lunedì 30 gennaio 2017

ON. STEFANO DAMBRUOSO (BARI) RICEVE LAUREA HONORIS CAUSA DA RETTORE MARTINEZ

UNIVERSITÀ L.U.de.S.  CONFERISCE LAUREA HONORIS CAUSA A STEFANO DAMBRUOSO DI BARI

L'onorificenza è stata assegnata in occasione dell'apertura dell'anno accademico del Corso di laurea in Scienze criminologiche, investigative e della sicurezza

 

Lugano, 30 gennaio 2017 – E' stata conferita oggi all'ex magistrato e parlamentare Stefano Dambruoso la laurea honoris causa da parte della Libera Università degli Studi di Lugano (L.U.de.S.) con sede a Malta. 

L'onorificenza è assegnata dal Rettore Antonello Martinez in occasione dell'apertura dell'anno accademico del Corso di laurea in Scienze criminologiche, investigative e della sicurezza. 

Magistrato di punta nella lotta alla mafia, ha cominciato la sua attività ad Agrigento per poi passare a Palermo e infine alla DDA di Milano, dove è stato tra i pionieri delle investigazioni su Al Qaeda e sul terrorismo internazionale.

 

Nel corso della cerimonia, a cui hanno preso parte tra gli altri Giovanni Paciullo, Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia e Antonio Felice Uricchio, Rettore dell'Università degli Studi di Bari, sono stati nominati i nuovi Ufficiali della Consulta Accademica della L.U.de.S. Sono entrati a farne parte Giancarlo Elia Valori, ex presidente di Autostrade per l'Italia e dell'Unione Industriali di Roma, Clayton Day, direttore informatico della società d'investimento Celeran Ventures, e Alfredo Arpaia, ex parlamentare italiano e membro del bureau dell'Associazione europea per la difesa dei diritti umani.

 

"E' per me un onore – afferma il Rettore Martinez, fondatore e naming partner dello studio Martinez & Novebaci di Milano – conferire questo riconoscimento a un personaggio di grande valore internazionale, che per anni è stato impegnato nella lotta alla mafia e al terrorismo islamico. 

Un impegno professionale che rispecchia i valori propugnati dal nostro ateneo, che rappresenta un'eccellenza svizzera con cuore maltese".

 

La laurea honoris causa in Scienze criminologiche, investigative e della sicurezza, con specifico riferimento all'area dell'antiterrorismo, è stata conferita dalla L.U.de.S. all'Onorevole Dambruoso "alla luce della rilevante attività professionale, della cospicua e radicata cultura giuridica, della matura e continuativa opera investigativa prestata alla magistratura italiana, con nitide punte di merito nella lotta al terrorismo internazionale".

 



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ISTRUZIONE – Scuole all’estero, inaccettabile la legge delega approvata in CdM


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ISTRUZIONE – Scuole all'estero, inaccettabile la legge delega approvata in CdM: a rischio organici e diritti del personale, servono modifiche


L'attuale schema, in questi giorni all'esame delle commissioni parlamentari, diminuisce infatti ulteriormente l'indennità fissa di sede (-38% dal 2014 per docenti superiori), penalizza il rientro in Italia (no al super-punteggio e sì ad ambiti territoriali), cancella le supplenze (ore aggiuntive obbligatorie per chi è in servizio), svilisce la dirigenza (lontana dall'ISE dei diplomatici), mortifica le reggenze (nessun esonero o indennità), introduce un tetto all'organico di sostegno (10 unità). 


Per il sindacato è un'operazione inconcepibile proseguire coi tagli ai corsi e alle docenze all'estero avviati durante il Governo Monti, che ha già ridotto il numero di corsi e di docenti in servizio fuori Italia, penalizzando la domanda e l'allargamento dell'identità culturale italiana nel mondo. 


Inoltre, solo nel 2015 un docente di scuola superiore, a seguito delle operazioni di spending review, ha perso il 12% di indennità di sede. 


Ora, con la proposta di riforma, si aggiungerebbe un'ulteriore perdita netta del 26%. Svariate le proposte di modifica presentate dal sindacato all'Atto n. 383.


Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non possiamo permettere che come 'ringraziamento' al servizio prestato dai precari nell'ultimo quinquennio si proceda alla loro cancellazione. 


Così come sono inaccettabili le probabili riduzioni di organici e gli spezzoni di ore. 

I problemi del precariato si risolvono invece riconoscendone dignità e parità di trattamento, alla luce anche delle ultime sentenze della Cassazione che equiparano il servizio pre-ruolo a quello di ruolo. 


Lo stesso vale per l'indennità tabellare, senza per forza rivolgersi a professionalità esterne non abilitate in Italia per le stesse materie. 


Se passa le delega, piuttosto che scegliere la sede e aver riconosciuto un super-punteggio, il personale si ritroverà suo malgrado nella 'bolgia' degli ambiti territoriali. 


Inoltre i nostri governanti sembrano non sapere affatto che 'reggere' una scuola all'estero, in assenza di un dirigente scolastico, non può prescindere dall'esonero dall'insegnamento e da un trattamento economico adeguato.




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Bergamo, docenti a lezione in Banca d’Italia - adesioni ancora aperte - 1 febbraio 2017 il via

Al via il primo febbraio l'iniziativa formativa in ambito economico e finanziario

 

Mercoledì primo febbraio alle 15 alla Banca d'Italia, nella sede di Bergamo città in viale Roma 1, prende il via con il primo appuntamento formativo la nuova edizione degli incontri in ambito economico e finanziario rivolti ai docenti delle scuole primarie e secondarie bergamasche (ci sono ancora alcuni posti disponibili, info sul sito www.istruzione.lombardia.gov.it/bergamo). 


"Siamo molto soddisfatti di quella che si sta profilando come una convinta adesione dei docenti delle scuole bergamasche agli interventi formativi che proponiamo anche quest'anno con un'iniziativa didattica loro dedicata, anche grazie alla fattiva collaborazione con l'Ufficio Scolastico Territoriale – dichiara Salvatore Gangone, Direttore Banca d'Italia filiale di Bergamo - La Banca d'Italia da vari anni partecipa attivamente alla promozione della formazione sui temi dell'economia e della legalità per migliorare la cultura finanziaria dei giovani. Come Banca d'Italia predisponiamo il materiale didattico e curiamo la formazione degli insegnanti che, a loro volta, affronteranno in classe con i loro studenti i temi trattati integrandoli nell'apprendimento curricolare attraverso moduli flessibili e autonomi, proprio per corrispondere al meglio alle specifiche esigenze dei diversi percorsi".


"Ringrazio la filiale di Bergamo della Banca d'Italia per la particolare attenzione al nostro territorio riconfermata anche quest'anno con l'organizzazione di un'edizione a livello locale della formazione rivolta ai docenti in ambito economico e finanziario dichiara Patrizia Grazianidirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo - Gli incontri rappresentano un'occasione importante di formazione perché poi i docenti possano realizzare in classe attività mirate all'insegnamento di Cittadinanza e Costituzioneanche usufruendo dei materiali didattici messi a disposizione. L'obiettivo è quello di diffondere, fin dalla scuola primaria, conoscenze finanziarie di baseIl conseguimento di un buon livello di cultura finanziaria rappresenta un requisito fondamentale per favorire la familiarità degli studenti con i temi finanziari e sviluppare nelle giovani generazioni competenze che consentano di operare scelte consapevoli per il futuro". 


L'iniziativa rientra nell'ambito della nona edizione del progetto di educazione finanziaria offerta dalla Banca d'Italia in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e viene svolta a cura della Filiale orobica di concerto con la Sede di Milano, che coordina il progetto a livello regionale. 

 

Sono previsti due distinti percorsi, articolati in moduli teorici e laboratorialiIl percorso base è organizzato su due interventi didattici: "La gestione del denaro. Scelte di risparmio e investimento: il rapporto rischio-rendimento" (il primo febbraio); "La moneta, i prezzi e le politiche economiche" (15 febbraio). 


Anche il percorso di approfondimento prevede due moduli: il primo sul "Rapporto tra banche e clienti: la tutela del cliente" (9 marzo); il secondo "Costruire la fiducia: la tecnologia a difesa dell'euro" (21 marzo). 

Tale percorso di approfondimento, pur essendo raccomandato ai docenti di materie economico-giuridiche curriculari e a quelli che hanno già seguito i moduli base, è comunque aperto a tutti i docenti interessati che abbiano fatto richiesta di partecipazione. 


Gli incontri si tengono presso la Filiale di Bergamo della Banca d'Italia, in viale Roma 1, dalle 15 alle 17.30. 


L'indirizzo e-mail per inoltrare le adesioni – ci sono infatti ancora alcuni posti disponibili - è bergamo.segreteria@bancaditalia.it, mentre i numeri di telefono dei referenti sono 035/3889416 – 3889415 – 3889423


Agli insegnanti destinatari degli incontri formativi verrà rilasciatoun attestato di frequenza e sarà messo a disposizione materiale didattico di supporto


Banca d'Italia precisa inoltre che, avendo ottenuto il riconoscimento di amministrazione pubblica che può svolgere corsi riconosciuti dal Miur ai sensi dell'articolo 1 comma 7 della Direttiva 170/2016, gli insegnanti avranno diritto a richiedere per la partecipazione l'esonero dall'attività di servizio.



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venerdì 27 gennaio 2017

SCUOLA – Imminente il concorso per Dirigenti scolastici, in palio 1.500 posti ma ne servono il doppio

La conferma è arrivata dal Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli: "è prossimo il bando", per consentire "di riportare alla normalità i carichi di lavoro dei colleghi già in servizio. Solo col concorso si potrà, infatti, risolvere l'annoso problema delle numerose reggenze" e dare l'opportunità di "progressione di carriera a quei docenti che siano interessati ad un nuovo ruolo". Il testo deve passare solo il vaglio del Ministero dell'economia, poi sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale dopo la comunicazione, che avverrà a brevissimo, alla presidenza del Consiglio dei ministri e il visto della Corte dei conti. Terminato questo iter, si procederà a chiedere al ministro della Funzione pubblica e al Mef l'autorizzazione definitiva.

 

Per la prima volta, i cinque anni di servizio minimo potranno essere raggiunti anche con il periodo di precariato, continuando però a escludere dalle prove concorsuali tutti i docenti precari già abilitati all'insegnamento. Il giovane sindacato, supportato da precise norme ordinarie e costituzionali, giudica illegittima tale esclusione: pertanto, ha deciso sin d'ora di ricorrere (entro il 13 febbraio) per far partecipare tutti i precari con cinque anni di serviziosvolto in scuole pubbliche o paritarie. Inoltre, il sindacato ritiene opportuno riservare una quota delle immissioni in ruolo ai vicari che hanno svolto per almeno tre anni il ruolo di reggente di un istituto. Aniefritiene, poi, che la quota dei posti messi a bando debba essere maggiorata: quelli indicati non tengono conto né del turn overné della quota eccedente prevista dalla legge, né, soprattutto, del fatto che i vincitori andranno "spalmati" su un triennio. Infine, si chiede l'approvazione urgente di una sanatoria per tutti i contenziosi pendenti.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con i prossimi pensionamenti degli attuali presidi, da settembre ci ritroveremo con quasi 2mila scuole prive di capo d'istituto e altrettante reggenze, con gli istituti che continueranno a essere gestiti a distanza. Non facendo, dunque, nemmeno tesoro di quanto accaduto quest'anno, con un Dirigente scolastico italiano su tre costretto a gestire in contemporanea fino a 20 plessiNon comprendiamo come si possa pensare di valorizzare la figura del preside della scuola pubblica continuando a fare economia sui suoi compensi, ma si eviti almeno di pensare di averne migliaia di meno di quelli necessari e indispensabili: tirando su paletti inutili, che ledono pure i diritti e privano la nostra scuola di forze fresche e giovani.

 

È imminente l'attesa pubblicazione del regolamento del concorso nazionale per diventare Dirigente scolastico: la conferma è giunta dal Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeliche, parlando in audizione presso la VII Commissione, ha detto "è prossimo il bando", per consentire "di riportare alla normalità i carichi di lavoro dei colleghi già in servizio. Solo col concorso si potrà infatti risolvere l'annoso problema delle numerose reggenze" e dare l'opportunità di "progressione di carriera a quei docenti che siano interessati ad un nuovo ruolo", ha aggiunto Fedeli.

 

Secondo quanto risulta ad Orizzonte Scuola"i posti che il Ministero ha chiesto di bandire sono 1.500. Un numero che copre tre anni di turnover, ma che deve ancora passare il vaglio del Ministero dell'economia. Il regolamento sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale dopo la comunicazione, che avverrà a brevissimo, alla presidenza del Consiglio dei ministri e il visto della Corte dei conti. Terminato questo iter, si procederà a chiedere al ministro della Funzione pubblica e al Mef l'autorizzazione a bandire il corso-concorso".

 

In base alle notizie che giungono, il regolamento non si discosterebbe molto da quello inviato qualche mese fa al Consiglio di Stato, che ha posto dei rilievi minimie agli altri organici competenti che debbono esprimere il dovuto parere sul testo. Rimane, dunque, in piedi la decisione del Miur di dare seguito solo in parte alla richiesta dell'Anief di considerare utile per il raggiungimento dei cinque anni di servizio minimo anche il periodo di precariato, continuando a escludere dalle prove concorsuali tutti i docenti precari già abilitati all'insegnamento.

 

Il giovane sindacato, supportato da precise norme ordinarie e costituzionali, giudica illegittima l'esclusione del personale precario dal concorso, benché in possesso dei titoli e dell'anzianità minima richiesta d'insegnamento svolto: pertanto, ha deciso sin d'ora di ricorrere per far partecipare tutti i precari con cinque anni di serviziosvolto nelle scuole pubbliche o paritarie. Inoltre, il sindacato ritiene logico e opportuno riservare una quota dei posti da assegnare per le immissioni in ruolo ai vicari che hanno svoltper almeno tre anni il ruolo di reggente di un istituto scolastico.

 

Anief ritiene anche che la quota di 1.500 posti da assegnare dopo il concorso – molto vicina alle attuali reggenze  debba essere maggiorata e nemmeno di poco: i posti banditi sono, infatti, quelli già vacanti e disponibili che però non tengono conto né del turn overné della quota eccedente prevista dalla legge, né, soprattutto, del fatto che i vincitori andranno "spalmati" su un triennio. Pertanto, i pensionamenti da considerare (alcune centinaia l'anno) sono da moltiplicare per treil concorso dovrebbe, quindi, essere bandito per un numero di dirigenze pubbliche da assegnare quasi raddoppiato. Infine, il sindacato chiede pubblicamente l'approvazione urgente di una sanatoria per tutti i contenziosi pendenti, non solo per quelli del concorso del 2004, attraverso l'organizzazione di un corso formativo ad hoc di 80 ore.

 

"Non riusciamo proprio a capire perché al Ministero dell'Istruzione si continui a ragionare su un concorso con posti messi sul 'bilancino' – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal -, poiché con i prossimi pensionamenti degli attuali presidi, da settembre ci ritroveremo con quasi 2mila scuole prive di capo d'istituto e altrettante reggenze, con gli istituti checontinueranno a essere gestiti a distanza. Non facendo, quindi, nemmeno tesoro di quanto accaduto nel corso di quest'anno, con un Dirigente scolastico italiano su tre costretto a gestire fino a 20 plessi 4mila alunni in cambio di un compenso aggiuntivo di 250-300 euro netti, che si aggiungono a quello iniziale di 2.400 euroIn pratica, quasi la metà di quanto guadagna un dirigente della PA". 

 

"Non comprendiamo come si possa pensare di valorizzare la figura del preside della scuola pubblica continuando a fare economia sui suoi compensi – continua Pacifico -, ma si eviti almeno di pensare di averne migliaia di meno di quelli necessari e indispensabili, tirando su paletti inutili e che ledono pure i diritti. Essendo, inoltre, l'età media degli attuali Dirigenti scolastici decisamente alta, aprire ai precari, seppustorici, farebbe bene pure a tutto il comparto. La scuola italiana ha, infatti, bisogno di forze fresche e giovani", conclude il sindacalista autonomo.

 

Anche le norme, del resto, stanno dalla parte del sindacato: con la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, i giudici amministrativi hanno confermato che per partecipare al concorso per Dirigenti non serve in modo tassativo aver sottoscritto un contratto a tempo indeterminato: per svolgere le prove selettive bisogna solo dimostrare di essere in possesso dell'adeguato titolo di studio e aver insegnato almeno 5 anni, ovviamente non continuativi. Il tutto, in linea con quanto statuito nel 2011 dalla Corte di Giustizia europea sul procedimento C-177/10. Il Tar del Lazio ha confermato la posizione con la sentenza n. 9729 del 16 settembre 2014, patrocinata dall'Anief, con cui si è stabilito che il servizio pre-ruolo debba essere valutato esattamente come quello di ruolo. 

 

Chi vuole, può sin d'ora presentare ricorso al Tar del Lazio, entro il 13 febbraio, per ottenere la partecipazione al concorso per diventare Dirigenti scolastici dei docenti precari abilitati: occorre essere in possesso di almeno 5 anni di servizio prestato in scuola statale o paritaria (per le modalità di adesione con il patrocinio del sindacato cliccare qui).

 

Si ricorda che Eurosofia, Ente Qualificato al Miur, in collaborazione con Anief, ha strutturato un efficace corso di preparazione al superamento della prova per il Concorso a Dirigente scolastico, affinché i candidati siano preparati ad affrontare le selezioni con una ricca conoscenza dell'istituzione e della legislazione scolastica, delle modalità gestionali e amministrative più idonee, nonché delle novità introdotte dalla "Buona Scuola".



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