venerdì 30 gennaio 2015

EDUX - Expo carriera & lavoro





Cosa fare per essere competitivi sul mercato del lavoro globale?
Le risposte a eduX Expo Carriera & Lavoro, l'evento specifico sul mondo del lavoro internazionale che si svolgerà a Milano il 30 gennaio presso lo Starhotel Rosa Grand.

eduX EXPO Carriera & Lavoro si rivolge sia agli universitari, spesso spaesati di fronte alle molteplici opportunità e requisiti del mondo del lavoro, che ai giovani professionisti  che devono aggiornarsi, acquisendo o perfezionando alcune competenze trasversali.


Grazie al contributo di aziende globali come Facebook, Google, EF Education First,  associazioni come HR Community e Istituzioni come HULT Business School, il programma di conferenze e seminari esplorerà il panorama internazionale del mondo del lavoro: dai requisiti fondamentali,  ai profili professionali più richiesti, alle opportunità lavorative sia nel nostro Paese che all'estero.  Inoltre workshop interattivi approfondiranno argomenti quali certificazioni linguistiche internazionali, stesura di un CV vincente, simulazione di un colloquio di selezione in inglese, etc. 


Secondo l'Indice di Conoscenza della Lingua Inglese EF EPI, ricerca su scala globale condotta da EF Education First, la padronanza dell'inglese è un indicatore fondamentale della competitività economica di un Paese ed è fortemente correlata al reddito, alla qualità della vita, alla facilità di fare impresa e di competere sui mercati internazionali. I giovani devono quindi raggiungere un migliore livello di inglese per  poter competere sul mercato del lavoro internazionale. "L'inglese non è più considerata una soft skill di completamento, ma una competenza tecnica indispensabile", come ha sottolineato la Dott.ssa Anguas, A.D. EF Italia "i giovani devono inoltre adottare una visione non più solo locale, ma globale se vogliono garantirsi una concreta crescita professionale". 


Ulteriori informazioni su eduX Expo Carriera e Lavoro sono disponibili sul sito ufficiale  www.edux-fiera.it
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www.corrieredelweb.it

Corso cesteria 7 febbraio 2015 all'Hortus Urbis


DAI RAMI AL CESTO
Workshop di cesteria e di intreccio creativo
Seconda edizione
7 febbraio 2015 all'Hortus Urbis

Imparare a intrecciare i vimini e realizzare un cesto con le proprie mani in una sola giornata ti pare impossibile? Non lo è!
Hortus Urbis, nel Parco dell'Appia Antica, propone un percorso teorico-pratico per conoscere le svariate tecniche di intreccio e le tante specie vegetali che è possibile utilizzare.
Alla fine dei lavori avrete un cestino realizzato proprio da voi da mostrare e da portare orgogliosamente a casa!
Il corso è tenuto da Giovanni Salerno, botanico, florista amico dell'Hortus Urbis esperto in etnobotanica

Sede: Hortus Urbis, via Appia Antica 42/50, Roma
Costo: donazione suggerita di 30,00 euro a persona + 5,00 euro Carta Amici del Parco dell'Appia Antica
Durata: dalle 10 alle 17
Iscrizioni entro le ore 18 di venerdì 6 febbraio o in loco fino ad esaurimento posti: hortus.zappataromana@gmail.com
Informazioni supplementari:
  • Portare abiti da lavoro (o un grembiule), un secchio, e il pranzo a sacco
  • I materiali per l'intreccio e gli strumenti da lavoro (cesoie da giardinaggio, un coltellino a lama liscia ben affilato) saranno forniti dagli organizzatori
  • Necessaria buona manualità
  • Poiché il corso si svolge all'aperto le attività potranno subire variazioni in relazione alle condizioni climatiche
Coloro che lo desiderano potranno partecipare sabato 31 gennaio alle attività preparatorie di potatura dei salici e di intreccio nell'ambito delle attività di volontariato all'Hortus Urbis che si terranno la mattina dalle 11 alle 13 per effettuare una esperienza completa del ciclo etnobotanico.
PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: hortus.zappataromana@gmail.com – www.hortusurbis.it
Aiutaci, sostieni l'Hortus Urbis:
Per arrivare:
Hortus Urbis presso l'ex Cartiera Latina, via Appia Antica, 42/50 (accanto alla fontanella)
In bici: ciclabile Cristoforo Colombo e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina
Bus: 118 e 218 sull'Appia Antica (Fermata Domine Quo Vadis) o 30express, 714 e 715 (Fermata Cristoforo Colombo/Bavastro o Cristoforo Colombo/Circonvallazione Ostiense) e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott
In macchina: parcheggiare a via Carlo Conti Rossini, Largo Gavaligi, via Omboni, via Scott e dintorni e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott.

ISTRUZIONE – Italia maglia nera d’Europa per numero di laureati: nemmeno i giovani ci credono più



Dal "Rapporto Italia 2015", pubblicato oggi, risulta che nel nostro Paese arrivano al titolo massimo di studio appena il 22,4% dei cittadini della fascia di età tra i 30 e i 34 anni, contro una media dell'Unione del 36,5%: gli uomini fermi addirittura al 17,7%. L’obiettivo fissato da Bruxelles, il 40%, rimane lontanissimo.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): da anni in Italia non si investe adeguatamente per l’Università. E nemmeno si fa un orientamento adeguato. Nel frattempo ai giovani è stata tolta anche la speranza…

L’Italia si conferma la maglia nera d’Europa per numero di laureati: dal "Rapporto Italia 2015" dell'Eurispes, presentato oggi è emerso che nella fascia di età tra i 30 e i 34 anni l'Italia è appena a metà strada dall'obiettivo fissato, del 40%, ma soprattutto rappresenta il fanalino di coda dell'Europa. Nel nostro Paese i laureati sono infatti appena 22,4%, contro una media dell'Unione del 36,5%, peraltro con una differenza abissale tra uomini e donne che riescono a conseguire il titolo universitario o post-universitario (17,7% contro 27,2%).

Anief ricorda che questi numeri rappresentano, purtroppo, una costante da diversi anni: già nel 2012/13 gli iscritti ad un corso universitario sono stati 1.709.407, il 2,4% in meno rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo, in 297.0000 si sono laureati, 1.400 in meno (-0,5%) rispetto all'anno precedente. Si tratta di numeri deludenti, che non possiamo permetterci: basterebbe ricordare che l’Italia vanta un numero di 30-34enni che ha conseguito un titolo di studio universitario (o equivalente) davvero basso: circa il 20%, a dispetto dell'obiettivo del 40% fissato dalla strategia ''Europa 2020''.

Il problema è che l’Italia investe sempre meno nella scuola, ma anche nell’insegnamento accademico: il nostro Paese si contraddistingue perché è l’unico dell’Ocse che dal 1995 non ha aumentato la spesa per studente, contro un aumento in media del 62% degli altri; all’Università si registra una perenne situazione di stand by, con sempre meno iscritti, troppi studenti fuori corso e un numero altissimo di cultori, assegnisti, dottori di ricerca, ricercatori (figura ad esaurimento) e quasi-docenti in perenne attesa di fare il “salto” negli organici accademici.

Ora, anziché investire su un migliore orientamento, incentivando gli studenti e gettare le basi per proporre un’offerta formativa di livello, da anni è impegnata a ridurre spese e finanziamenti agli atenei. Proprio in questi giorni, il titolare del Miur, Stefania Giannini, ha firmato e pubblicato il decreto con il riparto del Fondo di finanziamento ordinario alle università statali e il decreto sul “costo standard” di formazione per studente in corso.

Si tratta di un sistema inedito, che punta ad agganciare lo stanziamento delle risorse non più a criteri storici, ma alla qualità e alla tipologia dei servizi offerti agli studenti. “Il decreto - assicurano dal Miur - tiene conto degli atenei situati in contesti economicamente più deboli, con clausole di salvaguardia che stabiliscono un tetto massimo di riduzione dei fondi pari al 3,5%, contro il 5% del 2013”. Tuttavia, fa notare l’Anief, sarà inevitabile che ad essere penalizzati da questa nuova distribuzione di circa il 20% delle risorse saranno gli atenei (e gli studenti) collocati nei contesti più svantaggiati, ad iniziare da quelli del Sud. Con un ulteriore inevitabile aumento degli abbandoni.


“La verità – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir - è che oggi in Italia non si investe adeguatamente per l’Università. E nemmeno si fa un orientamento adeguato: l’ultima legge, in merito, introdotta dall’ex ministro Maria Chiara Corrozza, è fallita clamorosamente. A rendere ancora più complicata la situazione è stato anche l’inasprimento delle tasse d’iscrizione, richieste dagli atenei agli studenti fuori corso, aumentate di cifre che vanno dal 25% al 100%”.

“Il problema – continua Pacifico – non è poi limitato alla fascia di età 30-34 anni. Ma va esteso a tutti gli italiani adulti: se si considerano tutti i cittadini che rientrano tra i 25 e i 64 anni, solo il 15% ha un livello di istruzione universitario. Meno della metà della media Ocse, dove i laureati in questo spazio anagrafico sono il 32%. E il futuro non promette nulla di buona, perchè nel frattempo, la percentuale di studenti quindicenni che spera di conseguire la laurea è scesa dal 51,1% del 2003 al 40,9% del 2009: assieme ai titoli di studio, ci stanno togliendo anche la speranza”.

Per approfondimenti:


30 gennaio 2015              

LISBONA. Rifare paesaggi 2015. Seminario internazionale di progettazione

ACMA SEMINARI

Rifare paesaggi

Seminario internazionale di progettazione

Lisbona è una delle aree metropolitane più estese della Penisola Iberica e più interessante sotto il profilo architettonico e paesaggistico. Una svolta è stata possibile grazie a piccoli progetti diffusi sul territorio per infondere qualità nei quartieri con maggiori problematiche di integrazione tra cui alcune aree portuali dismesse lungo il fiume. Oggi Lisbona è considerata tra le capitali europee con maggior potenziale di sviluppo e crescita, la cui amministrazione supporta la progettazione urbana come incontro tra pubblico e privato a beneficio della collettività.

DIREZIONE Antonio Angelillo, João Nunes

IN COLLABORAZIONE CON Comune di Lisbona

ATTIVITA'/PROGRAMMA
Il seminario
di progettazione contempla una serie di apporti teorici giornalieri (lezioni dei docenti), una fase di esperienza del luogo, dibattito e presentazione delle proposte.

ISCRIZIONI
Il seminario si configura come un corso intensivo di perfezionamento ed aggiornamento rivolto a diplomati, studenti e laureati nelle discipline di carattere tecnico-scientifico legate alla gestione del territorio (architettura, architettura del paesaggio, ingegneria, scienze ambientali, scienze naturali, scienze agrarie e forestali, beni culturali, antropologia, sociologia, urbanistica, scienze e politica del territorio) e nelle discipline di arti visive. Sono richieste basi tecniche medie sulla ripresa fotografica. Le iscrizioni verranno raccolte fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto. Il corso di 100 ore fa parte del percorso del Master Internazionale in Architettura del Paesaggio, ed è aperto anche agli esterni. Qualora si intenda successivamente conseguire il titolo di master i crediti accumulati verranno riconosciuti all'atto dell'immatricolazione.

Per informazioni:

ACMA Centro di Architettura
via Conte Rosso, 34
Zona Ventura 20134 - Milano
Tel: +39 02.70639293
Fax: +39 02.87181725
Email: acma@acmaweb.com

Web site:
acmaweb.com
master.paesaggio.it
paesaggio.it

SCUOLA – Abbandoni record, in Italia lascia i banchi il triplo dei giovani iscritti nelle scuole dell’Est



Il dato si evidenza dal "Rapporto Italia 2015" dell'Eurispes, presentato oggi: la media nazionale è del 17%, contro quella europea dell’11,9%. Solo in Spagna, Portogallo, Malta e Romania la quantità di giovani che lascia prima i banchi di scuola è maggiore della nostra. Tra i Paesi che hanno meno alunni “dispersi” figurano, quasi incredibilmente, la Croazia (3,7%), la Slovenia (3,9%) e la Repubblica Ceca (5,4%).

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): il Governo deve puntare forte sugli stage in azienda, dovremmo imparare dalla Germania. Oltre che sul reintegro di tempo scuola e organici pre-riforma Gelmini. Ricordiamoci che un giovane che lascia la scuola presto quasi sempre diventa un Neet: ne abbiamo già 700mila tra i 15 ed i 25 anni.

In Italia gli "abbandoni" scolastici rimangono tra i più altri del vecchio Continente: secondo il "Rapporto Italia 2015" dell'Eurispes, presentato oggi, i numeri di alunni che lasciano la scuola prima dei 16 anni non sono "consoni a uno Stato avanzato". La media nazionale del fenomeno rimane sopra il livello di guardia: il 17%, contro la media europea che si attesta a quota 11,9%. Solo in Spagna, Portogallo, Malta e Romania la quantità di giovani che lascia prematuramente i banchi di scuola è maggiore della nostra. Per loro, come per l’Italia, l’obiettivo indicato da Bruxelles, il raggiungimento del 10% massimo entro il 2020, rimane quindi impossibile da centrare, almeno nel breve periodo.

Per comprendere la gravità di questa situazione stagnante, occorre ricordare che tra i Paesi che hanno meno alunni “dispersi” figurano la Croazia (3,7%), la Slovenia (3,9%) e la Repubblica Ceca (5,4%): tutte realtà, sulla “carta” meno floride dell’Italia, dove evidentemente il sistema scolastico e organizzativo è organizzato in modo tale da motivare adeguatamente il corpo studentesco.

“A far precipitare la situazione italiana – ricorda Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – è stata la politica al risparmio adottata per la scuola negli ultimi sei anni. Ad iniziare dalla riduzione di un sesto del tempo scuola: cancellando centinaia di ore di offerta formativa l’anno abbiamo fatto precipitare la nostra quantità formativa tra le più basse dell’area Ocse”.

Con la Legge 133/08, più di un sesto dell’orario scolastico, oggi l’Italia detiene il triste primato negativo di 4.455 ore studio complessive nell’istruzione primaria, rispetto alla media di 4.717 dell’area Ocse: non solo, alle ex elementari è subentrato anche il maestro “prevalente” che svolge 22 ore, con il resto dell’orario assegnato anche ad altri 4-5 colleghi. Come quello d’inglese, che però non è più specializzato. Il modello formativo ha quindi perso in qualità, precipitata, ma anche in identità. E non molto diversamente è andata per la scuola superiore di primo grado, dove oggi i nostri ragazzi passano sui banchi 2.970 ore l’anno, contro le 3.034 dei Paesi Ocse.

“Parallelamente, abbiamo assistito alla sparizione di 3.600 scuole e 200mila posti tra docenti e Ata, oltre che ingenti risorse sottratti agli istituti e al personale, il cui contratto è bloccato da cinque anni e rischia seriamente di rimane tale per quasi altrettanti. A fronte di questi tagli – continua Pacifico – non dobbiamo meravigliarci se poi perdiamo per strada il 17% degli alunni. E nemmeno se alle superiori spariscono 2 milioni e 900mila giovani, come è accaduto negli ultimi tre lustri. L’aspetto più grave è che questi ragazzi sono quasi sempre destinati ad allargare il numero dei Neet, l’esercito sempre più ampio di giovani che non studia e non lavora. E che troppo spesso va ad allargare le fila della criminalità organizzata”.

“Riattivare il numero di ore del 1998 sarebbe il vero toccasana – dice ancora il sindacalista Anief-Confedir – perché permetterebbe nello stesso tempo di ripristinare gli organici che avevamo fino a sei anni fa. Comportando, in tal modo, la creazione delle cattedre utili ad assumere non solo i 150mila docenti precari previsti dalla Buona Scuola attraverso sempre i fondi stanziati con i commi 3 e 4 della Legge di Stabilità 2015, ma anche le tante decine di migliaia di precari abilitati, oggi fuori delle GaE, che lo Stato continua ad utilizzare per le supplenze salvo poi considerarli ‘invisibili’ quando si tratta di assumerli”.

Anief torna ad appellarsi alle istituzioni, quindi, perché intraprendano una volta per tutte una seria politica di rilancio della scuola e di contrasto agli abbandoni. La prima modifica da attuare è portare l’obbligo formativo a 18 anni, come tentò nel 1999 il Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer. Parallelamente, servono fondi ulteriori, nazionali e europei, finalizzati a migliorare l’orientamento scolastico dei nostri alunni alle prese con la scelta del corso superiore. Come occorre mettersi in testa di allargare le quote di organico, soprattutto di docenti, in quelle aree del Paese dove la percentuale di alunni dispersi è maggiore, ad iniziare dalle Isole maggiori dove alle superiori vi sono province, su tutte Caltanissetta e Palermo, con punte di abbandoni che superano il 40%.

Ha fatto bene e deve insistere il Governo, invece, a fornire nuovi finanziamenti alle attività di alternanza scuola lavoro: un settore che negli ultimi anni, sconfessando i tanti annunci di rilancio, si è progressivamente sempre più “sgonfiato”, con i fondi per gli stage aziendali ormai ridotti del 97% rispetto a quelli inviati dal Miur-Mef appena 15 anni fa. Dai 345 milioni di euro l’anni stanziati nel 1999 per gli stage aziendali, si è passati agli 11 milioni di euro dell’anno scolastico in corso. Procedendo nel verso opposto di altri Paesi, come la Germania, dove anche in tempo di recessione si è continuato ad investire per le attività di formazione in azienda.

“Se si vuole pensare di ridurre l’altissima percentuale di alunni che lasciano la scuola prima del tempo, quelli che non arrivano alla maturità e i 700mila Neet tra i 15 ed i 25 anni – conclude Pacifico – bisogna invece puntare forte sui tirocini aziendali, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, dove gli abbandoni dei banchi sono hanno raggiunto livelli record. Non degni di un Paese moderno”.

Per approfondimenti:






30 gennaio 2015                   

Corso Social Media Training: Il Social Media Marketing in Pratica...

E' in partenza Social Media Training, il Corso Pratico di Sweb dedicato a chi vuole imparare a Lavorare e Fare Business sui Social Networks.

Si tratta di un'esperienza in aula della durata di 40 ore, con lezioni tenute da professionisti del settore e social media manager.

Ecco cosa imparerai:
- Realizzare strategie integrate di social media marketing
- Conoscere e utilizzare tutti i principali social networks per scopi di marketing
- Gestire social communities
- Pianificare, realizzare e monitorare campagne pubblicitarie sui social
- Valutare il ROI delle tue attività di social media marketing

INFORMAZIONI DETTAGLIATE SUL CORSO:
Data di inizio prossimo corso (orientativa) : Mercoledì 25 Febbraio 2015
Orario: dalle ore 16.00 alle ore 20.00
Frequenza: monosettimanale
Durata: 40 ore in aula
Location: Centro Alta Formazione Pratica by Sweb, in Viale Carlo Felice 103
- Roma (zona S. Giovanni): http://corsi-web.us8.list-manage.com/track/click?u=b82f0379c9c38ebb4b28d9764&id=6fcb9f74b1&e=abcc7438de
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza.

PROMOZIONE ATTIVA
Il Corso Social Media Training è in promozione.
Effettuando l'iscrizione entro 5 giorni dalla data di ricezione della presente mail, avrai diritto a ricevere uno SCONTO di 100,00 euro sul prezzo di listino del corso.

Per ulteriori informazioni sui costi, sul programma, sulle opportunità lavorative e di business del corso, saremmo ben lieti di poter parlare con te al riguardo, attraverso un colloquio telefonico. Se di tuo interesse, puoi inviarci una email indicandoci un recapito fisso e/o mobile e gli orari per Lei più consoni, sarà ns cura ricontattarti appena possibile.


Centro Alta Formazione Pratica by Sweb
Sweb Srl
Viale Carlo Felice, 103 – Roma
Tel. 067005444 (lunedì-venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13.30)
Tel. 3493856574 (lunedì-venerdì dalle ore 14.30 alle ore 18.30)
Email: altaformazione@corsi-web-roma.com

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LVenture Group: Inaugurazione Device Lab - Via G. Giolitti, 34 Roma - con la partecipazione di Maximo Ibarra, AD di Wind

Martedì 3 febbraio alle 11,30 in LUISS ENLABS, (Via G. Giolitti, 34 Roma) l'incubatore di LVenture Group, uno dei primi operatori di Seed Venture Capital quotati al mondo e il primo e unico quotato sul mercato MTA di Borsa Italiana, diamo ufficialmente il via ad un progetto cui teniamo moltissimo: il DEVICE LAB: il laboratorio in cui le startup potranno «testare» le proprie applicazioni su diversi dispositivi mobili, resi disponibili dalle case produttrici.

 

La PRIMA struttura in Italia realizzata nata dalla collaborazione con uno dei principali operatori del mercato delle tlc (WIND) e i maggiori produttori di device (Microsoft/Nokia, Samsung e Google insieme ad Intel), che renderanno disponibili i loro principali modelli presenti sul mercato e - in anteprima - quelli ancora non resi in commercio.

Il progetto sarà presentato dal nostro founder Luigi Capello e da Maximo Ibarra, AD di Wind.

 

Inaugurazione Device Lab Finale Wind Start Up Award - 3 febbraio 2015 - Wind Business Factor

“Approccio multidisciplinare al paziente affetto da Malattie Emorragiche Congenite (MEC).”



incontro medici/pazienti: sabato 31 gennaio  2015 - ore  10.00 

   Roma, NH Hotel Vittorio Veneto- Corso d’Italia, 1
     
 “Approccio multidisciplinare al paziente affetto da Malattie Emorragiche Congenite (MEC).” Un incontro medici/pazienti  organizzato da Elleventi si terrà sabato 31 gennaio 2015 presso l’NH Hotel Vittorio Veneto di Roma - Corso d’Italia, 1 basato sul tema dell’incontro del 30 gennaio e riguardante l’analisi delle malattie emorragiche congenite. 

Responsabile del Corso la professoressa Maria Gabriella Mazzucconi, Responsabile del Centro per le Malattie Emorragiche Congenite dell'Università di Roma "La Sapienza". 

 Tra le tematiche affrontate: I problemi dell’età di transizione dalla fanciullezza all’adolescenza, analizzando Il punto di vista di specialisti a confronto: dallo psicologo all’ematologo, dall’ortopedico fino alla testimonianza di un giovane paziente.

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