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mercoledì 6 febbraio 2019

Ami i bambini e vorresti lavorare con loro?


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giovedì 15 febbraio 2018

Corso di inglese per giornalisti. 16 crediti - Nuova edizione



16 CREDITI PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA DEI GIORNALISTI

NUOVA EDIZIONE

Il Centro di Documentazione Giornalistica, attraverso il Centrostudi Giornalismo e Comunicazione organizza, in collaborazione con Wall Street English, il "Corso di lingua inglese specializzato per giornalisti", della durata di 30 ore, valido 16 crediti per la formazione professionale continua dei giornalisti.

L'evento è in programma nelle seguenti sedi: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Palermo, Roma e Torino. Le lezioni avranno inizio nella settimana del 9 Aprile 2018.
 
Costo del corso: € 350,00 (incluso il materiale didattico cartaceo e l'accesso alla piattaforma interattiva della scuola).

Al termine del corso viene rilasciata la certificazione del Wall Street English e facoltativamente, previo sostenimento del test (euro 50,00), la Certificazione BULATS English creata dall'Università di Cambridge ESOL EXAMINATIONS con validità internazionale coerente con il Common European Framework.
Per l'iscrizione è necessario sostenere online il Placement Test per valutare l'entry level del partecipante. Il test è gratuito e non vincolante ai fini dell'iscrizione. Per richiederlo compila il form QUI
A questo link potete consultare orari e sedi per ciascun grado di conoscenza della lingua inglese, tra cui scegliere solo dopo aver effettuato il test e aver ricevuto il risultato con il relativo livello (primary, intermediate, avdanced oppure milestone) fino ad esaurimento dei posti disponibili.

CHIUSURA ISCRIZIONI: 26 MARZO 2018
MAGGIORI INFORMAZIONI

In collaborazione con:
Centrostudi Giornalismo e Comunicazione la scuola del Centro di Documentazione Giornalistica srl
Telefoni 0669940143 - 066798148 - 066791496 - info@giornalismoecomunicazione.it
Piazza di Pietra, 31 - 00186 Roma - P.Iva 03670431000



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mercoledì 7 febbraio 2018

Corso online di Giornalismo Digitale - Valido 8 crediti FPC


Corso online di Giornalismo Digitale
Teorie, pratiche e strumenti dell'informazione e della comunicazione nel mondo della rete

Nuovi media, nuove professioni, nuove opportunità. L'informazione e la comunicazione si spostano in rete e gli specialisti del settore sono chiamati ad affrontare le sfide dell'era digitale. 


Questo corso fornisce un percorso mirato ad acquisire le competenze per destreggiarsi nelle complessità della rete.

A CHI È RIVOLTO?
A quanti operano nella sfera dell'informazione e della comunicazione. 

Il giornalista, il blogger, il social media manager, il content manager e tutti coloro che si occupano o si interessano di comunicazione troveranno in questo corso il know how per muoversi agevolmente nei nuovi contesti digitali.

F.P.C.
Il corso prevede il riconoscimento di 8 crediti per la Formazione Professionale Continua dei giornalisti.

Il corso è costituito da una piattaforma di insegnamento a distanza (elearning) con 10 lezioni da visualizzare e 10 serie di quiz di autovalutazione, più tre volumi cartacei sui quali studiare. 

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza e per i giornalisti saranno riconosciuti 8 crediti formativi.


Centro di Documentazione Giornalistica S.r.l.
Piazza di Pietra, 31 - 00186 Roma
Tel. 06.6791496 - 06.69940143



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venerdì 10 novembre 2017

Formazione e Lavoro. Come trasformare lo stage in assunzione

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLO STAGISTA, DAGLI ESPERTI DEL MONDO DEL LAVORO I 10 CONSIGLI PER TRAMUTARE IL TIROCINIO IN LAVORO

Scarsa proattività, difficoltà nella socializzazione, poca propensione al sacrificio, molto lavoro per formare e colmare il gap di competenze con poco tempo a disposizione. 
Ecco alcune delle più frequenti cause d’insuccesso di uno stage. 

In occasione della Giornata Internazionale dello Stagista, che si celebra il 10 novembre, gli esperti rivelano quali sono gli errori da evitare per trasformare il tirocinio in un vero e proprio lavoro e consigliano alle aziende come far rendere al meglio i giovani stagisti valorizzandone le capacità.

Il tema è complesso. Giovani con poca esperienza e primi passi sul campo, procedure, processi e regole da rispettare nelle varie attività; per non parlare delle necessarie nozioni tecniche, tutto da imparare in un breve lasso di tempo, in un susseguirsi di impegni che si accavallano. Errori nel modus operandi, nati dalla poca esperienza ed a volte dalla poca attenzione. Esigenze aziendali che portano a chiedere risultati autonomi in tempi brevi. Essere stagista non è certo facile. 

Come non è facile per una azienda formare velocemente e bene, persone che non sono ancora autonome
Difficile è anche far fruttare al meglio l’esperienza maturata nel corso di uno stage in azienda e tramutare i mesi di “gavetta” in un vero e proprio posto di lavoro con il tanto agognato contratto. 

Secondo il “Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie 2017”, redatto dal Ministero del Lavoro, su un totale di 318mila tirocini attivati nel corso del 2016, solo 103mila si sono formalizzati in un nuovo impiego: una percentuale del 32,4% che evidenzia come non sia sempre automatico arrivare alla formalizzazione del contratto. 

Le ragioni più frequenti, secondo gli analisti, si possono individuare in alcune carenze macro, nate in alcuni casi dal passato formativo, dalla poca umiltà, capacità di attenzione; dalla mancanza di professionalità alla scarsa proattività, dalla poca voglia d’imparare alla difficoltà nella socializzazione, fino alla poca propensione al sacrificio e al rispetto delle figure responsabili come i superiori o il capo. 

Se per Chiara Grosso, CEO di FourStars, il problema principale è la distanza tra università e mondo del lavoro, per la Master coach Marina Osnaghi, lo sono i presupposti culturali in cui lo stage avviene e l’equilibrio fra il ‘Do ut des’.

È quanto emerge da un approfondimento condotto da Espresso Communication per FourStars coinvolgendo un panel di 20 esperti del mondo del lavoro, per spiegare ai ragazzi come sfruttare al massimo la propria esperienza di stage e tentare di ottenere il posto sognato.

Ma quali sono le cause di questi frequenti insuccessi? 
Secondo chi conosce da molto vicino l’universo degli stage la ragione risiede nella formazione universitaria troppo distante dal mondo del lavoro: “Lo stage è una risorsa preziosissima, che permette ai giovani di avvicinarsi al mondo del lavoro e, in qualche modo, anche di cominciare a scoprire se stessi – spiega Chiara Grosso, presidente e CEO di FourStars,agenzia per il lavoro ed Ente Promotore accreditato dal Ministero del Lavoro – La formazione universitaria non è sempre in grado di garantire un’esperienza pratica e professionalizzante e il tirocinio si rivela uno strumento essenziale nella fase di transizione dagli studi all’attività lavorativa, in quanto consente di mettersi in gioco, imparare e scoprire cosa si vuole o non si vuole fare da grandi. È molto importante cominciare a svolgere stage parallelamente agli studi, per presentarsi ai futuri colloqui di lavoro con un’esperienza e una consapevolezza lavorativa già acquisite. Atteggiamenti positivi come la voglia di imparare, la professionalità, la proattività sono elementi vincenti per affrontare uno stage e avere buone possibilità di trasformarlo in un’opportunità di lavoro. Di fondamentale importanza è essere consapevoli del fatto che non esiste più la vecchia distinzione tra studente e lavoratore. Le due esperienze devono sovrapporsi, in un continuo apprendimento sia teorico che esperienziale”.

Andando ad approfondire i dati ministeriale, emerge nel dettaglio che il 76% dei tirocini si sono interrotti al termine naturale del periodo di formazione, contro un 10,5% di quelli conclusi su richiesta del tirocinante e solo uno 0,6% interrotti su iniziativa del datore di lavoro. 

Ma dal punto di vista dell’azienda, come è possibile far rendere al meglio le proprie risorse tirocinanti, valorizzandone le peculiarità, le soft skills e le capacità lavorative, senza rischiare di perdere questo prezioso valore?

“In un momento di crisi e destabilizzazione, le aziende si sono impegnate a fronteggiare la situazione contingente, invece di una continuità di lavoro e di crescitala figura dello stagista è stata fortemente  impattata  da questi eventi – spiega Marina Osnaghi, la prima Master Certified Coach in Italia – L’impegno per far crescere le nuove leve, anche in condizioni ottimali, è molto pesante per l’azienda, che si ritrova a dover formare la persona dovendosi sostituire alle istituzioni scolastiche, erogando una formazione professionale che prima non c’è stata: se questo da un lato costa un sacco di tempo, dall’altro dà la possibilità di crescere una risorsa secondo una specifica programmazione. In ogni caso il tempo investito per accompagnare uno stagista a ‘possedere’ una professione è tempo ben speso. La crisi ha impoverito l’attenzione dedicata alle nuove leve ed oggi se ne pagano le conseguenze. Il costo del lavoro è un tema centrale per un’azienda, cardine delle tematiche aziendali che tratto nel coaching: un’impresa non è fatta solo di grandi capi, è fatta di persone che la fanno funzionare con umiltà ricoprendo ruoli minori, fondamentali nella vita dell’azienda. I giovani dalla loro parte, possono fare la “gavetta”, rivestendo ruoli minori e costruendo la base della propria professione. Imparando e diventando più consapevoli del ruolo e delle responsabilità. Ed ovviamente devono dare impegno e disponibilità. Vedo giovani volenterosi, molto disposti a lavorare sodo per potersi fare spazio nel mondo del lavoro. Attraverso uno stage si può orientare ed indirizzare il potenziamento delle competenze ed il trasferimento della cultura aziendale. 
Crescere una persona dell’interno è una decisione strategica chiara, come lo è prenderla dall’esterno. Decisioni che si muovono su linee guida e principi diversi che hanno un solo scopo: far funzionare bene le cose in azienda”.

Non sempre si arriva ad una assunzione. I motivi? 
Secondo i dati di Unioncamere per i diplomati si tratta in un caso su due di un gap di competenze, mentre per i laureati, oltre al carenza di competenze (38%), si riscontra anche la mancanza di formazione specialistica (34,5%), e soprattutto aspettative superiori a quanto viene offerto (23,5%). 

Un’incomprensione, quest’ultima, che può nascere anche dalla provenienza culturale differente. 

Assumere uno stagista significa spesso incontrare culture diverse – spiega la coach Osnaghi – L’integrazione di ogni essere umano nel contesto azienda dovrebbe richiedere tempo ed attenzione. Il pericolo più grande è quello di inserire uno stagista in una posizione con sommarie informazioni e pochi feedback. Per accompagnare il giovane nel percorso di apprendimento, l’azienda deve contribuire a crescere un patrimonio importante e, se si cura dello stagista, si può stabilire proficuo do ut des. Alla base di questo processo sono necessari presupposti etici, intendendo lo stage come un servizio all’azienda in termini di patrimonio delle risorse ed un atteggiamento di attenzione, feedback costante ed anche determinazione ad orientare una risorsa verso comportamenti professionali Un consiglio all’azienda in fase iniziale è di impegnare subito il giovane in prove pratiche. Attività tipiche ed importanti nel ruolo, su cui verrà chiamato a dare risultati, in modo da testarne immediatamente la reazione ed avere elementi per dare feedback e sostenere immediatamente indirizzando ad un apprendimento veloce delle competenze necessarie”.

Ecco infine il decalogo degli esperti per non commettere errori durante lo stage e tramutare il tirocinio in un vero e proprio contratto:

1- SFODERARE LA VOGLIA DI IMPARARE

La prima regola è la predisposizione all’apprendimento. Bisogna essere curiosi, ricettivi e chiedere chiarimenti al tutor. Se si ha a che fare con diverse aree dell’azienda, è bene individuare i colleghi più disponibili a dispensare aiuto e raccomandazioni. Ovviamente un buon consiglio è di chiedere e prendere appunti.

2- DIVENTARE OSSERVATORI
Sempre nell’ottica di imparare il più possibile, è bene osservare i colleghi, le dinamiche aziendali e tutti i dettagli che possano aiutare a integrarsi nella quotidianità professionale.

3- SOCIALIZZARE CON I COLLEGHI
È molto importante riuscire a sentirsi accolti e a proprio agio. Per questo motivo è consigliabile porsi in modo aperto e non competitivo, approfittare di ogni occasione per approfondire la conoscenza dei colleghi.

4- NON SCORAGGIARSI E IMPARARE DAGLI ERRORI
Errare è umano. L’importante è essere in grado di assumersi le propria responsabilità e chiedere consigli al proprio tutor, l’errore è parte integrante di in un percorso ed è funzionale all’apprendimento.

5- LA PROFESSIONALITÀ NON PUÒ MANCARE
La puntualità, l’ordine, il rispetto e la disciplina sono atteggiamenti vincenti. Per questo è importante essere professionali anche nell’abbigliamento, documentarsi sul dress code e regolarsi sull’esempio dei colleghi.

6- ESSERE UMILI PAGA
L’impegno non deve essere considerato proporzionale alla retribuzione. È buona regola evitare le lamentele e dimostrare di saper svolgere anche mansioni meno importanti prima di acquisire responsabilità.

7- ESSERE PROATTIVI
La proattività è sempre una grande risorsa. È bene avere il coraggio di condividere idee o soluzioni che potrebbero essere utili all’azienda con spirito critico e selettivo.

8- BE YOURSELF
Farsi notare evidenziando le proprie peculiarità e punti di forza è molto importante, un aspetto di forte attrazione nei confronti di manager e datori di lavoro.

9- RICORDARSI CHE ALLO STAGE NON CORRISPONDE NECESSARIAMENTE UN’ASSUNZIONE
Non è scontato che allo stage segua necessariamente un contratto di lavoro. Occorre sempre ricordare che lo stage è principalmente un’esperienza formativa per arricchire il proprio bagaglio di competenze.

10- RICORDARSI IL RUOLO DELL'ENTE PROMOTORE
Lo stagista deve considerare quindi che, oltre al tutor aziendale, gli corrisponde anche un altro tutor, quello dell’Ente Promotore, a cui può fare riferimento in qualsiasi momento, per dubbi o segnalazioni.

domenica 1 ottobre 2017

Progetto "Gusto di campagna per le Scuole"

"Gusto di campagna per le Scuole", la scoperta della propria identità a misura di "bambino"

Avvicinare bambini ragazzi al mondo rurale attraverso percorsi naturalistici specifici e indirizzati; far conoscere alle nuove generazioni il "sapore" del vivere a contatto con la natura nell'avvicendarsi delle quattro stagioni, ciascuna con le proprie peculiarità. 

Questi sono soltanto alcuni degli obiettivi del progetto "Gusto di campagna per le Scuole".

L'iniziativa, realizzata da Valentina Musarra e promossa dall'associazione culturale Gusto di campagna, si rivolge ai piccoli studenti di età scolare e prescolare che, grazie al coinvolgimento dell'universo-scuola, avranno la possibilità di immergersi in un'esperienza nuova e dall'altissimo valore didattico e formativo.

"La mia formazione ed esperienza nell'ambito dell'agricoltura multifunzionale - commenta Valentina Musarra, operatrice didattica e redattrice del progetto - inizia nel 2008 a Roma come Tecnico per lo Sviluppo delle Fattorie sociali, poi assecondando la mia naturale empatia con i bambini mi sono specializzata nella progettazione di percorsi per l'infanzia e dal 2013 metto in relazione il mondo della scuola con la realtà rurale attraverso progetti educativi che coinvolgono aziende didattiche accreditate dalla Regione siciliana. Gusto di Campagna per le Scuole - spiega -  è il progetto che educa bambini e ragazzi al rispetto del territorio agricolo e archeologico partendo dal valore principe di queste due realtà: il tempo, inteso come stagionalità e come 'tempo che fu'".

Gusto di campagna per le Scuole è un progetto educativo che permette di riscoprire il valore del tempo e di soffermarsi su quei "momenti" che ci sono stati sottratti dai ritmi della realtà urbana in cui viviamo. 

Il continuo rincorrersi delle lancette lascia il posto alla naturale "lentezza" del mondo rurale in cui la vita del contadino e le stagioni si fondono in un sistema ciclico che rende immediatamente percepibile l'esistenza di un ordine naturale perfetto. 

L'esperienza e la consapevolezza del territorio come strumenti per scoprire la propria identità culturale.

"Con Gusto di campagna per le scuole - commenta la presidente dell'associazione Gusto di campagna, Pinella Costa Attaguile - si avvia un nuovo processo di promozione dei rapporti interattivi  città/campagna finalizzato a favorire la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dei territori agricoli  e dei beni culturali  ad essi collegati, in linea con gli scopi statutari della nostra associazione. Si attiva un processo unitario e insieme diversificato che mira a rafforzare nelle nuove generazioni il legame con la campagna, a sollecitare  in esse una riflessione sui beni collettivi delle aree rurali e a rendere gli 'scolari' protagonisti attivi di un cambiamento indirizzato a preservare la memoria e i valori dell'agricoltura".

Tra gli obiettivi del progetto assumono particolare importanza l'educazione al "mangiare sano" attraverso la comprensione dei concetti di stagionalità e di filiera corta; la comprensione del concetto di sostenibilità alimentare, delle varie tecniche di produzione agricola e dei comportamenti alimentari adeguati; la conoscenza della storia e delle caratteristiche dei luoghi.

Il percorso formativo proposto dall'associazione Gusto di campagna si fonda su un'attenta pianificazione dei tempi delle attività proposte, sull'organizzazione degli spazi e dei materiali affinché ciascun partecipante abbia pieno accesso all'esperienza rurale o archeologica ed è rivolto a una metodologia didattica di tipo attivo, in cui l'operatore diventa regista e facilitatore dei processi di apprendimento e di sviluppo globale dei partecipanti.

"Il progetto è divenuto realtà - commenta Mariagrazia Pavone, responsabile del coordinamento di Gusto di campagna e di Officina di Cultura Rurale - grazie al coinvolgimento delle aziende didattiche e delle professionalità presenti all'interno dell'associazione che, condividendo valori e intenti, hanno operato per rendere il progetto in linea con gli obiettivi di promozione e valorizzazione del mondo rurale. Il progetto - spiega - vuole essere un valido supporto didattico per insegnanti e dirigenti scolastici che attraverso la metodologia di apprendimento attivo riusciranno a coinvolgere gli alunni alla scoperta del meraviglioso equilibro che regola i meccanismi della natura che li circonda".

Gusto di Campagna opera in partenariato con la "Rete delle Fattorie Educative" che garantisce, per le aziende didattiche coinvolte nel progetto, uno scrupoloso rispetto dei requisiti e degli impegni contenuti nella Carta della Qualità della Rete con particolare riguardo ai metodi di produzione, alla formazione professionale degli operatori, ai luoghi di accoglienza, alla didattica e alla sicurezza.

I percorsi, suddivisi in tre categorie (in azienda, in classe e archeologici) si svolgeranno in aziende didattiche accreditate dalla Regione Sicilia, ulteriore garanzia di sicurezza, di idoneità dei luoghi e di professionalità degli accompagnatori.

Per info sul progetto e sui percorsi:
www.gustodicampagna.com/gusto-campagna-le-scuole/
gustodicampagna@gmail.com




Marco Bua
Tessera Odg 165126


venerdì 29 settembre 2017

VINO: L’AGRIBUSINESS RIVOLUZIONA LA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN AGRICOLTURA. AL VIA DA BUSINESS STRATEGIES IL PRIMO CORSO SU PROMOZIONE


(Firenze, 29 settembre 2017). Le tecniche di promozione, la tutela dei marchi, lo studio dei mercati internazionali. 

È iniziato oggi presso la fiorentina Business Strategies il primo corso Foragri "Promozione e tutela dei marchi italiani sui mercati vitivinicoli internazionali", una sorta di master della durata di 45 ore condotto dai principali esperti europei del settore vitivinicolo. 

"Il corso voluto da Business Strategies rappresenta un'esperienza pionieristica della formazione in campo agricolo – ha detto il responsabile del corso e docente di Economia all'Università di Verona, Davide Gaeta –. Oggi saper fare agribusiness è un imperativo per le nostre aziende, e ancora di più lo è per un comparto come il vino che fa dell'internazionalizzazione il proprio valore aggiunto". "Sino a ieri – secondo Roberto Bianchi, DG Foragri – questa opportunità formativa era per lo più orientata verso pratiche agricole, ma finalmente si è capito che questo non basta e che il settore necessita sempre più di questo tipo di professionalità".

Il corso, finanziato da Foragri e realizzato tramite l'Ente di formazione professionale agricola di Confagricoltura (ENAPRA), è iniziato oggi con 17 partecipanti tra dipendenti e quadri e si sviluppa attraverso 3 direttrici: mercati e strumenti di marketing, politica agricola e vitivinicola comunitaria e nazionale, diritto e protezione degli scambi internazionali. Tra i docenti, oltre a Davide Gaeta (Università di Verona), anche Jean Marie Cardebat (Università di Bordeaux), Paola Corsinovi (Hochschule Geisenheim University), Marco Ferro (AD Agenzia Quanto Basta).

Per Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies: "La competizione sui mercati mondiali si gioca oggi soprattutto sul terreno delle competenze, che non possono essere parcellizzate ma trasversali. Per questo riteniamo che questo strumento possa rappresentare una leva per il salto di qualità che deve fare il nostro settore primario, sempre più sollecitato a logiche non solo produttive".

Da sinistra Davide Gaeta (Università di Verona), Roberto Bianchi (Foragri) e Paola Corsinovi (Hochschule Geisenheim University)

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Business Strategies è una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell'agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all'anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri.

mercoledì 21 giugno 2017

Progetto Professionalità 2017/2018: al via la XIX edizione del bando che offre opportunità di crescita professionale ai giovani lombardi

Da oggi è attivo il bando Progetto Professionalità "Ivano Becchi", l'iniziativa annuale promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, in collaborazione con UBI Banca, che premia i giovani lombardi più meritevoli. 

La straordinaria opportunità consente ai vincitori di acquisire nuove conoscenze e competenze attraverso lo svolgimento di percorsi di formazione pratico-lavorativa personalizzati, totalmente finanziati e gratuiti, in ogni parte del mondo, senza alcun limite di settore di specializzazione.

Le iscrizioni, da effettuarsi on-line, direttamente sul sito della Fondazione (www.fbml.it/presentazione-progetto-IT.aspx), saranno aperte fino al 15 novembre 2017 (Ore 13)

Per partecipare occorre soddisfare i seguenti requisiti: avere un'età compresa tra i 18 e i 36 anni (all'atto della domanda), risiedere o lavorare in Lombardia, avere  un'esperienza occupazionale o di ricerca, anche pregressa, comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario. 

Parte fondamentale della domanda sarà l'inserimento di una proposta di percorso professionale elaborata dallo stesso candidato, da sviluppare presso imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza, in Italia – al di fuori del territorio lombardo - e in altri Paesi, per una durata massima di 6 mesi. 

Sarà, infine, il Comitato di Gestione a selezionare, dopo un'attenta disamina, i 25 progetti valutati come i più interessanti, innovativi ed attuabili, che verranno interamente finanziati a fondo perduto.  

A ciascun vincitore sarà affiancato un tutor che lo assisterà per tutta la durata della sua esperienza.

Realizzare il proprio sogno professionale e incamminarsi verso un futuro migliore, accompagnati da forte motivazione e sostenuti dalla volontà di accrescere la propria preparazione, grazie a Progetto Professionalità è una possibilità concreta. 

Dal 1999, anno di esordio del bando, ad oggi sono 362 i percorsi finanziati, negli ambiti lavorativi più disparati , in ben 62 differenti Paesi  del mondo.  

Il supporto di Fondazione Banca del Monte di Lombardia ai giovani del territorio si conferma un investimento vantaggioso sia per le loro carriere che per l'economia locale.

È possibile leggere e scaricare la versione integrale del bando 2017/2018 nell'apposta sezione – Progetto Professionalità - del sito www.fbml.it.


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