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venerdì 11 agosto 2017

Come si scrivere la perfetta risposta automatica "Out of Office"

Risultati immagini per 5 consigli per scrivere la perfetta risposta automatica "Out of Office"
Da ABA English 5 consigli per scrivere la perfetta risposta automatica "Out of Office"
Milano, 11 agosto 2017 – State facendo il conto alla rovescia per spegnere il computer e fare le valigie per le vacanze? Prima di salutare i vostri colleghi d'ufficio, è bene ricordarsi di impostare una risposta automatica sulla propria casella di posta aziendale per avvisare chiunque vi contatterà che, finalmente, siete in ferie.

ABA English, scuola d'inglese online con milioni di studenti in tutto il mondo, ha stilato una lista di 5 consigli per scrivere la perfetta Out of Office (OOO) e-mail che possa farvi dormire sonni sereni in vacanza, sapendo che i vostri contatti internazionali sono informati della vostra assenza temporanea.

1. Comunica la tua assenza
L'informazione fondamentale è ovviamente che si sarà assenti dall'ufficio. È consigliabile  specificare fino a quale data: "I am out of the office until August 31st." Alternativamente, si può dire "I will be away" oppure "I am not in the office". Se si preferisse includere anche la data di inizio delle proprie vacanze, si può precisare "I will be out of the office from August 10th until August 24th." L'oggetto dell'e-mail sarà un semplice "Out of office", spesso preceduto da "Automatic reply" (anche se quest'ultima parte viene solitamente aggiunta di default dal proprio server di posta).


2. Indica un contatto alternativo
Quando si è fuori ufficio qualche giorno ma il lavoro continua, è buona prassi fare affidamento a un/a collega a cui i propri contatti possano rivolgersi in caso d'urgenza: "If you require immediate assistance please email colleague@examplecompany.com in my absence." Altre formule che si possono usare sono "For urgent queries, contact..." oppure "If you have an immediate need, please contact…" Si può anche decidere di lasciare un numero di telefono: "...please write to colleague@examplecompany.com or call 012 3456789".

3. Usa un linguaggio formale
Trattandosi di comunicazioni di lavoro, è bene attenersi sempre a un linguaggio formale. Per questo, è bene evitare abbreviazioni come "I'm out of the office" o espressioni troppo colloquiali. Se la propria casella permette di personalizzare la risposta a seconda di gruppi di contatti, si può scrivere un messaggio più scanzonato per amici o colleghi con cui si è in confidenza: "Oops, too late! I’m off on vacation until August 27th. I’ll reply when I’m back, but if it’s super urgent, contact colleague@examplecompany.com"

4. Ringrazia e saluta
Un forma elegante di comunicare la propria assenza, visto che per il destinatario potrebbe essere una brutta notizia, è iniziare il messaggio con un ringraziamento: "Thanks for your e-mail" oppure "Thanks for contacting me". È bene anche salutare alla fine; meglio usare anche in questo caso saluti più neutrali e formali, quali "Kind regards".

5. Lascia uno spiraglio di speranza
La tentazione di mettere il cellulare di lavoro sotto chiave mentre si è sul bagnasciuga è tanta, ma a volte bisogna tenere controllata la posta anche in vacanza. In questi casi, si può comunicare nella risposta automatica che la posta verrà controllata saltuariamente, ma non si potrà rispondere nell'immediato: "I am out of the office until August 20th, with limited access to e-mail". Questo messaggio è particolarmente indicato per periodi di assenza causa viaggio di lavoro.
                                                       

ABA English 
ABA English è una scuola d'inglese online con milioni di alunni in oltre 170 paesi, che si distingue per un metodo di insegnamento che applica all'ambiente digitale i principi dell'apprendimento naturale della lingua madre, attraverso l'utilizzo di cortometraggi autoprodotti.


ABA è una startup che ha ricevuto vari riconoscimenti nel settore EdTech, quali il premio alla 'Miglior App Educativa' di Reimagine Education, ed è stata segnalata da Apple e Google come una delle migliori applicazioni nel campo educativo. Inoltre, dal 2016 è la prima accademia completamente digitale autorizzata a rilasciare i certificati ufficiali di Cambridge English.  ABA ha sede a Barcellona e la sua squadra conta più di 80 professionisti di 20 nazionalità. Per maggiori informazioni potete visitare il sito internet www.abaenglish.com o su mobile: AppStore o GooglePlay.

Scuola - Dirigenti scolastici: primo seminario gratuito di formazione per i 276 neo-assunti

Udir, giovane sindacato dei dirigenti scolastici, in collaborazione con Eurosofia, ente riconosciuto dal Miur, ha deciso di organizzare una sessione formativa nazionale per i neo dirigenti scolastici assunti in questi giorni in numerose parti dell'Italia per l'a. s. 2017/2018. Il seminario si terrà a Napoli presso la Sala degli Specchi, Palazzo Zapata, Piazza Trieste e Trento, 48, dalle ore 9.00 alle ore 18.00; titolo della sessione "Governare la scuola. Il mio primo giorno da Dirigente".

Il seminario, che è gratuito, sarà tenuto da esperti dirigenti scolastici in servizio e in quiescenza; intende fornire un facile prontuario sulle azioni da porre in essere sin dai primi giorni dell'insediamento nella nuova istituzione scolastica, tra ruoli, responsabilità, doveri e atti necessari. 

Vuole essere il primo di una lunga serie di incontri che durante l'anno si susseguiranno in tutta Italia, al fine di garantire sempre un costante aggiornamento, puntuali approfondimenti e supporto tecnico e informativo. 

Il 25 agosto avrà luogo infatti il primo incontro formativo organizzato da Udir, dopo il successo in termine di partecipazione riscontrato durante le precedenti sessioni formative, con più di 800 partecipanti nell'anno scolastico appena concluso; è rivolto proprio ai dirigenti scolastici neo assunti nell'anno 2017/18. 

Per partecipare invia la domanda di adesione ( www.udir.it/radice/6172-scheda-di-adesione-seminario-udir-a-napoli.html ) entro il 21 agosto c.m. all'indirizzo e-mail: segreteria@udir.it. 

La partecipazione al seminariodà diritto al riconoscimento di crediti formativi essendo organizzato da un soggetto riconosciuto dal Miur per la formazione del personale.

A questo seminario seguirà il workshop gratuito sulla dirigenza scolastica "Il cammino della Dirigenza tra: sicurezza, rendicontazione, contrattazione e legislazione": i lavori si svolgeranno il 16 e il 17 settembre a San Paolo Palace Hotel, via Messina Marine, 91, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, per un totale di 10 ore di formazione al giorno. 
La partecipazione è gratuita e non prevede nessun costo aggiuntivo. 

Per partecipare invia la domanda di adesione ( www.udir.it/radice/114-iscrizioni/6146-scheda-di-adesione-ii-convegno-nazionale-udir.html ) entro il 31 agosto c.m. all'indirizzo e-mail: segreteria@udir.it. 

L'iniziativa, essendo organizzatada UDIR in convenzione con Eurosofia, soggetto qualificato per l'aggiornamento (DM 08.06.2005), è automaticamente autorizzata ai sensi degli artt. 64 e 67 del CCNL 2006/2009 del comparto scuola, con esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi e come formazione e aggiornamento dei dirigenti scolastici ai sensi dell'art. 21 del CCNL 11/04/2006 Area V e dispone dell'autorizzazione alla partecipazione in orario di servizio.

Sia per la partecipazione al seminario di Napoli che al workshop di Palermo è previsto il rimborso delle spese di viaggio ( www.udir.it/radice/5969-modulo-rimborso-udir.html )‎; 
i partecipanti saranno infatti graditi ospiti di Udir. 

Per maggiori informazioni, si può contattare il 331.7713481. 

Per una consulenza gratuita, scrivere a segreteria@udir.it.



11 agosto 2017​                                                                                                                          Ufficio Stampa Udir


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martedì 8 agosto 2017

ESCP Europe Business School e Federalimentare rinnovano il Patrocinio per il Master in International Food & Beverage Management

Si conferma la forte sinergia tra formazione manageriale e comparto alimentare 

 
Federalimentare rinnova il Patrocinio al Master in International Food & Beverage Management - IFBM di ESCP Europe Business School, il primo programma che coniuga le eccellenze italiane e francesi nel settore del Food & Beverage con una formazione di tipo manageriale dalla visione internazionale, che a settembre 2017 parte con la sua seconda edizione.
 
L'Industria italiana si pone da sempre l'obiettivo di rispondere alle esigenze di sviluppo delle imprese alimentari ed ha individuato nella formazione manageriale una fonte primaria per la crescita della competitività del settore.

Il Patrocinio di Federalimentare, volto a favorire l’incremento di attività sinergiche con ESCP Europe Torino campus, è sintomatico di questo impegno in tale direzione. 

Tra le finalità dell'intesa tra le due istituzioni c'è quella di svolgere ricerche congiunte su tematiche di reciproco interesse, quali l'innovazione nel settore Food & Beverage, l'internazionalizzazione, il family business. 

Con il rinnovo del Patrocinio, si aggiunge quest’anno la collaborazione con le aziende che fanno parte della rete dei Giovani Imprenditori, network che raccoglie circa 13.000 associati sotto i 40 anni con responsabilità di gestione in aziende iscritte alle associazioni territoriali aderenti a Confindustria.
 
La prima edizione del Master in International Food & Beverage Management, ha visto come protagonisti 25 studenti di 9 diverse nazionalità (da Arabia Saudita, Cina, Belgio, Francia, Giamaica, Italia, Libano, Russia e Thailandia) laureati o giovani imprenditori dotati di una nuova idea per il settore e desiderosi di svilupparla, provenienti da diversi background accademici (Agraria, Biotecnologia, Business Administration, Economia, Ingegneria, Scienze nutrizionali, ecc. ) dall’età media di 25 anni.
 
Erogato interamente in lingua inglese, il Master IFBM si svolge in due semestri fra i campus ESCP Europe di Torino e Parigi. Al termine delle lezioni gli studenti svolgono uno stage finale in azienda finalizzato all’assunzione. Il percorso si propone di formare una nuova generazione di manager capaci di portare al settore un'ulteriore spinta verso l'eccellenza, l'efficienza e l'internazionalizzazione. L'esperienza in aula è arricchita e corredata da attività svolte in stretta collaborazione con aziende.
 
Quattro le aree di interazione con le aziende partner coinvolte per: company project (progetti di consulenza), company visit (oltre 20 giorni in totale), testimonianze in aula e soprattutto l’internship finale. Sono ben 51 le aziende che hanno preso parte alla prima edizione del Master: Accorhotels, Armani Hotel, Auchan, Baladin, Barbero, Barilla, Bongrain, Caffarel, Caffè Vergnano, Cameo, Campari, Cantine Bosca, Coppo, Castello di Neive Azienda Agricola, Château de Pommard, Coca-Cola, Costa Crociere, Danone, Distillerie Francoli, Du bon pain – Monbanquet, Granarolo, Grom, Guido Gobino, Fattorie Osella, Foodora, Ferrero, Frantoio Franci, Granarolo, Grom, Ioi Loders Croklaan, Isidore Restauration, La Belle Assiette, Lavazza, Lazard, Le Marché International de Rungis, Long term partner, Lurisia, Marchesi Antinori, Marchesi di Barolo, Marchesi Frescobaldi, Marenchino formaggi, Michel et Augustin, Nestlé, Ottosunove, Pasta Berruto, Radisson Blu Hotel, Roederer, Unigrains, Savencia, Sevendots, Vietti.

Il Master prevede anche al suo interno una settimana presso ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, per provare direttamente l'esperienza del vero "chef" e sviluppare nei suoi partecipanti esattamente ciò che le aziende richiedono: profili trasversali ed eterogenei che riescano a sfruttare conoscenze diverse, legate da un lato al mondo manageriale e dall'altro all'eccellenza del contesto di riferimento.

Il Presidente di ESCP Europe Torino Campus, il Professor Francesco Profumo, afferma: «Il Master in International Food & Beverage Management è un'esperienza formativa unica tra Italia e Francia, Paesi depositari di un patrimonio di conoscenze nel comparto Food and Beverage incomparabile. Dall’osservazione della realtà italiana è emersa l’esigenza da parte delle aziende di dotarsi di manager specializzati in tale settore, con un approccio trasversale alla gestione delle questioni connesse al campo alimentare.  L’opportunità di collaborare con i Giovani Imprenditori è un aspetto interessante per il nostro programma: i membri che aderiscono ai Giovani di Federalimentare rappresentano il futuro e l’eccellenza del Made in Italy e del “saper fare italiano”».

La co-direttrice accademica del Master, Regina Brix, aggiunge: «Questo Patrocinio apre al Master un ventaglio di contatti con brand di primaria importanza del settore Food & Beverage. La cooperazione tra le aziende italiane ed internazionali con il Master IFBM porta infatti immenso valore ad entrambe le parti. Il nostro, sta diventando un programma catalizzatore a cui convergono sia multinazionali sia piccoli produttori italiani e start up con idee innovative. I nostri studenti sono pieni di passione ed entusiasmo. Hanno la possibilità di incontrare top manager e proprietari di aziende del settore, discutere insieme le loro idee ed essere così pronti ad affrontare in futuro una carriera in ascesa in questo settore, che in Italia è una dei più dinamici e portanti dell’economia».
 
«I nostri insegnanti lavorano o hanno lavorato nel settore food & beverage e sono tutti grandi esperti nei loro campi di competenza - confida Axel Barat, attuale studente del Master -. La loro esperienza, abbinata alle loro notevoli capacità di insegnamento è un cocktail di conoscenza finemente miscelato. “20 anni di esperienza non si possono trovare in un libro” è l'espressione più appropriata che può essere utilizzata per descrivere il trasferimento di conoscenze che i nostri professori sono in grado di trasmettere. Il metodo d’insegnamento impartito all’IFBM - che combina teoria e pratica – è il metodo più efficace per l’apprendimento».
 
«Il rinnovo del patrocinio di Federalimentare al Master in International Food & Beverage Management - IFBM di ESCP Europe Business School - sottolinea il Presidente di Federalimentare Luigi Pio Scordamaglia – conferma l’interesse della Federazione a ripetere la positiva esperienza di collaborazione con ESCP Europe, convalidando le attività dello scorso anno e integrandole con azioni nuove, volte a promuovere lo sviluppo di competenze crescenti e innovative, in grado di contribuire in modo significativo alla crescita del settore alimentare. Per Federalimentare è prioritario favorire l’integrazione tra l'attività didattica e il mondo produttivo, supportando le aziende che cercano professionalità. In tal senso, la formazione professionale rappresenta l’unico strumento in grado di coniugare qualità, valori, tradizioni e territori con sicurezza, dimensioni, innovazione e tecnologia per ridare centralità al made in Italy alimentare, anche all’estero». 

Federalimentare è la Federazione nazionale che rappresenta, tutela e promuove l'Industria alimentare italiana. Fondata nel 1983, attraverso le Associazioni di categoria e i soci aggregati che la compongono, Federalimentare riunisce tutti i comparti del Settore alimentare cui aderiscono quasi 7.000 imprese produttive. Con un valore di 132 miliardi di euro, l'Industria alimentare occupa una quota di mercato pari all'8% del PIL nazionale, posizionandosi al secondo posto tra i principali comparti produttivi manifatturieri del Paese. Impegnata al fianco delle Istituzioni, nel tutelare la salute dei cittadini, con oltre 1 milione di controlli l'anno, l'Industria alimentare garantisce la sicurezza dei prodotti come prerequisito, oltre alla trasparenza nei processi, promuovendo un modello alimentare sicuro e di qualità.

Accorta alle esigenze degli imprenditori e degli addetti, Federalimentare favorisce la crescita economica e sociale collettiva, sperimentando con successo le tecnologie più avanzate nel pieno rispetto della tradizione e dell'ambiente. Attenta alle continue variazioni di tendenza del mercato, con il 23% di export sul fatturato annuo, Federalimentare orienta le capacità imprenditoriali a cogliere le migliori opportunità di business in Italia e all'estero, facendo della qualità dei prodotti alimentari il principale punto di forza ovunque nel mondo. Sensibile alle richieste dei consumatori, Federalimentare porta sulle tavole del mondo i valori chiave della cultura gastronomica italiana, preservando sempre dalle imitazioni e dalle contraffazioni le eccellenze alimentari Made in Italy.

Nata a Parigi nel 1819 come prima Business School del mondo, ESCP Europe è fra le più rinomate a livello internazionale, costantemente ai primi posti nei ranking della formazione manageriale. Con sei sedi in Europa – a Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Torino e Varsavia – prepara ad una carriera internazionale nel management. A livello aggregato europeo, accoglie ogni anno circa 4.000 studenti e 5.000 manager, provenienti da 90 diversi Paesi, per un portfolio completo di General management e Master specialistici. La rete degli ex allievi annovera 50.000 membri di 200 diverse nazionalità ed è attiva in 150 Paesi.

Dal 2004 è presente a Torino, con il supporto della Chambre de Commerce et d’Industrie de Paris, la Camera di Commercio di Torino, l’Università degli Studi di Torino e numerose aziende partner. L'offerta formativa - accreditata EQUIS, AACSB ed AMBA - comprende: programma di Laurea internazionale (Bachelor), Master pre-esperienza lavorativa, MBA in International Management, Master specialistici, programmi executive per le aziende ed Executive MBA.

Nuove professioni: come diventare home stager

I consigli dell’associazione Home Staging Lovers per una carriera nel mondo della valorizzazione immobiliare 

Un’opportunità per chi ama la casa e il design: con una formazione mirata in marketing, arredo d’interni e fotografia si diventa professionisti che preparano le abitazioni per la vendita. 

Scuole e corsi riconosciuti a Milano, Roma e Bologna. Le storie di chi ha puntato su questo lavoro.


Negli Stati Uniti rivolgersi a loro è la prassi quando si mette in vendita una casa, in Italia la loro affermazione è recente, anche se sempre più proprietari e agenzie stanno scoprendo quanto sia prezioso il loro intervento. 

Sono gli home stager, i professionisti della valorizzazione immobiliare: con pochi tocchi, tutti temporanei, sono capaci di cambiare volto a un’abitazione per farla spiccare tra mille annunci e realizzare una vendita veloce e redditizia.

«Gli home stager sono sempre più ricercati perché offrono un servizio che fa la differenza in un mercato immobiliare ancora fermo. L’offerta è di gran lunga superiore alla domanda e per vendere bene è necessario “qualcosa in più”, cioè presentare l’abitazione in modo professionale. In questo scenario per gli home stager le opportunità di business sono sempre più numerose»: questo il commento Fosca de Luca e Michela Galletti, presidente e vicepresidente dell’associazione nazionale Home Staging Lovers, l’associazione professionale che riunisce un centinaio fra i migliori home stager italiani.

Che cosa fa esattamente l’home stager? Il suo ruolo è “mettere in scena” la casa per attirare i potenziali compratori. Interviene su abitazioni vuote o arredate e le sistema in modo mirato per la vendita. L’home stager fa solo interventi temporanei e porta arredi (se la casa è vuota) e complementi di sua proprietà nelle abitazioni su cui lavora. Il suo servizio comprende anche un book fotografico.
«Quindi non è un mestiere che si improvvisa –avvertono de Luca e Galletti–. In questa attività bisogna investire in un minimo di magazzino, da gestire in modo accorto, specialmente quando i lavori cominciano a essere numerosi. Inoltre molti home stager curano personalmente le foto, che devono essere di qualità professionale».

Le competenze richieste sono molto specifiche: marketing immobiliare, interior design, fotografia. La formazione è fondamentale e continua. «Molti dei nostri associati provengono dal settore immobiliare, dall’edilizia o hanno studiato architettura e interior design, ma in realtà si può diventare home stager da zero perché questo lavoro è qualcosa di nuovo e diverso e bisogna comunque seguire dei corsi molto mirati» spiega ancora l’associazione Home Staging Lovers, che garantisce ai propri iscritti un percorso professionalizzante in scuole riconosciute e Milano, Roma e Bologna. Si parte con corsi base e poi si frequentano moduli specifici, per acquisire competenze nei campi in cui si è meno esperti e per essere aggiornati sugli ultimi trend.

Dunque l’home staging offre opportunità a tutti coloro che vogliono fare della passione per la casa e il design un vero lavoro, al passo con i tempi. Soprattutto le donne: «La stragrande maggioranza dei nostri associati è donna –affermano Fosca de Luca e Michela Galletti–. Anche perché questo è un lavoro autonomo, molto flessibile, che permette di ritagliarsi spazi per la famiglia e mettere a frutto la propria creatività. Alcune cominciano a piccoli passi, per reinventarsi o dotarsi di una nuova specializzazione, ma abbiamo anche giovani socie che puntano da subito su questa carriera. Quando ci si costruisce un buon giro e si creano relazioni soprattutto con le agenzie immobiliari, diventa un’occupazione a tempo pieno».


Home Staging Lovers - HSL è l'associazione professionale degli home stager italiani, i professionisti della valorizzazione immobiliare che preparano gli immobili per una loro collocazione sul mercato veloce e redditizia.
www.homestaginglovers.it


Le storie delle home stager

Susanna Menegotto, 50 anni, Vicenza - «Ho cambiato vita e ora faccio solo home staging»

«Ho seguito il primo corso come home stager a Milano nel 2013: provenivo dal settore degli investimenti immobiliari e avevo alle spalle un’esperienza ventennale come designer di gioielli. La crisi aveva reso necessario per me un cambio lavorativo e inoltre avvertivo già ben chiaro il bisogno, nel settore immobiliare, di una preparazione di tipo professionale per le abitazioni in vendita.
Da un paio di anni e nell’ultimo, in particolare, ho iniziato a fare dell’home staging un’occupazione a tempo pieno. C’è stato un vero e proprio cambio di atteggiamento fra agenti immobiliari, investitori e privati, complici anche le trasmissioni televisive a tema.
Nell’home staging non si finisce mai di imparare: la professione di evolve sempre e frequento una decina di corsi all’anno, su tanti aspetti specifici. Per esempio, la fotografia: seguo questo aspetto personalmente perché spesso i fotografi non sono abituati a vedere con gli occhi dell’home stager e a volte è difficile trovare i professionisti giusti con cui collaborare.
L’aspetto più soddisfacente del mio lavoro è la possibilità di dare una nuova vita agli immobili, trasformare case scialbe in abitazioni con un’anima. I proprietari si sorprendono e dimostrano calore ed entusiasmo, mentre i compratori interessati aumentano.
La cosa più difficile? Far capire, soprattutto ai privati, che quando di mette in vendita una casa è necessario un investimento. Inoltre, quando si lavora su case già abitate, è importante lavorare con sensibilità, perché si toccano corde personali. Bisogna lavorare di psicologia e porre le cose nel modo giusto: la casa va considerata come un prodotto in vendita»
Susanna Menegotto è attiva nelle province di Verona, Padova, Vicenza e Venezia.
www.homedesingplus.it


Arianna Di Carlantonio, 35 anni, Roseto degli Abruzzi - «L’home staging fa la differenza in un mercato immobiliare fermo»

«Da sempre sono appassionata di casa e arredamento e ho studiato interior design allo IED di Roma. Inoltre sono interessata alla grafica e alla fotografia, prima praticata in modo amatoriale e che ora ho integrato nel mio lavoro di home stager.
Ho scoperto questa professione girando sul web, circa due anni fa, e mi si è accesa la lampadina: era l’opportunità per mettere a frutto le mie passioni e i miei studi, visto che i settori tradizionali stanno vivendo un momento di crisi e le opportunità, soprattutto in Abruzzo, sono poche.
Quando ho scoperto che c’erano dei corsi di home staging ho subito colto l’occasione, frequentando una scuola a Roma, circa un anno fa, e poi cominciando con i primi lavori: i risultati arrivano e il pubblico comincia a conoscere questo mondo. E in Abruzzo, in particolare, ci sono opportunità anche legate alle locazioni e alla micro ricettività.
Ciò che amo del mio lavoro è vedere la gioia negli occhi dei proprietari quando consegno loro le foto della loro casa risistemata. Per me non esistono case brutte, si tratta di portare alla luce i loro punti di forza; la particolarità dell’home staging sta però nel fatto che non si cuce la casa sui proprietari, ma si crea un prodotto che dovrà essere venduto a un target ampio.
C’è un lavoro rigoroso: prima faccio un sopralluogo, poi un preventivo e un report degli interventi. Se serve consiglio piccoli lavori a carico dei proprietari come tinteggiature e riparazioni. Poi passo alla fase dell’allestimento, con il noleggio dei materiali che gestisco con un piccolo magazzino. Normalmente in una settimana, massimo due, a partire dal sopralluogo, concludo il lavoro con la consegna del servizio fotografico, che realizzo personalmente.
I costi? Dipendono dalle dimensioni dell’immobile e dalla presenza o meno degli arredi. Per una casa abitata si parte da poche centinaia di euro, superando i 1.000 solo in caso di metrature davvero ampie; per una casa vuota, invece, 1.000 euro è il prezzo di partenza. In ogni caso l’investimento richiesto non supera mai il 2% del valore dell’immobile».
Arianna Di Carlantonio opera in provincia di Teramo.
https://www.facebook.com/habitathomestaging


Ilaria Mari, 31 anni, Pisa - «Il mio cliente è la casa e il mio lavoro è dare voce ai punti di forza nascosti degli immobili»

«Dopo gli studi di architettura ho deciso subito di intraprendere la strada dell’home staging. Ho fatto corsi ad hoc alla Home Staging Scool di Milano per completare la mia formazione con conoscenze di marketing e ho capito di avere una vocazione: da circa un anno faccio questo lavoro, una nuova professione che emerge mentre altre più tradizionali sono in crisi.
I clienti richiedono i miei interventi su due fronti: case in vendita oppure affitti e micro ricettività.
Per le case in vendita comincio con la raccolta delle informazioni sull’immobile e poi faccio un sopralluogo gratuito in cui mi rendo conto di potenzialità, criticità e target di mercato. Poi faccio un report e un preventivo e passo all’azione. Per allestire una casa ci metto da 3 a 15 giorni, dipende da quanto è grande e se sono presenti o meno gli arredi. Utilizzo infatti ciò che si trova sul posto oppure integro con i materiali del mio magazzino, secondo necessità.
Se si tratta di affitti o micro ricettività il mio intervento è diverso: ricerco e propongo ai proprietari materiali che poi dovranno acquistare, dopodiché sarò io a installarli. È un settore che sta vivendo una grande crescita, vedi il boom Air B’n’B, ma l’occhio dell’home stager ci vuole perché si tratta sempre di allestire un immobile per un pubblico molto ampio e non per i desideri dei proprietari. Questo infatti cerco sempre di mettere in chiaro: come home stager il mio cliente è la casa, non da personalizzare, ma da considerare come prodotto da valorizzare e proporre a un vasto pubblico.
La sistemazione di una casa per la vendita non deve essere troppo connotata, deve essere all’insegna del togliere più che aggiungere. Il mio compito è anche fornire istruzioni affinché chi continua ad abitare una casa la mantenga coerente e in ordine durante tutto il tempo di vendita. In questo modo riesco a dar voce ai punti di forza degli immobili, a migliorarne l’immagine stando attenta ai dettagli.
Ma la cosa più difficile è far capire che quando si vende un investimento va fatto, e va fatto subito. Mai aspettare di avere una casa invenduta da tanto tempo. E allo stesso modo bisogna investire se si vuole affittare. Questo è un aspetto che proprietari e agenti immobiliari fanno fatica a recepire, deve cambiare la mentalità».
Ilaria Mari lavora nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e in tutta la Toscana.
www.houzz.it/pro/ilaria-mari/ilaria-mari-property-stylist

lunedì 7 agosto 2017

GSE-Comitato Leonardo: Premio di Laurea per tesi su soluzioni energetiche innovative

PREMI DI LAUREA 2017 

Comitato Leonardo e GSE premiano le tesi più brillanti sull'innovazione in campo energetico
Al vincitore una borsa di studio di 3.000 euro.
L'iniziativa sui canali social #Leonardo4Talent, @ItalianQuality @GSErinnovabili


Anche quest'anno il Gestore dei Servizi Energetici premierà la migliore tesi di laurea con una borsa di studio del valore di 3.000 euro, nell'ambito dei "Premi di Laurea 2017" del Comitato Leonardo.

Il Comitato Leonardo, presieduto dall'imprenditrice Luisa Todini, è nato nel 1993 su iniziativa comune dei Senatori Sergio Pininfarina e Gianni Agnelli, di Confindustria, dell'ICE e di un gruppo d'imprenditori con l'obiettivo di promuovere l'Italia come Sistema Paese attraverso iniziative volte a metterne in rilievo le doti di imprenditorialità, creatività artistica, raffinatezza e cultura che si riflettono nei suoi prodotti e nel suo stile di vita.

"Le nuove generazioni rappresentano il futuro motore della nostra economia e oggi abbiamo il dovere di valorizzarne il talento, un patrimonio dalle enormi potenzialità da tutelare e incentivare", ha commentato Luisa Todini, Presidente del Comitato Leonardo. "È anche con questo obiettivo che il Comitato Leonardo da XX edizioni promuove i Premi di Laurea: grazie a questa iniziativa stiamo contribuendo, nel corso degli anni, a supportare le idee più promettenti e a creare un ponte diretto tra Università e mondo del lavoro, sostenendo non solo i giovani di oggi ma gli imprenditori di domani."

Il GSE è la società del Ministero dell'Economia che in Italia opera per la promozione dello sviluppo sostenibile, non solo attraverso l'incentivazione alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica, ma anche diffondendo la cultura della sostenibilità ambientale. Per questo da anni, nell'ambito dell'iniziativa del Comitato Leonardo, il GSE promuove la tesi più brillante sullo sviluppo di sistemi energetici innovativi per la sostenibilità, per il risparmio e l'efficienza energetica, mettendo a disposizione una borsa di studio di 3.000 euro. 

L'obiettivo è premiare gli elaborati che possano contribuire a indagare soluzioni tecnologiche e gestionali a favore di una transizione verso un'economia circolare e a basso contenuto di carbonio, grazie a un uso consapevole e sostenibile delle risorse.

"La lotta ai cambiamenti climatici, gli accordi di Parigi, gli obiettivi europei da raggiungere entro il 2020, l'agenda per la sostenibilità delle Nazioni Unite al 2030: tutti noi siamo chiamati a raccogliere oggi queste grandi sfide per un domani sostenibile", ha detto il Presidente del GSE, Francesco Sperandini, spiegando come "il GSE voglia fare la sua parte ponendosi come un ponte per le future generazioni le cui arcate poggiano simbolicamente al 2020, al 2030 e al 2050, tappe fondamentali per un futuro a basso contenuto di carbonio. Il Premio Leonardo", ha concluso Sperandini, "va proprio in questa direzione, quella di valorizzare tesi che sappiano guardare al futuro, migliorando già il presente".

L'iniziativa "Premi di Laurea" del Comitato Leonardo, grazie al sostegno dei propri Associati, ha permesso nel tempo di premiare centinaia di giovani laureati di altrettanti istituti universitari in tutto il Paese.

Il Premio offerto dal GSE sarà aperto a studenti laureati provenienti da laurea specialistica che abbiano scritto una tesi attinente al tema del bando "Soluzioni energetiche innovative per favorire la transizione verso un modello circolare di sviluppo".
Tra i criteri di valutazione per l'assegnazione del premio rientrano il livello di innovazione, l'applicabilità dei risultati e l'interdisciplinarietà.

Per partecipare occorrerà inviare il modulo di partecipazione al concorso, la tesi in formato elettronico (CD Rom/USB), una breve sintesi (massimo 6 pagine) della stessa insieme ad una lettera di accompagnamento a firma del relatore e il CV completo del candidato alla Segreteria Generale del Comitato Leonardo (c7o ICE, via Liszt 21 – 00144 Roma tel. 06.59927990-7991 - fax 06 5923806) entro e non oltre il 6 novembre 2017.
 
La premiazione avrà luogo presso il Palazzo del Quirinale nel corso della cerimonia di conferimento dei Premi Leonardo alla presenza del Presidente della Repubblica.


 

Il bando integrale è consultabile sul sito
www.comitatoleonardo.it/it/premi-di-laurea/premi-di-laurea-comitato-leonardo/premio-premio-g-s-e

Università Cattolica. Più di 2300 studenti protagonisti all'estero, 300 per i Summer Summer Program e 100 per il volontariato

Il chiostro di largo Gemelli è grande come il mondo: 2300 studenti Cattolica protagonisti all’estero

Prima della pausa estiva, Università Cattolica traccia il bilancio dei programmi di studio all'estero: sono stati più di 2300 gli studenti che hanno aderito a percorsi accademici nei paesi europei ed extraeuropei.

Di questi, 300 hanno investito le vacanze nello studio partecipando a un Summer Program e 100 sono partiti per un’esperienza di volontariato nei Paesi in via di sviluppo.


Sono 37.000 gli universitari italiani che hanno scelto un percorso di studio all’estero nel 2016, per fare la differenza e formarsi professionalmente secondo standard internazionali, e più del 6% proviene da Università Cattolica.

Se nell'a.a. 2015/16 la mobilità degli studenti italiani in partenza verso destinazioni europee ed extraeuropee, secondo l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire, l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca innovativa, ente del Ministero dell’Istruzione, ha superato i 37.000 studenti, per l'a.a. 2016/17 le previsioni non sono da meno, identificando un incremento della mobilità studentesca in Italia del 10%, con oltre 41 mila studenti in uscita verso mete europee ed extraeuropee.

Per l'a.a. 2016/17, in via di conclusione, i dati non ancora definitivi fissano a 2331 il numero degli studenti italiani di Università Cattolica che si sono cimentati nella scelta di uno dei molteplici programmi di mobilità all'estero, tra cui l’Erasmus, l’International Volunteering, i Summer Programs e gli Internships all’estero, registrando un aumento dell’8% rispetto ai 2155 studenti Cattolica partiti durante l’a.a. 2015/16. Tra le mete internazionali preferite dagli studenti Cattolica nel 2016 ci sono Stati Uniti D'America, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Germania, Irlanda, Repubblica Popolare Cinese.

Tra gli studenti che hanno scelto di partire per l’estero, circa 650 hanno frequentato un semestre intero in un ateneo internazionale, mentre sono ben 300 gli studenti che hanno deciso di partire durante l’estate per frequentare i Summer Programs, corsi intensivi che si svolgono presso le università internazionali durante i mesi estivi; circa 390 studenti hanno svolto dei corsi di lingua fuori dall’Italia e ben 482 sono, invece, partiti per sfruttare l’opportunità garantita dall’Ateneo milanese di svolgere un periodo di stage all’estero presso grandi aziende o presso università, per chi si occupa di ricerca.

Per non dimenticare i circa 100 studenti che, invece, si sono impegnati a svolgere una delle attività di volontariato garantite dal programma di International Volunteering dell’Università Cattolica e dal programma Charity, presso diverse sedi di alcuni enti non governativi o non profit in tutto il mondo. Mentre sono ben 64 i laureandi che effettuano all'estero attività di ricerca per la propria tesi.

Intanto i numeri del Double Degree registrano una forte impennata negli ultimi 4 anni. Dall’a.a. 2014/15 ad oggi, infatti, gli studenti che hanno scelto di sfruttare l’opportunità fornita dall’Università Cattolica di conseguire il doppio titolo all’estero, all’interno di un percorso che prevede lo svolgimento di una parte del proprio iter accademico in Università Cattolica ed una parte presso un'università estera, con l'obiettivo di ottenere un titolo di studio riconosciuto sia in Italia sia nel Paese estero interessato, sono passati dai 69 iniziali agli oltre 100 studenti dell’a.a. 2016/17, con un incremento del 49%. E si tratta di stime non ufficiali, dato che l’anno accademico è ancora in corso e si concluderà a settembre.

Gli studenti internazionali presso l’Ateneo
Il numero degli studenti internazionali che hanno scelto l’Università Cattolica nell’a.a. 2016/17 come meta per il proprio percorso di studi, ad oggi, ammonta a 3535, ovvero il 9% del numero totale degli studenti iscritti in Cattolica nello stesso anno, circa 40.215. 

Un dato che comprende tutti gli studenti di nazionalità estera che hanno scelto di conseguire integralmente, o tramite programmi di mobilità breve, il proprio titolo di studio presso Università Cattolica, iscrivendosi a corsi triennali e specialistici, master o corsi di perfezionamento, per una durata variabile da 3 a 5 anni, o per pochi mesi. Si tratta di stime non ufficiali, non essendo ancora concluso l’anno accademico in corso, ma già ad oggi è possibile registrare un trend positivo, se pensiamo che dall’a.a. 2014/15 si evidenzia un incremento di +17% nel numero di iscritti provenienti da paesi europei ed extraeuropei. Di questi, sono ben 1432 gli studenti internazionali che sono arrivati in Cattolica dagli atenei di tutto il mondo all’interno di programmi di mobilità breve, scegliendo di svolgere almeno un semestre di studio nel nostro Paese.

Se si guarda all’accoglienza, nell’a.a. 2015/16, anno su cui sono disponibili dati definitivi, il nostro Paese è al quinto posto in classifica, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con 21915 studenti europei ospitati nelle università italiane. Presso l’Università Cattolica, nello stesso periodo, sono stati accolti ben 3460 studenti internazionali. Solo nell’a.a. 2015/16, infatti, gli iscritti a corsi di laurea, master o programmi Exchange o Study Abroad pro iscritti venivano da ben 125 Paesi: dal Kazakistan all’Indonesia, dal Ghana all’Australia.

Nella top 5 dei Paesi di provenienza degli studenti che hanno scelto l’Università Cattolica come destinazione nel 2016, si attestano gli Stati Uniti, con ben 532 studenti registrati, la Francia, con 188 studenti iscritti, seguita a stretto giro dall’Albania (180 studenti) e dalla Germania e dalla Cina, rispettivamente con 138 e 110 tra studenti tedeschi e cinesi arrivati in Cattolica.­­­

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