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martedì 23 ottobre 2018

Sicilia, internazionalizzazione delle imprese tra Europa ed Emirati Arabi

Venerdì 26 ottobre, ore 15.30, Mercure Excelsior Hotel (Piazza Verga) - Catania

 

LA SICILIA COME PONTE TRA EUROPA ED EMIRATI ARABI

QUALI MODELLI DI SVILUPPO IN VISTA DI EXPO DUBAI 2020

 

Convegno organizzato da Ordine etneo Commercialisti, Regione Siciliana,

Comune di Catania, SAC Aeroporto, Camera Cooperazione italo-araba

 

CATANIA – «La Sicilia ponte sul mediterraneo tra Europa e Stati Arabi: un modello di sviluppo possibile»: questo il titolo del convegno che si svolgerà a Catania venerdì 26 ottobre, a partire dalle 15.30 presso il Mercure Excelsior Hotel (Piazza Verga 39). Un evento la cui importanza è sottolineata dall'autorevolezza degli enti organizzatori: Ordine etneo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Odcec), Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, Comune di Catania, SAC - Società Aeroporto Catania, Camera di Cooperazione italo-araba.

Obiettivo del convegno è informare e formare sulle opportunità d'incontro tra le realtà economiche siciliane e quelle degli Emirati Arabi, anche in vista del potenziale sviluppo finanziario, commerciale e culturale che si profila con l'Expo internazionale di Dubai 2020.

Apriranno i lavori: il presidente dell'Ordine Commercialisti Giorgio Sangiorgio, l'assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo, l'assessore comunale alle Attività produttive Ludovico Balsamo, e l'amministratore delegato SAC Nico Torrisi.

A seguire – con la moderazione del consigliere Odcec Marcello Murabito – interverranno: il commercialista Nicola Platania che relazionerà sul ruolo dei professionisti nell'internazionalizzazione; il presidente della Camera di Cooperazione italo-araba Mario Mancini, il quale si soffermerà sulle opportunità di business per le imprese siciliane nel mondo arabo; Carlo De Simone, responsabile Relazioni Esterne di Simest, la società italiana per le imprese all'estero; e infine Maria Cristina Zuddas dell'ente italiano di Certificazione Halal "Whad", la quale tratterà il tema "Italia Bayti: un progetto italiano per l'incoming e l'accoglienza in Italia del turista arabo e musulmano".

Inoltre, prenderanno la parola: il presidente e il direttore dell'ente bilaterale regionale Turismo Siciliano – rispettivamente Italo Mennella e Salvatore Scalisi – e il vicepresidente vicario di Confindustria Catania Angelo Di Martino.

L'incontro si concluderà con la presentazione dell'Esposizione Universale di Dubai 2020, attraverso la videoconferenza, in diretta dalla capitale araba, di Nicoletta Danieli, referente negli Emirati della Camera di Cooperazione.



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JOINTLY vince Premio 'AIF Adriano Olivetti' con Push To Open, programma welfare di orientamento a studio e lavoro

JOINTLY: il welfare condiviso vince il Premio 'AIF Adriano Olivetti' grazie al progetto di orientamento Push To Open

La startup a vocazione sociale, candidata nel corso della quarta edizione del premio ideato dall'Associazione Italiana Formatori, si è aggiudicata il 1° premio nella categoria 'Etica & Responsabilità Sociale' grazie a Push To Open, il suo progetto di orientamento all'università e al lavoro rivolto ai ragazzi di 4e 5superiore. 


Milano, 23 ottobre 2018 – JOINTLY-Il welfare condiviso si è aggiudicata ieri il 1° premio 'AIF Adriano Olivetti' per la categoria 'Etica & Responsabilità Sociale' grazie a Push To Open, il suo progetto di orientamento all'università e al lavoro rivolto ai figli degli oltre 350.000 dipendenti supportati in Italia dalla startup. Il Premio, giunto alla 4edizione, nasce dalla volontà dell'Associazione Italiana Formatori di diffondere le buone pratiche riguardanti percorsi innovativi di apprendimento e valorizzazione delle persone e di sviluppo delle organizzazioni. La premiazione si è tenuta a Milano presso Tim Espace alla presenza di venti giurati, per la maggior parte professionisti esperti nel mondo della formazione, provenienti da tutta Italia. 

Gli organizzatori del premio AIF Adriano Olivetti - nato per valorizzare professionisti, enti di formazione e aziende che abbiano ideato e realizzato progetti formativi e di valorizzazione del capitale umano – hanno premiato Push To Open scegliendolo tra 9 candidature. Il progetto di orientamento all'università e al lavoro, rivolto ai ragazzi di 4e 5superiore di tutta Italia è stato scelto per l'innovazione portata nel campo del welfare aziendale e per il supporto concreto fornito con il suo operato al miglioramento della condizione delle persone, in questo caso dei giovani, seguendo la scia del grande insegnamento di Adriano Olivetti.

"Siamo davvero lieti di questo riconoscimento", ha dichiarato Francesca Rizzi, CEO di JOINTLY-Il welfare condiviso. "Questo testimonia la qualità del nostro lavoro e l'innovazione che stiamo portando nel mondo del welfare grazie a Push To Open. Come emerso recentemente dal Primo Social Impact Report, redatto sulla base dei pareri di oltre 4.500 ragazzi, orientare i giovani al futuro e supportarli in un momento così delicato come la scelta del percorso da seguire non fa bene soltanto a loro. A beneficiarne sono anche famiglie e aziende. Da un lato i genitori riducono significativamente lo stress legato alla scelta dei propri figli, mentre dall'altro le aziende vedono conseguentemente crescere l'engagement dei dipendenti", ha concluso Rizzi.

Push To Open è il programma di JOINTLY ideato con le aziende per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro con l'obiettivo di orientarli e supportarli nelle loro scelte future grazie all'interazione con professionisti qualificati attraverso un percorso di quattro mesi strutturato con sessioni in streaming e di persona in azienda. Giunto quest'anno alla 5edizione, Push To Open ha finora supportato più di 4.500 ragazzi e ampliato ulteriormente il suo raggio d'azione grazie all'iniziativa nazionale #adottaunaclasse, che ha portato il welfare fuori dalle mura aziendali per generare valore sulla comunità e sul territorio. Da più di un anno, infatti, le aziende possono adottare classi di istituti superiori in tutta Italia per favorire una maggiore employability dei giovani.

Ad oggi Push To Open è stato messo a disposizione dei dipendenti da aziende come AstraZeneca, Bper, Enel, Eni, Gruppo AXA, SACE (Gruppo CDP), SEA-Aeroporti di Milano, UniCredit, Unipol.

 

JOINTLY – Il welfare condiviso

JOINTLY – Il welfare condiviso è una startup a vocazione sociale che nel 2014 ha creato una rete di condivisione e di progettazione di servizi di welfare aziendale.  Il risultato è una solida offerta di servizi innovativi e sostenibili, progettati sui bisogni delle persone e sulle reali possibilità delle aziende e realizzati con i migliori partner in tutta Italia. Con un network di oltre 40 aziende clienti, per un totale di 350.000 dipendenti su tutto il territorio nazionale, e oltre 300 partner, selezionati sulla base di rigorose procedure di accreditamento e volontà di fare rete, Jointly offre ai suoi clienti l'accesso a una piattaforma digitale unica nel suo genere e un circuito esclusivo di più di 5.000 servizi di welfare aziendale a sostegno dei bisogni della persona nelle diverse fasi della vita.

Scuola e Atlante 2018: ecco il Premio italiano per docenti innovatori

"Atlante 2018 - Italian Teacher Award"il premio tutto italiano per docenti innovatori


E' in gioco l'importanza di coloro che sostengono il grande impegno dell'istruzione dei ragazzi. Organizzato da United Network, con la collaborazione di Repubblica .it e di Repubblica@Scuola

 

 

I professori contano. E' da questa convinzione che parte "Atlante 2018 Italian Teacher Award", l'importante premio per docenti innovatori organizzato da United Network, con la collaborazione di Repubblica .it e di Repubblica@Scuola. Dalla convinzione che proprio ora, in questi anni in cui in cui il ruolo del docente non riceve la visibilità e il riconoscimento che merita, sia necessario mostrare il valore dei docenti italiani, ribadire l'importanza di coloro che sostengono il grande impegno dell'istruzione dei ragazzi e offrono ai giovani le mappe per interpretare il mondo con cui dovranno misurarsi.

 

L'obiettivo di Atlante 2018 è così quello di fare emergere, su una grande piattaforma digitale aperta a tutto il pubblico, i progetti, gli sforzi e le iniziative dei docenti della scuola italiana. Portare alle luce il grande lavoro che i professori svolgono all'interno delle aule degli istituti delle città e dei piccoli centri. Impegno svolto scontrandosi spesso con le difficoltà del contesto economico territoriale, con la mancanza di risorse e misurandosi con la necessità di conciliare le attività extra curriculari con l'insegnamento delle materie tradizionali. Il premio vuole essere un riconoscimento al lavoro fatto, ma anche uno strumento per permettere di dare risonanza alle buone pratiche e trovare diffusione tra le scuole italiane.

 

Possono partecipare a Atlante 2018 tutti i docenti italiani delle scuole primarie, medie e superiori italiane, sia paritarie che statali. Per farlo, i professori potranno pubblicare sul sito, nel periodo compreso tra il 15/10/18 e il 7/12/18, un testo in cui descrivono, in massimo 3.000 battute, un proprio progetto didattico, o anche più d'uno, già realizzato a scuola negli anni precedenti. Nella descrizione sintetica del progetto svolto, i docenti dovranno specificare i destinatari e indicare i risultati ottenuti. E' vietato inserire, per questioni di privacy, foto o video. Tale materiale di supporto sarà, se necessario e disponibile, richiesto in una fase successiva dalla Commissione ai docenti.  

 

I progetti saranno valutati da una Commissione Giudicatrice, composta da personalità della cultura e della scuola italiana, secondo i parametri di innovazione didattica, originalità, incidenza sugli studenti, integrazione di studenti disagiati e replicabilità.

 

Gli insegnanti autori dei primi 6 progetti classificati, vinceranno un viaggio didattico a New York a fine febbraio 2019 di una settimana (8 giorni/7 notti) trasporti, vitto e alloggio con sistemazione in camera singola inclusi, che prevede visite a realtà scolastiche newyorkesi attive sul piano della lotta alla dispersione scolastica e all'integrazione tra gli studenti, a scuole americane attive sul piano dell'innovazione tecnologica e confronto con strumenti di innovazione didattica.

 

lunedì 22 ottobre 2018

SICUREZZA: UECOOP, OLTRE 100MILA ADDETTI DA VIGILANTES A CASSEFORTI

SICUREZZA: UECOOP, OLTRE 100MILA ADDETTI DA VIGILANTES A CASSEFORTI

 

Hanno superato quota centomila gli occupati nel settore della sicurezza in Italia negli ultimi cinque anni. E' quanto emerge da uno studio dell'Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Registro delle Imprese in relazione alla ricerca del Sole24ore sulla criminalità nel Belpaese con oltre 6.600 reati commessi e denunciati ogni giorno ma in diminuzione del 2,3% su base annua, in linea con le flessioni degli anni precedenti. "Nonostante il numero complessivo dei reati sia in calo – spiega Gherardo Colombo, Presidente di Uecoop e storico componente del pool Mani Pulite – esiste nell'opinione pubblica una percezione di insicurezza che inevitabilmente porta anche a cercare soluzioni aggiuntive che rafforzino il senso di tranquillità in casa e sul lavoro". Fra servizi di vigilanza e investigazione, impianti di allarme e posa di inferriate e porte blindate – spiega Uecoop – in Italia ci sono 9.429 imprese, con la maggior concentrazione in Lombardia (1.833), Lazio (1.014), Campania (780), Piemonte (723) ed Emilia Romagna (715).  Con oltre duecentomila furti in casa ogni anno e 6 italiani su 10 che temono di trovarsi i ladri in salotto – sottolinea Uecoop – la difesa delle abitazioni e dei capannoni e la vigilanza su locali pubblici ed eventi, cantieri e autorimesse coinvolge sempre di più anche il mondo delle cooperative di sicurezza cresciuto dell'11% in cinque anni. I titolari di servizi di vigilanza ed investigazione – conclude Uecoop - sono in prevalenza uomini con le donne che pesano invece per il 7,5% delle imprese mentre il 6% delle realtà è guidata da persone con meno di 35 anni e non mancano neppure gli stranieri con il 3,6% delle aziende. 



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LAVORO: UECOOP, ALLARME WELFARE CON PIU’ OVER60 CHE TRENTENNI

LAVORO: UECOOP, ALLARME WELFARE CON PIU' OVER60 CHE TRENTENNI

E' necessario potenziare il sistema di welfare italiano con l'assistenza sociale e sanitaria unendo le forze del pubblico con quelle del privato per un razionale impiego delle risorse disponibili. E' l'allarme lanciato dall'Unione europea delle cooperative Uecoop in relazione allo storico sorpasso per la prima volta dal 1861 della popolazione over 60 sui trentenni con il 28,7% contro il 28,4% secondo l'Istituto di studi e ricerca Carlo Cattaneo su dati Istat. 


L'invecchiamento progressivo della popolazione pone la sfida di un'assistenza di qualità a lungo termine all'interno e all'esterno del perimetro della famiglia – spiega Uecoop – considerato che già oggi gli over 80 rappresentano circa il 7% di tutta la popolazione italiana con più di 4,2 milioni di persone fra cui 15.647 ultracentenari. Esiste la necessità – sottolinea Uecoop - di potenziare un sistema di welfare che metta insieme il meglio del pubblico e il meglio del privato con il mondo cooperativo che sta già garantendo assistenza e cura grazie a oltre 328mila addetti sul territorio nazionale. 

Mentre cresce anche la domanda di spazi presso le case di riposo che nel settore privato hanno registrato un aumento del 40% dei posti letto nel decennio compreso fra il 2006 e il 2016, mentre l'anno scorso ha sfiorato i 500 milioni di euro il valore degli investimenti da parte di società italiane e straniere per compravendite di strutture per anziani soprattutto nel nord e nel centro Italia fra Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana secondo il report di Collier International Italia. 

Considerato il trend di invecchiamento della popolazione – conclude Uecoop – diventa quindi strategico formare una platea di professionisti dell'assistenza in grado di seguire al meglio gli anziani dentro e fuori le residenze, ma considerato che i non autosufficienti sono già 2,5 milioni e raddoppieranno entro il 2030.

Confapi Milano: più lavoro e crescita attraverso i tirocini

Confapi Milano: piu' lavoro e crescita attraverso i tirocini


Presso la sede di Confapi Milano apre lo Sportello Tirocini, dedicato all'attivazione dei tirocini formativi extracurriculari. 
Un'iniziativa che l'associazione realizza in partnership con i professionisti della Fondazione Consulenti per il Lavoro.
                                                                                                     
Milano, 22 ottobre 2018. Buone notizie per le aziende che intendono avvalersi dei servizi di Confapi Milano. In collaborazione con una equipe di professionisti delegati della Fondazione Consulenti per il Lavoro, l'associazione attiva presso la sede di Milano lo Sportello Tirocini, un efficace strumento per l'inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro dei soggetti in cerca di occupazione. Con, in più, la possibilità per le aziende di valutare i tirocinanti in un congruo periodo di tempo, a costi contenuti e senza il vincolo di un rapporto di lavoro subordinato.

Rivolgendosi allo Sportello Tirocini, aziende e PMI potranno richiedere ai consulenti del lavoro il supporto per l'adempimento delle formalità necessarie per attivare un tirocinio: dalla redazione del progetto formativo alla nomina dei tutor per il monitoraggio delle attività svolte, dal calcolo delle indennità minime da corrispondere al tirocinante alla stipula delle coperture assicurative.

Introdotti nel 2011, i tirocini formativi extracurriculari sono ancora poco utilizzati. "Un vero peccato - dichiara l'avv. Nicola Spadafora, Presidente di Confapi Milano - perché si tratta di uno strumento in grado di offrire evidenti vantaggi per le imprese sia sotto il profilo economico, potendo le stesse godere, tra l'altro, del beneficio della de-contribuzione, sia sotto quello gestionale. Il datore di lavoro, infatti, può usufruire di prestazioni che, per legge, non costituiscono rapporti di lavoro subordinato".

Il tirocinio garantisce al contempo significativi benefici anche ai tirocinanti: può, infatti, rappresentare un'opportunità per inserirsi (o reinserirsi) in un mondo del lavoro talvolta chiuso e rigido in entrata. E i numeri lo dimostrano: è stato calcolato che quasi un tirocinio formativo su due attivato dai professionisti della Fondazione Consulenti per il Lavoro si trasforma in un rapporto di lavoro vero e proprio entro un mese. Dopo tre mesi il tasso di conversione raggiunge il 52,2%, per superare il 60% dopo sei mesi. 

E non è tutto: dal 2013 al 2017 i Consulenti del lavoro hanno creato oltre 45 mila nuovi posti di lavoro, utilizzando lo strumento dei tirocini formativi. "Con lo Sportello Tirocini, Confapi Milano intende favorire l'occupazione stabile - aggiunge Nicola Spadafora - grazie ad un percorso effettivo di messa in prova on the job di figure che molto spesso soffrono enormi difficoltà nell'inserimento o nel reinserimento nel mercato del lavoro. Ciò attraverso la promozione di uno strumento poco conosciuto e decisamente sottovalutato".

I vantaggi del tirocinio per lavoratori e aziende
Ai soggetti che devono inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro il tirocinio consente di vivere temporanee esperienze lavorative all'interno delle aziende. Questo strumento ha il merito di favorire il contatto diretto con il mondo del lavoro permettendo, attraverso l'interazione con le imprese, di adeguare il proprio percorso formativo ai mutamenti in atto nel mercato del lavoro.

Per le aziende il tirocinio rappresenta una valida opportunità per selezionare, avviare e inserire nel proprio organico nuove risorse e, al contempo, beneficiare di diversi vantaggi:

-          il tirocinio non si configura come un rapporto di lavoro subordinato;
-          la risorsa, durante il suo percorso formativo e di inserimento in azienda, può regolarmente essere adibita allo svolgimento di attività lavorative, pur restando l'azienda libera di interrompere e/o proseguire il rapporto a seconda della valutazione operata del soggetto;
-          le attività del tirocinante sono coperte da apposita polizza assicurativa e dalla copertura garantita dall'INAIL;
-          il periodo di inserimento può avere una durata variabile da 2 a 6 mesi, prorogabili una sola volta fino ad un massimo di 12 mesi;
-          il tirocinante ha diritto a percepire una indennità mensile priva di oneri contributivi (esenzione 100% contributi Inps). L'indennità mensile corrisposta al tirocinante è esente Irpef fino ad un massimo di 8.000,00 euro annui;
-          il rapporto di tirocinio, non configurandosi come rapporto di lavoro subordinato, non è gravato di ulteriori istituti economici quali: mensilità aggiuntive, TFR, ferie, permessi;
-          al termine del tirocinio, l'azienda può instaurare un rapporto lavorativo con il soggetto anche in forma di apprendistato professionalizzante con le relative agevolazioni.

Lo Sportello Tirocini è aperto ogni martedì, dalle 9.30 alle 11.30, presso la sede di Confapi Milano in via Boscovich, 14, Milano.

Confapi Milano
Associazione datoriale aderente alla Confederazione Nazionale Confapi (dal 1947 al servizio delle Piccole e Medie Imprese in Italia, oggi rappresenta 83mila imprese con più di 800mila addetti che applicano i 13 Contratti nazionali di lavoro firmati da Confapi; 50 sedi territoriali e distrettuali; 13 Unioni nazionali e 3 Associazioni nazionali di categoria) e a Confapi Industria Lombardia. Attiva nell'area di Milano città metropolitana, promuove lo sviluppo delle aziende associate, fornendo soluzioni ad ogni esigenza aziendale e creando opportunità per far crescere le imprese. 
Dall'esperienza, dalla conoscenza del territorio e dal rapporto con le PMI, supporta gli imprenditori con le rappresentanze istituzionali e soprattutto con innovativi servizi per accompagnare le aziende in questa fase di cambiamento dei modelli di business, di approccio al mercato, di necessità di stringere nuove relazioni e creare network. La squadra di lavoro è costituita da imprenditori e professionisti, persone dinamiche e con una spiccata attenzione all'etica del lavoro, alla rappresentanza e al supporto quotidiano reale e pratico alle imprese.

sabato 20 ottobre 2018

Notai Sicilia, al congresso regionale confronto con forze di governo

Il notariato siciliano al centro dei programmi politici per lo sviluppo

«FUORI DAGLI STUDI E AL FIANCO DELLE ISTITUZIONI PER SUPPORTARE CITTADINI E TERRITORIO SUI TEMI STRATEGICI»

Al congresso regionale che si è svolto a Catania, confronto con gli Enti sui temi di modernizzazione ed efficientamento della Pubblica Amministrazione


CATANIA - Dalle imposte agevolate sulla compravendita dei terreni in Sicilia alla conformità edilizia, passando per le procedure di redazione dei piani regolatori e la consulenza gratuita ai cittadini con gli sportelli nelle circoscrizioni sui temi del diritto di famiglia, eredità, contratti immobiliari e finanziari. 

Il Congresso che ha visto a raccolta i notai dell'Isola, ha allargato lo sguardo sui temi politici di grande attualità, che sul piano regionale e comunale vedono i professionisti quali garanti della legalità e delle funzioni pubbliche.

Ieri pomeriggio (venerdì 19) e oggi (20 ottobre) – presso il Mercure Hotel Excelsior – gran parte dei 370 notai della Sicilia hanno partecipato all'incontro promosso dal Comitato notarile regionale e dal Consiglio di Catania e Caltagirone – presieduti rispettivamente da Renato Caruso e Giuseppe Balestrazzi - per un confronto su temi afferenti gli organi di categoria, l'accesso e la deontologia, e per un dialogo con le istituzioni presenti, che hanno consentito d'inquadrare il contributo che i notai offrono alla collettività. 

«Questo primo appuntamento regionale – spiegano i due presidenti – ha visto una grande partecipazione di colleghi: in questi giorni ci siamo interrogati sulle sfide del prossimo futuro, per elaborare risposte concrete che non riguardino solo l'esercizio della professione, ma il reale apporto che il Notariato può dare alla comunità, anche informando e promuovendo gli strumenti di tutela dei diritti».

«Il vostro ruolo è assolutamente centrale per lo sviluppo – ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, rivolgendosi alla platea - poiché i notai non sono soltanto tutori della funzione pubblica, ma rappresentano il termometro dell'andamento dello stato di salute della Sicilia, lì dove transitano tutte le operazioni-chiave dell'economia, del commercio e della finanza. La Regione Siciliana lavorerà in stretta sinergia con i professionisti per risollevare le sorti della nostra terra, rendendosi disponibile per valutare ogni azione atta a supportare le strategie di crescita».

A ribadire il valore della funzione del notariato, in un'ottica di servizio al territorio, anche il sindaco del capoluogo etneo Salvo Pogliese, che ha rilanciato alcune iniziative che si muovono nell'ottica della semplificazione degli adempimenti e della sburocratizzazione della macchina amministrativa: «Seguendo il principio di sussidiarietà – ha continuato Pogliese – lavoreremo a stretto contatto con i notai per trarre input, consigli, consulenze che possano consentire di avere un rapporto ancora più diretto e trasparente con l'Ente. Uno dei temi è il protocollo d'intesa, già siglato, per la creazione di sportelli gratuiti nei quartieri e il collegamento con l'anagrafe del Comune, per un percorso virtuoso grazie ai vantaggi offerti dalla digitalizzazione».

Una collaborazione che si muove anche sul terreno della programmazione territoriale: «Dalla gestione urbanistica passa il futuro della città – ha spiegato il presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Catania Manfredi Zammataro – al centro del nostro lavoro c'è ovviamente il Piano regolatore generale che è una grande scommessa per la città: vogliamo avviare un ciclo di audizioni che vedranno protagonisti anche i notai, interlocutori fondamentali per tutti quegli aspetti legali che posso colmare lacune e criticità esistenti (basti pensare all'abusivismo), con l'obiettivo di creare un documento che esca fuori dalle stanze del Palazzo per essere condiviso dall'intera città».

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