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venerdì 11 gennaio 2019

L’imprenditore Alfio Bardolla, Guru della formazione in Italia: «Briatore dichiara che l’università non è importante? Sbaglia, è una grande opportunità, i miei figli ci andranno»

L'imprenditore Alfio Bardolla, Guru della formazione in Italia: «Briatore dichiara che l'università non è importante? Sbaglia, è una grande opportunità, i miei figli ci andranno»

 

 

L'ultimo numero in edicola del settimanale Oggi contiene un lungo servizio dedicato a Flavio Briatore, nel quale l'imprenditore piemontese a capo del marchio Billionaire e residente a Monte Carlo ha parlato dei suoi attuali impegni lavorativi, del rapporto con la ex moglie Elisabetta Gregoraci e, per la prima volta, dei progetti per il futuro del suo primogenitoNathan Falco.

L'intervista ha toccato anche l'avvenire educativo del figlio, e le dichiarazioni controverse che Briatore ha rilasciato in merito sono state subito riprese da tutti i siti e quotidiani. 

L'imprenditore ha infatti dichiarato nell'intervista ad Oggi che «Nathan Falco sa che a 14 anni andrà in collegio in Svizzera a fare il liceo. Non può mica restare a Montecarlo a vita. Poi dopo il diploma verrà a lavorare con me. Se volesse fare l'università? Non ne vedo la ragione: sarò io formarlo. Se uno ha una vocazione deve essere libero di assecondarla, ma a me non serve un laureato, mi serve uno che porti avanti quello che ho costruito: se mi serve un commercialista o un avvocato lo chiamo e gli pago la parcella».

Le dichiarazioni hanno sollevato un immediato e prevedibile polverone mediatico, soprattutto alla luce delle statistiche sul tasso di abbandono universitario da parte degli studenti italiani, 

che rappresenta nel nostro Paese un problema storico e dalle dimensioni sempre più preoccupanti per il futuro delle nuove generazioni.

I dati diffusi dall'Eurostat nel 2018 piazzano infatti l'Italia al secondo posto in Europa, dietro soltanto alla Francia, per numero di giovani studenti che hanno rinunciato a conseguire una laurea, con oltre 524.000 addii anticipati

Un autentico paradosso, perché la decisone di istruirsi attraverso un'adeguata prosecuzione degli studi si rivela una scelta corretta e sempre più lungimirante. 

Lo dimostrano chiaramente i dati pubblicati dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, il centro studi che raccoglie informazioni e valutazioni dei laureati sul percorso accademico e sulla loro successiva condizione occupazionale.

All'interno della Sintesi del Rapporto 2018 si legge che nei cinque anni successivi al conseguimento del titolo di studio universitario, "il tasso di occupazione risulta pari all'87,8% per i laureati di primo livello e all'87,3% per i laureati magistrali biennali. Tali valori risultano in aumento, rispetto al 2015, di 2,2 e di 3,0 punti percentuali, e il confronto con la rilevazione del 2017mostra un incremento di 0,7 e di 3,0 punti percentuali".

E' dunque vero che il percorso universitario non è così rilevante per il futuro di un giovane? 

Non è di questo parere un altro imprenditore di successo, Alfio Bardolla, che in 20 anni di attività imprenditoriale ha creato un business milionario attraverso trenta aziende perfettamente operanti in diversi settori, culminate con la Alfio BardollaTraining Group sul mercato AIM di Milano, l'unica azienda di formazione esistente quotata in borsa

 

 

Il titolo, istituito nel 2017ha raggiunto delle ottime performance e la società è stata citata come esempio virtuoso in un articolo del Financial Times

Bardolla, che di affari e formazione se ne intende, l'università l'ha frequentata eccome, per la precisione Scienze Bancarie, Finanziare e Assicurative presso l'Università Cattolica di Milano, e ritiene che oggi più che mai proseguire gli studi sia fondamentale.

Per i suoi due figli immagina infatti un percorso educativo e professionale nel quale l'università giochi un ruolo importante, anche e soprattutto in vista di una preparazione per il mondo chedovranno affrontare in futuro; da qui la decisione di farli crescere entrambi come madrelingua inglese e con una conoscenza approfondita delle culture straniere.

Parte del business di Bardolla riguarda inoltre la vendita di corsi di formazione, e la sua non è dunque una difesa interessata del sistema universitario quanto più una convinzione maturata sul campo attraverso la sua esperienza personale, così sintetizzabile: «La laurea non è indispensabile per avere successo nella vita, ma fornisce indubbiamente delle solide basi per riuscirci, come tutte le statistiche dimostrano»

 



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martedì 8 gennaio 2019

Trovare lavoro. CartOrange cerca 100 consulenti di viaggio. Un lavoro smart per progettare e vendere a domicilio vacanze da sogno

CartOrange cerca 100 consulenti di viaggio

Un lavoro smart per progettare e vendere a domicilio vacanze da sogno

L'azienda che per prima in Italia ha puntato sui viaggi su misura venduti a domicilio traccia l'identikit del consulente ideale: flessibile, viaggiatore e digitale. 

La giornata lavorativa si gestisce in autonomia tra contatti con i clienti via web, appuntamenti di vendita e i corsi della CartOrange Academy in aula e online. 

 

Consulente di viaggio, una figura professionale sempre più richiesta e di tendenza. Mentre gli italiani tornano a viaggiare, si affermano nuove figure altamente specializzate per una clientela esigente, che desidera vacanze curate in ogni dettaglio e ricche di esperienze particolari. CartOrange è l'azienda che per prima in Italia, vent'anni fa, ha puntato sulla formula dei consulenti di viaggio: professionisti che vendono viaggi su misura, con la particolarità di non essere legati a sedi e orari di agenzia ma incontrando i clienti a domicilio, con orari flessibili. I collaboratori CartOrange sono molto richiesti dal mercato, tanto che l'azienda prevede di chiudere il 2018 con un giro d'affari a +18% e il numero di passeggeri a +15%.

Per questo, per il 2018/19 CartOrange cerca 100 consulenti di viaggio da inserire in tutta Italia, in particolare, 15 tra Veneto e Friuli-Venezia-Giulia, 35 tra Lombardia e Piemonte, 25 tra Emilia Romagna, Toscana a e Liguria e 25 tra Puglia, Campania e Sicilia.

 

Flessibilità e autonomia sono dunque due dei requisiti fondamentali di un consulente di viaggio di successo, un professionista che può organizzare il suo tempo in funzione degli obiettivi che si è prefissato. Ma com'è la giornata-tipo di un consulente di viaggio? «Non c'è mai un giorno uguale all'altro – spiega Silvia Poli, Responsabile dell'Ufficio Selezione di CartOrange –. Si può però affermare che un buon consulente organizza il proprio tempo tra comunicazione con la clientela, attraverso gli strumenti di marketing digitale, incontri di persona con i clienti, studio delle proposte su misura e preparazione dei preventivi, assistenza prima, durante dopo il viaggio. Una parte consistente del tempo va poi dedicata alla formazione, in aula oppure online, che in CartOrange è gratuita e continua, con aggiornamenti su prodotti, tendenze, tecniche di vendita e marketing. Per svolgere queste attività il consulente può avvalersi di un Travel Office CartOrange, uno spazio di coworking dove è possibile incontrare i clienti, confrontarsi con i colleghi, assistere alla formazione e organizzare eventi tematici per i clienti». Il tutto senza orari rigidi, ma con la possibilità di organizzarsi in modo efficiente e quindi anche di conciliare gli impegni familiari: «Questo è un plus che viene molto apprezzato dai consulenti – spiega sempre Silvia Poli –. Non essere legati a postazioni e orari da presidiare permette di gestire il proprio tempo in modo smart, per la maggiore soddisfazione del cliente ma anche del consulente».

Smart è una delle parole chiave per i consulenti di viaggio, che devono essere anche "digitali", spiega Silvia Poli: «Perché la nostra professione è basata anche sulle nuove tecnologie: i contatti con i clienti oggi si tengono anche attraverso il web, le chat, le app di messaggistica e i social media».

Infine, il consulente di viaggio di successo si ritaglia del tempo proprio per… viaggiare. «Non può essere altrimenti – conclude Silvia Poli –. Per realizzare i desideri dei clienti con proposte strutturate, ricche di esperienze e itinerari magari insoliti, bisogna essere prima di tutto dei viaggiatori. La curiosità per luoghi, popoli e culture di tutto il mondo è un elemento che non può mancare».

 

 

CartOrange - Viaggi su misura è la più grande azienda di Consulenti per Viaggiare®, attiva in Italia da quasi vent'anni con più di 500 professionisti e svariate filiali sul territorio nazionale. 



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sabato 29 dicembre 2018

Trovare lavoro. AMC Italia recluterà 1.700 nuovi venditori nel 2019

AMC Italia recluterà 1.700 nuovi venditori nel 2019

Inserimenti previsti in tutte le regioni italiane. Il 5 gennaio sarà inaugurato il nuovo quartier generale di Rozzano. Centro del business di AMC Italia sono i "party" al domicilio dei clienti

 

Una cucina sana ed equilibrata, ma allo stesso tempo gustosa e, perché no, anche facile e rapida, grazie all'innovazione tecnologica. È questo ciò che desiderano gli italiani, che a tavola sono sempre più attenti e consapevoli di ciò che mangiano, e quindi sono disposti a investire in prodotti di alta qualità. Si inserisce pienamente in questo trend il successo di AMC Italia, azienda leader dei sistemi di cottura, parte di un gruppo internazionale, che ha appena festeggiato i 55 anni di attività (in Italia è presente dal 1970) e, per moltissime famiglie, è diventata col tempo sinonimo di unità di cottura che durano una vita, con tecnologie avanzate per cucinare senza aggiunta di grassi e con funzioni di controllo di temperatura e risparmio del tempo.

 

L'azienda, il cui modello di business è basato sui "party" a casa dei clienti, chiude un 2018 di innovazione regalandosi una nuova sede di proprietà a Rozzano, moderna e ultratecnologica, che sarà inaugurata ufficialmente il 5 gennaio con un grande meeting in cui saranno annunciate le strategie per il 2019. «Strategie che, come sempre, avranno al centro le persone – spiega il direttore generale di AMC Italia Joerg Samulowitz –: per il 2019 abbiamo infatti in programma di inserire in tutta Italia 1.700 nuovi collaboratori, con focus nelle regioni dove non siamo ben rappresentati, come la Liguria, e altre dove intendiamo consolidare la nostra posizione, come la Sicilia.L'obiettivo a medio-lungo termine è quello di portare AMC in tutte le regioni italiane».

 

Le persone che decidono di entrare nell'organizzazione, dopo un periodo di formazione gratuita e affiancamento, diventeranno incaricate alla vendita dei prodotti tramite dimostrazioni nelle case. Il loro ruolo unirà all'aspetto della vendita anche quello consulenziale, come "Ambasciatori di benessere". Il lavoro è flessibile e dà spazio sia a chi desidera aggiungere un'entrata al proprio reddito, sia a chi punta ad una carriera professionale con guadagni più alti. «Le opportunità in un campo come il nostro, legato al food, sono molto attrattive – spiega Samulowitz – perché il mercato richiede sempre di più figure qualificate, in grado di proporre prodotti per la cucina di alto profilo, dalle mille potenzialità, adatti a un'alimentazione equilibrata».

 

La filosofia della sana e corretta alimentazione è alla base dell'attività di AMC Italia. Da sempre l'azienda punta su qualità e tecnologia e negli ultimi anni ha lanciato prodotti come Easyquick – coperchio che consente di cuocere a vapore con controllo totale della temperatura e risparmio del 50% del tempo, mantenendo inalterate le proprietà nutritive dei cibi – e Ovale Grill, la novità 2018: un'unità di cottura per grigliare sia in casa sia all'aperto senza aggiunta di oli e grassi.

«Questi e altri nuovi prodotti che lanceremo nel 2019 – spiega ancora Samulowitz – saranno protagonisti di numerose iniziative e showcooking, in tutte le nostre sedi italiane e in particolare nel nostro nuovo quartier generale di Rozzano, dove il rinnovato laboratorio del gusto AMC accoglierà non solo i nostri venditori, ma anche il pubblico».

 

Per candidarsi e ulteriori info: www.amc.info/it-it/diventare-consulente/cogli-la-tua-opportunita/

 

 

AMC Italia - "Mangiare meglio. Vivere meglio." è la filosofia di AMC Alfa Metalcraft Corporation Spa, azienda di vendita diretta leader mondiale nei sistemi di cottura di alta qualità in acciaio inossidabile. Dal 1963 AMC offre prodotti per cucinare in modo sano e gustoso e si dedica alla cultura del sano piacere. In Italia dal 1970, è presente in più di 35 paesi del Mondo con una rete vendita di oltre 18.000 collaboratori e distributori e più di 12 milioni di clienti. 

sabato 22 dicembre 2018

Sereni Orizzonti: 350 nuove assunzioni ed un fatturato 2018 da 160 milioni

Sereni Orizzonti è alla ricerca di personale: oltre 350 le posizioni aperte in tutta Italia

Il 2018 si chiude con 160 milioni di fatturato.

 

Con 75 residenze dedicate alla terza età e oltre una decina riservate a minori, Sereni Orizzonti riveste un ruolo da protagonista nel panorama italiano di settore. "Ospitiamo oltre 5000 anziani, occupiamo 2900 persone e, ormai da 5 anni, cresciamo del 30% annuo. Chiudiamo il 2018 con un fatturato di gruppo di 160 milioni" dichiara Massimo Blasoni, azionista di maggioranza del gruppo che costruisce e gestisce residenze sanitarie per anziani.

L'Azienda friulana continua con forza la sua espansione su tutto il territorio nazionale. E' di due mesi fa l'inaugurazione della Rsa costruita a Rodano in provincia di Milano a cui è seguita la settimana scorsa l'inaugurazione dell'ottava struttura sul territorio lombardo, nel bellissimo quartiere milanese di Lambrate. A ottobre ha aperto i battenti la residenza di San Mauro Torinese e per i primi di gennaio è previsto l'avvio dell'attività a Fiesco, nel cremasco, e a Genova a cui seguirà quella di due nuove realizzazioni in ultimazione in Veneto a Marcon e Cinto Caomaggiore. Gli 800 nuovi posti letto richiedono da subito oltre 350 assunzioni. Infermieri, fisioterapisti, operatori sociosanitari, personale ausiliario. 

I curricula possono essere inviati al sito sereniorizzonti .it, alla voce corporate - lavora con noi.



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mercoledì 19 dicembre 2018

Infermieri. Cives su venti anni e corsi di formazione maxi-emergenze

Vent'anni di Cives: gli infermieri nella protezione Civile. 

Al via i corsi nazionali per le maxi-emergenze

 

Gli infermieri sono anche volontari della salute e dell'assistenza. E lo sono con il Cives (Coordinamento infermieri volontari emergenza sanitaria), che fa capo alla Protezione civile e che ha festeggiato i suoi primi venti anni di operatività, essendo nato nel 1998.

Bilancio positivo del periodo trascorso, ma già il Cives punta al futuro. Come hanno spiegato alla celebrazione Federico Federighi, dirigente funzione sanità, e Massimo La Pietra, dirigente ufficio volontariato della Protezione Civile Nazionale, gli infermieri saranno da subito coinvolti nel progetto di alfabetizzazione delle maxi-emergenze che la Protezione civile sta mettendo in atto in tutta Italia.

Il progetto condiviso tra Cives, Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI) e Dipartimento di Protezione Civile, prevede una serie di incontri informativi che possano diffondere la cultura di Protezione Civile tra le figure infermieristiche del territorio che potrebbero essere interessate dal coinvolgimento nelle attività dei centri operativi a livello comunale provinciale e regionale in caso di calamità.

Il percorso dovrebbe essere strutturato in incontri della durata di 8 ore con un programma che ricalca le giornate di formazione che Cives Nazionale ha già proposto per tutto il 2017-2018 ai nuclei di tutta Italia.

La condivisione del progetto prevede che Cives assuma il ruolo di organizzatore degli eventi, che i funzionari del dipartimento di Protezione Civile siano in prima persona i relatori e che la FNOPI patrocini e monitori tutto il percorso.

Le figure infermieristiche interessate dalle giornate informative dovrebbero essere soprattutto i coordinatori infermieri del territorio, i coordinatori del 118 e i direttori infermieristici del territorio.

È necessario infatti che ogni tessera del mosaico che forma la macchina dei soccorsi in caso di emergenza sappia come coordinarsi e cosa può ottenere dagli altri componenti.

"E' il momento dell'urgenza infatti - hanno spiegato i responsabili della Protezione civile – quello che ha necessità di non far perdere nemmeno un minuto ai soccorsi per salvare vite e risolvere situazioni ai limiti della gestibilità. Poi nella successiva fase resta l'emergenza, la cui gestione è pur sempre difficile, ma che rientra di più nella normalità delle azioni proprie di ogni settore coinvolto"

I volontari del Cives, in particolare, svolgono la loro azione senza compensi e solo su autorizzazione delle aziende di appartenenza, come supporto a volte essenziale alle strutture e agli operatori del Servizio sanitario nazionale presenti sul territorio dove l'urgenza-emergenza ha origine e nel caso i responsabili dei soccorsi facciano scattare il meccanismo dei soccorsi provenienti anche da altre Regioni.

"L'organizzazione del volontariato nella Protezione civile come è presente e attivo in Italia – hanno sottolineato ancora i responsabili della Protezione civile - è unica nel suo genere probabilmente anche in Europa e nel mondo e questo ci ha fatto decidere e motivare il passo avanti rappresentato dall'organizzazione dei corsi grazie ai quali ogni professionista potrà intervenire nel minor tempo possibile con il massimo risultato. Ovviamente a favore e a supporto delle popolazioni colpite".

"Gli infermieri – ha sottolineato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), che durante l'evento è stata ufficialmente nominata direttore operativo ad honorem di Cives per averne assunto il ruolo con professionalità nel terremoto del centro Italia coordinando gli interventi richiesti alla professione – non si fermano però all'emergenza-urgenza, ma sono essenziali anche oltre, quando si dovrebbe essere in una normalità che purtroppo non è mai tale, ma resta solo un'assenza di urgenza, come ci hanno insegnato gli eventi catastrofici degli ultimi anni. Gli

infermieri in quel momento assumono il ruolo di case manager dell'assistenza ai cittadini, soprattutto se fragili e bisognosi di cure particolari, affiancandoli, seguendoli e coadiuvandoli anche dal punto di vista sociale nel recupero della condizione migliore possibile sia rispetto alla loro salute, sia allo stato d'animo che si crea in queste situazioni".

E questo anche perché, come ha sottolineato Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, intervenuto alla celebrazione "la professione infermieristica è attore dell'innovazione 'che serve' per la sostenibilità del Ssn, per la tutela dei diritti dei pazienti e per il contrasto alle disuguaglianze del diritto alla salute, presenti soprattutto nelle aree interne e più disagiate del Paese. È leva indispensabile per l'attuazione dello spostamento del baricentro del Ssn dall'ospedale al territorio, soprattutto attraverso l'esperienza dell'infermiere di famiglia. Un'esperienza che riavvicina la sanità ai cittadini, porta con elevate competenze professionali e umane il Ssn nelle case delle persone, facendone percepire sino in fondo il suo straordinario valore. Un Servizio sanitario lungimirante dovrebbe investire di più nella professione infermieristica e superare le resistenze al cambiamento che questa può e deve realizzare".

"Gli infermieri - ha aggiunto Aceti riferendosi al Cives - sono anche volontari dell'emergenza sanitaria, esempio di spontaneità, solidarietà e umanizzazione dell'assistenza nei momenti più difficili che vivono le comunità locali. Un valore, questo, che il SSN non deve comprimere, come purtroppo accade in alcuni casi per la carenza cronica di personale sanitario, ma al contrario che deve incoraggiare, promuovere e rafforzare. Un valore che i cittadini riconoscono, apprezzano e che considerano irrinunciabile".

"Dalla fine del 2016 a oggi - ha detto il presidente Cives, Maurizio Fiorda - Cives ha continuato il suo percorso di espansione e ha ridefinito la propria natura giuridica e organizzativa aderendo alla riforma del Terzo settore e dando la possibilità ai nuclei territoriali di avere una propria autonomia. Attraverso l'adesione al nuovo statuto abbiamo avuto la possibilità di poter far iscrivere negli elenchi di protezione civile regionali i vari nuclei che hanno aderito, oltre a dare un sostanziale aiuto economico con la ripartizione delle quote associative tra nazionale e provinciali.

Oggi Cives è presente in tredici regioni molte delle quali presentano più nuclei, e per il 2019, ormai alle porte, siamo in contatto per definire la costituzione di nuovi nuclei. Un occhio di riguardo lo ha avuto sempre la formazione, tassello fondamentale per poter avere dei professionisti che già hanno un background di competenze importanti ma che occorreva ulteriormente contestualizzare nell'ambito della protezione civile.

Per questo sono partiti nel 2017 numerosi corsi di formazione Ecm, gratuiti, aperti a tutti gli iscritti, in cui si sono formati diversi soci come formatori che hanno poi proposto nel loro ambito territoriale lo stesso percorso formativo. Da tutto questo è stato elaborato un manuale, frutto del lavoro di un gruppo di soci che hanno raccolto il lavoro fatto".

 




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Lavorare. 5 motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019

5 motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019

Comprare in salotto è l'esperienza d'acquisto che soddisfa le richieste dei consumatori contemporanei: consulenza personalizzata e possibilità di testare i prodotti, uniti alla comodità del servizio a domicilio. Il presidente di Univendita Ciro Sinatra: «Anche in tempi di crescita dell'e-commerce vince chi punta sul fattore umano»

 

 

Fare acquisti personalizzati, seguiti da un consulente esperto, con la possibilità di provare a casa con calma i prodotti e, magari, condividere il momento con amici e familiari, trasformando l'appuntamento di vendita in un piccolo evento. È l'essenza della vendita a domicilio, che si basa sul fattore umano: ponendosi da questo punto di vista comel'opposto degli acquisti online (eppure, è notizia recente che proprio Amazon manderà dei consulenti a casa di chi acquista prodotti hi-tech), la vendita a domicilio si rivela un modello apprezzato perché unisce la comodità, requisito ormai imprescindibile per il consumatore contemporaneo, con la sartorialità dell'esperienza d'acquisto, aspetto su cui l'e-commerce è carente.

«La vendita a domicilio è un modello vincente quando prodotti di alta qualità vengono presentati da professionisti competenti, capaci innanzitutto di ascoltare, orientare e consigliare»: osserva Ciro Sinatra, presidente di Univendita, associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende della vendita a domicilio. Aziende che propongono i prodotti più vari (cosmetici, alimentari, beni durevoli e di consumo per la casa, elettrodomestici e viaggi), fatturano 1,66 miliardi di euro (+1,8% nel 2017 rispetto al 2016) e danno lavoro a 158mila persone, per il 37% millennial sotto i 35 anni.

 

Forte quindi di una base di venditori giovani, oltre che motivati e preparati, e di una proposta di prodotti di qualità che non si trovano in commercio attraverso altri canali, la vendita a domicilio è capace di offrire una customer experience unica nel suo genere, in linea con le aspettative del mercato. Secondo Univendita, sono cinque i motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019.

 

  1. Acquisti senza muoversi da casa – Una comodità che i consumatori apprezzano e ricercano sempre di più e che nella vendita diretta si realizza attraverso due modelli, il porta a porta e il party plan (vendita per appuntamento). «In entrambi c'è un'alta componente di servizio, con il venditore che si reca a casa del cliente in orari flessibili, anche la sera o nel weekend» spiega Sinatra.
  2. Prodotti da toccare con mano – Un ambito in cui la vendita a domicilio non teme confronti: nessun altro metodo di vendita prevede la dimostrazione nell'ambiente domestico. «Poter testare i prodotti in situazioni reali è un vantaggio apprezzato, perché permette di essere sicuri di ciò che si acquista» sottolinea il presidente di Univendita.
  3. Consulenza personalizzata e competente – Chi fa acquisti a domicilio allaccia un rapporto diretto con un venditore che sa dare consigli giusti e personalizzati per ogni cliente. «Ed è un rapporto che nella maggior parte dei casi poi continua nel tempo – spiega Sinatra –. Non a caso molte imprese associate Univendita sono aziende storiche, caratterizzate da una grande fedeltà della clientela».
  4. Consegna a domicilio – È un aspetto al quale i consumatori sono ormai sempre più abituati, «Un servizio che viene apprezzato in particolare per i prodotti ingombranti come gli elettrodomestici o per i surgelati, dove c'è la garanzia della non interruzione della catena del freddo» fa notare Sinatra.
  5. Assistenza post vendita puntuale ed efficace – Il cliente si interfaccia con l'azienda innanzitutto attraverso il venditore, che ha un nome e un volto, e non attraverso lo schermo di un computer, un call center o un robot, come succede nell'e-commerce. «Anche dopo la vendita, l'incaricato è sempre disponibile per fornire un supporto al cliente» conclude Sinatra.

 

Univendita

Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d'ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l'eccellenza della vendita diretta a domicilio. All'associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia - divisione Bimby, Vorwerk Italia - divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l'eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l'obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell'intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).



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venerdì 14 dicembre 2018

Jobtome studia dove gli utenti cercano lavoro: il 65 percento da agenzie e GDO il settore più ricercato

JOBTOME STUDIA DOVE GLI UTENTI CERCANO LAVORO

Il 65% consulta le offerte di lavoro da agenzie e, per quanto riguarda il settore più ricercato, la GDO conquista la prima posizione.

L'Osservatorio Jobtome, dipartimento di analisi del mercato della società tecnologica tra le leader nel campo del recruitment online, ha analizzato le ricerche dei propri utenti per capire meglio dove gli italiani cercano lavoro e quali aziende preferiscono.

Studiando il comportamento di oltre 4 milioni di italiani, dal 1 gennaio 2018 al 1 dicembre 2018, è emerso come essi preferiscono affidarsi alle agenzie di lavoro. Oltre il 65% consulta, infatti, un'offerta proveniente da un'agenzia, contro il 35% che invece preferisce valutare le offerte provenienti direttamente da aziende

Oltre all'analisi del comportamento degli italiani durante il processo per trovare un posto di lavoro, l'Osservatorio Jobtome ha anche studiato le aziende e i settori che attirano il maggior interesse, in termini di numero di ricerche da parte degli utenti.

Gli italiani hanno dimostrato un notevole interesse nel settore della GDO con Esselunga in testa con quasi l'8% delle preferenze. Una persona su otto, che effettua una ricerca su Jobtome, vorrebbe infatti lavorare in Esselunga. Subito dopo, Ikea, con il 6%, e Lidl con il 4%.

Non solo il settore della GDO, gli italiani hanno dimostrato anche un importante interesse per il settore bancario e finanziario. Dall'analisi dei dati, effettuate dall'Osservatorio Jobtome, si evince, infatti, che Unicredit e Deloitte si posizionano subito dopo i player della GDO.

Le analisi condotte dimostrano sempre più che, al di là delle tipologie di settori del possibile impiego futuro, gli italiani, nella fase di job search, sono sempre più alla ricerca di una soluzione che sia semplice, intuitiva e personalizzata in base alle proprie esigenze.
Le agenzie attive nel campo del job recruitment, Jobtome in primis, diventano quindi attori fondamentali per far incontrare i talenti e le aziende in un mercato, come quello del lavoro, che cambia ogni giorno.

"Nel corso degli ultimi anni, la crescente trasformazione in atto nel mercato del lavoro ha rivoluzionato le strategie di gestione del personale delle aziende." – ha dichiarato Gabriele Borga, CEO Jobtome. "I dati analizzati dal nostro Osservatorio dimostrano, infatti, come sempre più aziende per avere maggiore flessibilità, decidano di appoggiarsi alle agenzie del lavoro per la ricerca di personale. Questo ha fatto sì che 2 offerte su 3 consultate nel nostro sito da oltre 4 milioni di italiani provenissero da queste ultime, e solo un terzo dalle aziende dirette. Nell'ambito aziendale resta la forte crescita della GDO e del settore bancario dove i brand hanno un forte peso ai fini della ricerca di lavoro degli italiani. Esselunga, in tal senso, è risultata essere in assoluto la società più ricercata." – aggiunge Borga.



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