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giovedì 9 marzo 2017

Osservatorio CornerJob sul Lavoro - Millennials e Turismo: trasformazione e innovazione per un settore in crescita

- Settore sempre più ambito tra i giovani intorno ai 20 anni e con livello d'istruzione superiore
- In crescita le professioni legate all'intrattenimento
- Lombardia e Lazio guidano il mercato


Milano, 9 marzo 2017 – CornerJob, leader nel settore della ricerca di lavoro attraverso dispositivi mobili, ha pubblicatooggi i risultati del focus settoriale che realizza a metà trimestrecome complemento all'Osservatorio sul mondo del lavoro. In questa occasione l'obiettivo è stato puntato su millennials e il settore del turismo: quali sono le opportunità e le sfidelavorative in quest'area? E quali sono gli orizzonti aperti dallenuove possibilità di lavoro offerte dal fenomeno della sharing economy?

Cominciamo con un inquadramento generale: partendo dai dati di Federalberghi, si rileva che in Italia il turismo equivale all'11,8% del Pil nazionale garantendo 3,1 milioni di unità di lavoro per un giro d'affari complessivo di 171 miliardi di euro. 

L'andamento positivo di questo settore è anche attestato dalle ricerche di Confesercenti che hanno registrato a fine agosto 2016 una crescita degli occupati del 4,3% rispetto al 2015. Il dato viene confermato anche da CornerJob: dopo l'immobiliare, il settore più dinamico sulla piattaforma è proprio il turismo dove i millennials giocano un ruolo da protagonisti, sia per quanto riguarda il "boom" degli startupper legati alla sharing economy sia per il lavoro dipendente. 

In media, chi progetta un percorso professionale nel settore del turismo ha un'età inferiore rispetto agli altri settori. Infatti, su CornerJob parliamo di giovani intorno ai 20 anni (per il 40%), freschi di studi superiori (per il 55,6%) e al debutto nel mondo del lavoro. "È un dato che non sorprende" – dichiara Mauro Maltagliati, Founder e CEO Italia di CornerJob. "Il turismo, per definizione, è un settore cheesercita un grande fascino sulle fasce più giovani. Fascino che è anche maggiore nel caso dei millennials, dal momento che, rispetto alle generazioni precedenti, sono figli di un mondo senza frontiere dove il viaggio è già da tempo parte della loro esperienza di formazione e di vita".

Invece, per quanto riguarda le ricerche di lavoro, al primo posto troviamo le posizioni di front/back office (oltre il 40%) seguite a brevissima distanza dalle professioni più direttamente collegate all'intrattenimento (DJ, animatori, coreografi, fotografi ecc. ). 

Sul fronte delle offerte lo scenario cambia radicalmente, con i receptionist che slittano quasi all'ultimo posto per lasciare spazio agli animatori. 

Tutto questo, però, è "fisiologico" dal momento che le posizioni di front/back office sono normalmente più stabili, mentre quelle legate all'intrattenimento, circa il 70% del totale, hanno una rotazione di personaledecisamente maggiore.

Tra le regioni più dinamiche al primo posto troviamo Lombardia e Lazio, ovvero, le aree che oltre a essere destinazioni turistiche ospitano anche le sedi dei principali operatori nazionali e internazionali, pubblici e privati. 

Infine, va rilevato che il dinamismo di questo settore presenta una maggiore accelerazione nei primi tre mesi dell'anno, in cui si concentra oltre il 57% delle ricerche. Stiamo parlando del momento in cui gli operatori sono in fase di organizzazione della stagione estiva. In Italia, infatti, a differenza di altre realtà europee, la componente stagionale di questo settore è ancora molto forte.

ITALIA E SPAGNA: VICINI MA NON TROPPO
Per capire meglio lo "stato dell'arte" del mondo del lavoro nel settore turistico italiano, lo abbiamo messo a confronto con quello della Spagna, Paese che, per cultura, posizione geografica e assetto sociopolitico presenta un "sistema turismo" molto simile a quello italiano. 

O, almeno in apparenza. Infatti, mentre in Italia il "candidato tipo" è un giovane uomo intorno ai 20 anni e alle prime esperienze, in terra iberica la parte del leone la fanno le ragazze della stessa fascia d'età ma che hanno già sviluppato almeno una esperienza lavorativa significativa. Il recruitment spagnolo inoltre, a differenza di quello italiano, è meno stagionalizzato e più diffuso sul territorio: non si limita alle sole capitali economiche, come Madrid e Barcellona, ma avviene direttamente nelle principali destinazioni turistiche.

L'AGENTE DI VIAGGIO: UNA PROFESSIONE IN ESTINZIONE?
Con l'avvento delle app e delle piattaforme digitali di turismo (da Booking.com a Skyscanner etc.) verrebbe da pensare che la tradizionale figura dell'agente di viaggio sia sprofondata in una crisi senza speranze. 

Tutt'altro. CornerJob ha intervistato alcuni agenti di viaggio (di dimensioni e localizzazioni diverse) scoprendo che questa professione non solo teme la sfida digitale, ma si è sostanzialmente evoluta secondo tre coordinate:
- consulenza: laddove ormai organizzare un soggiorno a Londra o a New York è un gioco da ragazzi, la pianificazione di un viaggio verso mete meno massificate è molto diversa. Infatti, in questo caso, le persone cercano ancora le competenze dell'agente, sia per questioni di sicurezza (soprattutto in certe aree), sia per questioni di organizzazione, comfort e risoluzione di eventuali problemi.
- specializzazione: una parte degli agenti si è specializzata in un particolare settore. Ad esempio, alcuni si propongono come esperti dei Paesi dell'ex Unione Sovietica, offrendoitinerari su misura rispetto alle esigenze del cliente e mettendo anche a disposizione guide e rete di contatti locali. Altri, soprattutto immigrati, hanno aperto microstrutture dedicate ai loro connazionali (soprattutto cinesi, sudamericani ed est europei) agevolati dal fatto che parlano la stessa lingua, condividono usi e costumi ecc.
- sviluppo delle nicchie di mercato: dal turismo d'affari, ai viaggi legati alle cerimonie (viaggi di nozze, anniversari ecc.), per poi continuare con il turismo religioso e quello dedicato alla terza età. Stiamo parlando di una platea di "viaggiatori" che in Italia ha dimensioni considerevoli e che, se non altro per questioni di comodità, mai rinuncerebbe
al contatto diretto e fisico con l'agenzia. 

FACCIO IL CONCIERGE
Dopo Stati Uniti e Francia, Airbnb, la nota piattaforma digitale di affitti turistici, ha trovato in Italia il suo mercato più fertile con 250mila "microimprenditori" che mettono a disposizione da singole stanze a intere case presso tutte le destinazioni turistiche, anche non tradizionalmentemainstream. Intorno a questo fenomeno è nata una nuova generazione di professioni 2.0: dall'accompagnatore (sempre su apposite piattaforme digitali) che in base alle sue competenze organizza percorsi tematici per turisti, alle agenzie di "conciergerie", cioè microagenzie che si occupano di gestire gli affitti brevi. 

Per analizzare nel concreto questo nuovo scenario, CornerJobha intervistato i due fondatori di "Guest Hero", agenzia nata meno di un anno fa a Milano dall'intuizione di Nicola Di Campli e Massimiliano Squillace. "È da sottolineare – spiegano i due giovani startupper - che queste nuove realtà di affitti brevi sono state una vera e propria risposta alla crisi: in Italia tutti posseggono una casa ed è proprio l'unico valore che si è potuto mettere sul piatto per avere degli introiti. Ifenomeni come AirBnb hanno poi creato delle esigenze diverse da parte del consumatore e da lì ci si è dovuti adeguare e proporre nuove soluzioni. Ed è per questo che sono nate lesocietà di facility management dedite alla gestione degli affitti di case per conto di terzi. Noi, con Guest Hero, garantiamo 24/7 tutti gli interventi di manutenzione dell'appartamento, dalla serratura che non si apre di notte al tubo che perde improvvisamente. Ed è per questo che ci siamo accordati con gruppi assicurativi e altre realtà di sharing economy come MarioApp. Poi, sul territorio ci sono i nostri "concierge", coloro che cercano possibili appartamenti da affittare per poi gestirli per conto di Guest Hero, dal check-in e check-out alla pulizia o manutenzione. Attualmente siamo presenti in Venetoe a Milano,  ma stiamo già puntando alla Costiera Amalfitana e, il prima possibile, a Roma".

A proposito di CornerJob
CornerJob è una piattaforma per dispositivi mobili dedicata alla ricerca di lavoro nata dall'intuito visionario di Mauro Maltagliati, Co-fondatore e CEO Italia della piattaforma, oggiattiva in Italia, Francia, Spagna e Messico. Tra i clienti in Italia vediamo nomi del calibro di Adecco, Randstad, Eataly, Geox, Amnesty International, Generali, Manpower e Angelini.  Con sede principale a Barcellona, CornerJob è stata fondata da Miguel Vicente, Gerard Olivé (già fondatori di Wallapop), David Rodriguez (CEO) e Mauro Maltagliati (Country Manager per l'Italia). E nel 2016 è entrata nella top ten delle app più scaricate su AppStore e al primo posto delle app nella sezione "economia" di AppStore e Google Play.


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BIP e MIP presentano la XII edizione del Master in Energy Management



Quali sono le prospettive per le aziende energetiche e per i cittadini in un settore che sta profondamente cambiando


BIP - Business Integration Partners, prima multinazionale italiana di consulenza, e MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business, presentano la XII edizione del Master in Energy Management (MEM), iniziativa di alta formazione delle due società che si propone, da un lato, di avviare la preparazione di futuri manager nel settore energetico e dall'altro di consentire alle aziende sponsor dell'iniziativa di inserire nel proprio organico professionalità con competenze e potenzialità di particolare interesse.

Carlo Capè, co-fondatore e Amministratore Delegato di Bip, nonché membro del CdA del MIP, insieme ad Andrea Sianesi, Dean di MIP, e Vittorio Chiesa, Direttore del MEM, presenteranno questo pomeriggio i contenuti e gli obiettivi del Master nel corso della Tavola Rotonda "Dalla mobilità sostenibile al concetto di città elettrica", che analizzerà il mercato energetico attuale – italiano e non solo – e presenterà stime sullo sviluppo del settore.

In particolare, partendo da uno studio realizzato dall'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, sarà analizzato il mercato delle auto elettriche, cresciuto nel 2016 di circa il 40% rispetto all'anno precedente, e che vede, a livello mondiale, la Cina al primo posto con un'impressionante crescita del 118% rispetto ai primi tre mesi del 2015, mentre in Europa quasi 1 veicolo su 4 è olandese.
Il mercato italiano dei veicoli elettrici occupa invece circa l'1% di quello europeo e lo 0,1% dell'intero mercato italiano dell'auto.
Si stima però che entro dicembre 2020 nel mercato europeo e italiano l'offerta di modelli arriverà quasi a triplicarsi e che in Italia si immatricoleranno tra i 70.000 e i 130.000 veicoli elettrici, con un controvalore complessivo tra i 2,4 e i 4,4 mln di euro.

L'Italia sta rispondendo a tali innovazioni attraverso diverse azioni, tra le quali la ricerca di un sistema di regole e remunerazioni per affrontare eventuali picchi di richiesta di prelievi di energia difficilmente programmabili, l'adozione di sistemi di accumulo come "riserva di energia", oltre alla recente riforma del mercato elettrico per le utenze domestiche.

A spiegare agli studenti il valore aggiunto del Master dal punto di vista delle imprese che operano in ambito energy e discutere degli sviluppi occupazionali del settore, i principali player del settore energetico, quali Marco Alverà, Amministratore Delegato Snam, Alberto Biancardi, Componente Aeeg, Alessandro Beulcke, Presidente Allea e Festival Energia, e Giorgio Colombo, Direttore HR, ICT e acquisti Edison.
Il Master, in partenza nel mese di ottobre, ha una durata di 12 mesi in formato full time, e prevede 6 mesi d'aula e 6 mesi di stage presso aziende partner o presso BIP - Business Integration Partners per acquisire esperienza all'interno delle aziende del settore, dimostrando nel contempo il proprio talento e capacità.

"Il MEM – commenta Carlo Capè, amministratore delegato di Bip - è nato con l'obiettivo di aiutare i giovani ad entrare in un settore dove c'è offerta di lavoro ma dove, come testimoniano le aziende energetiche, non è facile trovare risorse che abbiano sviluppato competenze valide e complete in questo ambito. Finora, grazie al nostro Master e alla collaborazione con un partner prestigioso come il MIP, quasi tutti gli studenti che hanno frequentato il corso hanno trovato lavoro in un'azienda del settore e la rivoluzione in atto nel settore ci autorizza a pensare che questo trend sia destinato a proseguire."

"Il Master intende formare giovani neolaureati o con breve esperienza lavorativa, in modo che possano comprendere le dinamiche in atto nel settore dell'energia e cogliere le opportunità di business in un comparto che mostra tassi di crescita estremamente significativi a livello nazionale ed internazionale - conferma il professor Vittorio Chiesa, direttore del MEM -. L'efficacia del prodotto è data dalla collaborazione tra MIP e Bip, dunque dall'integrazione delle competenze specialistiche della faculty accademica del MIP con la concretezza e la conoscenza del mondo aziendale di Bip".

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Bip - Fondata in Italia nel 2003, è oggi una delle principali società multinazionali di consulenza e impiega oltre 1.300 persone a livello globale. I suoi professionisti offrono servizi di consulenza direzionale e business integration, seguono le aziende nei processi di ricerca e adozione di soluzioni tecnologiche disruptive. Bip è oggi presente in Italia, Inghilterra, Spagna, Turchia, Belgio, Emirati Arabi, Brasile, Colombia, Cile, Tunisia, Oman, Stati Uniti e Malesia. 


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Ecco il lavoro che ci aspetta in Italia tra 5 anni.

A Milano il 23 marzo " Le professioni del futuro. L'evoluzione del mercato del lavoro nei prossimi 5 anni in Italia, tra trend e innovazione".
 
In un convegno la ricerca di InTribe basata sull'analisi dei Big Data e sul monitoraggio delle conversazioni social, a confronto con innovatori, imprenditori, formatori, studenti.
 
Modera gli interventi Valeria Cagnina, sedicenne "campionessa digitale".
 
 
Per scaricare un estratto della ricerca:
https://dl.dropboxusercontent.com/u/54127573/Breve_analisi_scenario_professioni_futuro_Asseprim.docx
 
Per scaricare una infografica;
https://dl.dropboxusercontent.com/u/54127573/infografica_professioni_futuro.jpg
 
 
 
Si terrà il 23 marzo a Milano presso la sede di Confcommercio in Corso Venezia, 47 la "Prima conferenza nazionale sulle professioni del futuro", organizzata da InTribe con la collaborazione di Asseprim - Federazione nazionale servizi professionali per le imprese e con il patrocinio di Human Age Institute (Manpower Group), Campus Orienta, Ferpi - Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, Adico - Associazione Italiana per la Direzione Commerciale, Vendite e Marketing e con il sostegno di IBT Centre e Value Maker.
 
Si tratterà di una grande occasione non solo per discutere del lavoro nell'Italia di oggi, ma anche di quello dell'Italia di domani, grazie alle analisi dei BigData e i macro-trend analizzati da InTribe attraverso il monitoraggio di decine di migliaia di conversazioni online, migliaia di immagini e video, infografiche e documenti. Un grande lavoro di analisi e ricerca "predittiva" che ha portato a realizzare la prima indagine completa sulle prospettive del lavoro, dei lavoratori e delle imprese.
 
Molte le sorprese e gli ospiti importanti che interverranno, presentati e coordinati da Valeria Cagnina, la sedicenne "campionessa digitale" diventata il simbolo di una nuova generazione piena di talenti e capacità, capaci di saper "leggere il futuro".
 
"In Italia ci sono migliaia di giovani che creano, costruiscono, sfidano il futuro. E centinaia di imprese che hanno il coraggio di raccogliere questa sfida. Si tratta di tanti giovanissimi, di tante donne, di centinaia di startup coraggiose. InTribe è una di queste, nata per dare alla aziende ed al paese la capacità di guardare al futuro, di analizzarlo, prevederlo e di potersi quindi preparare. Attraverso le nostre analisi dei Big Data, delle conversazioni sui social network, delle tendenze e delle condivisioni di immagini, video e documenti, oggi siamo in grado di tracciare previsioni precise dei prossimi 5 anni, nel campo del lavoro e non solo. Le potenzialità dell'analisi dei Big Data sono in grande parte ancora inesplorate, noi in questo incontro ne dimostreremo alcune, per aprire un confronto ampio tra giovani innovatori, aziende, imprenditori coraggiosi, formatori, istituzioni. Dalla crisi si esce definitivamente quando si rivolge lo sguardo al futuro. Noi il 23 marzo daremo un importante contributo." - ha dichiarato Mirna Pacchetti, di InTribe.
 
"Si parla spesso di come il mercato del lavoro stia evolvendo, ma sovente i dati sono frammentari, a volte incongruenti. Abbiamo una chiara visione del tasso di disoccupazione attuale, ma non di come sarà la ripresa e di quali lavori saranno più richiesti, per questo motivo ASSEPRIM ha deciso di dare spazio ad un evento che ne parlasse. Il nostro impegno nella definizione dei contratti di lavoro e nella divulgazione di conoscenze in ambito digitale è ormai noto, il Convegno sulle Professioni del Futuro aggiunge un ulteriore tassello: un'analisi di scenario sul mondo del lavoro in Italia, che si sta trasformando a ritmi molto sostenuti e con reali opportunità d'impiego." - ha puntualizzato Umberto Bellini, Presidente Asseprim - Federazione Nazionale Servizi Professionali per le Imprese di Confcommercio Imprese per l'Italia.
 
"La mancanza di competenze specifiche e avanzate ha generato il fenomeno denominato Digital Mismatch: le persone in cerca di lavoro spesso non sono in grado di rispondere ai requisiti e alle competenze tecnologiche e digitali sempre più necessarie alle aziende. Nonostante i livelli di disoccupazione da record, continua a essere difficile per le aziende trovare le professionalità giuste da inserire, anche nella comunicazione. Le previsioni della Comunità Europea (2014-2020) stimano una crescita costante di posti di lavoro nel settore ICT, mediamente 112.000 all'anno fino al 2020. Questi però potrebbero essere oltre 750.000 in più se non fosse per la mancanza di competenze richieste. Il gap tra domanda e offerta di competenze ICT in Italia è stimato in 135.000 posti di lavoro nel 2020." - Marco Ravagnan - Direttore Ricerche InTribe.
 
"Questo Convegno rappresenta un'ottima occasione per continuare a consolidare il percorso intrapreso, anche nel nostro Paese, sulla strada delle soft skills e delle loro modalità di acquisizione ed allenamento. Se da un lato oramai appare come un qualcosa di pacifico il fatto che nei prossimi anni andremo incontro ad un futuro caratterizzato da nuovi lavori e professioni, dall'altro, la cultura delle soft skills necessità di essere adeguatamente supportata al fine di diffonderla per renderla comune e condivisa ad ogni livello ed ambito professionale, partendo addirittura dal periodo scolastico e universitario. Personalmente ritengo che il "tassello" mancante che lega le professioni del futuro alle soft skills sia da ricercare nelle modalità di acquisizione e di allenamento delle stesse: nella mia esperienza professionale posso affermare che il coaching rappresenta lo strumento più idoneo ed efficace per fare proprie le competenze trasversali, attraverso un percorso che porta necessariamente ad un cambiamento dei nostri comportamenti in una logica di crescita personale." - Paolo Cervelli – Value Maker
 
"Parteciperò con piacere al convegno organizzato da In Tribe, perché da imprenditore che parla ad imprenditivi e imprenditori, ho deciso di sgusciare insieme il nocciolo principale della questione: che cosa significa essere imprenditori e manager oggi. Attualmente per definire l'imprenditorialità e l'imprenditività che a me piace tanto, bisogna pensare obbligatoriamente ad un'accezione più ampia del semplice gestire un'impresa: bisogna infatti, estendere il discorso alla sfera personale e alla rilevanza delle ormai note soft skills: che poi, diciamocela tutta, per la loro importanza, tanto soft non sono! Imprenditorialità oggi, infatti, vuol dire soprattutto creatività, innovazione, team work, efficacia personale, vuol dire parlare di quelle abilità intangibili, eppure così pesantemente influenti sul risultato finale dell'impresa." - Gianni Forestiero - IBT Centre.
 
Al fianco di InTribe anche Alessandro Maola Comunicazione: " Non esiste comunicazione senza capacità di guardare alle tendenze che ci aspettano. Per questo le analisi dei BigData e delle conversazioni sui social network sono degli strumenti preziosi ed indispensabili per chi, come noi, crede nell'innovazione, nella strategia, in una comunicazione che sappia anticipare i bisogni e i linguaggi e non inseguirli. La comunicazione in Italia ha bisogno di una forte ventata di novità, che dovrà venire proprio dall'unione delle competenze comunicative con quelle tecniche di analisi messe a disposizione dalla tecnologia. Si tratta di una "rivoluzione" di cui abbiamo finora visto solo piccole anticipazioni." - ha concluso Alessandro Maola.
 
Tra gli altri partner del convegno:
 
La Bottega della Rete, MZeAssistant, UPSet, Momenti di Vita Reportage, Proposta Lavoro.
 
Per maggiori informazioni:
 
www.leprofessionidelfuturo.it

martedì 7 marzo 2017

Parte Young Talents in Action, l'iniziativa gratuita di Manpowergroup per sostenere i giovani in cerca di occupazione

Accesso libero e gratuito ai corsi registrandosi sul sito www.ytia.it

• 100 sessioni di orientamento

• 10 città coinvolte

• 1.600 ore di orientamento erogate gratuitamente

• +2.500giovani coinvolti direttamente

• Corsi di formazione e Masterclass



Partirà il prossimo lunedì 20 marzo la nuova edizione di Young Talents in Action, il grande progetto nazionale di orientamento e formazione realizzato da ManpowerGroup - promosso dalla Fondazione HumanAge Institute e organizzato con la collaborazione di Tree - che punta a favorire l'inserimento nel mondo del lavoro di giovani laureandi/neolaureati, NEET (ovvero, persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione) e di coloro che vogliono specializzarsi tramite corsi di formazione gratuiti.

Una iniziativa concreta che, giunta alla sua quarta edizione, rinnova ed amplia il suo bacino di azione con un'offerta formativa ancora più capillare e vicina alle esigenze dei datori di lavoro, con particolare attenzione per le diverse specificità territoriali.

Stefano Scabbio, Presidente per l'Europa Orientale e l'Area Mediterranea di ManpowerGroup, commenta: "Il mondo del lavoro sta attraversando un'autentica trasformazione: le aziende oggi ricercano professionalità e competenze completamente diverse rispetto al passato. Per colmare l'attuale divario tra skill ricercate e profili disponibili, è necessario un approccio alla formazione e all'orientamento decisamente innovativo. E' con questo spirito che abbiamo messo a punto un format inedito per la quarta edizione di Young Talents in Action, un progetto su scala nazionale per orientare i giovani in cerca di occupazione, ma soprattutto per lavorare sull'"upskilling" partendo proprio dalle competenze del futuro che li aiuteranno a costruirsi una professionalità evoluta, dinamica e in linea con le richieste del mercato".

Il calendario di Young Talents in Action per il 2017 prevede oltre 100 sessioni di formazione gratuita in 10 tra le principali città italiane: Trento, Padova, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania. In tutto saranno coinvolti circa 2.500 giovani - di cui 800 già nelle prime quattro tappe, in programma dal 20 marzo al 5 aprile - per un totale di 1.600 ore gratuite di orientamento.

Il progetto proporrà tre percorsi formativi complementari, con programmi specifici, così articolati:

- Corsi di orientamento, della durata complessiva di 20 ore (due giornate da otto ore ed una da quattro ore), su sei diversi moduli. Forniranno i principali strumenti per l'inserimento nel mercato del lavoro e per far conoscere le opportunità connesse all'utilizzo delle nuove tecnologie.

- Corsi di formazione, della durata di 120 ore, con lezioni di otto ore al giorno, su megatrend relativi alle professioni ed alle competenze del futuro in linea con le vocazioni occupazionali dei territori interessati dal programma: Industria 4.0 (Milano, Torino e Padova), Italian Food Innovation (Bari), Data Science (Roma, Firenze e Napoli) e Digital Marketing (Catania).

- Masterclass, ovvero progetti formativi ad alta specializzazione, per formare professionisti in ambiti innovativi fortemente ricercati nel mercato del lavoro, organizzate in percorsi di 240 ore, distribuite in lezioni da otto ore al giorno. Ne sono previste complessivamente cinque sui temi affrontati nei corsi di formazione.

Tutti i corsi del programma 2017 sono ad accesso libero e gratuito, previa registrazione sul sito www.ytia.it, dove è inoltre disponibile il calendario completo di tutte le differenti tipologie formative proposte.

In linea con la vocazione formativa di Young Talents in Actions orientata sulle competenze del futuro, il percorso in aula del programma 2017 continuerà anche su PowerU Digital, l'innovativa piattaforma online di ManpowerGroup per sviluppare - a livello europeo - la cultura e la formazione digitale dei giovani e favorirne l'ingresso nel mondo del lavoro.

Grazie a PowerU Digital, infatti, i partecipanti a Talents in Action 2017 avranno la possibilità di approfondire i concetti appresi durante le sessioni del programma sperimentando un ulteriore percorso formativo di otto tappe - ognuna corrispondente alle competenze-chiave identificate dalla Commissione Europea per integrare la formazione scolastica con le competenze richieste dal lavoro - con rilascio finale di una certificazione open-badge per condivisione sui propri profili social e cv digitali.



ManpowerGroup Italia

Presente in Italia dal 1994, la realtà nazionale di ManpowerGroup - multinazionale leader mondiale nelle innovative workforce solutions - realizza e offre soluzioni strategiche per la gestione delle risorse umane: ricerca, selezione e valutazione di personale per tutte le posizioni professionali; somministrazione di lavoro a tempo determinato; pianificazione e realizzazione di progetti di formazione; consulenza per l'organizzazione aziendale; career management; servizi di outsourcing; consulenza HR. Unendo efficacemente la sua profonda conoscenza del potenziale umano e delle

esigenze dei propri clienti, ManpowerGroup crea valore per imprese e individui affiancandoli nel raggiungimento dei propri obiettivi di business e di carriera. Attraverso una rete di oltre 230 uffici su tutto il territorio nazionale, impiega 1.500 persone e offre inoltre soluzioni mirate per i settori Information Technology, Finance, Engineering, Sales&Marketing.

Nel 2015 ManpowerGroup Italia ha garantito occupazione a oltre 80mila persone stipulando più di 200mila contratti con 13mila aziende clienti. Per il sesto anno consecutivo ManpowerGroup è stata inclusa nella classifica "World's Most Ethical Companies" (2016) elaborata da Ethisphere, organizzazione internazionale specializzata nella creazione, nello sviluppo e nella condivisione di best practice a livello di etica aziendale, governance, misure anti-corruzione e sostenibilità. Il Gruppo Manpower è stato inoltre, Official HR Premium Partner di EXPO Milano 2015.

La proposta di soluzioni di ManpowerGroup in Italia viene offerta attraverso ManpowerGroup™ Solutions, Manpower®, Experis™, FuturSkill e Right Management®.



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Salute: GE Healthcare Italia è tra i "Great Place to Work", le migliori aziende in cui lavorare nel nostro Paese

·         La "ricetta" di GE: attenzione alla diversity di genere ed età; progetti per il benessere psico-fisico dei dipendenti; smart working e iniziative rivolte alle donne, come ecografie e visite senologiche gratuite

 

Milano, 7 Marzo 2017 – General Electric Healthcare Italia è tra i "Great Place to Work", le migliori aziende in cui lavorare in Italia. La divisione medicale di General Electric si è infatti posizionata 12esima tra le "large companies" (500 o più collaboratori) nella classifica annuale di "Great Place to Work", la società internazionale di consulenza che tutti gli anni pubblica le classifiche dei migliori ambienti di lavoro in Italia e nel mondo, relativamente a leadership, equità, ambiente e formazione, dopo un'attenta analisi condotta su decine di aziende.

 

Con oltre 600 dipendenti coordinati dalla sede centrale di Milano, GE Healthcare è leader in Italia nella fornitura di soluzioni per la tutela della salute: dai più avanzati sistemi di diagnostica per immagini e di gestione dei dati del paziente, a soluzioni per ricerca e produzione farmacologica.

Secondo le motivazioni di Great Place to Work, i dipendenti di GE Healthcare Italia sono orgogliosi di far parte di un'azienda impegnata nel settore sanitario con prodotti all'avanguardia in grado di migliorare la vita delle persone, caratterizzata da un ambiente stimolante e da un alto livello di responsabilizzazione nel lavoro. I dipendenti apprezzano inoltre l'elevata eticità e correttezza del management, la valorizzazione della diversità nonché i benefit e servizi messi a loro disposizione.

 

La "ricetta" di GE Healthcare Italia

Ma come si diventa uno dei migliori ambienti lavorativi in Italia? GE Healthcare ha puntato sull'attenzione al benessere dei dipendenti, sia dal punto di vista fisico che psicologico, ad una miglior conciliazione famiglia-lavoro, e a innovative politiche per armonizzare le diversità a diversi livelli.

 

  • Benessere psico-fisico dei dipendenti: General Electric ha lanciato "HealthAhead", programma internazionale per promuovere abitudini salutari dei dipendenti in diversi ambiti, dalla nutrizione alla lotta contro la dipendenza dal fumo. GE Healthcare Italia ha lanciato programmi per la riduzione dello stress – uno dei principali ostacoli al benessere dei lavoratori – con consulenze psicologiche ad hoc per i dipendenti e programmi di attività fisica mirata. Programmi specifici sono dedicati alle dipendenti, con ecografie periodiche e visite senologiche gratuite.

 

  • Smart working: porta a una miglior conciliazione tra lavoro e vita privata, e a una maggior efficienza del lavoratore. GE Healthcare Italia ha lanciato un programma di smart working per tutti i dipendenti, e il lavoro flessibile: la possibilità, quindi, di lavorare più ore in alcuni giorni "guadagnando" così un giorno libero a settimana.

 

  • Responsabilizzazione e collaborazione: i lavoratori si sentono responsabilizzati, sentono che i capi hanno fiducia in loro e questo aiuta a sentirsi parte di un'organizzazione. Per migliorare la cooperazione tra i dipendenti, inoltre, GE Healthcare ha lanciato il progetto "Collaboration", affiancando per quattro giorni due colleghi operanti in diversi settori dell'azienda, perché possano mettersi nei panni dell'altro e capire procedure (e difficoltà) con cui ognuno deve misurarsi.

 

  • Innovazione: GE Healthcare progetta e produce strumenti diagnostici innovativi, ad alto contenuto di ricerca e sviluppo, in un settore di grande importanza per la vita delle persone come quello medicale. Questo porta i dipendenti ad essere orgogliosi di lavorare in azienda e a condividerne i traguardi. L'innovazione non si ferma ai prodotti: GE Healthcare ha lanciato un progetto ad hoc per incentivare i dipendenti ad approcciarsi più agevolmente agli strumenti digitali.

 

  • Valorizzazione delle diversità: da quella anagrafica – nel 2015 è stato avviato un progetto per integrare dipendenti di tre diverse generazioni – alle pari opportunità. L'azienda ha introdotto nel 2016 un programma per estendere i diritti dei propri dipendenti senza distinzione di orientamento sessuale: congedo matrimoniale e permesso per gravi motivi di assistenza e cura del coniuge sono riconosciuti a tutte le coppie, anche dello stesso sesso. Particolare attenzione è riservata alla parità di genere, con la valorizzazione dei talenti al femminile.

 

  • Politiche per la famiglia: con la "Fondazione educazionale GE Healthcare Italia Onlus", l'azienda si impegna per garantire il diritto allo studio per i figli di ex dipendenti deceduti. Con il progetto "Orientation at GE", inoltre, GE Healthcare offre servizi di orientamento per i figli dei dipendenti dai 15 ai 26 anni, organizzando incontri con manager e referenti universitari.

 

  • Sicurezza sul lavoro: dai corsi di guida sicura a formazione continua per i tecnici impegnati nella manutenzione dei dispositivi medici, l'azienda punta sulla componente culturale per migliorare la sicurezza dei propri dipendenti sul luogo di lavoro, ovunque esso sia.

 

"Siamo orgogliosi di essere tra i 'Best Place to Work' in Italia: è il risultato del lavoro di tutti i dipendenti, che con il loro impegno e i loro suggerimenti hanno reso la nostra azienda uno dei luoghi migliori in cui lavorare" ha commentato Alessia La Croce, Responsabile HR di GE Healthcare Italia. "Per noi è un traguardo importante, ultima tappa delle tante politiche di welfare aziendale messe in campo da GE Italia in questi anni".




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Il successo nel lavoro è donna: 146mila scelgono la vendita a domicilio. Dati e storie da Univendita

La quota di donne fra gli incaricati delle aziende associate supera il 93%: la flessibilità consente di conciliare lavoro e famiglia. Un esempio: Erminia Ciampi, di Summonte (AV), due figlie, ha dovuto reinventarsi e ha trovato il successo grazie alla vendita di cosmetici. La sua esperienza è raccontata nel libro "Storie di vendita vissuta" di Univendita


La vendita diretta a domicilio si conferma uno dei pochissimi settori che aprono le porte a chi, dopo un momento di crisi, vuole reinventarsi e rimettersi in gioco. È donna il 93,6% delle persone impiegate nella vendita diretta delle aziende Univendita, e operano negli ambiti più diversi: dai beni durevoli per la casa agli alimentari, dai beni di consumo ai cosmetici, per finire con i servizi.
«In anni di contrazione di consumi e di forte crisi per i canali tradizionali del commercio, la vendita diretta a domicilio ha rappresentato un'eccezione alla regola –sottolinea il presidente di Univendita Ciro Sinatra– e l'unica vera spiegazione di questo successo sono le persone. La ragione della crescita del nostro settore sta nella forza dell'economia di relazione, basata su un rapporto umano autentico, che genera un clima di fiducia positivo nei consumatori. Nel 2016 le nostre aziende hanno fatturato 1 miliardo 643 milioni di euro, crescendo del 2,5%. Hanno generato quasi 12 milioni di ordini, che si stima equivalgano a oltre 4milioni e 300mila clienti serviti. E hanno creato occupazione: le aziende associate Univendita contano 156mila venditori, +2,2% rispetto all'anno precedente».

Un esempio di successo al femminile è la storia di Erminia Ciampi, 44 anni, di Summonte (Avellino), che dopo molti anni a occuparsi di casa e figlie ha vissuto un momento difficile in famiglia e ha dovuto rimboccarsi le maniche. Il suo riscatto non è arrivato da un impiego con il posto fisso, ma da Jafra, azienda della vendita a domicilio di cosmetici, con la quale Erminia si è creata un giro di clienti affezionate. La sua storia è raccontata in un libro, Storie di vendita vissuta, che raccoglie le testimonianze di una quarantina di venditori delle aziende associate Univendita (Unione italiana vendita diretta) e che evidenzia il legame forte fra la professione della vendita diretta a domicilio e la persona che la esercita.
Come nel caso di Erminia Ciampi: «A essere sincera considero il mio impegno in Jafra più una missione che un lavoro –spiega–. Prima di ogni cosa io incontro, da persona, altre persone. Si parla, spesso le donne mi confidano cose non dette neppure a persone molto più vicine a loro. Mi trovo spesso davanti a persone che hanno i problemi che ho avuto io: io ne sono uscita e suggerisco come uscirne a loro volta». Trovare il successo con la vendita a domicilio –diventando prima consulente, poi capo gruppo e ora responsabile d'area per Napoli e Avellino– ha permesso a Erminia di togliersi grandi soddisfazioni non solo economiche ma anche personali. E allo stesso tempo è riuscita a gestire la famiglia, perché la vendita diretta è un lavoro a misura di donna: la quota femminile fra gli incaricati delle aziende associate Univendita supera il 93% e la flessibilità insita nel modello organizzativo della vendita diretta è molto apprezzata, perché consente di conciliare lavoro e famiglia.

La storia di Erminia Ciampi è simile a molte altre raccontate in Storie di vendita vissuta. Ad accomunarle le storie il punto di partenza: nessuno dei venditori avrebbe mai pensato alla vendita diretta a domicilio come a una possibilità di lavoro prima di intraprenderla. Una posizione che nasceva, in molti casi, dalla mancanza di informazioni su quest'attività o da un'opinione gravata da stereotipi che, alla prova dei fatti, si sono rivelati infondati. «Nella trasformazione profonda che stanno conoscendo i concetti di lavoro e di posto di lavoro, la professione del venditore rappresenta un investimento su se stessi, su risorse che spesso si ignora di possedere –nota Sinatra–. Se è vero che il posto fisso continua a essere un'aspirazione della maggioranza degli italiani è innegabile che oggi, per tante ragioni, si siano fatti strada anche altri modelli di lavoro. La vendita diretta, nello specifico, ribalta paradigmi consolidati delle occupazioni tradizionali, primo fra tutti: è il lavoro che dipende da me, e non il contrario».

Storie di vendita vissuta
194 pagine
Edito da Eo Ipso per conto di Univendita
L'e-book è scaricabile gratuitamente in formato ePub, Mobi e Pdf sul sito dell'associazione www.univendita.it
La copia cartacea è in vendita a € 9,00 (+ € 3,00 di spedizione) e si può ordinare via mail a info@univendita.it indicando l'indirizzo di spedizione e un recapito telefonico.

Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d'ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l'eccellenza della vendita diretta a domicilio. All'associazione aderiscono 18 aziende: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini d'Aragona, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Contempora, Vorwerk Folletto, Witt Italia che danno vita a una realtà che mira a riunire l'eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l'obiettivo di «rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni». Univendita aderisce a Confcommercio.



Erminia Ciampi
Summonte (Avellino)
Jafra Cosmetics

Che il cielo sopra le nuvole fosse veramente blu l'ha scoperto a 36 anni. Il suo primo volo in aereo, infatti, è stato per raggiungere Milano, chiamata da Luca Bianchi, direttore generale e presidente CdA Jafra Cosmetics. Era il primo aprile, ma non si trattava di uno scherzo, perché, a Erminia Ciampi, Jafra ha messo le ali per davvero. 44 anni, di Avellino, Erminia si è diplomata ragioniera, ma non ha atteso il proverbiale pezzo di carta per lavorare. «Mio padre aveva una fabbrica di scarpe e io, negli anni di ragioneria, ho cominciato a lavorarci per guadagnare qualcosa e ho continuato una volta diplomata -ricorda-. Sono diventata amministratrice e ho lasciato quando mi sono sposata. Non che il lavoro non mi piacesse, ma il mio sogno era di fare la moglie e la madre, di dedicarmi completamente alla famiglia. Ho avuto due figlie, ero una donna felice, poi è arrivato l'evento traumatico: mio marito mi ha lasciata». Tutto da rifare, dunque.

«Quello che mi ferì fu una frase: rimboccati le maniche e guadagnati il pane. Sono caduta in una crisi profondissima; sola con due figlie piccole e pochi mezzi». Quello che si dice toccare il fondo. «Una vicina di casa mi ha fatto conoscere Jafra, ma io, che avevo assistito a delle dimostrazioni in casa di mia madre, ero sospettosa e diffidente verso la vendita diretta; non mi piaceva l'insistenza. Ricordo di aver partecipato a un meeting a Benevento e continuavo a non volerne sapere; io so soltanto che la crema si mette sul viso –mi ricordo di aver detto–, come posso vendere i cosmetici?» Però non aveva alternativa.

«Vivo in un paese piccolo, Summonte, dove tutti sanno tutto di tutti; uscivo in strada e la gente mi chiedeva cosa fosse successo. Io raccontavo la verità, perché è meglio dire le cose come stanno piuttosto che alimentare fantasie. Raccontavo la mia storia e cominciavo a vendere i primi prodotti». Un inizio difficile. «Difficile per la condizione in cui mi trovavo nell'ottobre 2005, non per le vendite che –mi hanno detto in azienda– sono andate subito alla grande. Non riuscivo a credere che cominciassero ad arrivare i soldi. Li contavo: 10 euro, poi 20, 50. Quando ho avuto abbastanza soldi ho fatto l'assicurazione sulla vita. Ma la cosa fondamentale è che crescesse la mia autostima. Mi gratificava incontrare la gente e capire che mi voleva bene. E poi mio marito, che ha cominciato a vedere in me una persona diversa, è tornato. Siamo tornati a vivere insieme e il matrimonio funziona meglio di prima». Nel frattempo le due figlie sono diventate grandi. «Adesso hanno, rispettivamente, 17 anni e mezzo e 16; sono cresciute con me, che però non potevo più dedicarmi a loro a tempo pieno. Per bilanciare casa e lavoro ho sfruttato la flessibilità della vendita diretta e, grazie all'appoggio della mia famiglia, ho potuto seguire i corsi di formazione. E quando hai la possibilità di gestire il tuo tempo riesci a valorizzare meglio ogni istante, a viverlo con più pienezza».

Dov'è arrivata adesso in Jafra? «Ho cominciato come "amica della bellezza", poi sono diventata consulente, capo gruppo e adesso responsabile d'area per le città e le province di Napoli e Avellino. A essere sincera considero il mio impegno in Jafra più una missione che un lavoro». E i risultati arrivano comunque? «Prima di ogni cosa io incontro, da persona, altre persone; si parla, spesso le donne mi confidano cose non dette neppure a persone molto più vicine a loro. Mi trovo spesso davanti a persone che hanno i problemi che ho avuto io; io ne sono uscita e suggerisco come uscirne a loro volta. La vendita viene dopo, ma viene, perché –come mi ha spiegato il direttore Bianchi– alle persone puoi vendere tutto quando capiscono che sei sincera con loro». E lei lo è, evidentemente. «Io ho trovato la forza nelle difficoltà e, adesso, mi sembra di aver toccato il cielo con un dito. Ho avuto e continuo ad avere grandi soddisfazioni. Di più non potrei davvero chiedere».

Più che chiedere, infatti, lei sembra voler dare: cosa le rispondono quando offre la possibilità di entrare in azienda? «Io parlo sempre dell'opportunità di lavorare con Jafra, che a me ha cambiato la vita, ma, in generale, la gente continua a intendere il lavoro come un posto dietro la scrivania con uno stipendio fisso. Ho delle compagne di scuola che aspettano ancora il posto della loro vita e mi dicono: sei stata fortunata. Non è così, ma lascio perdere: è una mentalità dura da scalfire. Per me, invece, è più semplice vendere, tanto che quando entro in casa per una dimostrazione, spesso, catturo anche l'attenzione dei bambini. Roba da non credere -mi dicono-, ma del resto perfino mia madre non si capacita ancora che ce l'abbia fatta».




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lunedì 6 marzo 2017

Portolano Cavallo è il primo e unico studio legale in Italia premiato come 'Best Workplace'

Presentati a Milano i risultati della ricerca annuale condotta da Great Place to Work® Italia, in cui Portolano Cavallo è risultato il primo studio legale italiano a ricevere l'autorevole riconoscimento

Milano, 6 marzo 2017 – Portolano Cavallo è il primo e unico studio legale in Italia premiato come eccellente ambiente di lavoro nella classifica Best Workplaces Italia 2017, stilata da Great Place to Work® Italia durante il 2016 analizzando 122 aziende italiane. Portolano Cavallo è risultato settimo nella categoria delle aziende fino a 50 dipendenti.

"Essere il primo studio legale a venire annoverato come Best Workplaces Italia è per noi motivo di orgoglio" ha commentato Francesco Portolano a margine della cerimonia di premiazione tenutasi il 3 marzo nella cornice dell'Unicredit Pavilion di Milano. "Sin dalla fondazione nel 2001 abbiamo dedicato grandi energie e risorse a costruire un ambiente di lavoro in cui le persone, sulla base del solo merito e senza differenze di genere, possano migliorarsi e realizzare le proprie passioni e ambizioni, senza andare a discapito della propria vita privata."
Lavorare da Portolano Cavallo
Da Portolano Cavallo la competenza è condizione assolutamente necessaria ma non sufficiente. Per questo lo studio è stato fondato sui principi di merito, trasparenza e collegialità, con l'obiettivo di creare un ambiente professionale in cui il valore del gruppo moltiplica le potenzialità del singolo. La condivisione, il confronto aperto e la ricerca di soluzioni inedite sono il terreno su cui ogni giorno cerchiamo di migliorare i processi interni per i collaboratori e, quindi, per i nostri clienti.
I professionisti di Portolano Cavallo lavorano in modo flessibile, anche da remoto, avendo a disposizione tutti gli strumenti più avanzati per lavorare da casa quando necessario; alcuni di loro (soci e counsel) lavorano part-time senza alcuna ripercussione sulla qualità del lavoro affidatogli e lo sviluppo di carriera; il periodo di maternità dei professionisti viene completamente retribuito e lo studio contribuisce attivamente alla formazione dei professionisti anche con master di specializzazione ed LLM.

Dal 2013 Portolano Cavallo ha, primo nel settore degli studi legali, sottoscritto un contratto collettivo integrativo di secondo livello. L'idea è nata dall'esigenza di formalizzare diversi elementi di novità a vantaggio dei dipendenti dello studio, ma anche processi e procedure già in atto volti a migliorare le condizioni di lavoro ed in particolare il work-life balance. 

L'accordo prevede misure per conciliare tempi di vita e di lavoro, come l'introduzione della banca ore e della relativa flessibilità, convenzioni con strutture sanitarie ed asili nido, la copertura assicurativa per l'assistenza sanitaria integrativa per sé e per i propri familiari, l'anticipazione del costo dell'abbonamento annuale al trasporto pubblico locale, con trattenuta del controvalore suddiviso in rate mensili in busta paga ed altri strumenti a sostegno dei dipendenti.

Avendo avviato numerose attività in questo ambito dieci anni fa, oggi lo studio non si concentra solo su aspetti previdenziali ed assistenziali: sono state stipulate, infatti, convenzioni con strutture sportive ubicate in prossimità delle sedi, centri per la cura della persona, ristoranti e strutture alberghiere, con l'obiettivo di garantire a tutte le persone di Portolano Cavallo l'accesso a beni e servizi a condizioni esclusive.

Diverse le attività svolte internamente: Children@Work dal 2010, un pomeriggio di attività ludica in cui le sedi vengono aperte ai figli di professionisti e dipendenti, Thursday@Portolano un giovedì al mese in cui si svolge un pranzo collettivo con menu tematico per favorire la condivisione di un momento conviviale lontano dal lavoro, Anniversario di studio un fine settimana , di puro svago, in una località turistica per celebrare il compleanno dello studio, Welcome Summer un aperitivo estivo per salutarsi prima delle ferie e molte altre iniziative che mettono al centro i professionisti e lo staff, vero motore dell'attività di uno studio professionale.

Portolano Cavallo
Portolano Cavallo fornisce consulenza legale alle aziende che operano in settori complessi e in continua evoluzione: è leader nei settori Digital, Media e Technology, oltre ad essere riconosciuto nei settori Life Sciences e Fashion/Luxury. Le aree di attività dello studio comprendono dall'ambito societario e contenzioso alle operazioni di M&A e Venture Capital, dall'assistenza alle startup allo sfruttamento e protezione della proprietà intellettuale in tutte le sue diverse forme, dal diritto del lavoro alle questioni riguardanti protezione dei dati, privacy e cyber-security. In tutti questi settori, Portolano Cavallo è riconosciuto da molteplici pubblicazioni professionali italiane e internazionali.


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mercoledì 1 marzo 2017

L’e-Learning interattivo di SHAA al servizio del MIB, il Master in International Business della Cattolica


Un progetto pilota, che secondo il direttore del MIB Alessandro Baroncelli, "Può aprire la strada nel prossimo futuro allo sviluppo di nuove modalità didattiche online con lezioni fruibili da remoto e materiali audio-visivi di qualità"


Un progetto di e-Learning interattivo realizzato con la tecnologia della media tech company SHAA per sviluppare contenuti multimediali per il MIB, il Master in International Business dell'Università Cattolica di Milano, dedicato a formare quadri manageriali in grado di muoversi all'interno delle dinamiche dei mercati globali. Un progetto di didattica online, originale e innovativo - il più avanzato tecnologicamente tra quelli dell'ateneo milanese - nato per soddisfare le esigenze di quella fetta di studenti con pregresse lavorative, ai quali il MIB ha voluto dedicare un'attenzione speciale mettendo a loro disposizione "Contenuti accattivanti, fruibili da remoto e in modalità asincrona che integrassero, con la formula " blended", le tradizionali lezioni frontali", ha spiegato il direttore del MIB Alessandro Baroncelli.

Il risultato finale sono stati 48 video interattivi di 15/20 minuti ciascuno, tutti compresi di call to action, cioè di richiami utili per aprire documenti e informazioni di approfondimento sugli argomenti che via via vengono affrontati in video dai vari docenti. Contenuti multimediali fruibili on-line che hanno permesso ai partecipanti di accedere a contenuti specifici che, per la loro complessità, avevano necessità di essere utilizzati più volte. Senza dimenticare che attraverso la navigazione non lineare di un contenuto lo studente può iniziare a seguire online una lezione dedicata ad una certa tematica e all'interno dello stesso video scoprire che è interessante saltare su un modulo differente. Da parte sua SHAA ha messo in campo la propria piattaforma tecnologica realizzando l'intero servizio di produzione e di interattivizzazione dei video "Grazie a un progetto tecnicamente innovativo non solo per l'utilizzo di  un player dedicato, ma anche per la costruzione di un processo di automazione della produzione del contenuto che ha permesso di realizzare in pochissime ore, a partire da un girato standard, un contenuto interattivo - ha spiegato Luca Sepe, Ceo e fondatore di SHAA - questo ci ha permesso di ridurre il time to market e inoltre di scalare non soltanto su un corso di piccole dimensioni, ma sull'insieme dei contenuti presenti nell'offerta formativa del Master".

Per SHAA l'accordo di partnership siglato con il MIB dell'Università Cattolica rappresenta un investimento sul futuro: l'obiettivo è quello di creare una case history italiana nel campo dell'e-Learning interattivo, un settore che nel nostro Paese sta muovendo solo ora i primi passi. Per la media tech company milanese si tratta del primo grande lavoro svolto con una università italiana, ad eccezione di una sperimentazione realizzata qualche tempo fa con l'Istituto San Paolo Scuola. All'estero invece SHAA si è resa protagonista di un importante accordo strategico. In Germania la sua tecnologia all'avanguardia è stata scelta dall'ente governativo per la produzione e distribuzione di materiale didattico audiovisivo (FWU) al fine di sperimentare i primi video interattivi nelle scuole, un progetto ambizioso già presentato al grande pubblico durante l'ultima Fiera Didacta di Stoccarda.

Riguardo allo sviluppo nelle nostre Università di progetti didattici interattivi lo stesso direttore del MIB Alessandro Baroncelli appare fiducioso: "Il progetto pilota che ha visto il MIB come pioniere dell'innovazione didattica, rappresenta una sperimentazione concreta degli strumenti interattivi  creando così i presupposti perché, nel prossimo futuro, si sviluppi il ricorso a queste nuove modalità didattiche. Il progetto può essere ampliato ad altre esperienze sia in ambito accademico sia in altri contesti formativi. Grazie alla qualità tecnica delle riprese e alle soluzioni di fruizione dei contenuti offerte dalla tecnologia di Shaa si possono realizzare prodotti multimediali con lezioni fruibili da remoto e materiali audio-visivi di qualità utili a migliorare le esigenze comunicative all'interno delle organizzazioni". "La potenzialità della nostra offerta interattiva - gli fa eco Luca Sepe di SHAA – ci permette di raggiungere il grande pubblico, ma anche di trasformare un video piatto in un video ipertestuale che consente agli utenti di saltare da un contenuto all'altro. Ormai la navigazione non lineare è il modello di apprendimento fatto proprio dalla generazione dei Millenials, che è nata e cresciuta considerando l'ipertesto come un oggetto standard. Di conseguenza diventa fondamentale mettere a disposizione degli studenti un contenuto ricco e performante dal punto di vista dell'apprendimento."

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