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mercoledì 1 novembre 2017

Formazione: AGRICOLTURA: GLI STANDARD FORMATIVI PER GLI ADDETTI ALLA MANUTENZIONE DEL VERDE SARANNO RIVISTI

Risultati immagini per MANUTENZIONE DEL VERDE
Rispondendo al question time presentato dal M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, il Governo ha ammesso la necessità di rivedere gli Standard professionale e formativo di manutentore del verde approvati dalla Conferenza Stato-Regioni

L'attuale documento relativo agli standard formativi per gli addetti alla manutenzione del verde, licenziato dalla Conferenza Stato-Regioni, è inadeguato e va modificato. A dichiararlo è lo stesso Governo dinanzi alle richieste del Movimento 5 Stelle ribadite nel question time al ministero delle Politiche Agricole
Lo stesso Mipaaf ha chiesto al tavolo tecnico preposto sul florivivaismo di fornire dei documenti in grado di migliorare quanto previsto nel testo prodotto dalla Conferenza Stato-Regioni e che saranno prese in considerazione delle forme di esenzione dall'esame e di riduzione del percorso formativo in ragione del titolo di studio e dell'esperienza professionale maturata. 
Tra gli altri aspetti che saranno rivisti, vi è la necessità di un percorso formativo per chi non è in possesso di alcuna qualifica professionale, approfondendo le problematiche di natura fitosanitarie e di smaltimento di materiali di risulta.
"Avere operatori professionali con chiari standard è essenzialedichiara il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura a MontecitorioTroppe volte intorno alla manutenzione del verde ruotano veri e propri giri d'affari poiché un lavoro effettuato male si deve rifare. Siamo soddisfatti che, grazie alle nostre sollecitazioni condivise con esperti del settore e albi professionali, il Governo stia cercando di aggiustare il tiro. Auspichiamo conclude il deputato 5 Stelle che il tavolo tecnico possa giungere ad una modifica del cosiddetto 'Standard professionale e formativo di manutentore del verde' che vada verso una riscrittura più puntuale, in armonia con la legislazione vigente, e che possa presto trovare l'accordo in seno alla Conferenza Stato-Regioni".



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domenica 1 ottobre 2017

Progetto "Gusto di campagna per le Scuole"

"Gusto di campagna per le Scuole", la scoperta della propria identità a misura di "bambino"

Avvicinare bambini ragazzi al mondo rurale attraverso percorsi naturalistici specifici e indirizzati; far conoscere alle nuove generazioni il "sapore" del vivere a contatto con la natura nell'avvicendarsi delle quattro stagioni, ciascuna con le proprie peculiarità. 

Questi sono soltanto alcuni degli obiettivi del progetto "Gusto di campagna per le Scuole".

L'iniziativa, realizzata da Valentina Musarra e promossa dall'associazione culturale Gusto di campagna, si rivolge ai piccoli studenti di età scolare e prescolare che, grazie al coinvolgimento dell'universo-scuola, avranno la possibilità di immergersi in un'esperienza nuova e dall'altissimo valore didattico e formativo.

"La mia formazione ed esperienza nell'ambito dell'agricoltura multifunzionale - commenta Valentina Musarra, operatrice didattica e redattrice del progetto - inizia nel 2008 a Roma come Tecnico per lo Sviluppo delle Fattorie sociali, poi assecondando la mia naturale empatia con i bambini mi sono specializzata nella progettazione di percorsi per l'infanzia e dal 2013 metto in relazione il mondo della scuola con la realtà rurale attraverso progetti educativi che coinvolgono aziende didattiche accreditate dalla Regione siciliana. Gusto di Campagna per le Scuole - spiega -  è il progetto che educa bambini e ragazzi al rispetto del territorio agricolo e archeologico partendo dal valore principe di queste due realtà: il tempo, inteso come stagionalità e come 'tempo che fu'".

Gusto di campagna per le Scuole è un progetto educativo che permette di riscoprire il valore del tempo e di soffermarsi su quei "momenti" che ci sono stati sottratti dai ritmi della realtà urbana in cui viviamo. 

Il continuo rincorrersi delle lancette lascia il posto alla naturale "lentezza" del mondo rurale in cui la vita del contadino e le stagioni si fondono in un sistema ciclico che rende immediatamente percepibile l'esistenza di un ordine naturale perfetto. 

L'esperienza e la consapevolezza del territorio come strumenti per scoprire la propria identità culturale.

"Con Gusto di campagna per le scuole - commenta la presidente dell'associazione Gusto di campagna, Pinella Costa Attaguile - si avvia un nuovo processo di promozione dei rapporti interattivi  città/campagna finalizzato a favorire la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dei territori agricoli  e dei beni culturali  ad essi collegati, in linea con gli scopi statutari della nostra associazione. Si attiva un processo unitario e insieme diversificato che mira a rafforzare nelle nuove generazioni il legame con la campagna, a sollecitare  in esse una riflessione sui beni collettivi delle aree rurali e a rendere gli 'scolari' protagonisti attivi di un cambiamento indirizzato a preservare la memoria e i valori dell'agricoltura".

Tra gli obiettivi del progetto assumono particolare importanza l'educazione al "mangiare sano" attraverso la comprensione dei concetti di stagionalità e di filiera corta; la comprensione del concetto di sostenibilità alimentare, delle varie tecniche di produzione agricola e dei comportamenti alimentari adeguati; la conoscenza della storia e delle caratteristiche dei luoghi.

Il percorso formativo proposto dall'associazione Gusto di campagna si fonda su un'attenta pianificazione dei tempi delle attività proposte, sull'organizzazione degli spazi e dei materiali affinché ciascun partecipante abbia pieno accesso all'esperienza rurale o archeologica ed è rivolto a una metodologia didattica di tipo attivo, in cui l'operatore diventa regista e facilitatore dei processi di apprendimento e di sviluppo globale dei partecipanti.

"Il progetto è divenuto realtà - commenta Mariagrazia Pavone, responsabile del coordinamento di Gusto di campagna e di Officina di Cultura Rurale - grazie al coinvolgimento delle aziende didattiche e delle professionalità presenti all'interno dell'associazione che, condividendo valori e intenti, hanno operato per rendere il progetto in linea con gli obiettivi di promozione e valorizzazione del mondo rurale. Il progetto - spiega - vuole essere un valido supporto didattico per insegnanti e dirigenti scolastici che attraverso la metodologia di apprendimento attivo riusciranno a coinvolgere gli alunni alla scoperta del meraviglioso equilibro che regola i meccanismi della natura che li circonda".

Gusto di Campagna opera in partenariato con la "Rete delle Fattorie Educative" che garantisce, per le aziende didattiche coinvolte nel progetto, uno scrupoloso rispetto dei requisiti e degli impegni contenuti nella Carta della Qualità della Rete con particolare riguardo ai metodi di produzione, alla formazione professionale degli operatori, ai luoghi di accoglienza, alla didattica e alla sicurezza.

I percorsi, suddivisi in tre categorie (in azienda, in classe e archeologici) si svolgeranno in aziende didattiche accreditate dalla Regione Sicilia, ulteriore garanzia di sicurezza, di idoneità dei luoghi e di professionalità degli accompagnatori.

Per info sul progetto e sui percorsi:
www.gustodicampagna.com/gusto-campagna-le-scuole/
gustodicampagna@gmail.com




Marco Bua
Tessera Odg 165126


venerdì 29 settembre 2017

VINO: L’AGRIBUSINESS RIVOLUZIONA LA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN AGRICOLTURA. AL VIA DA BUSINESS STRATEGIES IL PRIMO CORSO SU PROMOZIONE


(Firenze, 29 settembre 2017). Le tecniche di promozione, la tutela dei marchi, lo studio dei mercati internazionali. 

È iniziato oggi presso la fiorentina Business Strategies il primo corso Foragri "Promozione e tutela dei marchi italiani sui mercati vitivinicoli internazionali", una sorta di master della durata di 45 ore condotto dai principali esperti europei del settore vitivinicolo. 

"Il corso voluto da Business Strategies rappresenta un'esperienza pionieristica della formazione in campo agricolo – ha detto il responsabile del corso e docente di Economia all'Università di Verona, Davide Gaeta –. Oggi saper fare agribusiness è un imperativo per le nostre aziende, e ancora di più lo è per un comparto come il vino che fa dell'internazionalizzazione il proprio valore aggiunto". "Sino a ieri – secondo Roberto Bianchi, DG Foragri – questa opportunità formativa era per lo più orientata verso pratiche agricole, ma finalmente si è capito che questo non basta e che il settore necessita sempre più di questo tipo di professionalità".

Il corso, finanziato da Foragri e realizzato tramite l'Ente di formazione professionale agricola di Confagricoltura (ENAPRA), è iniziato oggi con 17 partecipanti tra dipendenti e quadri e si sviluppa attraverso 3 direttrici: mercati e strumenti di marketing, politica agricola e vitivinicola comunitaria e nazionale, diritto e protezione degli scambi internazionali. Tra i docenti, oltre a Davide Gaeta (Università di Verona), anche Jean Marie Cardebat (Università di Bordeaux), Paola Corsinovi (Hochschule Geisenheim University), Marco Ferro (AD Agenzia Quanto Basta).

Per Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies: "La competizione sui mercati mondiali si gioca oggi soprattutto sul terreno delle competenze, che non possono essere parcellizzate ma trasversali. Per questo riteniamo che questo strumento possa rappresentare una leva per il salto di qualità che deve fare il nostro settore primario, sempre più sollecitato a logiche non solo produttive".

Da sinistra Davide Gaeta (Università di Verona), Roberto Bianchi (Foragri) e Paola Corsinovi (Hochschule Geisenheim University)

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Business Strategies è una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell'agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all'anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri.

lunedì 27 giugno 2016

La formazione, uno strumento per valorizzare le produzioni agricole

Il PAN, la nuova normativa nazionale sulla sostenibilità dell'agricoltura, fornisce gli strumenti per la valorizzazione delle nostre produzioni agricole, iniziando un processo rivoluzionario nella promozione delle stesse rispetto al torpore degli anni scorsi.

Infatti, ormai da più di 20 anni l'agricoltura italiana, quella convenzionale, quella senza bollini o certificazioni, che rappresenta la grande maggioranza di ciò che finisce sulle tavole degli italiani, opera secondo procedure e metodi produttivi di elevato livello grazie alla devozione, all'impegno e alle competenze dei propri operatori, a partire dalle aziende agricole fino a coinvolgere tutto il mondo di tecnici specializzati, rivenditori di mezzi tecnici e di prodotti agricoli che costituiscono l'insieme dell'agricoltura italiana.

Compag, la federazione nazionale delle rivendite di mezzi tecnici, cereali e oleaginose, da sempre assiste le aziende agricole - attraverso i propri tecnici che costituiscono un network invidiabile di competenze - nello sforzo di ottenere produzioni di qualità per soddisfare le richieste di un mercato sempre più esigente e differenziato che non richiede solo prodotti di buon sapore ed aspetto, ma anche e soprattutto prodotti salubri, ottenuti con tecniche rispettose dell'ambiente e del consumatore.

Il rispetto dei disciplinari di produzione integrata elaborati dalle Regioni, disciplinari che limitano l'impiego dei prodotti per la difesa e che al contempo si aprono ai concetti di salubrità e di rispetto dell'ambiente, è la pratica comune applicata con impegno e con tutte le difficoltà del caso dalle nostre aziende e dai nostri tecnici ormai da oltre 20 anni.

Ma è da più di 20 anni che tutto questo non trova la valorizzazione che merita perché il consumatore non è debitamente informato. 


Da più di 20 anni il mondo agricolo attende uno strumento in grado di portare alla luce la grande competenza del sistema agricolo italiano e la bontà delle sue produzioni.

Questo strumento lo sta fornendo il PAN. E' in seguito all'emanazione del PAN, infatti, che il Ministero delle Politiche Agricole ha istituito un marchio di qualità noto con la sigla SQNPI (Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata) che accompagnerà le produzioni agricole italiane sugli scaffali dei supermercati.

"Un'iniziativa molto importante" asserisce il presidente di Compag Fabio Manara "che la federazione Compag appoggia fattivamente attraverso la competenza dei propri tecnici che assistono le aziende agricole. Ma vi è un aspetto fondamentale per la buona riuscita del progetto. Si chiama formazione. Formazione di agricoltori, tecnici e rivenditori per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che il PAN ha istituito obbligatoriamente demandandone, purtroppo, l'applicazione alle Regioni".
Purtroppo, perché già da un anno le Regioni avrebbero dovuto attivare i corsi, invece ancora oggi la burocrazia ne impedisce l'attuazione in maniera sistematica e omogenea sul territorio nazionale. 

"Troppo spesso gli operatori devono attendere mesi prima di trovare un momento formativo disponibile e, una volta terminato il corso, non è raro che passino altri 40 o 60 giorni prima che l'utente possa ricevere il certificato abilitativo" continua Manara.

Incredibilmente vige un mancato riconoscimento reciproco della formazione tra Regioni, benché il certificato finale sia valido a livello nazionale, come dice il PAN, e benché i contenuti siano uniformi a livello nazionale. 


Vige una mancata attivazione della formazione a distanza (FAD) prevista dal PAN; vige un mancato coordinamento delle procedure di emanazione dei certificati tra le Regioni; vige in altre parole l'incapacità di applicare la giusta norma, il PAN.

Questi sono i tarli contro i quali Compag instancabilmente combatte dall'entrata in vigore della stessa, ovvero da oltre un anno, ottenendo risultati minimi per la sordità delle amministrazioni che vedono nelle lungaggini burocratiche lo strumento per giustificare le loro stesse inadempienze.



www.compag.org

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