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lunedì 29 giugno 2020

FORMAZIONE: AL VIA “PERSONAL BRANDING ACADEMY”, L’ACCADEMIA ON LINE DEDICATA A PROFESSIONISTI E IMPRENDITORI CHE VOGLIONO TRASFORMARE IL PROPRIO BRAND PERSONALE IN UN PUNTO DI RIFERIMENTO DEL SETTORE E DIVENTARE MICRO CELEBRITÀ

FORMAZIONE: AL VIA "PERSONAL BRANDING ACADEMY", L'ACCADEMIA ON LINE DEDICATA A PROFESSIONISTI E IMPRENDITORI CHE VOGLIONO TRASFORMARE IL PROPRIO BRAND PERSONALE IN UN PUNTO DI RIFERIMENTO DEL SETTORE E DIVENTARE MICRO CELEBRITÀ

Emergere dalla concorrenza per attrarre nuovi clienti e ampliare le opportunità di business è fondamentale, soprattutto nei periodi di crisi. A questa esigenza risponde il nuovo percorso formativo interamente digitale lanciato da Gianluca Lo Stimolo, fondatore e CEO di Stand Out Agency, l'unica agenzia in Italia specializzata in servizi integrati di Personal Branding

 

Il lungo periodo di lockdown ha messo a dura prova professionisti e imprenditori. Servirà ancora tempo per avere una panoramica concreta, ma le prime elaborazioni sono eloquenti. Il Centro Studi del CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri) prospetta per il 2020 una perdita di fatturato pari a 800 milioni di euro per studi professionali e società di ingegneria e architettura, che corrisponde al -11% rispetto al 2019. La CGIA di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) fa sapere che nel primo trimestre di quest'anno quasi 11mila imprese artigiane hanno abbassato per sempre le serrande. Maria Masi, presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense, ha lanciato un appello per conto dei 250mila avvocati italiani, che si sono visti sospendere quasi tutte le udienze.

Con la Fase 2 migliaia di studi professionali e piccole imprese sono chiamati a risollevarsi, riconquistando la fiducia dei propri clienti e intercettandone di nuovi. Spesso senza sapere da dove ripartire. Qual è la strada migliore per vincere questa sfida? Un'opzione è quella di innescare una guerra al ribasso sui prezzi, accontentandosi di margini ancora più risicati o scendendo a compromessi in termini di qualità. Un secondo metodo, ben più produttivo in un'ottica di medio-lungo periodo, è quello di far emergere in modo chiaro le proprie competenze, l'eccellenza del servizio, il valore aggiunto rispetto ai competitor. "Nell'epoca delle fake news e dello scetticismo sulle promesse delle aziende, ormai i clienti si fidano soltanto di chi 'ci mette la faccia'. Soprattutto in una congiuntura così particolare, umanizzare il brand aziendale, affiancandolo con il brand personale dell'imprenditore, non è soltanto una tendenza del marketing, ma si tratta di un passaggio obbligato per avere successo". Parola di Gianluca Lo Stimolo, Business Celebrity Builder e CEO di Stand Out Agency, prima agenzia in Italia di servizi integrati di Personal Branding.

Stand Out presenta il singolo professionista o imprenditore come un vero e proprio brand, identificando un posizionamento distintivo e mettendo in campo una strategia di marketing e di comunicazione ad hoc, basata su un protocollo a lungo sperimentato. L'obiettivo? Fare in modo che non sia più "uno dei tanti", ma il punto di riferimento per un ambito specifico"È un percorso affascinante e foriero di grandi soddisfazioni, ma inevitabilmente impegnativo in termini di tempi e costi, perché prevede pur sempre di farsi affiancare da un'agenzia che elabora una strategia integrata, costruisce un nuovo business model basato sulla competenza personale, mette a punto un piano di comunicazione, produce testi, foto e video, realizza siti e pagine social, gestisce le media relations…", spiega Lo Stimolo. "Da tanto tempo ci arrivano richieste da parte di persone che per vari motivi non hanno questa possibilità, ma vorrebbero apprendere le conoscenze e i metodi che usiamo ogni giorno per porre delle solide fondamenta al proprio brand personale e costruire poi in autonomia un sistema di comunicazione. È una richiesta legittima, tanto più in questo periodo".

Da qui nasce la Personal Branding Academy, un percorso formativo in cui i professionisti di Stand Out condividono le strategie e le tecniche che usano quotidianamente da anni, trasformando centinaia di clienti in Business Celebrity. Un esempio tra tutti è quello di Roberto Re, capostipite dei mental coach in Italia.

Il percorso multimediale partirà lunedì 1 giugno e durerà 5 settimane. Sono previste 11 Masterclass in video, accompagnate da manuali in pdf e coaching live. Ciascuna sessione dura quasi tre ore ed è condotta da Gianluca Lo Stimolo, affiancato di volta in volta da professionisti che vantano una expertise verticale sull'argomento. Di seguito il programma:

1.           Come diventare unici nel proprio mercato. Master Trainer: Gianluca Lo Stimolo – lunedì 1 giugno, dalle 10 alle 12.30

2.           Come creare il tuo modello di business. Master Trainer: Gianluca Lo Stimolo – giovedì 4 giugno dalle 18 alle 20.30

3.           Come vendere se stessi con lo storytelling. Master Trainer: Matteo Maserati (Impact Communication Expert, Speaker, Consultant & Trainer) – lunedì 8 giugno, dale 10 alle 12.30

4.           Come identificare il proprio stile e progettare contenuti. Master Trainer: Helga Ogliari (Personal branding specialist e business storyteller) – giovedì 11 giugno, dalle 18 alle 20.30

5.           Come presentarsi e promuoversi su Linkedin. Master Trainer: Helga Ogliari (Personal branding specialist e business storyteller) – lunedì 15 giugno, dalle 10 alle 12.30

6.           Come scrivere in modo efficace per il tuo business. Master Trainer: Alessandro Dattilo (Giornalista, Content Editor e Brand Journalist) e Luca Bartoli (Head of web copywriting e SEO specialist) – giovedì 18 giugno, dalle 18 alle 20.30

7.           Come "andare" sui mass media (stampa, radio, tv). Con la partecipazione di Giovanna Castagnetti (Press Office Manager) – lunedì 22 giugno, dalle 10 alle 12.30

8.           Creare video convincenti e "bucare lo schermo". Master Trainer: Laura Locatelli (attrice e formatrice nell'ambito del public speaking). Con la partecipazione di Roberto Re – giovedì 25 giugno dalle 18 alle 20.30

9.           Come migliorare la propria immagine. Master Trainer: Sonia Tamai (Consulente di eleganza attraente, specializzata in ambito business) – lunedì 29 giugno dalle 10 alle 12.30

10.       Come diventare autorevole e irraggiungibile. Master Trainer: Gianluca Lo Stimolo – giovedì 2 luglio, dalle 18 alle 20.30

11.       Tutto quello che avresti voluto sapere... Master Trainer: Gianluca Lo Stimolo – lunedì 6 luglio, dalle 10 alle 12.30

"Costruire il proprio personal brand con cura e attenzione è diventato imprescindibile nel sistema economico odierno e dovrebbe essere un focus importante per ogni professionista, imprenditore o per chiunque voglia fare carriera. Con la Personal Branding Academy nasce finalmente una risposta concreta e approfondita per tutti coloro che vogliono imparare come farlo da soli." conclude Lo Stimolo.


STAND OUT (www.standout.agency) è la prima società europea specializzata in servizi integrati di personal branding. Attraverso un protocollo proprietario di strategie e strumenti di comunicazione (dal personal positioning alla consulenza d'immagine, dagli shooting fotografici al copywriting, dall'ufficio stampa alla scrittura e pubblicazione di libri, dalla creazione di siti/blog alla realizzazione di video e al coordinamento dei profili social, etc…). STAND OUT garantisce il miglior posizionamento nel mercato di riferimento, aiutando professionisti e imprenditori a diventare "volti noti" del proprio ambito. I professionisti di STAND OUT hanno alle spalle significative esperienze in aziende del settore comunicazione e della formazione personale e professionale.



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sabato 13 giugno 2020

Lavoro. AGENZIA ICE ASSUME 50 GIOVANI CON COMPETENZE DIGITALI E DI MARKETING PER RILANCIARE L’EXPORT EL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL NOSTRO PAESE

AGENZIA ICE ASSUME 50 GIOVANI CON COMPETENZE DIGITALI E DI MARKETING PER RILANCIARE L'EXPORT E L'INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL NOSTRO PAESE

 

Ferro: "La vera sfida dell'ICE per supportare la ripresa

è una sfida di capitale umano."

 

Roma, giugno 2020 Inserire nuovi professionisti nel campo delle esportazioni al fine di assicurarel'ammodernamento e il ricambio generazionale dell'Agenzia ICE, per affiancare le imprese nel percorso di digitalizzazione dei processi d'esportazione: sono questi in sintesi gli obiettivi alla base del nuovo bando di concorso a 50 posti a tempo determinato dell'Agenzia ICE, che sarà pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, e che trova la sua origine nelle misure per le esportazioni e l'internazionalizzazione previste dal Decreto Legge sul rilancio del Paese a seguito del Covid19.

 

I 50 posti messi a bando sono ripartiti in due distinti bandi di selezione: 

30 unità da assegnare alle attività di servizio alle imprese sulle tecnologie digitali, in grado di sviluppare e fornire alle imprese nuovi servizi per l'internazionalizzazione basati su tecnologie quali e-commerce, fiere virtuali, B2B in rete, data analytics e tutela del brand su tecnologie blockchain;
20 unità da assegnare alle attività di marketing, promozionali, servizio e consulenza alle imprese, con profili nuovi di cultura aziendale, conoscenza del web e delle lingue estere dei nuovi mercati, oltre all'inglese.

 

La crisi sanitaria ha accelerato, da una parte l'urgenza dei nuovi servizi digitali alle imprese già programmati e, dall'altra, ritarda il concorso per l'assunzione delle risorse dedicate in modo strutturale. Da qui la misura di assunzione a tempo determinato con analoghi profili.

 

"Dopo oltre un decennio, e con un'età media del personale di 53 anni, l'ICE torna a sviluppare in prospettiva il proprio capitale umano – afferma Carlo Ferro, Presidente dell'Agenzia ICE. Gli interventi di supporto alla ripresa e di riposizionamento strutturale sui nuovi mercati, richiedono un'accelerata transizione verso il digitale. Non si tratta di risorse finanziare, giacché ICE sta rispondendo con un miglior utilizzo di quelle già disponibili. E', piuttosto, una sfida di capitale umano, una sfida alla sua capacità di essere attore di nuove proposte e di adeguarsi ai nuovi paradigmi del commercio mondiale e dell'innovazione tecnologica. Per questo credo che il concorso lanciato oggi sia un'importante tappa nella modernizzazione dell'ICE e un meraviglioso punto di partenza per molti giovani che sono, per natura della loro generazione, nativi digitali, multitasking, multi-lingue e affacciati sul mondo."

 

Per maggiori informazioni e per i testi dei bandi si rimanda alla pagina del Sito dell'Agenzia ICE e alla Gazzetta Ufficiale.



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SMART WORKING, ATTENZIONE A NON PERDERE I DATI

SMART WORKING, EFFICIENZA OPERATIVA E COST SAVING AI TEMPI DEL COVID-19

Gli esperti: "Attenzione a non perdere i dati"

Lo smart working è lo strumento utile alle aziende che necessitano di garantire operatività e continuità quando le risorse sono impossibilitate a recarsi sul posto di lavoro, in questo particolare periodo storico tutte le aziende che hanno tale possibilità, hanno invitato i propri dipendenti ad usufruire di questa modalità di lavoro agile. Tuttavia questa porta con sé diverse insidie, a partire dalla difficoltà di pronto intervento sui processi, soprattutto in quelli per cui sono richieste una costante supervisione ed un intervento su diversi sistemi all'interno di un'organizzazione.

Serve quindi dotarsi di capacità "just-in-time" di risposta ai problemi, ma soprattutto serve adottare strategie che possano prevenire perdita di informazioni ed interruzioni di processo. Infatti, se da una parte il lavoro agile ha evitato la chiusura di molte imprese, dall'altro il ricorso emergenziale e l'approccio improvvisato potrebbero esporre a numerosi rischi le aziende sia sotto il profilo della gestione delle catene produttive che della sicurezza informatica, che del rispetto della protezione dei dati personali. Tuttavia potrebbe trattarsi di un'evoluzione con una portata tale da avere riflessi sul sistema socioeconomico, in cui l'efficienza operativa e la tutela della riservatezza è indispensabile.

Quali sono quindi strumenti necessari di cui le aziende dovrebbero dotarsi per far fronte a tali esigenze? «Le aziende dovrebbero puntare su strumenti di Data Quality ed Automation - spiega Annamaria Gerace, Team Leader Fraud & Crime per la BU Digital Trust di Soft Strategy-. La qualità del dato è fondamentale: se le aziende riescono a mitigare la presenza di errori sui dati processati, diminuisce la probabilità di riscontrare errori in tutta la catena produttiva di elaborazione degli stessi, evitando in tal modo la necessità di intervento umano dovuto al ripristino, ad esempio, di un monitoraggio, di un processo distributivo o per la verifica della conformità dei dati elaborati.

In questa contingenza storica di attenzione massima ai costi, tra l'altro sembra che la qualità dei dati e l'automazione siano anche approcci utilissimi e intelligenti in questo senso?

«Lo confermo. La Data Quality unita all'Automation, applicate ad esempio nei processi di Anti-Frode di cui mi occupo – spiega Gerace – permettono di ottenere riduzione delle perdite finanziarie dovute a multe dei Regolatori e a contenziosi con la clientela per anche banali errori anagrafici nell'ordine di migliaia se non decine di migliaia di euro al giorno.

Possiamo esemplificare questo approccio strategico?

«Riporto ad esempio i processi di compliance ed antifrode – continua Gerace - che devono rispettare la segnalazione secondo termini di legge di alcune informazioni che devono essere corrette e verificate.

Inoltre, una buona Data Quality evita di dover eseguire elaborazioni e lunghe fasi di analisi sui risultati, permettendo di riconoscere facilmente dove vi siano ambiguità e necessità di cambiare una o più regole di aggregazione o di alerting perché poco efficienti.

Allo stesso modo tutte le aziende che non lo hanno ancora previsto, dovrebbero investire, ove possibile, in Automation, soprattutto nelle fasi che prevedono l'interazione con diversi sistemi interni ed esterni alle organizzazioni: si evita così ulteriore movimento dei dati dovuto all'accesso da postazioni di smart working. Si ottiene il risultato finale di una velocizzazione di interi processi e notevole risparmio in termini di tempo e di costi, nonché minor impegno di risorse che non potendo essere presenti, non possono garantire tempestività di intervento».



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venerdì 12 giugno 2020

Education e digitalizzazione: le quattro sfide secondo Liferay

Education e digitalizzazione: le quattro sfide secondo Liferay

Per rispondere alle esigenze specifiche della scuola saranno necessari strumenti digitali predisposti per abilitare i portali dedicati a professori e studenti, la gestione dei contenuti edelle risorse collaborative.

Milano10 giugno 2020  Mai come oggi la scuola ha la necessità di diventare realmente digitale. L'emergenza sanitaria ha costretto docenti e studenti a restare a casa, continuando le attività didattiche da remoto, per garantire il diritto allo studio. È risultata subito evidente la necessità di soluzioni digitali flessibili e personalizzabili, dall'elevata usabilità e capacità di integrazione con i sistemi esistenti, per contribuire a far evolvere il modello educativo. Ma quali sono le sfide principali da affrontare, per migliorare la digitalizzazione del settore Education, in vista di settembre, mese in cui le scuole riapriranno, continuando partedelle lezioni online? Liferay ne ha individuate quattro, ecco quali:

1. Gestione dei contenuti: disporre di tecnologie e portali con elevate funzionalità di gestione di contenuti e documenti sarà essenziale per il corretto sviluppo dell'attività didattica. Sia gli studenti che gli insegnanti devono avere accesso a contenuti e informazioni pertinenti. In questo contesto, un potente motore di ricerca sarà un ulteriore elemento fondamentale per un accesso rapido e agile ai dati, guadagnando produttività ed efficienza, aumentando così anche i livelli di soddisfazione e, quindi, il loro impegno.

2. Capacità di collaborazione: la comunicazione multidirezionale è fondamentale nell'insegnamento. Garantire la relazione e il trasferimento di conoscenze tra tutti i gruppi coinvolti nell'ambiente educativo è oggi più importante che mai. Le tecnologie che permettono la creazione di basi di conoscenza e facilitano la produzione e lo scambio saranno uno dei pilastri fondamentali da considerare per l'evoluzione di una piattaforma digitale educativa. L'obiettivo: i diversi soggetti, le loro spiegazioni e le comunicazioni ufficiali possano raggiungere ciascuna delle parti nel tempo, nella forma e attraverso il canale più adeguati. Qui saranno particolarmente rilevanti soluzioni qualiIntranet collaborative, portali per studenti, wiki, soluzioni con sistemi di notifica, etc.

3. Personalizzazione dell'esperienza e omnicanalitàè altrettanto prioritario fornire un'esperienza digitale eccellente per studenti e insegnanti. Senza il valore aggiunto garantito dalle opzioni di personalizzazione, questo non sarà possibile. Lavorare con tecnologie che offrano funzionalità di personalizzazione, segmentazione e gestione degli accessi basate su profili, ruoli e gruppi di utenti sarà essenziale per una user experience in linea con le esigenze e le aspettative di ognuno.

Nonostante possa sembrare una questione superata, bisogna tenere in considerazione l'importanza di dotarsi di tecnologie che facilitino l'implementazione e la personalizzazione di tutte le soluzioni per le istituzioni educative attraverso i diversi canali e tutti i tipi di dispositivi mobili - dal desktop, ai tablet, agli smartphone, etc.

Portali per insegnanti: per mantenere lo sviluppo dell'attività degli insegnanti e la loro produttività, è necessario garantire l'esperienza più adeguata che risponda alle loro esigenze: una intranet con capacità di personalizzazione permetterà di offrire gli elementi necessari a ogni educatore, mostrando solo ciò che è rilevante per ciascuno. La personalizzazione automatica dei contenuti in base al comportamento sarà uno strumento molto utile per facilitare la localizzazione delle informazioni, riducendo i tempi di ricerca e aumentando la produttività. Altre capacità, come la creazione e amministrazione dei flussi di lavoro, consentiranno di gestire processi specifici attraverso sistemi di approvazione.

Portali per studenti: l'esperienza dello studente con la piattaforma digitale con cui lavora sarà un ulteriore elemento fondamentaleper il raggiungimento degli obiettivi accademici. È importante che gli vengano offerti strumenti che facilitino l'accesso e il monitoraggio della formazione in corsoappropriati per ognisingolo profilo.

4. Integrazione di ecosistemi: tutti gli strumenti citati funzioneranno solo se saranno integrati con i sistemi di gestione distruzione e apprendimento esistenti, presentando tutte le informazioni a un unico livello. Questo permetterà anche di gestire i dati degli studenti in modo unificato, eliminando i silos interni per fornire la massima efficacia.

L'interoperabilità sarà una delle chiavi per un'esperienza unificata e trasparente, per l'educatore e lo studente, sfruttando al meglio le risorse e gli investimenti precedentemente effettuati. Inoltre, offrirà maggiore libertà, flessibilità e agilità ai team interni, nell'esecuzione dei progetti richiesti in qualsiasi momento.

"Una delle principali preoccupazioni degli insegnanti è che nessuno studente si senta trascurato e resti indietro nei programmi", sottolinea Andrea Diazzi, Business Development Manager di Liferay Italia. "Le tecnologie digitali avranno un ruolo inestimabile, poiché solo con un coinvolgimento più personalizzato e approfondito sarà possibile offrire il supporto extra di cui ogni studente ha bisogno".

Allo stesso modo, usabilità e flessibilità si confermanofondamentali per facilitare l'accesso alle informazioni ed essere preparati a ogni sfida futura. In questo senso, l'utilizzo di tecnologie open source - ampiamente estese nel settore educativo -, forniscono modelli tecnologici più efficienti, con un TCO orientato ai servizi, che garantisce un costante supporto alle soluzioni critiche per la nostra società.

"Avere piattaforme digitali educative che soddisfino le aspettative dei diversi gruppi coinvolti - studenti, insegnanti, personale amministrativo e genitori  farà davvero la differenza nella definizione del percorso digitale del settore, priorità oggi ancorapiù stringente, data la situazione che stiamo vivendo," conclude Andrea Diazzi.


Liferay

Liferay produce software che aiutano le aziende a creare esperienze digitali su web, dispositivi mobile e collegati. La nostra è una piattaforma open source, caratteristica che la rende più affidabile, innovativa e sicura. Il nostro obiettivo è lasciare un segno positivo nel mondo attraverso il business e la tecnologia. Migliaia di aziende operative nei settori finanziario, sanitario, governativo, assicurativo, retail e manifatturiero si sono già affidate a Liferay.



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giovedì 11 giugno 2020

Istruzione, la chiusura delle scuole ha conseguenze sull'educazione di 1,6 miliardi di studenti. Da pedagogisti, pediatri e consulenti per la sicurezza arrivano i consigli per ricominciare in tranquillità

ISTRUZIONE, LA CHIUSURA DELLE SCUOLE HA CONSEGUENZE SULL'EDUCAZIONE DI 1,6 MILIARDI DI STUDENTI: DA PEDAGOGISTI, PEDIATRI E CONSULENTI PER LA SICUREZZA ARRIVANO I CONSIGLI PER RICOMINCIARE IN TRANQUILLITÀ

Lo stop forzato mette a rischio il 20% delle capacità di lettura e scrittura dei bambini. Secondo gli esperti, per far ripartire centri estivi e scuole in totale sicurezza è fondamentale risvegliare un senso di responsabilizzazione collettiva, investire sulla formazione del personale scolastico e applicare metodi didattici innovativi come il blended learning e l'outdoor education.

 

Nella maggior parte delle scuole di tutto il mondo la campanella non suona ormai da mesi: lontani dai banchi di scuola, l'educazione di 1,6 miliardi di studenti è messa a dura a prova come segnala una ricerca dell'UNESCO pubblicata dalla BBC. A lanciare l'allarme è anche un'indagine della Northwest Evaluation Association, riportata da CNBC, secondo la quale i bambini delle elementari tendono a perdere il 20% delle abilità di lettura e scrittura se sottoposti a mesi di stop forzato. Uno scenario complicato, che rende necessaria la sinergia fra pedagogisti per tutelare il benessere dei bambini, pediatri per trattare al meglio il tema della loro salute e consulenti per la sicurezza per dare vita ad ambienti nei quali gli allievi possano muoversi in tutta tranquillità. Fondamentale anche investire nella formazione del personale scolasticoripristinare il ritorno al metodo didattico della outdoor educationsottolineare l'importanza dell'igiene delle manirisvegliare un senso di responsabilizzazione collettivapuntare sul blended learning e installare corner igienizzanti.

 

ESPERTI IN PEDAGOGIA – Ingressi scaglionati, classi formate da piccoli gruppimisurazione della temperatura all'entrata, mascherine per i più grandi e giochi sanificati per i più piccoli. E ancora, pranzo e sonnellino a distanza di sicurezza e ampio spazio alle attività all'aria aperta. Sono solo alcune delle misure messe in atto dalle scuole per ripartire in tutta sicurezza e consentire ai più piccoli di ricongiungersi con i propri coetanei dopo mesi di confinamento domiciliare. "Una delle principali raccomandazioni per i centri estivi è quella di prediligere attività ludiche che permettano ai più piccoli di passare la giornata in modo sereno e piacevole, possibilmente in spazi aperti nel pieno rispetto del distanziamento – ha spiegato Mariarosa Porro, pedagogista presso il Baby College di Monza – Bisognerebbe ripristinare il ritorno alla outdoor education, modello didattico utilizzato soprattutto nel nord Europa che si basa sul legame fra la natura e la valorizzazione dei bisogni educativi dei bambini. Le scuole all'aperto mettono al centro l'esperienza diretta e naturale di esercitare quell'autonomia, responsabilità e senso di scelta che non hanno trovato spazio nella vita dei più piccoli negli ultimi mesi. E ancora, per favorire il distanziamento la scuola può fare un salto nel passato optando per giochi come l'indimenticabile campana o il tic tac toe, ovvero il gioco del tris: disegnati a terra con i gessetti, permettono di giocare in piccoli gruppi e assecondare i bisogni motori dei bambini".

 

Da non sottovalutare anche forme di apprendimento misto che combinano il metodo tradizionale in aula con attività mediate da sistemi digitali: le lezioni in videoconferenza, infatti, favoriscono gli stimoli visivi e auditivi dei bambini, consentendogli di restare in contatto coi propri docenti e compagni di classe, mantenendo un senso di continuità del percorso scolastico. "In questo periodo di stop forzato abbiamo constatato l'importanza della tecnologia che ha permesso ai ragazzi di rimanere connessi tra loro – ha spiegato Vania Popova, pedagogista presso il Junior College di Monza – Per questo motivo il mio consiglio è quello di continuare con il blended learning, integrando lezioni frontali e l'impiego di dispositivi tecnologici che aiutano i ragazzi a essere più attivi e partecipi in classe".

 

ESPERTI IN PEDIATRIA - Un altro dei cambiamenti a cui i bambini dovranno abituarsi è la necessità di lavarsi le mani più spesso: secondo un'indagine della National Health Service (NHS) pubblicata sul portale britannico Metro soltanto il 25% dei bambini prestava attenzione all'igiene delle proprie mani prima della pandemia, ecco perché gli esperti consigliano di incentivare i più piccoli attraverso canzoncine e attività ludiche.

"Proteggere la salute è il mantra che deve motivare le famiglie che porteranno i propri figli nei centri estivi e a scuola non appena sarà possibile – ha spiegato il pediatra Giuseppe Felice– Purtroppo è servita una pandemia per ricordarci l'importanza dell'igiene delle mani, nonostante si celebri dal 2008 in 80 paesi del mondo il Global Handwashing Day. Il personale scolastico dovrà essere particolarmente attento per far sì che tutti rispettino le norme igieniche, soprattutto i più piccoli che spesso tendono a sottovalutarle. Fondamentale è inoltre realizzare spazi ad hoc per i bambini che frequentano i centri estivi in modo da garantire movimenti in tutta sicurezza all'interno degli ambienti, evitando promiscuità tra gruppi diversi".

 

ESPERTI IN SICUREZZA - Proteggere la salute dei bambini e aiutarli a orientarsi in un mondo inevitabilmente diverso da come lo ricordavano è diventato un obiettivo fondamentale. "In vista di una graduale riapertura delle scuole, delle attività commerciali e dei parchi Eurostands, azienda brianzola leader nel settore degli allestimenti fieristici, ha deciso di allargare la sua linea di prodotti COVISTOP anche ai più piccoli ideando e commercializzando prodotti a misura di bambino – spiega Maurizio Cozzani, amministratore delegato di Eurostands – Cartelloni, segnaletica e dispositivi di sicurezza, come il distributore automatico di gel igienizzante COVISTOP T Sanitizer Kids, sono stati pensati per dialogare con i bambini, grazie al design semplice e lineare e a un linguaggio chiaro ed efficace, aiutandoli a capire l'importanza di gesti semplici, come quello dell'igienizzazione delle mani, destinati a diventare parte della loro nuova routine quotidiana".

 

L'importanza delle regole sanitarie è condivisa anche dal dottor Massimo Volpiconsulente AIFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro): "Occorre risvegliare un senso di responsabilizzazione collettiva, soprattutto nel comparto scolastico. I docenti e il personale devono fornire agli alunni e alle famiglie un'informazione chiara, puntuale e precisa sulle norme vigenti. Questo non significa che prima le regole non fossero rispettate, ma la situazione attuale ha amplificato il tutto. In previsione della riapertura, è necessario richiamare una validità etica comune a tutti e puntare sulla formazione del personale per far sì che gli spazi vengano sanificati nel miglior modo possibile, si utilizzino le mascherine e si rispetti il distanziamento sociale. Consigliabile anche la presenza di un corner igienizzante all'ingresso di ogni aula".

 

Ecco i 10 consigli per garantire un ritorno in sicurezza tra i banchi di scuola:

1.       Risvegliare un senso di responsabilizzazione collettiva: è necessario che l'intero gruppo scuola, familiari, bambini e ragazzi siano attenti a rispettare le norme ministeriali.

2.       Investire sulla formazione del personale scolastico: è fondamentale che vengano fornite informazioni chiare e precise sull'utilizzo dei DPI attraverso depliant informativi.

3.       Ripristinare il metodo didattico della outdoor education: nel pieno rispetto del distanziamento sociale, i bambini dovrebbero giocare e studiare in spazi aperti.

4.       Prestare massima attenzione all'igiene delle mani: stimolare i bambini con attività ludiche e canzoncine che favoriscano un lavaggio costante. Consigliabile anche l'installazione di corner igienizzanti all'ingresso delle aule.

5.       Puntare sul blended learning: favorire la giusta sinergia tra lezioni frontali e l'impiego di dispositivi tecnologici aiuta i ragazzi a essere più attivi e partecipi in classe.

6.       Aiutare i bambini a orientarsi in un mondo inevitabilmente diverso: utilizzare cartelloni, segnaletica e dispositivi di sicurezza ad hoc pensati per dialogare con i bambini, grazie al design semplice e lineare e a un linguaggio chiaro ed efficace.

7.       Riscoprire i giochi del passato: i giochi di una volta favoriscono il naturale distanziamento dei bambini permettendo di giocare a piccoli gruppi.

8.       Predisporre l'ambiente in modo parlante: permettere di assecondare il bisogno motorio del bambino nei diversi momenti di attesa della giornata.

9.       Individuare una daily routine: stabilire un rito ciclico che, soprattutto per i più piccoli, aiuta ad orientarsi a livello spaziale, relazionale e temporale, sviluppando una sicurezza maggiore nel compimento di semplici azioni quotidiane.

10.   Ritrovare il tempo perduto e riscoprire il senso del bello: utilizzare elementi trovati in natura e materiale destrutturato per dare vita ad attività artistiche ispirate alla Land Art e Loose parts.

 




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