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lunedì 11 maggio 2020

Lavoro e occupazione: Future of Italy racconta un’Italia in attesa, sospesa tra speranza e paura

LAVORO E OCCUPAZIONE: FUTURE OF ITALY RACCONTA UN'ITALIA IN ATTESA, 
SOSPESA TRA SPERANZA E PAURA

Il gruppo operativo presenta la seconda indagine che analizza il tema del lavoro per raccontare qual è il percepito sociale e come idecision maker dovrebbero affrontare questa situazione di attesa e incertezza

 

Milano, 11 maggio 2020 – Cosa accade nel momento in cui un virus porta i governi di tutto il mondo a mettere in quarantena miliardi di persone, generando di fatto il blocco totale della domanda e dell'offerta a livello mondiale? Nasce da questa domanda la seconda analisi di Future of Italy, il gruppo operativo per la narrazione di un mondo nuovo e la rinascita dell'Italia ideato e composto da Matteo Flora, fondatore di The Fool, Andrea Fontana, co-fondatore e Presidente di Storyfactory, e Oscar Di Montigny, fondatore e Presidente di Be Your Essence. 

Covid-19, in questa prima parte del 2020, sancisce la crisi del lavoro e della ricchezza, ma ancora di più può rappresentare la perdita di sé nella più grande catastrofe economica e sociale mai vissuta dall'umanità. Un dramma che ha portato il gruppo di Future Of Italy ad indagare cosa gli italiani stiano dicendo in merito al tema lavoro nelle loro conversazioni social, quale saràil racconto del lavoro da fare nella crisi e quale progettualità organizzativa portare avanti in questo momento di transizione.Permangono i gruppi individuati nel precedente report: paurosi, confusi, critici e speranzosi. Emerge una sorta di negazione delle minacce future, da una parte c'è una certa ritrosia in molti pubblici ad accettare le difficoltà della nuova realtà in cui siamo entrati, dall'altra parte emerge una fatica di istituzioni e aziende a raccontare la crisi e a preparare le fasi successive a quello che verrà dopo. Una mancanza di immaginazione e progettualità a cui si dovrà rimediare.

L'analisi data-driven, basata su 1.308.088 conversazioni, ha indagato la percezione degli italiani sul concetto di Italia e italianità, con focus sul tema lavoro e occupazione. Nei riguardi del lavoro i numeri parlano di uno scenario completamente dedicato a un dualismo di emozioni estremamente polarizzate: speranza e paura. In uno scenario di mancanza di dati certi su dove e quando ripartiremo, la condizione che sembra chiara a entrambe le parti è quella di attesa: si attende un segnale. È proprio questa sospensione in un'area senza certezze - in cui il dato potrebbe essere frainteso e alimentare le critiche - a lasciare il posto alle emozioni primarie e alla divisione tra chi pensa che ce la faremo e chi teme un drammatico insuccesso.

Gli Spaventati 

Gli spaventati pensano che le misure attuali siano insufficienti e inadeguate, e che il Governo e le istituzioni stiano dando dati non corretti o manipolati. Spaventa l'assenza di tamponi e ancora di più spaventano le misure di sostegno costruite più sui debiti che sugli aiuti. Spaventa il futuro: del lavoro, delle aziende, dei lavoratori, della scuola. E si inizia ad avere il timore che gli slogan positivi dell'"andrà tutto bene" siano solamente momenti dispirito. Il social distancing fa paura anche nel futuro, portando le persone a chiedersi se e quando avranno voglia di viaggiare, di andare al cinema, di essere in un "gruppo" che inizia ad essere meno gruppo, insomma una realtà di mezzo in cui si percepirà la presenza di molte mancanze e abitudini in meno e qualche paurain più.

 

 

 

 

I Confusi

La confusione nel mondo del lavoro emerge per quanto riguarda la tutela delle persone: dalle mascherine (chi le darà? Le dovremo tenere in ufficio? Dove le compreremo?) ai viaggi all'estero (si potranno fare per lavoro? Quando?). Ma è forte anche la confusone e disillusione verso la burocrazia e la burocratizzazione degli aiuti e dei movimenti, a questo si aggiunge anche lo smarrimento rispetto ai razionali dietro ad alcune riaperture e il relativo impatto economico. Ci si chiede quali conseguenze affronteranno i vari settori aziendali e le attività ricreative, e - forse complice il bel tempo - moltaconfusione ha a che fare con le vacanze e la non comprensione dicome, quando e se andremo.

I Critici

La critica è incentrata principalmente su tre fronti: la disillusione e sfiducia, le discussioni sulle misure economiche e il fronte delturismo. Sul tema della disillusione ci si concentra sulla mancata percezione di una diminuzione dei contagi e su una critica allemetodologie adottate per gestire l'emergenza: entrambe impattano su economia e professioni senza la percezione del beneficio. Altro tema caldo è quello dei finanziamenti alle imprese, che portano con loro critiche sia alle modalità di intervento - a debito per le imprese - sia per le trattative europee in essere, con una fortecritica al MES. Il turismo, leva dell'economia italiana, spaventa perché ritenuto incapace di adattarsi in breve tempo e di reggere ilcontraccolpo.

Gli Speranzosi

La visione degli speranzosi è legata principalmente ad una auto-narrazione di convincimento, più che appartenenza, e alla "spinta" dei motti motivazionali di #andràtuttobene e #iorestoacasa. Una tenue speranza accarezza, invece, le misure economiche a supporto dei lavoratori, con una quantificazione di miliardi che - se non proprio convince - dà almeno gli strumenti per una narrazione possibilista. Rimane alto, anche negli speranzosi, il sentimento di vicinanza con il Premier e con il suo operato, raccontato con elogi ed espresso anche con umorismo, riconoscendo una funzione di guida autorevole e talvolta anche"benevola".

 

Tra speranza e timore, un ruolo cruciale spetta ai decision makerche per forza di cose devono imparare a parlare trasparentemente con ogni categoria analizzata e che vive, agisce e pensa in maniera differente. È tempo di pensare al mondo del post virus: un pensiero in cui le aziende devono porsi domande, per guardare oltre prefigurando modelli nuovi di impresa. Occorrono sistemi rigenerativi e resilienti, capaci di iniziative tempestive, coraggiose e lungimiranti. Bisogna cominciare a creare le condizioni per produrre valore, accogliendo il cambiamento e prendendo decisioni sostenibili.

Quali nuovi modelli di impresa per crescere, trasformarsi ed evolvere in organizzazioni sostenibili e resilienti? Il pericolo principale è pensare al Coronavirus come a un fenomeno isolato, senza storia, senza contesto sociale, economico o culturale. In effetti, nel mondo nuovo del dopo virus il vero pericolo sarebbe tornare alla vecchia normalità. Perché la normalità si è rivelata con tutti i suoi problemi, fatta - almeno in Italia - di burocrazia,assistenzialismo, attendismo, resistenza all'innovazione o interpretazione riduttiva di quella. Insostenibile. È dunque il tempo delle domande, per guardare oltre prefigurando modelli nuovi di impresa. Occorrono sistemi rigenerativi e resilienti, capaci di iniziative tempestive, coraggiose e lungimiranti. Bisogna cominciare a creare le condizioni per produrre valore, e non limitarsi a distribuirlo o riceverlo.

 

"Apparentemente, in queste pagine ci siamo occupati del tema lavoro e della sua percezione nel contesto dell'epidemia" commenta Matteo Flora, fondatore di The Fool. "Il risultato però ci mostra il vero indicatore trasversale a ogni tematica e che segna questa nuova fase come un ricorso storico: possiamo dire che la paura è al centro, sia essa catastrofe sia essa speranza. E così, proprio mentre ci avviciniamo forse a una nuova apertura, la critica sociopolitica e la critica «a ogni costo» lasciano spazio di nuovo alla paura e a tutte le sue forme, dalla rassegnazione alla speranza. Diventa fondamentale ripensare il framework di valori e di posizionamento dei brand e delle aziende. Il nuovo frame dovrà incontrare primariamente le attenzioni di un pubblico spaventato, i confuso e speranzoso, attraverso risposte, azioni e messaggi che esprimano protezione e cura. È necessario ascoltare costantemente come si muovono emozioni e personalità in rete,ridefinire i singoli pubblici sulla base del costante cambiamento di contorni, definire chi sono gli stakeholder a cui è più opportuno parlare, ed essere consapevoli che il bisogno di avere in tasca un messaggio che esprima protezione e cura trasversalmente dei pubblici ci accompagnerà per molto tempo. Solo così è possibile ottenere una comunicazione che non ci danneggerà e darà risultati certi e concreti".

"Credo ormai sia chiaro: non siamo in mezzo ad una guerra, ma nel vortice di una tempesta perfetta" analizza Andrea Fontana, co-fondatore e Presidente di Storyfactory. "Non è una guerra, perché le guerre si combattono con lo scopo di difendere e preservare il proprio territorio, il proprio stile di vita, o aumentare i propri interessi. Non dobbiamo essere soldati, ma persone consapevoli. Non ci serve la retorica, ma la visione in una comunità. Non è la patria che va salvata, ma la dignità personale che il lavoro porta con sé e il rispetto reciproco. Ciò però non significa che le conseguenze sul mondo del lavoro non saranno meno pesanti che dopo una guerra, anzi. L'emergenza attuale, se la si vuole superare con successo, chiede non solo di progettare cambiamenti sostanziali, ma di ridiscutere interamente la gerarchia dei valori e il modo di pensare. Non si tratta di personal marketing, ma di dialogo human to human mirato a creare un racconto nuovo, all'interno di un mercato in cui non siamo mai stati, non avevamo mai affrontato e mai pensato. Un agone dove la moneta di scambio è la testimonianza e l'esempio, portati a fattor comune con sincerità, onestà e fermezza.

"La storia ha dimostrato che i cambiamenti sociali avvenuti in un periodo di crisi diventano spesso permanenti" dichiara Oscar Di Montigny, fondatore e Presidente di Be Your Essence. "Il Coronavirus sta già avendo un forte impatto sulla nostra società ed economia mondiale, che porterà a forti cambiamenti nel nostro modo di lavorare. Nel frattempo i dati raccontano di aziende che si trovano in una posizione difficile e sotto pressione pubblica. La 'lezione' di questa pandemia dovrebbe portare il mondo del lavoro ad entrare in una nuova era in termini di aspettative pubbliche per la responsabilità sociale delle imprese. Le aziende dovrebbero riconsiderare seriamente la loro missione e i loro valori evolvendoli in una vera e propria vocazione, iniziando dal porsi domande come: perché l'azienda esiste? Chi la anima? In che modo la sua operosità può (e deve!) contribuire ad un futuro nuovo?".



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Formazione: Rekeep celebra il decimo anniversario di “Un futuro di valore”, l’iniziativa che premia ogni anno i migliori studenti d’Italia

Rekeep celebra il decimo anniversario di "Un futuro di valore", l'iniziativa che premia ogni anno i migliori studenti d'Italia

 

Zola Predosa (Bologna), 11 maggio 2020 – Rekeep, principale gruppo italiano attivo nell'integrated facility management, è lieto di celebrare la X edizione di "Un futuro di valore", l'iniziativa che premia ogni anno gli studenti più meritevoli d'Italia, con il conferimento di importanti borse di studio.

Nell'edizione 2019-2020 saranno consegnate ben 290 borse di studio, di cui 201 del valore di 400 euro a studenti delle scuole superiori e 89 del valore di 1.000 euro a studenti universitari, per un ammontare complessivo pari a circa 170.000 mila euro. I riconoscimenti sono destinati ai figli di dipendenti del Gruppo Rekeep assunti a tempo indeterminato (il 92% dell'organico complessivo) da almeno dodici mesi.

Qualche curiosità: l'edizione di quest'anno ha visto un incremento delle richieste (381 quelle pervenute) e un miglioramento della media degli studenti premiati, che per l'80,7% sono figli di operai e per il 14,5% figli di lavoratori nati all'estero. Emila Romagna, Lazio e Veneto risultano le regioni più premiate.

A dieci anni dall'avvio dell'iniziativa, nel 2010, il Gruppo Rekeep conferma quindi il proprio impegno per la promozione del merito e della solidarietà, attraverso un investimento che in questi anni è arrivato complessivamente a oltre 1,4 milioni di euro per circa 2.700 borse di studio a beneficio di quasi 1.200 studenti, molti dei quali pluripremiati nell'arco dell'intero percorso di studi. Nell'edizione appena conclusa, ad esempio, ben 191 assegnatari su 290 (il 65,9%) avevano già meritato la borsa in almeno una delle precedenti edizioni. L'importo, inoltre, si aggiunge ad altri fondi che il Gruppo Rekeep mette costantemente a disposizione dei propri dipendenti nell'ambito di progetti di welfare aziendale.

Per gli studenti delle scuole superiori, il premio era riservato a chi avesse concluso l'anno scolastico 2018/2019 con una media dei voti superiore a 7,5/10 (escluse le valutazioni in educazione fisica, religione e condotta) o superato l'esame finale di maturità con votazione di 75/100. Per gli studenti universitari presso atenei sia pubblici sia privati, il premio era riservato a chi avesse sostenuto almeno 2/3 degli esami previsti dal proprio piano di studi con una media dei voti superiore a 27/30, o avesse concluso il ciclo di studi con votazione di laurea di almeno 99/110.

A causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19, quest'anno purtroppo non si potrà svolgere il consueto tour delle cerimonie di consegna degli assegni, che toccava tutte le principali sedi del Gruppo e che vedeva la partecipazione di importanti esponenti del mondo economico e istituzionale, oltre che del top management di Rekeep. L'assegnazione del riconoscimento è stata comunicata ai ragazzi nei giorni scorsi e nelle prossime settimane è prevista l'erogazione dei contributi.

"Le Borse di Studio costituiscono un'ulteriore espressione della nostra azione imprenditoriale, intesa anche come capacità di ricoprire un ruolo sociale e solidale sui territori in cui operiamo." ha dichiarato Claudio Levorato, Presidente di Manutencoop Società Cooperativa, holding di controllo di Rekeep S.p.A., che ha ideato e sostenuto il progetto sin dal 2010. "Per dieci anni, abbiamo curato e fatto crescere un progetto che manifesta la nostra volontà di investire costantemente nel welfare delle nostre risorse: iniziative di questo tipo, del resto, sono anche un grande esempio di solidarietà intergenerazionale, che vede i lavoratori farsi carico dei bisogni degli studenti, con l'obiettivo di costruire insieme un futuro comune migliore".

 

"Per il decimo anno, con questa iniziativa incoraggiamo gli studenti che si siano realmente distinti per l'impegno nel proprio percorso di studi, affinché crescano con il desiderio di conoscenza e si perfezionino secondo le proprie inclinazioni", ha dichiarato Giuliano Di Bernardo, Presidente e Amministratore Delegato di Rekeep S.p.A. "Ciò è ancor più importante quest'anno, alla luce dell'emergenza sanitaria in corso, nella quale sono state travolte anche scuole e Università. I giovani rientrano nella fascia debole della società, occorre sostenerli e non disperdere i loro interessi e lo zelo con cui testimoniano di essere una risorsa per il futuro della società".

 

Rekeep 

Rekeep SpA ("Rekeep") è il principale operatore italiano e uno dei principali player a livello europeo del settore dell'Integrated Facility Management, ovvero l'erogazione e la gestione di servizi integrati rivolti agli immobili, al territorio e a supporto dell'attività sanitaria. In particolare, i servizi forniti dal Gruppo Rekeep si suddividono in due principali aree di attività: 1. Integrated Facility Management - servizi di gestione e manutenzione di immobili (igiene ambientale, servizi tecnico - manutentivi, cura del verde, servizi logistici, servizi ausiliari, gestione calore, illuminazione, gestione documentale, impianti antincendio e di videosorveglianza) erogati anche attraverso società specializzate; 2. Laundering & Sterilization - servizi di "lavanolo" e sterilizzazione di biancheria e strumentario chirurgico a supporto dell'attività sanitaria erogati attraverso la società controllata Servizi Ospedalieri S.p.A. Rekeep ha sede direzionale a Zola Predosa (Bologna), e conta oltre 27.000 dipendenti, in Italia e all'estero.



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lunedì 27 aprile 2020

CORONAVIRUS. PEDIATRI: PER BIMBI DANNI TANGIBILI SE SCUOLE CHIUSE

CORONAVIRUS. PEDIATRI: PER BIMBI DANNI TANGIBILI SE SCUOLE CHIUSE

 

SE NON SI AGISCE EMERGENZA SANITARIA DIVENTA 'CRISI DIRITTI' INFANZIA

 

Roma, 27 apr. - 'L'Unicef, l'Oms e molti enti di ricerca e associazioni professionali hanno sottolineato l'importanza  della collaborazione multidisciplinare (ad esempio tra settore sanitario, istruzione, prevenzione e servizi sociali) per garantire che le esigenze dei bambini e di coloro che dei più piccoli si prendono cura siano affrontate nel loro complesso. I possibili effetti avversi delle misure di prevenzione per affrontare il Covid-19 devono essere adeguatamente considerati quando si pianificano le politiche che riguardano la 'Fase 2' della pandemia. Sin dalle primissime fasi dell'epidemia di Covid-19 c'è stato un dibattito sul ruolo dei bambini nella trasmissione della malattia. Le prove oggi disponibili, anche se non definitive, suggeriscono che i bambini siano meno infettivi degli adulti (tasso di contagiosità secondaria nei bambini del 4% rispetto al 17% negli adulti). Peraltro è, invece, certo che il decorso benigno della malattia in età pediatrica non esporrebbe con l'apertura delle scuole i bambini a un rischio di danno sostanziale. Ancora più forte è la certezza, invece, di esporli a un danno tangibile e importante con le scuole chiuse e per tempi lunghi'. A lanciare l'allarme è una task force di 20 esperti del mondo della pediatria e della cura dell'infanzia.

   'Non è chiaro fino a che punto i governi nazionali si basino sulle nuove conoscenze per riprogettare le misure di protezione.

La riapertura delle scuole è oggetto di un ampio dibattito in molti paesi. Gli esperti avvertono delle ampie implicazioni educative, sociali ed economiche della chiusura prolungata di scuole e servizi per l'infanzia'.

Nella 'Fase 2', prosegue la lettera degli esperti del mondo della Pediatria, 'le politiche sulla riapertura della scuola in Europa appaiono eterogenee e non basate sul numero di casi Covid-19 in ciascuno paese, né su prove scientifiche dell'impatto di queste misure. Tutti però concordano sulle potenziali implicazioni sociali della protratta chiusura della scuola. I paesi scandinavi hanno già riaperto le scuole di primo grado. Il Regno Unito ha riaperto le scuole per i figli di lavoratori critici e bambini vulnerabili che sono incoraggiati a frequentare laddove sia opportuno per loro farlo. Al contrario, in altri paesi, come l'Italia, vi è riluttanza a considerare la riapertura dei nidi e delle scuole. Nel frattempo- aggiunge la task force- si stanno accumulando prove scientifiche sull'impatto drammatico della chiusura prolungata della scuola che mettono molto in dubbio l'efficacia concreta di queste misure quando ne vengono valutati anche gli effetti collaterali, come l'impossibilità da parte dei genitori a lavorare, per prendersi cura dei figli. Ci si chiede se le differenze esistenti nelle politiche si basano sui dati (come l'epidemiologia locale del Covid-19, le conoscenze sulla trasmissione del virus) o piuttosto sul diverso valore che viene dato nei diversi paesi alle politiche a sostegno delle famiglie e più in generale ai diritti dei bambini e delle mamme/donne? I governi stanno prendendo in considerazione in modo appropriato tutti i possibili effetti negativi della chiusura delle scuole e dei servizi educativi? Stanno pianificando di misurare questi effetti? Con indicatori su gap educativo e salute mentale e fisica (in particolare per bambini già affetti da disabilità e malattie croniche), su nutrizione, maltrattamento fisico ed emotivo, nonché sull'impatto sociale ed economico sulle famiglie? '.

I bambini che vivono 'in famiglie povere sono spesso in condizioni che rendono difficile, se non impossibile, la scuola da casa. In Italia gli ultimi dati Istat disponibili indicano che il 42% dei minori che vive una condizione di sovraffollamento delle proprie abitazioni e il 7% di bambini e adolescenti è vittima di un grave disagio abitativo (anche di abuso). È in queste case, con famiglie in condizioni economiche ulteriormente peggiorate, che i bambini e gli adolescenti cercano uno spazio per studiare e concentrarsi.

Le Istituzioni responsabili della Salute pubblica devono accuratamente valutare tutti i fattori nel decidere come e quando riaprire le scuole- propone la task force- e invitare i responsabili dei servizi educativi e degli istituti scolastici a operare fin d'ora per mettere in grado i servizi di svolgere il loro compito in sicurezza, considerare misure alternative come orario ridotto, doppi turni e lezioni scaglionate, aperture rivolte inizialmente solo all'infanzia anche in luoghi aperti (come proposto da alcuni Comuni) e alle scuole elementari. Oltre ad un sistema di monitoraggio dei casi a livello scolastico che ci permetta di capire meglio l'appropriatezza di questi modelli'.

   La cosiddetta 'Fase 2' durerà molto probabilmente fino a quando un 'vaccino sarà disponibile e distribuito a un numero sufficiente di persone per costruire una buona immunità dell'intera comunità. Occorre trovare un punto di equilibrio diverso tra il rischio di aumentare il numero di casi Covid-19 e la limitazione dei diritti dei bambini. L'assenza di un piano globale che consideri e monitorizzi le diverse conseguenze avverse per i bambini suggerisce che tali danni sono sottovalutati, e che forse, più in generale, i diritti dei bambini non sono oggetto di adeguata attenzione. E' responsabilità della politica sviluppare linee di indirizzo che si basino su prove scientifiche e raccomandazioni internazionali e che attribuiscano il giusto valore ai bambini, agli educatori e insegnati, e alle famiglie. Come affermato dall'Unicef, e ribadito da molti altri, senza un'azione urgente, questa crisi sanitaria 'rischia di diventare una crisi dei diritti dei minori', concludono gli esperti.

 

Hanno aderito a questa task force:

   - Marzia Lazzerini, WHO Collaborating Centre for Maternal and Child Health Istituto per l'Infanzia Burlo Garofolo, Trieste;

   - Federico Marchetti, direttore, Dipartimento Salute Donna, Infanzia e Adolescenza Ospedale di Ravenna e direttore della Rivista 'Medico e Bambino';

   - Alessandro Albizzati, direttore, Neuropsichiatria infantile, Ospedale Santi Paolo Carlo, Milano;

   - Generoso Andria professore, Università degli Studi Federico II, Napoli Direttore della Rivista 'Prospettive in Pediatria';      - Egidio Barbi, direttore, Clinica Pediatrica, Istituto per l'Infanzia Burlo Garofolo, Trieste;

   - Giancarlo Biasini, pdiatria, ACP Cesena; Andrea Biondi, direttore, Dipartimento di Pediatria, Università Milano-Bicocca e Fondazione MBBM/Ospedale San Gerardo, Monza;

   - Maurizio Bonati, direttore, Laboratorio per la Salute Materno Infantle, Dipartimento Salute Pubblica Istituto Mario Negri, Milano;

 - Giovanni Corsello, direttore, Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza 'G. D'Alessandro', Università di Palermo;

   - Daniele De Blasi, ACP Campania Ospedale Santobono, Napoli; Luigi Greco, professore, Università degli Studi Federico II, Napoli;
  - Giuseppe Maggiore, Direttore, Dipartimento di Scienze Mediche Università di Ferrara, Divisione di Epatogastroenterologia e Nutrizione, IRCCS, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma;

   - Stefano Martelossi, direttore, UOC di Pediatria, Ospedale di Treviso; Ugo Ramenghi, Direttore, Scuola di Specializzazione in Pediatria, Università di Torino;

   - Paolo Siani, pediatra e parlamentare Componente XII Commissione Affari Sociali e Sanità e Commissione bicamerale Infanzia Primario Pediatra Ospedale Santobono, Napoli;

   - Giorgio Tamburlini, direttore, Centro per la Salute del Bambino, Trieste; Alessandro Ventura, professore Emerito Pediatria, Università di Trieste;

   - Enrico Valletta, direttore, Dipartimento Salute Donna, Infanzia e Adolescenza Ospedale di Forlì;

   - Alberto Villani, direttore, Uoc di Pediatria e Malattie Infettive, IRCCS Ospedale Bambino Gesù, presidente della Società italiana di pediatria;

   - Alessandro Zuddas, direttore, Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza, Università di Cagliari.




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venerdì 24 aprile 2020

Covid-19 e mondo Veterinario, formazione gratuita online

Covid-19 e mondo Veterinario, formazione gratuita online


Il Centro Traumatologico Ortopedico Veterinario insieme al gruppo Aurora Biofarma lanciano un ciclo di Webinar a tema ortopedico, aperto a tutti gli specialisti del settore, per rimanere aggiornati anche restando a casa

  

Milano, 24/04/2020 – In questi giorni di Covid-19 sono numerose le realtà che si stanno dando da fare in iniziative a supporto dei tanti Professionisti costretti a rimanere a casa.
È così che il Centro Traumatologico Ortopedico Veterinario di Arenzano (CTO VET) con il supporto di un partner come  Aurora Biofarma - azienda farmaceutica specializzata nella ricerca e nello sviluppo di prodotti nel campo della veterinaria con una linea food e una divisione medica nutra - ha organizzato e lanciato un ciclo di Webinar gratuiti a tema ortopedico.

Si tratterà di sessioni informative a distanza, accessibili con una connessione internet, in cui si affronteranno lezioni pratiche mediante la discussione di casi clinici frequenti. Il target dei Professionisti a cui queste sessioni informative sono rivolte non sarà solo un pubblico specialistico, i Webinar sono infatti pensati anche per il Veterinario generico dal momento che verteranno su argomenti di  pratica clinica quotidiana.
Coordinatore scientifico e Relatore del percorso formativo è Enrico Panichi, Dottore di ricerca in clinica chirurgica ortopedica nonché Chirurgo ortopedico, socio fondatore e Direttore sanitario del CTO VET.

Partenza prevista per lunedì 27 aprile con il primo degli appuntamenti in calendario "L'ABC del paziente traumatizzato e felino" in cui verrà dato conto dei traumi ortopedici che si riscontrano con maggiore frequenza negli ambulatori (traumi del bacino, fratture esposte, lussazioni articolari).
Andrà in scena il giorno 30 aprile il secondo evento "Dottore, il mio cucciolo avrà la displasia?" durante il quale si tratterà il tema di come comunicare l'evoluzione della malattia, le tempistiche di presentazione e di diagnosi.
Infine il prossimo 7 maggio sarà la volta dell'ultimo appuntamento "Il ruolo del laboratorio analisi nei problemi ortopedici?" dove saranno analizzate le patologie ortopediche non chirurgiche di più frequente riscontro nella pratica clinica quotidiana.

«Soprattutto in questi giorni di lockdown vogliamo essere vicini ai tanti specialisti nel settore Veterinario e abbiamo deciso di farlo con questi momenti di formazione che rappresentano un'opportunità di aggiornamento scientifico di assoluto livello offerta in forma totalmente gratuita -  dichiara il Direttore Marketing di Aurora Biofarma Mariateresa Moscarella - In qualità di sponsor unico abbiamo esteso l'invito a partecipare non solo ai numerosi Veterinari con cui collaboriamo ma anche a tutti i nuovi Professionisti che volessero contattarci».

Iscrizioni e programmi dettagliati dei singoli Webinar dal sito www.ctovet.com/webinar.



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WM CAPITAL: AZ FRANCHISING LANCIA “AZ FRANCHISING ACADEMY”


WM CAPITAL: AZ FRANCHISING LANCIA "AZ FRANCHISING ACADEMY" 

L'innovativa piattaforma Webinar, che mette in contatto brand di eccellenza e investitori

Milano, 24 Aprile 2020 

 

AZ Franchising, il primo portale italiano di franchising che fa capo a WM Capital S.p.A., società quotata su AIM Italia specializzata nel Business Format Franchising, lancia AZ Franchising Academy, una piattaforma di comunicazione webinar su cui interverranno alcuni dei massimi protagonisti italiani del franchising nei principali settori di mercato: imprenditori, creatori di brand di successo, con i quali i partecipanti al webinar potranno avere un confronto diretto gratuito sui modi migliori di realizzare la propria idea di business. E' un'opportunità per le aziende che vogliono distinguersi ed eccellere nel proprio settore, raggiungendo i potenziali investitori in modo innovativo e personalizzato, ma è anche un'opportunità per gli investitori che avranno modo di venire a conoscenza delle opportunità e dei vantaggi di investire e affiliarsi a un brand di successo per dare avvio a una propria attività imprenditoriale.

 

Quattro gli appuntamenti a maggio 2020:

·      07.05.2020 h 11.00 - Franchising Servizi

·      14.05.2020 h 11.00 – Franchising Food & Ristorazione

·      21.05.2020 h 11.00 – Franchising Abbigliamento & Accessori

·      28.05.2020 h 11.00 - New Concept franchising

Tra i panelist invitati al Webinar alcuni dei più importanti franchisor italiani come Naturhouse, Anytime Fitness, RE/MAX Italia, Burger King, Piazza Italia, Primadonna, Primigi, Portobello, Helbiz e molti altri.

Il Webinar è moderato da Fabio Pasquali, Amministratore Delegato di WM Capital, con oltre 25 anni di esperienza con le società franchising, che illustrerà l'andamento del settore e le opportunità di affiliazione dello stesso per poi proseguire con case-history raccontate direttamente da manager e imprenditori di successo con know-how specifici.


WM Capital (WMC:IM), società specializzata nella creazione e sviluppo di Business Format Franchising e PMI innovativa dal 2017, affianca le imprese nel proprio processo di crescita per linee esterne attraverso lo sviluppo di sistemi franchising in Italia e all'estero, conferendo know-how industriale e operativo e mettendo a disposizione un network qualificato di operatori internazionali. Opera attraverso le tre business unit Consulenza, Comunicazione, Advisorye la divisione Health Tech, specializzata nella ricerca e sviluppo di piani strategici in ambito HealthCare con l'ausilio del Box della Salute a favore del benessere delle reti. La società è attiva anche nel settore Multimedia attraverso il brand AZ Franchising, espressione dell'omonima piattaforma costituita dal mensile AZ Franchising. Nella sua esperienza ultraventennale WM Capital ha seguito oltre 700 brand appartenenti a 50 settori differenti e grazie all'expertise acquisita seleziona modelli di business innovativi in settori con elevate potenzialità di crescita, fornendo un set completo di strumenti e servizi volti ad aumentarne il valore nel tempo.



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