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giovedì 3 maggio 2018

Sorgenia e Bicocca: obiettivo raggiunto per CoderBot, il robot per giocare a pensare


Obiettivo raggiunto per CoderBot, il robot per giocare a pensare

Crowdfunding: si chiude con un successo oltre le aspettative la campagna di raccolta fondi per CoderBot, il mini-robot "adottato" dall'Università di Milano-Bicocca che unisce informatica, didattica e innovazione. Sorgenia tra i maggiori finanziatori dell'iniziativa.

Milano, 3 maggio 2018 – Obiettivo raggiunto per CoderBot, il robot protagonista del primo progetto di crowdfunding dell'Università di Milano-Bicocca.

La campagna per raccogliere fondi ha superato la soglia dei 5.000 euro stabiliti al lancio: grazie ai contributi di oltre 60 finanziatori fra cui Sorgenia ne sono stati infatti raccolti più di 7.000. 

Con i finanziamenti ottenuti, entro la fine dell'anno, il robot progettato per gli studenti avrà un nuovo software che permetterà di utilizzarlo a utenti con livelli di competenza anche molto diversi che vanno dall'uso del joystick alla codifica vera e propria.

CoderBot è un robot didattico per le scuole primarie e secondarie, frutto di un progetto che unisce robotica, didattica e innovazione. 

È stato "adottato" dall'Università di Milano-Bicocca che con questa campagna vuole migliorare gli aspetti legati al software di programmazione e controllo in modo da offrire a scuole, insegnanti, bambini e genitori lo strumento più adatto per imparare e divertirsi al tempo stesso, stimolando la capacità di ragionamento e la soluzione di problemi. 

Lo sviluppo del software permetterà di creare una nuova versione del CoderBot fortemente personalizzabile.

Il crowdfunding si è svolto dal 19 febbraio al 26 aprile sulla piattaforma DeRev e per i sostenitori erano previsti diversi tipi di ricompense tra cui il CoderBot stesso e workshop formativi per imparare a programmarlo. 

Fra le ricompense pensate per le scuole c'erano anche flotte da quattro a dieci CoderBot che possono essere utilizzate per la didattica interattiva con gruppi numerosi di studenti. 

E proprio il simpatico robot si è rivelato la ricompensa più ambita: ne verranno infatti prodotti e distribuiti in totale 29 esemplari.

La portata innovativa del progetto e la possibilità di portare la tecnologia nelle scuole hanno convinto Sorgenia a partecipare alla campagna di raccolta fondi: i dieci CoderBot richiesti, cui sono associate 16 ore di formazione per gli insegnanti, saranno destinati a due scuole sul territorio italiano.

Il robot è utilizzato nell'ambito delle attività di ricerca e formazione portate avanti dal RobotiCCS Lab, il Laboratorio di Robotica per le Scienze cognitive e sociali del Dipartimento di Scienze umane per la Formazione "Riccardo Massa", e dal Laboratorio di Test e Analisi del Software del Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione dell'Università di Milano-Bicocca. 

Il gruppo che svilupperà il nuovo CoderBot è formato da Edoardo Datteri, ricercatore in Filosofia della scienza, Leonardo Mariani, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni, e Roberto Previtera, project manager in ambito informatico ed esperto di robotica.

L'obiettivo è realizzare un robot didattico facile da utilizzare, personalizzabile in base all'età degli studenti e alle esigenze formative dell'insegnante. 

CoderBot è uno strumento efficace per stimolare sia l'acquisizione di specifiche capacità scientifico-tecnologiche, sia lo sviluppo delle cosiddette capacità trasversali legate al ragionamento e alla soluzione di problemi: programmare significa infatti non solo applicare abilità e conoscenze tecniche, ma anche e soprattutto ragionare, formulare ipotesi e valutarle attraverso esperimenti, per divertirsi al tempo stesso interagendo con la telecamera, i sensori di distanza, il microfono e l'altoparlante del robot, che può muoversi emettendo suoni e parole. 

La campagna per CoderBot è il primo passo di un progetto di crowdfunding più ampio che l'Università di Milano-Bicocca sta realizzando per mettere a disposizione della propria comunità nuovi strumenti per sostenere le idee, l'innovazione, la capacità imprenditoriale e la ricerca.

«Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla campagna di crowdfunding – hanno detto Edoardo Datteri, Leonardo Mariani e Roberto Previtera – perché grazie alla loro partecipazione l'iniziativa si è conclusa con un successo, raggiungendo un risultato che va oltre l'obiettivo prestabilito. 

Con i fondi raccolti renderemo infatti il CoderBot un robot ancora più funzionale e flessibile: l'interfaccia di programmazione sarà migliorata e resa adattabile in base alle caratteristiche degli utenti e agli obiettivi dell'insegnante. Crediamo che CoderBot possa diventare un utile strumento didattico al servizio della collettività e siamo molto felici che così tante persone abbiano deciso di credere nel nostro progetto».


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lunedì 19 febbraio 2018

UNIVERSITÀ ROMA TRE INAUGURA ANNO ACCADEMICO 2017-2018

UNIVERSITÀ ROMA TRE INAUGURA ANNO ACCADEMICO 2017-2018

L'ATENEO SI RAFFORZA, IMMATRICOLATI IN CRESCITA DEL 6%
  
  • Presenti alla cerimonia di inaugurazione, la Sindaca di Roma Virginia Raggi e il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti
  • L'ateneo capitolino guarda al futuro, puntando su didattica innovativa, attenzione allo studente e sull'apertura di un nuovo polo universitario a Ostia
  • Prof. Pietromarchi (Rettore Roma Tre): "Radicamento sul territorio dell'ateneo contribuisce a sviluppo economico-sociale della Capitale e della Regione Lazio"


Roma, 19 febbraio 2018 - Si è svolta stamattina presso la Scuola di Lettere Filosofia Lingue, alla presenza di numerosi esponenti istituzionali, come la Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi e il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico 2017-2018 dell'Università degli Studi Roma Tre.
L'intervento del rettore dell'ateneo, Luca Pietromarchi, ha delineato il profilo, i risultati e gli obiettivi del più giovane ateneo di Roma che guarda al futuro puntando sulla qualità della didattica e della ricerca, nonché sulla presenza negli scenari internazionali, ma anche cittadini. 
L'ateneo, infatti, grazie ad un profondo radicamento sul territorio, contribuisce allo sviluppo economico-sociale della Capitale e della Regione Lazio.
Il rettore si è inoltre soffermato sulla recente realizzazione, in collaborazione con la Regione Lazio, del polo universitario di Ostia, territorio dove per la prima volta è stata inaugurata una struttura simile, destinata a ospitare il nuovo corso di laurea triennale in Ingegneria del Mare
Il progetto, pressoché unico in Italia, è dedicato alla formazione degli ingegneri che progetteranno e applicheranno le nuove tecnologie destinate a sfruttare le energie di origine marina.
Ospite d'eccezione della cerimonia il prof. Carlo Rovelli, direttore del Centre de Physique Théorique di Aix-Mairselle e autore dei due bestseller mondiali "Sette brevi lezioni di fisica" e "L'ordine del tempo", che ha tenuto la lectio magistralis "Onde di spazio e buchi neri tra fisica e filosofia".
«L'Università è l'ossatura del Paese, la serra in cui si coltiva il futuro di una nazione. È con questo spirito che ho intrapreso il mio mandato rettorale e questo nuovo anno accademico», ha dichiarato il rettore Luca Pietromarchi. «Roma Tre è un ateneo in salute, che nel tempo ha consolidato uno straordinario patrimonio edilizio che vogliamo arricchire e valorizzare. Gli oltre 900 docenti, gli studenti e il personale amministrativo costituiscono l'eccellenza dell'ateneo, comprovata recentemente dall'attribuzione ministeriale del bollino Dipartimento di eccellenza a ben quattro dei dodici dipartimenti di Roma Tre. Le iscrizioni, in questi anni difficili per l'intero mondo universitario, non hanno subito alcuna flessione, con il numero degli studenti in mobilità internazionale in continua crescita. Tutto ciò a riprova che siamo una realtà dinamica, che persegue l'obiettivo di svolgere un pubblico servizio a favore di tutta la collettività».
L'Università Roma Tre, che conta ad oggi oltre 32mila studenti iscritti ai propri corsi di laurea, quest'anno ha registrato un incremento delle immatricolazioni del 6% rispetto all'anno precedente.


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venerdì 26 gennaio 2018

FILA: Inaugurata l'aula creativa nella scuola dell'infanzia Stalli (Vicenza)

Inaugurata a Vicenza la quinta aula creativa del Premio GIOTTO "La matita delle Idee" promosso da F.I.L.A.Fabbrica Italiana Lapis ed Affini. 

Protagonisti del nuovo spazio, i bambini della scuola dell'infanzia Stalli. 


Milano, 26 gennaio 2018 - Inaugurata ieri, tra l'entusiasmo dei piccoli allievi della scuola dell'Infanzia Stalli di Vicenza, la nuova aula creativa assegnata grazie al premio GIOTTO "La matita delle idee", un concorso nazionale promosso da F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini e rivolto alle scuole dell'infanzia e primarie. 

A caratterizzare una mattinata di festeggiamenti, gli sguardi di stupore dei bambini che, insieme alle loro famiglie, per la prima volta hanno ammirato il luogo che li accompagnerà nello sviluppo in piena libertà della sfera creativa. Uno spazio ricavato all'interno della scuola, completamente rivisitato e trasformato dallo studio di specialisti del settore che hanno raccolto le esigenze deprotagonisti stessi della scuola Stalli, a partire dalle insegnanti

Nella nuova aula spicca, in posizione centrale, il grande tavolo rettangolare, uno spazio che riunisce tutti i bambini e li stimola alla condivisione, a partire dai materiali e dai lavori realizzati. Questi sono infatti collocati all'interno di contenitori intercambiabili creati ad hoc e collocati in apposite postazioni intagliate a centro tavolo.
Colori e tocchi "fiabeschi" caratterizzano lo studio degli arredi e delle pareti, il tutto arricchito dall'intera gamma di strumenti F.I.L.A. per colorare, disegnare, modellare in tutta sicurezza, e completato da una moderna LIM.



L'aula creativa, del valore complessivo di 25mila euroè stata vinta grazie all'elemento fondamentale che caratterizza il concorso, il lavoro di squadra. Le insegnanti della scuola Stalli hanno infatti guidato l'intero gruppo alla realizzazione di una tavola creativa che ha preso forma dal tema proposto dalla scorsa edizione del concorso, "C'era una volta… Favole a colori", uno stimolo a inventare una favola - o rielaborarne una conosciuta - fino a mostrare la morale di fondo. A partire dalla lettura del Brutto Anatroccolo di Andersen, una favola che tratta i temi dell'inclusione e della diversità, le insegnanti hanno infatti accompagnato i bambini a riflettere sull'accettazione dell'altro e di sé. 

Da qui lo sviluppo di un meraviglioso elaborato in cui i disegni realizzati dai piccoli vicentini con l'utilizzo di svariate tecniche pittoriche hanno danno vita a una favola estremamente semplice ma dalla morale profonda: trasmettere il valore della diversità. 

Il lavoro illustra un piccolo segno che sembra uno scarabocchio pian piano inizia a crescere insieme al bambino, sino a diventare un disegno pronto ad accompagnarlo, simbolicamente, nel suo percorso di crescita.

Un elaborato speciale che tra gli oltre 650 lavori giunti da tutta Italia ha conquistato la giuria tecnica.

"L'opera presentata dai piccoli allievi della scuola dell'infanzia Stalli e i loro sguardi entusiasti davanti alla nuova aula creativa, sono per noi di F.I.L.A. l'incentivo più importante a proseguire lungoquesta direzione. Questo riscontro, insieme alle centinaia di lavori che ogni edizione riceviamo dalle scuole di tutta Italia, sono lospecchio della creatività insita in ogni bambino. Il nostro obiettivo, attraverso l'alta qualità dei prodotti e alcuni supporti concreti, come i concorsi che portiamo direttamente dentro le scuole, è quello di affiancare e supportare questo sviluppo creativo in ogni fase della crescitadichiara Orietta Casazza, Marketing Manager di F.I.L.A..

Un entusiasmo sottolineato anche dalle parole del Dirigente Scolastico, Prof.ssa Bianca Maria Lerro "La nuova aula creativa è il frutto concreto della vittoria del prestigioso premio nazionale indetto da F.I.L.A.Uno spazio che sarà spunto per ulteriori potenzialità didattiche. La creatività è infatti tra le risposte più spiazzanti all'interno di una cultura omologante e i bambini, sicuramente, ne sono i più strenui interpreti. Il nostro compito di educatori è quello di accompagnare i piccoli nel percorso del loro alfabeto formativo, quello che abbiamo voluto fare con la storia di Piccolo segno, vincitrice del concorso, e che continueremo a fare anche grazie a questa nuova aula nata per fornire tutti gli strumenti utili allo sviluppo creativo".

Inaugurata l'aula vicentina, lo sguardo è volto ai prossimi vincitori dell'edizione in corso Scuola in gioco ovvero imparare giocando - che verranno decretati il prossimo aprile (aggiornamenti sul sito ufficiale www.lamatitadelleidee.it). E per le novità su tutti i concorsi promossi dall'Azienda e sul mondo della creatività, spunti e curiosità sul webzine DiarioCreativo.



F.I.L.A. (Fabbrica Italiana Lapis ed Affini), nata a Firenze nel 1920 e gestita dal 1956 dalla famiglia Candela, è una Società italiana e una delle realtà industriali e commerciali più solide, dinamiche, innovative e in crescita sul mercato.
Dal novembre 2015, F.I.L.A. è quotata alla Borsa di Milano, segmento STAR. L'azienda, con un fatturato di oltre 422 milioni di euro al 31 dicembre 2016, ha registrato negli ultimi vent'anni una crescita significativa e ha perseguito una serie di acquisizioni strategiche, fra cui l'italiana Adica Pongo, la statunitense DixonTiconderoga, la tedesca LYRA, la messicana Lapiceria Mexicana, la brasiliana Lycin, l'inglese Daler-Rowney Lukas e la francese Canson.
F.I.L.A. è l'icona della creatività italiana nel mondo con i suoi prodotti per colorare, disegnare, modellare, scrivere e dipingere grazie a marchi come Giotto, Tratto, Das , Didò, Pongo, Lyra, Doms, Maimeri, Daler-Rowney e Canson.
Fin dalle sue origini, F.I.L.A. ha scelto di sviluppare la propria crescita sulla base dell'innovazione continua, sia di tecnologie sia di prodotti, col fine di dare alle persone la possibilità di esprimere le proprie idee e il proprio talento con strumenti qualitativamente eccellenti. Inoltre, F.I.L.A. e le aziende del Gruppo collaborano con le Istituzioni sostenendo progetti educativi e culturali per valorizzare la creatività e la capacità espressiva degli individui e per rendere la cultura un'opportunità accessibile a tutti.
F.I.L.A. è attiva con 21 stabilimenti produttivi (due dei quali in Italia) e 40 filiali nel mondo e impiega circa 7.000 persone


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martedì 23 gennaio 2018

STUDIO Università: gli studenti italiani sono i più insoddisfatti al mondo

UNIVERSITÀ, I GIOVANI ITALIANI SONO I PIÙ INSODDISFATTI AL MONDO: APPAGATI SOLO 6 STUDENTI SU 10

Un sondaggio internazionale condotto da Sodexo su oltre 4mila universitari ha svelato che i giovani italiani sono i più insoddisfatti della propria vita: se nel Bel Paese il livello di soddisfazione tocca il 62%, in India (82%), Cina (76%) e Regno Unito (75%) gli studenti rivelano un maggiore benessere. 

La percentuale scende addirittura al 54% in relazione agli studi. 
Tra le principali preoccupazioni, il carico di lavoro e i troppi impegni. 

Paese che vai, insoddisfazione che trovi. Se, come dice un popolare proverbio, tutto il mondo è paese, lo stesso non si può dire per il livello di benessere degli studenti, che cambia considerevolmente a diverse longitudini. 

E, come spesso accade, l’Italia si configura triste fanalino di coda per quanto concerne la felicità dei propri giovani

Il dato è allarmante: quasi 4 universitari su 10 (38%) rivelano di non essere soddisfatti della propria vita, addirittura quasi uno su 2 (46%non è contento del proprio percorso accademico

Le percentuali sono ancora più impietose se raffrontate con i colleghi a livello internazionale: gli studenti di India (82%), Cina (76%), Regno Unito (75%), Stati Uniti (73%) e Spagna (70%)risultano essere decisamente più appagati dalla propria vita studentesca. Ma non è tutto: ben il 36% degli italiani ha pensato almeno una volta di abbandonare l’università, contro il 5% dei cinesi e il 20% degli indiani, preceduti solo dai pari età inglesi (37%). 

I motivi dell’insoddisfazione? 
Sul podio delle preoccupazioni, l’eccessivo carico di lavoro (51%), la mancanza di equilibrio tra studio, socializzazione e lavoro (44%) e la possibilità di trovare lavoro dopo la laurea (43%).

È quanto emerge dal recente sondaggio a livello mondiale condotto da Sodexo intervistando oltre 4000 studenti provenienti da Italia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito e India relativamente allo stile di vita universitario, per andare a scoprire, tra i diversi aspetti analizzati, qual è il livello di soddisfazione degli studenti italiani rispetto a quello dei pari età internazionali.

“Per attrarre le menti più brillanti e continuare a stimolarle, le università non devono solo fornire istruzione, ma devono anche rivolgere la loro attenzione alla qualità della vita degli studenti e di tutti coloro che lavorano all'interno dei campus – spiega Franco BruschiHead of Schools & Universities Segment Med Region di Sodexo – Grazie ai nostri 50 anni d’esperienza e al feedback continuo da parte degli studenti in più di 1600 campus in 32 Paesi, siamo in grado di realizzare servizi che migliorano la qualità della vita all’interno delle Università. Ad esempio, la sicurezza e il comfort dell’ambiente in cui gli studenti vivono e studiano sono fattori che influenzano qualità della vita e capacità di apprendimento. La competenza nel gestire la sorveglianza, un'illuminazione adeguata o la manutenzione delle aule contribuisce a mettere gli studenti a proprio agio”.

Andando nel dettaglio dei motivi che rendono gli studenti italiani i più insoddisfatti, salta all’occhio il dato relativo al tempo dell’insegnamento, che appaga il 56% del totale contro il 70% della media

Un altro aspetto con cui gli universitari italiani devono fare i conti è quello economico: oltre 4 su 10 (43%) si dichiarano preoccupati dalla gestione delle spese quotidiane, dato poco superiore alla media sovranazionale (40%). Infine, più di un terzo degli studenti (37%) pensa di aver ottenuto un buon rapporto qualità-prezzo dai servizi offerti dal proprio ateneo, valore inferiore a quelli di tutte le altre nazioni, fatta eccezione per il Regno Unito. 

Gli studenti italiani sono anche tra i più pessimisti nel ritenere che l’università possa aiutarli a risolvere i loro problemi, come quelli legati all’alloggio (53%), alla salute (47%), alla vita sociale (46%) e alle finanze (44%), valori sopra la media.

Sorprende un poco la scarsa soddisfazione per il rapporto costi-benefici dell’istruzione universitaria. Le università pubbliche italiane, a dispetto di certi luoghi comuni, presentano costi di accesso fortemente contenuti a fronte di una qualità media elevata che ci viene internazionalmente riconosciuta” spiega Paolo Cherubini, Prorettore Vicario dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca

Per Loredana Garlati, Prorettore all’Orientamento e Job Placement dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, invece: "La preoccupazione del futuro in un società complessa come quella attuale e in un momento di crisi economica ma anche di valori sembra scoraggiare e condizionare la visione di un percorso universitario, come se si avvertisse una mancanza di proporzionalità tra l'impegno di studio e le possibilità di lavoro. Vista dal lato positivo, lo studente non vede più l'università come un “esamificio”, ma come una comunità da cui attendere non solo qualità didattica ma anche supporto nella soluzione dei propri problemi attraverso servizi orientamento, counselling, alloggi, luoghi di aggregazione, sport et, oltre a servizi efficienti, ma su questo le università italiane hanno ancora molto da fare". 

Infine Michele Rostan, Delegato al Benessere Studentesco presso l’Università degli Studi di Pavia, spiega che: “I risultati dell’indagine ci segnalano che ciò che facciamo, soprattutto nei primi mesi del percorso universitario degli studenti, non sembra sufficiente per rispondere positivamente alle loro domande. Occorre, quindi, un maggiore impegno nel contrastare la dispersione formativa, nell’accompagnare gli studenti nel loro percorso, una maggiore attenzione alla didattica e l’offerta di maggiori spazi dedicati allo studio, soprattutto insieme ad altri studenti".

Ma quali sono le ragioni dell’insoddisfazione dei giovani dello Stivale? Se al primo posto della top 10 si piazza l’eccessivo carico di lavoro che devono sopportare (51%), ben il 44% lamenta la mancanza di equilibrio tra il tempo da dedicare allo studioalla socializzazione e al lavoro, mentre il terzo gradino del podio spetta alle scarse possibilità di trovare un’occupazione dopo la tanto sudata laurea (43%). 

Il 39% non crede di essere in grado di cercare il lavoro dopo il titolo di studio, mentre il 31% non crede di raggiungere una votazione che corrisponda alle proprie aspettative dopo aver discusso la tesi. Meno gettonate tra le motivazioni d’insoddisfazione completano la classifica le preoccupazione economiche quotidiane (30%), il senso di solitudine(19%), la nostalgia di casa (10%) e i debiti accumulati durante il percorso di studio (8%). Per il 3% le motivazioni sono di altra natura, mentre solo il 2% ha dichiarato di non patire alcuna preoccupazione.

Un discorso a parte è quello dei motivi che hanno spinto il 36% degli studenti italiani a considerare l’abbandono degli studi come soluzione ai propri problemi, un dato molto simile a Regno Unito (37%), Stati Uniti (35%), Spagna (33%), ma lontano da India (20%) e Cina (5%). 

Tra i giovani del Bel Paese che hanno pensato di abbandonare l’università il 57% l’ha fatto per problemi legati allo studio, il 28% per problemi economici, il 22% per problemi familiari, il 21% per l’insoddisfazione legata alla qualità dei servizi in relazione al rapporto qualità/prezzo, il 16% per problemi di salute e il 12% per problematiche legate alla vita sociale.

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