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| Sono aperte le iscrizioni per il corso gratuito IFTS di "Tecnico per la promozione turistica specializzato in strumenti web e social", una figura professionale in grado di creare, promuovere e vendere prodotti/servizi turistici a favore di strutture alberghiere, reti di imprese e destinazioni, utilizzando strategie di marketing, web e social marketing. Il corso, della durata di 800 ore, è reso possibile grazie al contributo finanziario della Regione Emilia Romagna e del Fondo Sociale Europeo. I partecipanti potranno acquisire competenze prevalentemente pratiche che la scuola raramente riesce a trasmettere, anche grazie ad un periodo di stage in azienda della durata di 320 ore; infatti sarà realizzato in collaborazione con le Scuole, Imprese e Università: Durante il corso saranno trattati argomenti quali: il territorio e le sue risorse, analisi della domanda e offerta turistica, marketing strategico e operativo, marketing turistico, marketing diretto, web marketing, elaborare e gestire progetti di promo - commercializzazione turistica, gestire le relazioni con clienti utenti e operatori dell'offerta turistica. Le iscrizioni sono aperte a: Giovani e adulti, non occupati o occupati in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore. L'accesso è consentito anche a coloro che sono in possesso dell'ammissione al quinto anno dei percorsi liceali, ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n.226, art.2, comma 5, nonché a coloro che non sono in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore, previo accreditamento delle competenze acquisite in precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro successivamente all'assolvimento dell'obbligo di istruzione di cui al regolamento adottato con Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione 22 agosto 2007, n.139. Sono richieste conoscenze relative a: - Informatica di base (ECDL – livello Utente generico) - Lingua inglese (livello B1 Framework europeo) - Principi di comunicazione interpersonale, comunicazione scritta e marketing - Struttura dell'industria dell'ospitalità
Scadenza presentazione domande:
Seminario informativo:
(Presentazione del corso)
Orientamento:
Test accertamento requisiti:
Test di selezione:
(Per chi supera i test di accertamento requisiti)
Colloquio individuale:
(Per chi supera i test di selezione)
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Innovatività, solidità, internazionalità. Sono le caratteristiche che le idee imprenditoriali e le startup devono avere per accedere ai servizi dell'incubatore Speed MI Up (www.speedmiup.it), tramite il nuovo bando che si apre lunedì 3 ottobre per chiudersi giovedì 10 novembre.
Le imprese che supereranno la selezione entreranno in Speed MI Up il 6 febbraio. Potranno così accedere a numerosi servizi a valore aggiunto: formazione e tutoraggio da parte dei docenti Bocconi e di Formaper, iniziative di networking one-to-one e collettive per incontrare gli investitori, nonché postazioni di lavoro e di rappresentanza. A differenza di altri incubatori, Speed MI Up non entra nel capitale della startup preservandone nel tempo il valore e la libertà imprenditoriale. Alcuni servizi sono offerti dai partner di Speed MI Up come UBI Banca (finanziamento, una new entry nella squadra Speed MI Up), PwC (consulenza su temi fiscali e legali), Mediamatic (piani di comunicazione digitale), Aruba (cloud computing), Innovhub (servizi per l'innovazione).
Avviato nel 2013, l'incubatore vanta già alcune storie di successo come Cercaofficina.it (ricerca preventivi online per riparazioni auto), D1 Milano (orologeria), One Tray (vassoi portaoggetti sponsorizzati per i check di sicurezza in aeroporto), Quattrocento (ecommerce di occhiali prodotti nel bellunese), Mind The Gum (integratore alimentare sotto forma di chewing gum) e Wash Out (servizio di autolavaggio a domicilio).
La selezione avverrà in base a un elevator pitch (in formato video di massimo 3 minuti), un business plan, il cv dei partecipanti e un eventuale colloquio. Online, nel sito di Speed MI Up, sono disponibili un videocorso di 12 ore su come elaborare un business plan e le istruzioni per la realizzazione del video.
Università Bocconi, Camera di Commercio di Milano e Comune di Milano, gli enti promotori di Speed MI Up, mettono a disposizione fino a 15 posti e il bando è diretto sia ad aspiranti imprenditori, sia a startup costituitesi negli ultimi 20 mesi. Le startup possono avere sede ovunque, ma dovranno trasferirla nella provincia di Milano entro tre mesi.
Il percorso di accompagnamento al mercato, nel corso del quale le startup potranno usufruire dei servizi offerti da Speed MI Up, si struttura secondo una formula "due più cinque", che prevede due anni di incubazione vera e propria nelle sedi di via Gobbi 5 (per i primi sei mesi) e di via Achille Papa 30 (per i successivi 18) e altri cinque anni, nel corso dei quali le startup continueranno a usufruire di alcuni dei servizi messi a disposizione dall'incubatore.
Cresce la richiesta di nuove professionalità in ambito digitale ma l'Italia non è pronta a soddisfare la domanda anche per via di una formazione universitaria non al passo coi tempi. Il Festival Supernova (a Brescia fino al 2 ottobre) ideato da Talent Garden, la più grande comunità fisica in Europa per talenti del digitale, registra come le professioni al giorno d'oggi cambiano almeno ogni dieci anni mentre la formazione universitaria è tarata su cicli di lavoro anche centenari.
"Questa consuetudine – afferma Lorenzo Maternini, Vice Presidente di Talent Garden e ideatore di Festival Supernova – ha origine nel mondo universitario italiano ma in realtà le professioni nascono e muoiono molto più in fretta e in altri Paesi l'hanno capito da tempo. Abbiamo pensato di organizzare il Festival Supernova per spiegare 'nelle piazze' come sta cambiando il mondo del lavoro attraverso l'innovazione. La tecnologia sta cambiando il modello lavorativo e oggi anche chi non si occupa di tecnologia viene coinvolto da questo processo. Per le aziende tradizionali è necessario partire da una cultura dell'innovazione per allargare il proprio business ed evitare di ripetere i casi di molte imprese leader a livello globale che sono sparite dal mercato nell'arco di cinque o dieci anni".
Durante Supernova, che ha trasformato il centro di Brescia in un luogo d'incontro fra innovazione, creatività e welfare con il sostegno delle istituzioni locali (Comune di Brescia, Università degli Studi di Brescia, Associazione Industriale Bresciana, UBI Banca e A2A Smart City), si è parlato ampiamente delle professioni digitali più richieste oggi dal mercato.
Ci sono lo user experience director che gestisce l'esperienza-utente all'interno di spazi complessi (virtuali e fisici), il director of analytics e data analyst, gli esperti nella lettura e analisi dei dati o lo chief technology officer, che seleziona le tecnologie da applicare a prodotti e servizi offerti dall'impresa.
In ascesa sono anche lo sviluppatore mobile, che si occupa di applicazioni per smartphone e tablet, il big data architect, che gestisce l'analisi dell'architettura del sistema dei dati e il web analyst, che interpreta i dati e fornisce analisi dettagliate sulle attività sul web. Sempre più ricercati anche il digital copywriter, che gestisce contenuti pubblicitari su piattaforme digitali (siti web, piattaforme e-commerce, ecc.), il community manager, addetto alla gestione di una comunità virtuale con i compiti di progettarne la struttura e di coordinarne le attività, e il digital PR, che si occupa delle pubbliche relazioni attraverso i canali online.
Le aziende cercano anche digital advertiser, per la gestione di campagne pubblicitarie sul web, e-reputation manager per gestire la reputazione online e SEO e SEM specialist, esperti di tecniche che aiutano le aziende a ottimizzare il posizionamento sui motori di ricerca.
La formazione – è stato ribadito nel corso di Supernova - è affidata al momento soltanto a pochi soggetti privati come la TAG Innovation School di Talent Garden, a qualche università anche pubblica ma fuori dai percorsi curriculari codificati.
Perciò nel nostro Paese sono ancora pochi i giovani occupati nel settore digitale: appena il 12% rispetto al 16% della media europea. Le loro competenze non rispondono alle richieste del mercato. La Commissione Europea calcola che entro il 2020 ci saranno 900.000 posti di lavoro non occupati per mancanza di competenze digitali, più del triplo rispetto ai 275mila nel 2012. E in Italia, secondo un recente studio di Modis, il 22% delle posizioni aperte in questo ambito non trova candidati all'altezza.
"Le aziende – spiega il fondatore di Festival Supernova Lorenzo Maternini – cercano persone esperte nell'analisi dei dati, nello sviluppo di software e nel digital marketing. Secondo la Commissione UE l'Italia la più bassa percentuale di addetti del mondo ICT che hanno almeno una laurea triennale: 32% a fronte delle performance migliori di Spagna (77%) e Belgio (73%), così come gli occupati del settore sono mediamente più vecchi di quasi tutti gli altri Paesi UE".
E quali sono le nuove professioni digitali più ambite e meglio pagate? Secondo PayScale, ente che si occupa di analisi sugli stipendi a livello mondiale, le retribuzioni medie più elevate sono quelle del director of analytics, lo user experience director, il sustainability expert, il mobile applications developer e il web analyst, che guadagnano tra i 67.500 e i 124 mila dollari annui..
Tra gli argomenti che saranno trattati nel corso, "Il latte e le sue proprietà", "espresso perfetto", "tazza da utilizzare e verseggio", "gli esercizi di mano e di polso", fino a "figure e decorazioni".
Sulla scena caffeicola aggiunge: "Non bisogna usare la parola specialty a caso, perché spesso ci sono dei caffè commerciali di qualità davvero elevata. Io sono molto ottimista e il mio lavoro è quello di poter trasmettere cosa voglia dire bere bene e di qualità. Alcune persone ne fanno una questione di moda, mentre ci sono persone, come me, che il concetto di specialty se lo sentono addosso. Spero che arrivi presto il momento di una grande diffusione dei coffee shop dove si va a scegliere il caffè, come in altri settori, quali il vino. Inoltre penso che per puntare sulla crescita del settore il mondo dell'industria e il mondo della micro torrefazione debbano convivere, perché come non è scontato che un "micro roaster" faccia qualità, così le grandi aziende dovrebbero comprare una materia prima più alta a livello qualitativo, e per fare questo la loro politica non dovrebbe ridursi solo a ottenere il maggiore profitto possibile".
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