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venerdì 6 dicembre 2019

Sanità, Speranza: finanziamo nuove borse per gli specializzandi

Sanità, Speranza: "Finanziamo nuove borse per gli specializzandi"

 

"Dopo la laurea in medicina, troppi dei nostri giovani non hanno accesso al percorso di specializzazione perché il numero delle borse è insufficiente". Lo scrive su Facebook il Ministro della Salute, Roberto Speranza.
"La  specializzazione - aggiunge – è  indispensabile  per  lavorare  nel  nostro  Servizio Sanitario Nazionale, quindi questi ragazzi, nonostante la laurea, non possono realizzare il loro sogno e contribuire a rafforzare  il nostro  SSN. È  un'ingiustizia, oltre  che  una  grande perdita per tutti".
"Per questo siamo impegnati, già nella Legge di Bilancio, per finanziare nuove borse di specializzazione", conclude Speranza.



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giovedì 5 dicembre 2019

Formazione. Parte all’Università di Firenze il Master in Digital Transformation in collaborazione con IBM, Kinoa e Associazione Italiana Intelligenza Artificiale

Parte all'Università di Firenze il Master in Digital Transformation

in collaborazione con IBM, Kinoa e Associazione Italiana Intelligenza Artificiale

Aperte fino al 18 dicembre le iscrizioni al nuovo percorso formativo

su analisi, linguaggio e strumenti della rivoluzione digitale

 

L'impatto della rivoluzione digitale sulla sfera sociale, economica e politica delle nostre società ha cambiato il mondo del presente e ridefinito il concetto stesso di futuro. Per comprendere e progettare gli scenari dell'innovazione parte all'Università di Firenze il Master di primo livello in Digital Transformation: partner dell'iniziativa formativa sono l'IBM, una delle più grandi aziende di informatica al mondo, la start up innovativa Kinoa e l'Associazione Italiana Intelligenza Artificiale (AI*IA).

Leggere i cambiamenti e intuire le potenzialità della rivoluzione digitale, progettare strategie e interventi per gestire processi di innovazione all'interno dei processi aziendali di industria 4.0, nelle Pubbliche Amministrazioni e in tutti gli ambiti socio-economici che lo richiedono. Sono questi, insieme alla gestione professionale della comunicazione e dei nuovi linguaggi del digitale, i principali scopi del Master, che nasce dall'iniziativa del Dipartimento di Scienze politiche e sociali e del Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa dell'Ateneo fiorentino: 250 ore di insegnamento fra didattica frontale e attività di laboratorio interattivo su blockchain, intelligenza artificiale e data science, cui si aggiungono 150 ore di tirocinio presso le aziende partner e la possibilità di realizzare un progetto innovativo di trasformazione digitale.

Le iscrizioni al Master in Digital Transformation – che consente l'acquisizione di 60 crediti formativi universitari – sono aperte fino al 18 dicembre per un massimo di 25 posti disponibili. Le lezioni si svolgeranno presso il polo delle Scienze sociali il venerdì (ore 9-13 e 14-19) e il sabato (ore 9-14) e partiranno a gennaio 2020 per concludersi a novembre.

"Si tratta di un percorso formativo – spiega la coordinatrice Anna Pettini - volto ad arricchire il potenziale di laureati di tutti i settori disciplinari e aperto anche a professionisti che vogliano misurarsi con questi temi".  

Numerosi gli sbocchi lavorativi previsti: dal management e consulenza di Digital Innovation Hub, strutture private legate alla trasformazione digitale, incubatori di imprese e centri di trasferimento tecnologico, al digital marketing come esperto di comunicazione e social media manager in aziende tecnologiche, start up e anche Pubbliche Amministrazioni. Ma le competenze apprese possono aprire le porte anche all'autoimprenditorialità, fornendo strumenti, competenze e conoscenze per aprire una propria azienda tecnologica.



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mercoledì 4 dicembre 2019

Aideco presenta Basic Course in Dermatologia Cosmetologica ed Estetica


Basic Course in Dermatologia Cosmetologica ed Estetica
L'appuntamento organizzato da Aideco per approfondire le competenze mediche nell'ambito della dermatologia estetica e della cosmetologia

Si dice che lo studio nobilita l'uomo, lo sanno bene i medici, i farmacisti e gli operatori sanitari che devono rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità, che si tratti di una terapia particolare, di un farmaco appena uscito o di una normativa che entrerà in vigore a breve.
 
Il prossimo 12 dicembre si terrà a Roma, il Basic Course in Dermatologia Cosmetologica ed Estetica, organizzato da AIDECO (Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia). Il corso è dedicato soprattutto ai giovani specializzandi, dermatologi, medici di medicina estetica, chirurghi plastici e quegli operatori che vogliono acquisire le conoscenze necessarie o approfondire le proprie competenze nell'ambito della dermatologia estetica e della cosmetologia, materie che spesso non sono rappresentate nell'offerta formativa che proposta dalle varie scuole di specializzazione.
"Le esigenze dei pazienti si fanno sempre più specifiche, accanto alla cura delle malattie dermatologiche da cui sono affetti, richiedono con maggior frequenza anche consigli e prestazioni per risolvere problemi legati al precoce invecchiamento, o cercano un miglioramento del proprio aspetto. È il motivo per cui queste discipline sono diventate nel tempo sempre più importanti, soprattutto per quei medici che svolgono un'attività privata, al di fuori delle strutture pubbliche" afferma il Prof. Leonardo Celleno, presidente dell'Associazione e dermatologo.
Non solo teoria ma prevalentemente pratica, perché accanto ad un necessario inquadramento clinico delle tematiche affrontate, il corso propone a chi vi partecipa di conoscere ed applicare la soluzione migliore per ciascuna alterazione.
 
Gli argomenti del corso
Acne, couperose, laser sono alcuni degli argomenti che verranno trattati in modo specifico. Ma si affrontano anche problematiche cliniche come la rosacea, le cheratosi attiniche e seborroiche, di cui si forniscono sia le risposte di trattamento farmacologico sia le informazioni sulle metodiche di trattamento dermo-medicale quali peeling e laser.
Tra le ultime novità in campo terapeutico, si parla dell'utilizzo del laser che è sempre più importante nella dermatologia cosmetologica ed estetica, per questo durante il corso è presente un adeguato spazio per illustrare la terapia biofotonica ed il trattamento di quelle patologie ed inestetismi di più frequente riscontro.
Durante la giornata di corso si affrontano le problematiche relative ai capelli, da un punto di vista eziopatogenetico. In particolare verrà esposta la attuale situazione delle terapie e le future prospettive per il trattamento delle alopecie.
L'estetica del volto è uno degli argomenti che più interessa ai medici che si occupano di dermatologia cosmetologica ed estetica. Durante la sessione sarà possibile apprendere non solo le metodiche più utilizzate, ma anche le linee guida oggi indispensabili agli operatori del settore.
 
Appuntamento il 12 dicembre dalle 9:00 al NH Collection Roma Centro.


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martedì 3 dicembre 2019

FondItalia Rapporto 2019 Formazione continua

FondItalia, Fondo Paritetico lnterprofessionale Nazionale per la Formazione Continua, ha presentato il Rapporto 2019, in occasione del convegno "Il Futuro della formazione continua", alla presenza di Stanislao Di Piazza, Sottosegretario per il Lavoro e le Politiche Sociali.

In particolare, di seguito i principali dati dei primi 10 anni di attività di FondItalia: quasi 700mila lavoratori aderenti per oltre 125mila imprese provenienti da tutti i comparti, 4.300 progetti finanziati per un importo totale di oltre 54 milioni di euro e più di 3 milioni di ore di formazione erogata.

FONDITALIA, OLTRE 125MILA IMPRESE FORMATE IN 10 ANNI DI ATTIVITÀ

Circa l'89% delle imprese aderenti è costituito da microimprese con un numero di dipendenti
compreso da 1 a 9, il 66% delle imprese coinvolte in attività formative è localizzato al Sud e nelle Isole

Roma, 2 dicembre 2019 – Quasi 700mila lavoratori aderenti per oltre 125mila imprese provenienti da tutti i comparti, 4.300 progetti finanziati per un importo totale di oltre 54 milioni di euro e più di 3 milioni di ore di formazione erogata. Sono questi i numeri dei primi 10 anni di attività di FondItalia, Fondo Paritetico lnterprofessionale Nazionale per la Formazione Continua, che ha presentato il Rapporto 2019 in occasione del convegno "Il futuro della formazione continua", nella prestigiosa cornice di Casa dei Cavalieri di Rodi, alla presenza del Senatore Stanislao Di Piazza, Sottosegretario per il Lavoro e le Politiche Sociali.

 

"Nel corso dell'ultimo anno si è andato accentuando il dibattito sul ruolo dei Fondi Interprofessionali nel più ampio panorama delle politiche attive per il lavoro, - commenta Francesco Franco, Presidente FondItalia - Le proposte formulate dal Fondo sono, ad oggi, convogliate nell'idea di instituire un Osservatorio che, tenendo conto della visione delle Parti, università ed enti di ricerca coinvolte, consenta al Fondo di elaborare nuove opportunità per le imprese ed i lavoratori il più possibile pertinenti con le loro esigenze formative e di sviluppo."

 

"In uno scenario economico e produttivo estremamente dinamico, caratterizzato da un forte impulso tecnologico, si rende necessario concepire modi e strumenti per fotografare il presente e immaginare il futuro.  - aggiunge Egidio Sangue, Direttore FondItalia – É fondamentale lavorare per lo sviluppo di un sistema di politiche attive che sostengano processi di sviluppo, innovazione e trasformazione organizzativa delle imprese, al fine di orientare i lavoratori, accompagnandoli nei loro percorsi di crescita e cambiamento professionale."

 

Il Rapporto FondItalia in dettaglio

Il Fondo, che in questi dieci anni di attività (2009-2019) è cresciuto costantemente, si conferma il punto di riferimento per le microimprese (da 1 a 9 unità) che costituiscono l'89% delle imprese aderenti, in prevalenza localizzate nel Sud e nelle Isole (66%) e provenienti da settori diversi (Commercio al dettaglio 16%, Costruzioni 14%, Alberghiero e Ristorativo 12%).

L'ammontare delle risorse versate dalle imprese ha raggiunto oltre 89 milioni di euro (al 30 giugno 2019) e il 74% delle imprese aderenti a FondItalia non proviene da altri Fondi. "Quest'ultimo dato – sottolinea Franco - conferma la capacità del Fondo di attrarre una tipologia di imprese inizialmente escluse dal "Sistema Fondi", che hanno giovato dalla scelta compiuta da UGL e FederTerziario, di adottare strumenti solidaristici per favorire l'accesso alle risorse per la formazione anche a imprese micro e piccole".

 

Il profilo medio di chi viene formato è un lavoratore di genere maschile (61%) che lavora al Sud (41%), con età compresa prevalentemente tra i 35 e i 44 anni (29%), in possesso di licenza media (36%) o diploma di scuola media superiore (38%), di cittadinanza italiana (82%).

 

Tra le tematiche più ricorrenti, la formazione "obbligo di legge", che ha sempre rappresentato lo zoccolo duro, è in decremento (dal 48% al 23%), mentre cresce la formazione legata alla Gestione aziendale - risorse umane, qualità, logistica – e amministrazione. L'aula si conferma la modalità formativa più utilizzata.

 

FondItalia, che utilizza due canali principali di finanziamento (Conto Formativo monoaziendale e Conto di Rete pluriaziendale), può contare su oltre 300 Enti Attuatori accreditati. Nel biennio 2018 – 2019 sono già stati pubblicati 4 Avvisi FEMI, articolati in 9 sportelli, con una dotazione economica complessiva a quota 20milioni e 700.000 euro, per il finanziamento di Progetti a valere sui Conti di Rete e altrettante Linee Guida per il finanziamento di Progetti a valere sui Conti Formativi monoaziendali. 745 i progetti già approvati.

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FondItalia

Promosso da UGL, Unione Generale del Lavoro, tra i sindacati maggiormente rappresentativi in Italia, e da FederTerziario, organismo datoriale apartitico senza fine di lucro, Fondltalia è un Fondo Paritetico lnterprofessionale Nazionale per la Formazione Continua che finanzia progetti e programmi a supporto della formazione dei lavoratori.

Mission di FondItalia è promuovere una cultura della formazione nel contesto nazionale e finanziare progetti formativi aziendali, interaziendali ed individuali, compresi quelli in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

In particolare, il Fondo raccoglie e redistribuisce le risorse che, nella misura dello 0,30% del monte salari, le imprese possono destinare per legge ad attività formative, con la possibilità di scegliere se indirizzarle a un Fondo Interprofessionale, come FondItalia, o se lasciarle nelle casse dell'Inps alla gestione pubblica, senza la possibilità di intervenire sul loro utilizzo. Aderendo a FondItalia, invece, ogni azienda può utilizzare quanto versato per la definizione e la realizzazione di attività formative per investire sul proprio capitale umano. 



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Giovani apprendisti per le botteghe di Roma: ACLI Roma e Fondazione Terzo Pilastro lanciano il progetto "MADE IN MEDITERRANEO"

ACLI Roma e Fondazione Terzo Pilastro lanciano "MADE IN MEDITERRANEO", un progetto che prevede l'inserimento di 6 giovani, con un contratto di apprendistato, in 6 botteghe artigianali che operano nel cuore di Roma.

Il progetto, presentato oggi presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, punta a riaffermare il valore e l'importanza del lavoro artigiano, per favorire la sopravvivenza delle botteghe romane e l'avvicinamento e la formazione dei giovani in questo settore. 


LAVORO; ACLI ROMA E FONDAZIONE TERZO PILASTRO LANCIANO IL PROGETTO "MADE IN MEDITERRANEO", PER IL RECUPERO E IL RILANCIO DELL'ARTIGIANATO

Nasce "MADE IN MEDITERRANEO", un progetto che punta a riaffermare il valore e l'importanza degli antichi mestieri e del lavoro artigiano, per favorire la sopravvivenza e il ritorno delle botteghe artigiane a Roma, ma anche l'avvicinamento e la formazione dei giovani in questo settore, che può ancora offrire importanti opportunità occupazionali.

Il progetto è stato presentato oggi a Roma, presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, dalle ACLI di Roma e provincia con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, istituzione da tempo impegnata a sostenere e incentivare la realizzazione di iniziative fondate sui valori della solidarietà, della mutualità e dell'inclusione nelle zone più svantaggiate prevalentemente del Meridione d'Italia, del Mediterraneo e del Sud del Mondo, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele.

"Made in Mediterraneo" prevede l'inserimento di 6 giovani, con un contratto di apprendistato, in 6 botteghe artigianali che operano nel cuore di Roma: un laboratorio di pasta fatta in casa, una bottega di lavorazione del legno, una di restauro di libri antichi e una che si occupa di opere d'arte. In particolare, quest'ultima è stata anche impegnata nel restauro di alcuni lavori presenti nella basilica di San Silvestro, a L'Aquila, in seguito al terremoto del 2009. Tra le botteghe coinvolte nel progetto anche l'antica manifattura Cappelli che ha realizzato copricapi per molti personaggi famosi tra cui Madonna, Jude Law ed Enrico Montesano.

Alla presentazione sono intervenuti: Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma aps, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio Roma, Claudio Bianchi, coordinatore scientifico del progetto, Emiliano Monteverde, Assessore alle politiche sociali del Municipio Roma I Centro, Claudio Di Berardino, Assessore al lavoro della Regione Lazio.

Il Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, Prof. Emmanuele Emanuele ha affermato, a proposito del progetto: "In un momento storico in cui la globalizzazione incontrollata ha ormai sopraffatto il pianeta, i prodotti di massa si realizzano in serie e sono uguali a loro stessi ovunque (in Italia come in Giappone o negli Stati Uniti), gli acquisti si effettuano prevalentemente on-line ed i servizi passano per le App degli "smartphone", ritengo fermamente che le tradizioni artigiane di qualità – figlie di antichissime memorie e tratto distintivo e caratterizzante di ogni cultura – siano un valore da salvaguardare con tutte le nostre possibilità. Sono, peraltro, persuaso che contribuire a perpetuare in futuro l'attività delle botteghe artigiane – quelle stesse che hanno reso famosa l'Italia nel mondo – attraverso la formazione delle nuove generazioni, introducendole ed appassionandole a questo prezioso universo di conoscenze e tradizioni, significhi non soltanto salvaguardare la specificità del nostro Paese ma anche aprire nuove prospettive di studio ed occupazione per i giovani, in un momento in cui sia l'industria che l'agricoltura arrancano".

"Questo progetto – commenta Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma aps – ha un triplice obiettivo: sostenere le botteghe storiche, conservare, valorizzare e dare un futuro alla memoria degli antichi mestieri che hanno bisogno della forza della creatività delle giovani generazioni affinché la loro eredità non vada perduta, e infine formare i ragazzi ai mestieri manuali che ad oggi rappresentano una reale possibilità di inserimento nel mondo del lavoro il tutto per contribuire a tess coesione sociale. In questi settori, infatti, i giovani hanno voglia ed energia da investire, ce lo ha confermato anche la ricerca "il lavORO...nonostante tutto" che abbiamo realizzato insieme all'IREF su un campione di oltre 1000 giovani Romani e i cui risultati sono stati presentati nel maggio scorso, dalla quale è emerso che il 50,2% del campione si dichiara disponibile ad imparare un lavoro manuale mentre oltre il 40% ritiene che i mestieri manuali siano un lavoro come un altro e non un lavoro per chi non ha potuto studiare (10,6%) o un modo per evitare la disoccupazione (10%). C'è quindi una buona predisposizione che però va accompagnata e orientata per questo l'avvicinamento dei giovani al lavoro, attraverso molteplici iniziative e progetti, è uno dei pilastri dell'impegno che ACLI di Roma portano avanti per rimettere al centro il lavoro dignitoso quale perno di cittadinanza attiva e sviluppo integrale della persona e della comunità, con un approccio valoriale, educativo e al tempo stesso concreto".



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venerdì 22 novembre 2019

CvDay 2019: quasi mille presenze alla tredicesima edizione del più importante evento italiano della credit industry


 

 

CvDay 2019: quasi mille presenze

alla tredicesima edizione del più importante evento italiano della credit industry

 

Le quattro Sessioni Tematiche hanno coinvolto autorevoli relatori che si sono confrontati sulla tematica focus dell'appuntamento "Back to the future, dove sta andando l'industria del credito?"

 

22 novembre 2019 – Si è svolta nei giorni scorsi la tredicesima edizione di CvDay, l'evento - ideato e organizzato da Credit Village - che rappresenta il più importante e affermato appuntamento italiano del mondo dell'industria del credito. L'edizione 2019 ha registrato numeri molto soddisfacenti totalizzando quasi mille presenze, 32 Sponsor e 18 Media Partner.

Numerosi i commenti positivi ricevuti  da parte dei partecipanti, che hanno sottolineato la loro soddisfazione  verso i contenuti e le tematiche trattati, l'altissimo profilo degli Speaker intervenuti nei vari Panel e le grandi opportunità di networking offerte.

 

"Back to the future, dove sta andando l'industria del credito?" è stato il focus dell'appuntamento, tematica ispirata ai numerosi e veloci cambiamenti che stanno riguardando il mondo della credit industry che, più volte negli ultimi anni, si è trovato di fronte a una domanda disruptive: risolvere i propri problemi esclusivamente con l'innovazione e quindi spazzare via il "vecchio" è una scelta saggia? Quanto accaduto nell'ultimo periodo evidenzia che non lo è, il settore del credito non può abbandonarsi all'onda del "nuovo", ma deve riuscire a mettere a frutto le best practice realizzate negli anni per poter affrontare al meglio le nuove sfide.

 

Gli autorevoli relatori che hanno preso parte alla tredicesima edizione si sono confrontati in occasione delle  quattro sessioni tematiche in programma. La mattinata ha preso il via con la sessione moderata da Chiara Elisei, Co-Deputy Editor Debtwire Europe, "Curve di recupero, tra previsioni e realtà". Un tema assolutamente chiave nella gestione degli NPLs: come emerso nella discussione, sono due gli spunti di approfondimento su cui i relatori si sono maggiormente confrontati. Il primo è la necessità di allineamento di interessi tra l'investitore e il servicer: è stato evidenziato come, quando manca questo allineamento, le curve di recupero siano molto al di sotto delle previsioni del business plan. Il secondo punto è relativo all'importanza dei dati: tanto più i dati a disposizione sono di qualità e forniti in modo tempestivo, tanto maggiori sono le chance che ci sia rispetto del business plan e che le curve di recupero siano migliori.

A seguire si è parlato di "Lo stato dell'arte del servicing", con la moderazione di Valeria Gubellini, Executive Director – Credit Collection Cribis Credit Management. Dalla tavola rotonda è emerso che, anche le realtà più strutturate e consolidate, hanno un approccio agli investimenti day-by-day, frutto di una instabilità di mercato. La stabilità, infatti, consentirebbe di pianificare degli investimenti di medio-lungo periodo che sono necessari per affrontare le nuove sfide digital del futuro ma anche la customer journey di un cliente: è, infatti,  impensabile parlare di journey in assenza di una stabilità.

La mattinata si è conclusa con la sessione dal tema "L'evoluzione dello studio legale tra deontologia e performance" moderata da Christian Faggella, Managing Partner La Scala Società tra Avvocati, in cui è emerso, tra le altre cose, come gli studi legali e i servicer si trovino in questo momento ad affrontare la sfida del cambiamento. Devono cioè riuscire a trovare tra di loro le complementarietà che servono per fare sistema, competenze verticali di ciascuno che devono essere messe insieme al servizio di mandanti che hanno esigenze molto differenziate e molto sofisticate.

 

Il pomeriggio è stato dedicato al tema FinTech e alla sua applicazione nella credit industry. La sessione dal titolo "Il FinTech bussa alla porta della Credit Industry", moderata da Massimo Famularo, Chief FinTech Editor Credit Village Magazine, ha messo in evidenza come le tecnologie potranno rivoluzionare il mondo del credit management. Il dibattito ha voluto raccontare lo stato dell'arte dell'utilizzo delle innovazioni digital e chiarire come la tecnologia rimanga essenzialmente uno strumento, sicuramente rivoluzionario, i cui risultati dipendono però dalla consapevolezza e dalle capacità di chi lo utilizza.

 

CvDay da appuntamento al 2020!

martedì 19 novembre 2019

Il film DigitaLife selezionato tra le proposte di Agis Scuola

DigitaLife selezionato tra le proposte di Agis Scuola

Il film prodotto da Varese Web con Rai Cinema entra nelle proposte di Agis Scuola. Ecco come organizzare una proiezione in ambito scolastico

 

DigitaLife, il film prodotto da Varese Web con Rai Cinema e Fondazione Ente dello Spettacolo e diretto da Francesco G. Raganato, entra nelle proposte di Agis Scuola, punto fermo nei rapporti tra mondo della scuola e mondo dello spettacolo. Per richiedere di poter organizzare una proiezione del film nella propria città, basta prendere contatto con la produzione inviando una mail all'indirizzo digitalife.film@gmail.com.
Ogni anno, infatti, Agis Scuola pubblica e promuove la diffusione del catalogo "Film per le Scuole" che raggruppa schede didattiche sui film adatti alla visione in ambito scolastico di ogni ordine e grado. Il catalogo è reso a titolo gratuito alle scuole che ne facciano richiesta e in tempi utili perché queste possano inserire le proiezioni dei film scelti nel piano dell'offerta formativa.

Nato dall'idea di raccontare come internet e il digitale hanno cambiato la vita di tutti i giorni, il film si compone di oltre 50 storie, scelte tra le centinaia raccolte in quasi due anni di lavorazione. Un racconto collettivo realizzato con i contenuti video generati dagli utenti che tocca diversi argomenti: la nascita di internet, la perdita di una persona cara, il mondo del lavoro in evoluzione, la rinascita dopo una crisi, la ricerca di una felicità perduta, la possibilità di socializzare, viaggiare, condividere esperienze ed emozioni. Ma anche il terrorismo, il mondo dell'informazione, il cyberbullismo. Il tutto con una visione di speranza nel futuro.
DigitaLife è uscito nelle sale a gennaio 2019, da allora, per il docufilm, è iniziato un lungo tour promozionale che ha toccato diverse città italiane, riscuotendo un grande successo di pubblico.

«DigitaLife che entra nelle aule scolastiche è una notizia che mi riempie di orgoglio. Il pubblico migliore per questo film è rappresentato proprio dai ragazzi e ragazze in età scolare. Sono loro che vivono davvero una vita digitale - afferma il regista di Digitalife, Francesco G. Raganato. Questo film non gli insegnerà nulla, non darà delle risposte, ma gli farà fare tante domande. Dopotutto la scuola serve anche a questo. Quanto a me, sono contento di ritornare in classe in questo modo».
Entusiasta anche Marco Giovannelli, produttore e autore del film: «Siamo appena stati a Padova per l'apertura del festival Digital meet, andremo al Salone dei pagamenti a Milano. Questo dopo aver fatto iniziative e proiezione in quasi tutte le regioni d'Italia. Ogni volta restiamo colpiti dalla risposta degli spettatori. Per i più giovani è un'occasione particolare perché loro sono nativi digitali e conosco relativamente poco il cambiamento, ma il film non ha la propria energia nella tecnologia, ma nelle storie di vita. E queste arrivano a tutti, senza distinzione di età».



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