 41, comma 2);
- il finanziamento nazionale stanziato per gli anni successivi per i cosiddetti metodi alternativi destinato inaspettatamente e unicamente agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e non ai tradizionali centri di ricerca italiani;
- l'emanazione del seguente bando di selezione, per titoli e colloquio, per il conferimento di n° 4 assegni di ricerca nell'area delle scienze biomediche.
"Riconversione dalla sperimentazione animale a metodologie specie-specifiche per l'essere umano"
Art. 1 - Obiettivo
- Gli assegni di ricerca sono destinati a singoli ricercatori (anche stranieri) o gruppi di ricerca, in tutti i casi operanti in strutture italiane autorizzati a svolgere ricerca biomedica, che attualmente utilizzano metodologie che, direttamente o indirettamente, fanno uso di animali.
- Gli assegni di ricerca sono destinati a coprire i costi di riconversione per passare dalla sperimentazione animale a metodologie specie-specifiche per l'essere umano.
- Gli assegni di ricerca non possono superare la cifra di 52.500 euro l'uno per uguagliare, simbolicamente, l'intero finanziamento nazionale destinato ai cosiddetti metodi alternativi del 2014.
Art. 2 - Conferimento dell'assegno.
- Ai selezionati, secondo le modalità indicate nei successivi articoli, verrà conferito un assegno pari al 70% del costo di riconversione a inizio progetto e il restante 30% alla fine.
- Gli assegni non sono cumulabili tra loro all'interno dello stesso gruppo di ricerca.
- La data di inizio del progetto non deve essere precedente al 1 giugno 2015.
- La data di fine del progetto non può essere successiva al 31 maggio 2016.
- Eventuali rinnovi sono subordinati a una positiva valutazione da parte dell'ente proponente della avvenuta riconversione.
- Nei costi di riconversione è possibile inserire una singola borsa di studio per il ricercatore che svolgerà il ruolo principale nella riconversione.
- Nei costi di riconversione è possibile inserire la partecipazione a corsi di formazione per il ricercatore che svolgerà il ruolo principale nella riconversione.
- Con riconversione, relativamente alla classificazione delle alternative delle 3R, si intendono esclusivamente progetti di Replacement, non di Reduction o Refinement.
Art. 3 - Requisiti per l'ammissione
Per la partecipazione alla selezione sono richiesti, pena l'esclusione, i seguenti titoli di studio e requisiti curriculari:
- Laurea
- Curriculum scientifico-professionale idoneo allo svolgimento della ricerca
Il possesso del titolo di dottorato di ricerca o PhD o equivalente conseguito all'estero ovvero il titolo di specializzazione in area medica costituiscono titolo referenziale ai fini dell'attribuzione degli assegni.
I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione alla selezione.
Art. 4 - Presentazione delle domande e dei titoli
La domanda di partecipazione alla selezione dovrà essere indirizzata a I-CARE EUROPE Onlus, via degli alberi 100, 22070, Fenegrò (CO) e inviata a mezzo raccomandata con avviso di ritorno entro il giorno 30 marzo 2015 a pena di esclusione.
In caso di raccomandate ricevute oltre la data di scadenza farà fede il timbro postale.
Nella domanda il candidato dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità:
- L'esatta denominazione del titolo del progetto di riconversione;
- Le proprie generalità, la data e il luogo di nascita, un recapito eletto ai fini della selezione, numero di telefono e e-mail;
- la cittadinanza posseduta;
- I titoli accademici con l'indicazione dell'istituzione che li ha rilasciati e della data di conseguimento;
- eventuali ulteriori titoli di studio posseduti;
- pubblicazioni e comunicazioni a congressi;
- obiettivo della ricerca in corso e descrizione della sperimentazione animale attualmente utilizzata corredata da bibliografia essenziale;
- le metodologie NON utilizzanti animali identificate come migliorative per il raggiungimento dell'obiettivo della ricerca;
- i costi necessari e sufficienti per il completamento della riconversione o, quantomeno, una bozza, eventualmente da perfezionare, di tali costi;
- l'eventuale richiesta di anonimato relativamente alla pubblicazione online dei ricercatori vincitori degli assegni di ricerca;
- dichiarazione, qualora vincitore dell'assegno di ricerca, di rinuncia definitiva all'utilizzo di animali.
Sulla busta dovrà essere indicata chiaramente la dicitura "Domanda di ammissione alla selezione per l'assegno di ricerca Riconversione dalla sperimentazione animale a metodologie specie-specifiche per l'essere umano"
Gli esiti della valutazione verranno comunicati ai partecipanti entro il giorno 30 aprile 2015.
Art. 5 - Divieto di cumulo - Incompatibilità
L'assegno non può essere cumulato con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, tranne che con quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili a integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di formazione e di ricerca.
Art. 6 - Risoluzione
Qualora l'assegnista non prosegua l'attività prevista dal programma di ricerca senza giustificato motivo verrà disposta la risoluzione del contratto.
Qualora l'assegnista continui a utilizzare animali verrà chiesta la restituzione dell'intera cifra fino ad allora versata.
Art. 7 - Recesso del titolare dell'assegno di ricerca
Il titolare dell'assegno ha facoltà di recedere dal rapporto in qualsiasi momento prima del versamento della prima rata.
Art. 8 - Norme finali e pubblicazione
Per quanto non previsto nel presente bando, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative e regolamentari in materia.



  • Richiesta Informazioni: info@icare-italia.org

  • lunedì 29 dicembre 2014

    Korn Ferry: le figure Chief-Level più ricercate nel 2015 e i segmenti di mercato più interessanti


                 
    Da una analisi dei senior executive consultants di Korn Ferry
    Le figure Chief – Level più ricercate nel 2015
    e i segmenti di mercato più interessanti




    Milano, 29 dicembre 2014 ­- Basandosi sulle ricerche effettuate nei mesi di ottobre e novembre dai propri senior executive search consultants, Korn Ferry - società leader di mercato nell'executive search e nei servizi di consulenza di leadership e talent management -  ha realizzato uno studio che mette in luce le 15 posizioni apicali più richieste per il prossimo anno a livello globale. 


    Oltre alla classifica delle posizioni più ricercate, Korn Ferry ha stilato anche un elenco dei settori in cui ci sarà maggior domanda di queste figure. Tra questi, al primo posto si trova l'healthcare, seguito dal settore dei new media e social media e quello rappresentato dalla cyber security e dal risk management. 


    Considerando tutti i settori industriali, i 5 profili più selezionati nel 2015, secondo gli specialist di Korn Ferry, saranno: Chief Commercial (Revenue) Officer, Chief Innovation Officer, Chief Digital Officer, Chief Cyber Security Officer e Chief Sustainability Officer.


    "Queste posizioni saranno molto richieste perché rappresentano i quattro trend di business che stanno  guidando il mercato: la necessità di aumentare i ricavi; una sempre maggiore attenzione e controllo nelle questioni che riguardano privacy e sicurezza soprattutto informatica; la necessità di creare un rapporto più forte con i propri clienti. Inoltre i grandi movimenti in termini di M&A registrati nell'ultimo anno nell'healthcare rendono questo settore fra i più interessanti per l'innesto di nuove figure apicali", commenta Maurizia Villa, Managing Director di Korn Ferry Italia. 


    Oltre alle 5 figure manageriali sopra citate in ordine di rilevanza, continuerà il trend positivo anche per la ricerca di Chief Executive Officer; Chief Human Resource Officer; Chief Information Officer; Chief Technology Officer; Chief Medical Officer; Chief Risk Officer; COO, Manufacturing; COO, Energy; Chief Marketing Officer; Executive Director of Development/Funding.


    "Una tendenza che emerge chiaramente dal mercato – conclude Maurizia Villa – è che queste figure più ricercate non sempre arriveranno dai rispettivi settori di esperienza. Per esempio, un Chief Innovation Officer potrebbe non appartenere al settore technology, ma aver maturato la propria esperienza nel manifatturiero, nella finanza o in molti altri settori e a livello globale. Un trend che si sta sviluppando sempre di più, proprio per creare valore, è infatti la cross fertilization, ovvero l'innesto nelle aziende di uomini e donne provenienti da altri settori. E' una svolta che comporta la rottura di schemi consolidati, che crea una discontinuità data dalla contaminazione con altre culture aziendali e settoriali, destinata a contribuire al cambiamento e a portare alla crescita".


    Informazioni su Korn Ferry
    Korn Ferry offre servizi e soluzioni per progettare, sviluppare, attrarre ed accendere talenti. Oggi Korn Ferry è un'unica fonte di servizi di consulenza di leadership e talent management per potenziare le imprese e i leader nel raggiungimento dei loro obiettivi. Le soluzioni offerte da Korn Ferry spaziano dall'executive recruitment e programmi di sviluppo della leadership, all'enterprise learning, succession planning e processi di recruitment in outsourcing (RPO). Per maggiori informazioni su Korn Ferry è possibile visitare www.kornferry.com e per ulteriori dettagli relativi alla leadership di pensiero, la proprietà intellettuale e la ricerca www.kornferryinstitute.com
     

    La Compagnia Francesca Selva/Con.Cor.D.A apre le porte a undici giovani danzatrici di tutto il mondo

    Dal 7 gennaio, sei mesi di studio per entrare nell'unica Compagnia di danza senese ad essere sostenuta dal Ministero per i Beni Culturali
    La Compagnia Francesca Selva/Con.Cor.D.A apre le porte a undici giovani danzatrici di tutto il mondo 
    Provengono da Corea del Sud, Norvegia, Danimarca, Francia, Portogallo, Inghilterra e Italia e parteciperanno ad un programma di alta formazione professionale


    Sono giovani danzatrici provenienti da tutto il mondo, undici promettenti talenti della danza contemporanea selezionati dalla Compagnia Francesca Selva/Con.Cor.D.A – la Compagnia di danza senese ad essere sostenuta dal Ministero per i Beni Culturali e dalla Regione Toscana - per partecipare ad un programma di alta formazione professionale, propedeutico all'inserimento nella Compagnia.  
    Provengono da Corea del Sud, Norvegia, Danimarca, Francia, Portogallo, Inghilterra e Italia, sono state scelte su 300 candidati dopo aver superato una durissima selezione in sala: tre giorni di audizioni che si sono svolte nel mese di novembre presso il Centro Danza di Via Mentana, con ritmi molto serrati e sessioni intensive a ciclo continuo, durante le quali le candidate hanno partecipato a lezioni di classico e workshop con la coreografa Francesca Selva.
    Catarina Mouroa (Portogallo), Christina Dyekjaer (Danimarca) Gunhild Løhre (Norvegia), Yasmin Mohamed (Inghilterra) Marie-Camille Bouvier (Francia), Teri Seo (Corea del Sud) e le italiane Nicole Zignani, Erica Siligone, Giorgia Montani, Greta Blardone e Cristel Pinna alla quale la Compagnia Francesca Selva ha assegnato una borsa di studio, ce l'hanno fatta. Hanno vinto la loro sfida e dal 7 gennaio si trasferiranno a Siena per entrare nel programma di alta formazione professionale della durata di 6 mesi che le vedrà impegnate in sala tutta la settimana per almeno sei ore di studio al giorno. 
    Il corso si articolerà in sei moduli tecnico-didattici: Danza Classica, Punte, Passo a due, Danza Contemporanea, Pilates e un modulo specifico sul Repertorio della Compagnia che sarà un banco di prova importante per le giovani danzatrici che ambiscono a far parte delle prossime produzioni della Compagnia. Nel corso del periodo di formazione sono previste esibizioni e momenti performativi nei quali le danzatrici potranno mettersi in gioco e misurarsi con il palco sui lavori coreografici di Francesca Selva.
    L'attività di formazione si inserisce a pieno titolo nella progettualità di respiro internazionale che vede la Compagnia Francesca Selva esibirsi con le sue produzioni in festival e teatri di tutto il mondo.   




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    Redazione del CorrieredelWeb.it

    domenica 28 dicembre 2014

    ISTRUZIONE - La Buona Scuola non è risolutiva, l’Anief presenta la contro-riforma che viene dal basso



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    Il sindacato ha raccolto perplessità e limiti della bozza di riforma del Governo attraverso 400 seminari e dibattiti tenuti in tutta Italia con 10mila partecipanti: dal confronto è emerso che molte delle richieste maggioritarie giunte da chi vive la scuola tutti i giorni, per rilanciare il settore scolastico, non sono presenti nel testo già approvato dal CdM.

     

    Queste le indicazioni dei lavoratori: no all'abolizione degli scatti, sì all'adeguamento dell'Italia alla normativa comunitaria e all'abolizione della trattenuta ENAM e TFR, via libera alle regole flessibili per le pensioni, all'obbligo formativo fino al 18° anno di età, all'organico funzionale ma non sostitutivo all'insegnamento. Il personale auspica anche maggiore impegno per garantirgli risorse aggiuntive, senza però attuare nuovi tagli al settore, l'assegnazione di stipendi base finalmente ancorati all'inflazione, regole per contratti di apprendistato e nessuna discriminazione per i contratti a termine.

     

    Marcello Pacifico (Anief-Confedir): è bene che gli argomenti espressi durante i nostri partecipati incontri formativi e di confronto, trovino spazio nell'imminente passaggio legislativo di riforma, ma anche nel rinnovo contrattuale in programma nel nuovo anno, due momenti fondamentali per il futuro della scuola italiana.

     

    La riforma della Buona Scuola, presentata dal Governo, non entusiasma dirigenti scolastici, docenti, personale Ata Direttori dei servizi generali e amministrativi. E poco importa che siano di ruolo o precari: dei 10mila lavoratori del settore che l'Anief ha incontrato nel corso degli ultimi quattro mesi, per saggiarne i pareri e avviare un confronto vero sulle linee guida già approvate dal Consiglio dei Ministri, la gran parte hanno chiesto degli interventi urgenti su alcuni punti assenti nel testo governativo.

     

    Tra le richieste maggioritarie fatte nel corso dei 400 seminari Anief, di formazione e dibattito svolti in tutte le regioni italiane, tenuti dal presidente Anief Marcello Pacifico e da più di 40 relatori, ve ne sono alcune su cui si è sviluppato un consenso comune: a partire dal no all'abolizione degli scatti, passando per il sì all'adeguamento dell'Italia alla normativa comunitaria e all'abolizione della trattenuta ENAM e TFR, al via libera alle regole flessibili per le pensioni, all'obbligo formativo fino al 18° anno di età, all'organico funzionale ma non sostitutivo all'insegnamento. Tra le richieste espresse dalla "base", vi è anche quella di garantire al personale risorse aggiuntive, senza però attuare nuovi tagli come accaduto negli ultimi anni. E pure l'assegnazione di stipendi base finalmente ancorati all'inflazione, regole per contratti di apprendistato e lo stop alle discriminazione per i contratti a termine.

     

    Nei primi mesi del nuovo anno, i sei punti della riforma del Governo sulla Buona Scuola, presentati il 3 settembre 2014 (Precarietà, Carriera, Valutazione d'Istituto, Saperi, Alternanza Scuola-Lavoro, Risorse), saranno al centro di un passaggio legislativo. Ma anche oggetto di rinnovo contrattuale con i sindacati dichiarati rappresentativi, dopo il rinnovo delle elezioni RSU in programma nel marzo 2015.

     

    "Si tratta di due momenti fondamentali per il futuro della scuola italiana – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – e per questo occorre prendere in considerazione il pensiero dei lavoratori: in primo luogo c'è da rilevare come sia stata nutrita la partecipazione ai nostri seminari da parte del personale, che evidentemente ha fiducia nella capacità organizzativa del nostro sindacato e nelle competenze dei suoi relatori. Ovunque, dalle piccole isole alle comunità montane ai capoluogo di regione si è registrata una presenza costante, anche con 250 partecipanti: è un segnale importante, significa che la formazione non deve essere obbligatoria, ma quando è di qualità interessa molto da vicino il personale della scuola".

     

    L'Anief ha riassunto i temi sviluppati e le proposte dibattute in questi ultimi quattro mesi, suddividendoli in sei capitoli che ora pone all'attenzione pubblica, del Governo, dei parlamentari e di tutti gli addetti ai lavori.

     

    Precarietà

    La sentenza della Corte UE del 26 novembre scorso, scaturita da una denuncia resa pubblica dall'Anief nel gennaio 2010, da una procedura d'infrazione ancora attiva e da un contenzioso seriale presso i tribunali del lavoro, non può fermarsi al nuovo piano di immissioni in ruolo straordinario previsto dal Governo o alla candidatura dei precari alle prossime elezioni RSU, ma avrebbe come sua conseguenza diretta:

    l'inserimento degli oltre 100.000 abilitati nella fascia aggiuntiva delle Gae;

    il pagamento degli scatti di anzianità, a partire dal terzo anno di servizio, ai più di 1.500 milione di supplenti che hanno prestato servizio negli ultimi 10 anni, e non già la proroga del blocco contrattuale fino al 2018 per chi è di ruolo;

    l'indennizzo per la mancata stabilizzazione, a partire dal quarto anno di servizio su posto vacante, a chi ne ha i requisiti tra i più di 300mprecari assunti negli ultimi anni e tra i nuovi da assumere, e non già la semplice invarianza finanziaria stabilita dalla legge per le assunzioni;

    il pagamento delle mensilità estive su posto vacante e disponibile, al netto dell'assegnazione di disoccupazione, assegnato al 30 giugno, e non il semplice censimento per la rideterminazione dell'organico di diritto;

    il riconoscimento di tutto il servizio pre-ruolo nelle domande di ricostruzione di carriera e non dei soli primi quattro anni come prevede il raffreddamento attuale, peraltro cancellato nel capitolo della carriera;

    l'annullamento del CCNL 2011 firmato dai sindacati che nega il primo gradino stipendiale ai neoassunti, considerato il finanziamento della nuova riforma e la sentenza Huet della CGUE;

    il riconoscimento per interno del servizio pre-ruolo nelle domande di mobilità a dispetto del CCNI firmato dai sindacati, in assenza di ragioni oggettive;

    il riconoscimento di tutto il servizio pre-ruolo per la partecipazione ai concorsi come stabilito da una sentenza del Consiglio di Stato a seguito di un ricorso Anief;

    la creazione di organici funzionali che devono poter coadiuvare la normale attività didattica e non coprire i buchi delle supplenze o i vuoti di organico sul sostegno al fine di eliminare le supplenze brevi senza le quali la scuola non funziona, anche perché deve innalzato il rapporto docenti-alunni.

     

    Pensionamenti, posti liberi e assunzioni docenti scuola pubblica dall'anno scolastico 2001/02 all'a.s. 2013/14

    Anno Scolastico

    Pensionamenti docenti                 e educatori

    Posti docenti vacanti       fino al 31/8

    Posti docenti vacanti       fino al 30/6

    Assunzioni docenti                 e educatori

    2013/14*

    4.447

    2013/14

    10.860

    12.055

    108.284

    11.268

    2012/13

    21.354

    9.465

    98.410

    21.112

    2011/12

    27.400

    22.700

    83.572

    30.300

    2010/11

    25.662

    23.177

    83.821

    10.000

    2009/10

    31.701

    23.277

    93.696

    8.000

    2008/09

    19.130

    20.000

    111.000

    25.000

    2007/08

    43.620

    22.000

    120.000

    50.000

    2006/07

    28.772

    32.000

    120.000

    20.000

    2005/06

    22.392

    28.773

    99.584

    35.000

    2004/05

    15.881

    33.370

    93.631

    12.500

    2003/04

    17.574

    33.626

    78.240

    0

    2002/03

    15.594

    26.296

    78.753

    0

    2001/02

    15.260

    24.625

    72.290

    30.579

    TOTALI

    295.200

    311.364

    1.241.281

    258.206

    *solo docenti di sostegno

     

                  Elaborazione dati: Ufficio Studi Anief

     

     

    Carriera

    Ogni meccanismo di introduzione di una carriera non può prescindere dal pagamento dell'indennità di vacanza contrattuale legata agli stipendi base, al costo dell'inflazione certificata che negli ultimi sei anni è stata di 4 punti superiore agli aumenti di stipendio previsti dal CCNL 2006-2009, a dispetto del blocco dei suoi valori previsto fino al 2018 e del de profundis annunciato;

    l'Invalsi non può essere considerato uno strumento valutativo ma orientativo perché non tiene conto dei curricula degli alunni e del contesto scuola-territorio, del portfolio delle competenze;

    i criteri per la misurazione dei crediti devono essere oggettivi e obiettivi e tolti alla discrezionalità del dirigente a meno che si leghi la prestazione della scuola alla possibilità di carriera o licenziamento dello stesso dirigente;

    lo stipendio tabellare deve essere adeguato alla media OCDE, con 8mila euro in più, ad esempio per un docente delle superiori, a fine carriera, mentre deve essere tolta la trattenuta del 2,5% su TFR e quella ENAM;

    la formazione obbligatoria deve essere retribuita dallo Stato e non a carico del dipendente;

    deve essere ripristinata la figura del vicario, garantita la funzionalità degli uffici dell'amministrazione centrale e periferica e la possibilità di assumere il personale ATA il cui profilo è centrale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica;

    gli scatti per competenza non possono essere legati a una prestazione occasionale perché così si nega il concetto stesso di carriera, devono essere aggiuntivi al salario base ancorato all'inflazione e devono nella ricostruzione di carriera prevedere la valutazione intera del servizio pre-ruolo e il recupero del biennio saltato nel gennaio 2011;

    il salario accessorio non può essere retribuito con il fondo d'istituto già depredato per colpa dei CCNL firmati nel 2013 e 2014 dai sindacati, ma con risorse aggiuntive a meno di negare la possibilità di retribuire tale servizio orientato dalla nuova legge di stabilità al pagamento degli straordinari al posto delle supplenze brevi.

     

        Elaborazione dati: Ufficio Studi Anief

     

     

    Valutazione e autovalutazione d'istituto

    La valutazione d'istituto deve servire come momento di monitoraggio del sistema e non come ragione di attribuzione delle risorse base perché non può ignorare il contesto geografico, socio-culturale in cui è collocata la scuola e sui 8.943.701 iscritti (a.s. 2012/13, dati Istat dicembre 2014);

    bisogna coniugare l'esigenza della trasparenza con l'autonomia didattica e gestionale, senza interferenze nella programmazione di non esperti del settore per non svalutare la professionalità di chi opera nella scuola;

    è necessario prestare attenzione al giudizio di chi è valutato o della famiglia per evitare conflitti di interesse con il valutatore;

    bisogna garantire il buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa ogni qual volta al dirigente scolastico è attribuita la facoltà di chiamare esperti esterni alla scuola per il miglioramento dell'offerta formativa;

    è doveroso ripristinare quelle figure di sistema, dai vicari ai coordinatori dei servizi di segreteria, che sono funzionali allo sviluppo della scuola autonoma con adeguate risorse contrattuali.

     

               Elaborazione dati: Annuario Istat, dicembre 2014

     

     

    I saperi e la scuola

    L'insegnamento di attività motoria nella scuola primaria deve essere obbligatorio e innalzato a tre ore settimanali perché la corretta postura si deve sviluppare proprio nei primi anni di vita;

    deve essere ripristinato l'insegnamento di cittadinanza e costituzione o educazione civica come insegnamento specifico e come elemento trasversale a tutte le discipline;

    devono essere insegnate due lingue straniere e l'informatica per tutto il ciclo d'istruzione;

    l'Europa, la sua storia e il suo diritto devono trovare autonomia e sviluppo nei programmi curricolari;

    la digitalizzazione delle segreterie e del materiale didattico, piuttosto che produrre licenziamenti del personale ATA o contrazione dei posti, deve servire per coprire il 75% privo dell'ADSL o laddove coperto deficitario comunque di una connessione stabile, senza cui non è possibile introdurre il registro elettronico;

    bisogna evitare nell'accorpamento delle classi concorsuali di rideterminare saperi non coerenti in discipline onnicomprensive che perdono la loro specificità.

     

      

                          Il Presidente Anief, Marcello Pacifico, impegnato come relatore nel corso di uno dei 400 seminari  

                          tenuti dall'Anief negli ultimi quattro mesi sulla riforma 'La Buona Scuola': il primo seminario si è svolto

                          a Matera ad inizio settembre, l'ultimo ad Atene pochi giorni prima di Natale.

     

     

    Alternanza scuola-lavoro

    L'alternanza può essere disposta nell'ultimo triennio nei tecnici e nei professionali ma innalzando l'obbligo formativo fino al 18° anno di età come previsto nel 1999, così da combattere il fenomeno dei 700mila Neet che né studiano né lavorano;

    bisogna prevedere stages nella pubblica amministrazione, specialmente nei settori legati allo sviluppo del patrimonio artistico-culturale su cui lanciare un nuovo piano di riconversione industriale del Paese;

    è necessario prevedere un nuovo contratto di apprendistato che tuteli i giovani nel lavoro prestato presso le aziende evitando che si ricorra a tirocini pressoché gratuiti;

    risulta decisiva ina rideterminazione degli organici di sostegno considerato che i parametri introdotti da leggi recenti ancorano gli organici alla consistenza posseduta nel 2006 quando in questi anni il numero di alunni con handicap certificato è cresciuto del 25%.

    Bisogna trovare risorse aggiuntive per garantire il diritto allo studio sia degli alunni con BES, il 7% della popolazione studentesca, sia alloglotti (10%) sia con handicap (3%), in maniera tale da creare le condizioni per garantire il successo formativo anche a quello studente su cinque che ci chiede una scuola inclusiva.

     

        Elaborazione dati: Ufficio Studi Anief

     

     

    Risorse

    In un settore delicato quale quello dell'istruzione non è possibile pensare di trovare i fondi da ulteriori tagli o risparmi come l'attuale normativa prevede, ma soltanto da nuovi investimenti;

    deve essere ripristinato il fondo dell'offerta formativa del 2010 ormai ridotto più della metà (684 milioni di euro) per via delle incursioni contrattuali del 2013-2014;

    bisogna reperire risorse aggiuntive sia per pagare l'indennità di vacanza contrattuale ancorata all'inflazione per il personale precario e di ruolo, sia il merito, sia le attività aggiuntive prestate dal personale, sia il cofinanziamento dei progetti europei;

    bisogna consentire il pensionamento di quota96, derogando nella scuola alle recenti regole sulle pensioni per via del lavoro usurante come riconosciuto e dell'elevata media di età anagrafica del personale in servizio, il più vecchio al mondo.

     

        Elaborazione dati: Ufficio Studi Anief

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