venerdì 28 aprile 2017

SCUOLA – Cyberbullismo, il disegno di legge a tutela dei minori va approvato entro l’estate


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Lo ha chiesto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, nel corso di un incontro sul tema tenuto nel liceo Galileo Galilei di Palermo: sono passati due anni dalla prima approvazione del disegno di legge sul cyberbullismo ma nel frattempo il fenomeno, con tutte le sue devianze, ha assunto aspetti inquietanti. 

È ormai assodato che le diverse modifiche apportate al testo, offrono garanzie ad un impianto normativo maturo. 

L'emergenza dei fatti di cronaca, cui assistiamo purtroppo con sempre maggiore frequenza, ci induce a guardare alla sostanza del problema da arginare: bisogna approvare la legge senza indugi, perché i cittadini più giovani devono contare su un meccanismo regolativo e sanzionatorio che finalmente li tuteli dai pericoli del web. È bene che le nuove norme siano operative dal 1° settembre.

Il Ddl - dal titolo "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo" - verrà esaminato dall'Assemblea della Camera dei deputati a maggio, come stabilito dalla Conferenza dei capigruppo: dopo l'estensione al mondo degli adulti, attuata in seconda lettura, e il ripristino della mission iniziale, a tutela dei più giovani, il testo ha avuto nei giorni scorsi il via libera dalle Commissioni Giustizia e Cultura di Montecitorio. 

Nel testo del disegno di legge sono previste una serie di "azioni a carattere preventivo", assieme ad "una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l'attuazione degli interventi senza distinzione di età nell'ambito delle istituzioni scolastiche". 

È previsto, infine, il coinvolgimento attivo della scuola, a partire dai docenti, che dovranno essere formati adeguatamente.

Approvare entro l'estate il disegno di legge sul Cyberbullismo A.C. n. 3139-B, sulla promozione di un uso consapevole della rete da parte dei più giovani, giunto alla quarta lettura, dopo che a Palazzo Madama sono state apporta una serie di modifiche estensive che erano state introdotte dai deputati: a chiederlo è stato oggi Marcello Pacifico, nel suo intervento tenuto a Palermo, presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei, nel corso della manifestazione "Scelgo io! Digito positivo", organizzata dall'associazione Cuore e Parole Onlus, in collaborazione con l'Ufficio Scolastico per la Sicilia, con il supporto dell'Ente di formazione Eurosofia convenzionato con Anief, coordinata dal Ministero dell'Istruzione e finalizzata alla promozione dell'uso consapevole della Rete da parte dei giovani.

Il Ddl - dal titolo "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo" - verrà esaminato dall'Assemblea della Camera dei deputati a maggio, come stabilito dalla Conferenza dei capigruppo: dopo l'estensione al mondo degli adulti, attuata in seconda lettura, e il ripristino della mission iniziale, a tutela dei più giovani, il testo ha avuto nei giorni scorsi il via libera dalle Commissioni Giustizia e Cultura di Montecitorio. Pertanto, per essere approvato in via definitiva dovrà necessariamente avere un nuovo disco verde dal Senato.

"Sono passati due anni dalla prima approvazione del disegno di legge sul cyberbullismo – ha spiegato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ma nel frattempo il fenomeno, con tutte le sue devianze, ha assunto aspetti inquietanti. È ormai assodato che le diverse modifiche apportate al testo, offrono garanzie ad un impianto normativo maturo. L'emergenza dei fatti di cronaca, cui assistiamo purtroppo con sempre maggiore frequenza, ci induce a guardare alla sostanza del problema da arginare: bisogna approvare la legge senza indugi, perché i cittadini più giovani devono contare su un meccanismo regolativo e sanzionatorio che finalmente li tuteli dai pericoli del web. È bene che le nuove norme siano quindi applicabili e operative con l'avvio del prossimo anno scolastico", ha concluso il sindacalista autonomo.

Dal dibattito tenuto oggi al liceo Galilei di Palermo, a cui hanno partecipato oltre 300 studenti e docenti, è emerso che la Rete va considerata una risorsa da fruire non da spettatori passivi, ma da cittadini attivi e solidali, i quali devono essere messi nelle condizioni di difendersi dai periodici attacchi digitali. Il tutto, partendo da azioni ed esempi positivi. Per questo motivo, l'approvazione del Ddl sul Cyberbullismo A.C. n. 3139-B diventa decisiva.

Nel testo del disegno di legge, infatti, sono previste una serie di "azioni a carattere preventivo", assieme ad "una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l'attuazione degli interventi senza distinzione di età nell'ambito delle istituzioni scolastiche". Tra questi provvedimenti, a tutela della sicurezza "del minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore che abbia subìto taluno degli atti" vessatori", è previsto anche quello di "inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet".

Tra i passaggi più rilevanti del Ddl, figura quello riguardante le "iniziative di informazione e di prevenzione del fenomeno del cyberbullismo rivolte ai cittadini, coinvolgendo primariamente i servizi socio-educativi presenti sul territorio in sinergia con le scuole", che in questo modo diventano protagoniste attive e consapevoli del fenomeno. Come centrale diventa la "raccolta di dati" finalizzata "al monitoraggio dell'evoluzione dei fenomeni, anche avvalendosi della collaborazione con la Polizia postale e delle comunicazioni e con altre Forze di polizia".

È anche prevista "per il triennio 2017-2019", la "formazione del personale scolastico, prevedendo la partecipazione di un proprio referente per ogni autonomia scolastica; la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all'interno dell'istituto scolastico in attività di peer education, nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo nelle scuole; la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti; un efficace sistema di governance diretto dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Dall'adozione delle linee di orientamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ogni istituto scolastico, nell'ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Ogni istituto scolastico, nell'ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente".

Come è fondamentale che gli uffici scolastici regionali promuovano "la pubblicazione di bandi per il finanziamento di progetti di particolare interesse elaborati da reti di scuole, in collaborazione con i servizi minorili dell'Amministrazione della giustizia, le prefetture – uffici territoriali del Governo, gli enti locali, i servizi territoriali, le Forze di polizia nonché associazioni ed enti, per promuovere sul territorio azioni integrate di contrasto del cyberbullismo e l'educazione alla legalità al fine di favorire nei ragazzi comportamenti di salvaguardia e di contrasto, agevolando e valorizzando il coinvolgimento di ogni altra istituzione competente, ente o associazione, operante a livello nazionale o territoriale, nell'ambito delle attività di formazione e sensibilizzazione". Il coinvolgimento degli "attori" scolastici riguarda, naturalmente anche i presidi e le famiglie degli alunni: "salvo che il fatto costituisca reato, il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo ne informa tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale ovvero i tutori dei minori coinvolti e attiva adeguate azioni di carattere educativo", si legge sempre nel Ddl".


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Primo Maggio: il CNCA Lombardia chiede di affrontare seriamente la "questione giovanile"

L'Italia è tra i Paesi europei con minor tasso di occupazione nella fascia 25-34 anni
Le 4 richieste di CNCA Lombardia

Milano, 28 aprile 2017 - “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Il pensiero va sempre più spesso a chi il lavoro non ce l’ha, a chi dopo anni di studio stringe tra le mani un titolo “impotente” nel mercato di lavoro, a chi saluta il suo Bel Paese per cercare fortuna all’estero…

È questo il 1 maggio di tanti giovani, troppi per esprimere solo rassegnazione.

Per questo il CNCA chiede  di tornare ad investire sul futuro: chiede di affrontare seriamente la “questione giovanile”.

Il 18 aprile 2017, durante le audizioni parlamentari in preparazione del DEF, Roberto Monducci - Direttore del Dipartimento per la produzione statistica (Istat) – evidenzia la gravità della situazione. 

L’Italia rimane tra i Paesi europei quello con il tasso di occupazione degli under 35 più basso:  tra i 25 e i 34 anni solo il 60,3% lavora e questa situazione, denuncia Monducci, "costituisce una criticità per il presente e il futuro di queste generazioni, che rischiano di non avere una storia contributiva adeguata". "Il loro scarso impiego - prosegue il direttore - inoltre, indica una grave situazione di sottoutilizzo di un segmento di popolazione ad elevato impatto potenziale sullo sviluppo economico del Paese".

Non è “solo” un problema economico, è una questione molto più complessa ed impatta sullo sviluppo sano della persona e sulla “salute” di un’intera comunità.

La marginalizzazione economica e sociale dei giovani ha generato infatti una profonda crisi della fiducia, spesso una rottura del patto di cittadinanza.

Sempre più spesso incontriamo giovani ripiegati su se stessi (anche con derive patologiche), e giovani che “fuggono” dalla comunità ed emigrano all’estero per costruirsi là un futuro: questo spreco di risorse non è sostenibile per nessuna società.

Carles Feixa Pàmpols, professore di Antropologia Sociale presso l´Università di Lleida, specializzato nello studio delle culture giovanili, parla apertamente di un “vero e proprio giovanicidio economico, sociale e simbolico”.

I giovani (in particolare la fascia 25-34 anni) sono essenziali per lo sviluppo economico, per produrre innovazione, per l’incremento demografico, per generare coesione sociale e senso civico. Senza i giovani siamo condannati a non avere futuro.

Il CNCA dal 2004 si occupa di politiche giovanili, promuovendo a livello nazionale e di singole federazioni regionali, reti tra organizzazioni che promuovono progetti e azioni a favore del protagonismo dei giovani e della loro cittadinanza attiva. 

Dal 2006 ha creato un network di politiche giovanili con le principali reti nazionali: rete Iter, CGM Gruppo cooperativo consorzio Mestieri, Politichegiovanili.it; CESV, CEMEA. 

Ci si è posizionati rispetto al Ministero (Dipartimento Gioventù e Welfare), promuovendo la partecipazione dei giovani e il loro contributo per lo sviluppo organico e competitivo dei sistemi locali, la universalizzazione dei diritti sociali e civili, la crescita della cultura della legalità e della giustizia. 

Ha collaborato con Italia Lavoro per una riflessione congiunta su Garanzia Giovani e sulle altre misure europee e nazionali di occupabilità dei giovani; in Lombardia ha partecipato all’avvio e consolidamento del tavolo inter-direzionale per la programmazione dei Piani Territoriali Giovani

Nell’ultimo anno, è stato avviato un dialogo strutturato (nazionale e regionale) sul raccordo giovani talenti e beni comuni, per la rigenerazione del tessuto economico, sociale, urbano.
  • Chiediamo alle istituzioni di investire con coraggio in formazione, occupabilità, senso civico e coesione sociale. 
  • Chiediamo un Piano nazionale per i giovani e lo sviluppo del Paese che integri le diverse competenze ministeriali agendo come “effetto leva” rispetto ad altre risorse pubbliche e private.
  • Chiediamo che gli interventi territoriali promuovano la partecipazione dei giovani alla programmazione e alla gestione degli interventi stessi.
  • Chiediamo di dare fiducia ai giovani, perché dando fiducia ai giovani rendiamo migliori le comunità che abitiamo.

Lavori del passato? Il futuro grazie alle opportunità della rete

“Mamma, da grande voglio fare il carpentiere!”: una richiesta che forse risuona un po’ strana ma che lancia lo spunto per una riflessione più allargata su tutti quei lavori manuali che viaggiano, per tradizione, in una dimensione offline dove le relazioni e le abilità artigianali rappresentano un valore concreto.

Imbianchino, idraulico, falegname, piastrellista, elettricista, pensiamo a quante energie muovono queste professioni. 

A livello fisico necessitano di impegno, dedizione, ‘sudore’, per portare a compimento il lavoro per cui i diversi profili vengono ingaggiati. 

A tutto ciò si aggiunge poi un coinvolgimento anche di carattere emotivo che richiede, accanto a competenze tecniche specifiche, soft skill di vario genere come savoir-faire, problem solving, leadership, necessariamente da affinare e da utilizzare con il cliente o con il proprio team.

Lavori ‘nobili’, una volta si utilizzava quest’espressione, che oggi più che mai rimangono tali (sono oltre il 79%, ad esempio, gli italiani che decidono di affidare i lavori di casa a figure specializzate, secondo i dati del Barometro dei servizi per la casa di Instapro) ma che vengono riscoperti all’interno di un gioco di ‘offline-online’ che tiene conto delle dinamiche digitali attuali. 

Per cui per essere imbianchino, o per aspirare ad altre professioni artigianali, ad esempio, è importante considerare anche la dimensione della rete, quale canale di personal branding e quale luogo virtuale dove poter incontrare l’utente.

Uno scenario ‘della tradizione’, spesso legato ad un modello di lavoro che si tramanda di generazione in generazione, che oggi si avvale anche del passaparola online: perché il mondo delle professioni ha subito un’importante evoluzione verso nuove opportunità, da ricercare sempre più anche nell’universo online.


Commenta Gianmarco Sessa, Country Manager Italia di Instapro - "Lavori come quelli dell’idraulico, dell’installatore o dell’imbianchino sono sempre stati mestieri ‘offline per antonomasia’. Di fronte alla necessità di rintracciare un professionista qualificato è sempre stata consuetudine diffusa chiedere un consiglio ‘a voce’ ad amici o parenti. Ma oggi la rete offre innumerevoli possibilità, il consumatore è online ed utilizza internet per le sue ricerche, una tendenza che il mondo dei professionisti della casa deve cogliere e saper sfruttare al meglio. Sulla piattaforma Instapro, per esempio, in un solo anno è quasi triplicato il numero dei professionisti iscritti, da 2.950 di marzo 2016 a 8.778 di marzo 2017: tutti professionisti della casa offline ‘evoluti’, per cui la dimensione online è già realtà. Abbiamo anche una presenza di professioniste donne, segno che questo trend abbraccia anche un pubblico femminile. Forse un’ispirazione per le nuove generazioni?”.

Istruzione: ENEA presenta i nuovi percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro

Nel numero odierno di ENEAinform@

In primo pianoOltre 300 ragazzi coinvolti, 15 tra licei, istituti tecnici e professionali di 5 regioni e 6 centri ENEA quali sedi ospitanti: sono questi alcuni dei numeri che caratterizzano i nuovi percorsi ENEA di Alternanza Scuola-Lavoro incentrati su tecnologie hi-tech, beni culturali, efficienza energetica, sostenibilità e clima. 

All’evento di presentazione hanno partecipato docenti, studenti e ricercatori. 

La ministra dell’Istruzione Fedeli ha commentato: “Lavoriamo per formare cittadine e cittadini protagonisti del domani”. 

www.enea.it/it/Stampa/news/istruzione-al-via-i-primi-percorsi-enea-di-alternanza-scuola-lavoro
Tra le altre notizieUn nuovo sistema di previsione oraria dell’inquinamento atmosferico a 3-5 giorni su aree grandi come un piccolo comune italiano, un livello di dettaglio mai raggiunto prima su scala nazionale. 


Lo ha messo a punto l’ENEA per supportare politiche e azioni dei ministeri dell’Ambiente e della Salute e delle amministrazioni locali in materia di qualità dell’aria. 

Inoltre, l’Agenzia ha realizzato la prima mappa italiana degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute con informazioni su mortalità per età, sesso e patologia a livello di singolo comune

www.enea.it/it/Stampa/news/ambiente-e-salute-enea-sistemi-innovativi-per-affrontare-emergenze-smog

IL 40% DEGLI ITALIANI HA PERSO OPPORTUNITÀ LAVORATIVE A CAUSA DEL PROPRIO LIVELLO D’INGLESE

1 maggio – Festa del lavoro
I giovani, i più danneggiati dai requisiti linguistici sul lavoro

Un recente studio realizzato da ABA English tra oltre 5.700 persone di diversi paesi, tra cui 1.900 italiani, rivela che: 
  • Il 40% degli italiani dichiara di avere perso almeno un'occasione lavorativa a causa del proprio livello d'inglese; il problema è più marcato tra i giovani, dove il tasso raggiunge il 54%
  • L'inglese è la lingua più richiesta sul posto di lavoro per il 76% degli italiani
  • Le persone più giovani studiano l'inglese per lavoro mentre le persone over45 per ragioni personali

Milano, 28 aprile 2017 Raggiungere un elevato livello di inglese è una caratteristica sempre più richiesta dalle imprese di tutto il mondo. 

Un'ottima conoscenza della lingua è fondamentale per farsi spazio in un mercato del lavoro sempre più competitivo. 

Questo è quanto riflette il sondaggio condotto da ABA English, scuola di inglese online, con oltre 15 milioni di studenti in tutto il mondo.

Secondo il sondaggio, il 40% degli italiani dichiara di aver perso un'opportunità di lavoro (nuovo o promozione) a causa di una scarsa conoscenza della lingua inglese. 

I Millennial e la Generazione X, ovvero le fasce d'età tra i 20 e i 45 anni sono i più colpiti professionalmente per la scarsa conoscenza dell'inglese, visto che ben il 54% di loro dichiara di aver sofferto a livello lavorativo per la mancata padronanza della lingua. 

Diversa la situazione tra i Baby Boomer, ovvero gli over 45, tra cui la percentuale di persone colpite a livello lavorativo per la conoscenza della lingua scende al 34%.
Credi di aver perso opportunità professionali a causa del tuo livello d'inglese? NO SI
Dai 20 ai 45 anni 46% 54%
Oltre i 45 anni 66% 34%
Questa differenza generazionale potrebbe essere spiegata con la crescente importanza della lingua inglese in tutti i settori, tra cui quello professionale, dove l'internazionalizzazione delle aziende gioca un ruolo fondamentale. 

Di fatto, il 77% degli intervistati ritiene che la conoscenza della lingua inglese sul posto di lavoro sia in constante aumento e sia superiore oggi che nei giorni pre-crisi economica.

Le ragioni per studiare l'inglese, variano in base all'età
Dal sondaggio emerge anche che i motivi per studiare l'inglese variano in base all'età. Così, per i Millennials e la Generazione X predominano le ragioni lavorative (54%), mentre le ragioni legate alla crescita personale sono scelte solo dal 24%. 

I risultati cambiano completamente se la domanda viene fatta ai Baby Boomer che scelgono la crescita personale nel 39% dei casi, seguita da ragioni di lavoro (28%) e di viaggio (26%)
Ragioni per imparare l'inglese Per lavoro Personali Per viaggiare Per comunicare con famiglia e amici Studio
(gruppi generazionali rilevanti)
Dai 20 ai 45 anni 54% 24% 16% 2% 4%
Oltre i 45 anni 28% 39% 26% 5% 2%

L'inglese, la lingua di lavoro per eccellenza
Oggigiorno l'inglese non solo è considerato la lingua franca per eccellenza, ma anche la più importante in ambito lavorativo. 

Di fatto, l'inglese è la lingua più richiesta nel proprio lavoro per ben il 76% degli italiani intervistati da ABA English.

Secondo lo studio, la domanda per l'inglese nel mondo del lavoro supera di molto quella per le altre lingue quali francese, tedesco o spagnolo che si ferma al 3% totale. 

Questo non accade solo in Italia, ma anche in Spagna e in Francia, dove l'inglese è la lingua più richiesta in ambito professionale rispettivamente per l'83% e il 61% degli intervistati.

Di fatto, la maggior parte degli italiani (74%) usa l'inglese nella propria attività professionale: il 48% sporadicamente, il 19% con frequenza e il 7% giornalmente.

Aumentano i colloqui in inglese
Secondo il recente sondaggio di ABA English, il 39% degli italiani riconosce che il proprio livello di inglese è stato valutato in sede di colloquio di lavoro, un tasso di quattordici punti superiore rispetto ai dati dello scorso anno (25%), un altro indicatore della crescita della domanda di questa lingua nel nostro paese. 

Una percentuale superiore tra i paesi presi in esame si riscontra solo in Messico, dove la vicinanza geografica fa sì che nel 54% dei casi gli intervistati abbiano dovuto sostenere un test di lingua durante un colloquio.
ABA English
Oltre 15 milioni di allievi ABA English imparano l'inglese attraverso una metodologia unica basata sull'apprendimento contestuale, che trasporta all'ambiente digitale web e mobile i principi dell'apprendimento naturale e intuitivo della lingua madre. 

Il corso di ABA English si serve di cortometraggi sviluppati appositamente per l'insegnamento dell'inglese che migliorano l'esperienza dell'utente da qualsiasi piattaforma. 

Dal suo lancio nel 2013, ABA English si è distinta come una startup atipica e il suo metodo di apprendimento è stato riconosciuto a livello internazionale. 

Ha ricevuto il premio come "Miglior App Educativa" ai Reimagine Education (premi conosciuti come gli 'Oscar dell'insegnamento"), è stata scelta da Apple tra le app consigliate e inclusa da Google tra le "Best of 2016".

Tra i vari accordi con istituzioni accademiche di primaria importanza, ABA English ha recentemente stretto un accordo con Cambridge English Language Assessment ed è diventata la prima accademia completamente digitale autorizzata a rilasciare i certificati ufficiali di Cambridge English. 

L'accademia, con sede a Barcellona, si contraddistingue per il suo carattere multinazionale e multidisciplinare. 
Quasi il 90% degli studenti risiede fuori dal territorio spagnolo. 

ABA English è composta da un team di oltre 70 professionisti di 20 diverse nazionalità con esperienza in varie aree. 

Per maggiori informazioni visita il sito internet www.abaenglish.com o su mobile: AppStore o GooglePlay.


“Scelgo io! Digito positivo” Giovani a confronto per costruire una Rete

Facciamo rete per difendere la Rete
"Scelgo io! Digito positivo"
Giovani a confronto per costruire una Rete migliore


Palermo – Domani- Venerdì 28 aprile 2017, dalle ore 9.30 alle ore 14.00, presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei di Palermo, si svolgerà la manifestazione "Scelgo io! Digito positivo" - nell'ambito delle iniziative promosse da "Generazioni Connesse", progetto coordinato dal Ministero dell'Istruzione e finalizzato alla promozione dell'uso consapevole della Rete presso i giovani.

La manifestazione organizzata dall'associazione Cuore e Parole Onlus, in collaborazione con l'Ufficio Scolastico per la Sicilia e con il supporto dell'Ente di formazione Eurosofia convenzionato con Anief, si propone di sensibilizzare gli studenti e i docenti rispetto al tema del bullismo e del cyberbullismo
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giovedì 27 aprile 2017

Parte il Corso Intensivo di Europrogettazione a Firenze




AL VIA IL CORSO INTENSIVO DI EUROPROGETTAZIONE - FIRENZE
Le date di Firenze, 8 - 10 maggio, sono confermate
I fondi europei sono il principale strumento di finanziamento di progetti e azioni di innovazione e sviluppo per Imprese, Enti pubblici e Organismi privati.
Anche i Professionisti hanno accesso a queste risorse che ammontano a livello comunitario a diverse centinaia di miliardi di euro (solo l'Italia dispone, nel periodo di programmazione 2014 - 2020, di circa 44 miliardi di euro a cui se ne aggiungono altri 20 di quota di cofinaziamento nazionale, senza contare le risorse disponibili attraverso i programmi europei).

Call comunitarie e bandi regionali costituiscono un panorama molto complesso che presuppone la conoscenza delle tipologie di opportunità disponibili e il possesso di capacità tecniche (progettuali e amministrative) per l'accesso e la gestione delle diverse misure. 
Saper identificare e utilizzare la risorsa più adatta rappresenta non solo un'importante leva di sviluppo, ma anche un'occasione di miglioramento e qualificazione personale che rafforza la propria posizione professionale e favorisce nuove prospettive di lavoro...
Firenze, 8 - 10 maggio (variata la sede del corso);  Bologna, 12 - 14 giugno
Pietro Pietro Viganò
Tel. 055 5320108


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