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martedì 23 ottobre 2018

JOINTLY vince Premio 'AIF Adriano Olivetti' con Push To Open, programma welfare di orientamento a studio e lavoro

JOINTLY: il welfare condiviso vince il Premio 'AIF Adriano Olivetti' grazie al progetto di orientamento Push To Open
La startup a vocazione sociale, candidata nel corso della quarta edizione del premio ideato dall'Associazione Italiana Formatori, si è aggiudicata il 1° premio nella categoria 'Etica & Responsabilità Sociale' grazie a Push To Open, il suo progetto di orientamento all'università e al lavoro rivolto ai ragazzi di 4a e 5a superiore. 

Milano, 23 ottobre 2018 – JOINTLY-Il welfare condiviso si è aggiudicata ieri il 1° premio 'AIF Adriano Olivetti' per la categoria 'Etica & Responsabilità Sociale' grazie a Push To Open, il suo progetto di orientamento all'università e al lavoro rivolto ai figli degli oltre 350.000 dipendenti supportati in Italia dalla startup. Il Premio, giunto alla 4a edizione, nasce dalla volontà dell'Associazione Italiana Formatori di diffondere le buone pratiche riguardanti percorsi innovativi di apprendimento e valorizzazione delle persone e di sviluppo delle organizzazioni. La premiazione si è tenuta a Milano presso Tim Espace alla presenza di venti giurati, per la maggior parte professionisti esperti nel mondo della formazione, provenienti da tutta Italia. 

Gli organizzatori del premio AIF Adriano Olivetti - nato per valorizzare professionisti, enti di formazione e aziende che abbiano ideato e realizzato progetti formativi e di valorizzazione del capitale umano – hanno premiato Push To Open scegliendolo tra 9 candidature. Il progetto di orientamento all'università e al lavoro, rivolto ai ragazzi di 4a e 5a superiore di tutta Italia è stato scelto per l'innovazione portata nel campo del welfare aziendale e per il supporto concreto fornito con il suo operato al miglioramento della condizione delle persone, in questo caso dei giovani, seguendo la scia del grande insegnamento di Adriano Olivetti.

"Siamo davvero lieti di questo riconoscimento", ha dichiarato Francesca Rizzi, CEO di JOINTLY-Il welfare condiviso. "Questo testimonia la qualità del nostro lavoro e l'innovazione che stiamo portando nel mondo del welfare grazie a Push To Open. Come emerso recentemente dal Primo Social Impact Report, redatto sulla base dei pareri di oltre 4.500 ragazzi, orientare i giovani al futuro e supportarli in un momento così delicato come la scelta del percorso da seguire non fa bene soltanto a loro. A beneficiarne sono anche famiglie e aziende. Da un lato i genitori riducono significativamente lo stress legato alla scelta dei propri figli, mentre dall'altro le aziende vedono conseguentemente crescere l'engagement dei dipendenti", ha concluso Rizzi.

Push To Open è il programma di JOINTLY ideato con le aziende per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro con l'obiettivo di orientarli e supportarli nelle loro scelte future grazie all'interazione con professionisti qualificati attraverso un percorso di quattro mesi strutturato con sessioni in streaming e di persona in azienda. Giunto quest'anno alla 5a edizione, Push To Open ha finora supportato più di 4.500 ragazzi e ampliato ulteriormente il suo raggio d'azione grazie all'iniziativa nazionale #adottaunaclasse, che ha portato il welfare fuori dalle mura aziendali per generare valore sulla comunità e sul territorio. Da più di un anno, infatti, le aziende possono adottare classi di istituti superiori in tutta Italia per favorire una maggiore employability dei giovani.

Ad oggi Push To Open è stato messo a disposizione dei dipendenti da aziende come AstraZeneca, Bper, Enel, Eni, Gruppo AXA, SACE (Gruppo CDP), SEA-Aeroporti di Milano, UniCredit, Unipol.

JOINTLY – Il welfare condiviso
JOINTLY – Il welfare condiviso è una startup a vocazione sociale che nel 2014 ha creato una rete di condivisione e di progettazione di servizi di welfare aziendale.  Il risultato è una solida offerta di servizi innovativi e sostenibili, progettati sui bisogni delle persone e sulle reali possibilità delle aziende e realizzati con i migliori partner in tutta Italia. 

Con un network di oltre 40 aziende clienti, per un totale di 350.000 dipendenti su tutto il territorio nazionale, e oltre 300 partner, selezionati sulla base di rigorose procedure di accreditamento e volontà di fare rete, Jointly offre ai suoi clienti l'accesso a una piattaforma digitale unica nel suo genere e un circuito esclusivo di più di 5.000 servizi di welfare aziendale a sostegno dei bisogni della persona nelle diverse fasi della vita.

lunedì 22 ottobre 2018

LAVORO: UECOOP, ALLARME WELFARE CON PIU’ OVER60 CHE TRENTENNI

LAVORO: UECOOP, ALLARME WELFARE CON PIU' OVER60 CHE TRENTENNI

E' necessario potenziare il sistema di welfare italiano con l'assistenza sociale e sanitaria unendo le forze del pubblico con quelle del privato per un razionale impiego delle risorse disponibili. E' l'allarme lanciato dall'Unione europea delle cooperative Uecoop in relazione allo storico sorpasso per la prima volta dal 1861 della popolazione over 60 sui trentenni con il 28,7% contro il 28,4% secondo l'Istituto di studi e ricerca Carlo Cattaneo su dati Istat. 


L'invecchiamento progressivo della popolazione pone la sfida di un'assistenza di qualità a lungo termine all'interno e all'esterno del perimetro della famiglia – spiega Uecoop – considerato che già oggi gli over 80 rappresentano circa il 7% di tutta la popolazione italiana con più di 4,2 milioni di persone fra cui 15.647 ultracentenari. Esiste la necessità – sottolinea Uecoop - di potenziare un sistema di welfare che metta insieme il meglio del pubblico e il meglio del privato con il mondo cooperativo che sta già garantendo assistenza e cura grazie a oltre 328mila addetti sul territorio nazionale. 

Mentre cresce anche la domanda di spazi presso le case di riposo che nel settore privato hanno registrato un aumento del 40% dei posti letto nel decennio compreso fra il 2006 e il 2016, mentre l'anno scorso ha sfiorato i 500 milioni di euro il valore degli investimenti da parte di società italiane e straniere per compravendite di strutture per anziani soprattutto nel nord e nel centro Italia fra Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana secondo il report di Collier International Italia. 

Considerato il trend di invecchiamento della popolazione – conclude Uecoop – diventa quindi strategico formare una platea di professionisti dell'assistenza in grado di seguire al meglio gli anziani dentro e fuori le residenze, ma considerato che i non autosufficienti sono già 2,5 milioni e raddoppieranno entro il 2030.

venerdì 19 ottobre 2018

LAVORO: COLDIRETTI, DA PELATI DI MARE A BEEWELNESS, IDEE GIOVANI 2018

LAVORO: COLDIRETTI, DA PELATI DI MARE A BEEWELNESS, IDEE GIOVANI 2018

Agri-bibite, case di paglia e tappeti green per amici a quattro zampe tra le novità

Da chi ha lanciato il Beewellness l'esperienza unica di essere un'ape e trascorrere momenti indimenticabili tra le cellette dell'arnia a chi ha inventato il primo pomodoro sottomarino adagiando i San Marzano in vasetti riempiti di acqua di mare, da chi costruisce vere e proprie case di paglia bio di grano Senatore Capelli a chi produce il primo aceto di kaki realizzato ad arte secondo la tradizione millenaria dell'estremo oriente o ha inventato la rivoluzionaria idea del tappeto green per gli amici a quattro zampe. 

Sono solo alcune delle innovazioni contadine, che testimoniano i nuovi business dei giovani agricoltori, presentate all'Oscar Green di Coldiretti scelti dopo una lunga selezione territoriale tra migliaia di giovani imprenditori in occasione del XVII Forum Internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione di Cernobbio.

Tra le innovazioni - spiega la Coldiretti – c'è la brillante idea di un giovane agricoltore trentino che fa vivere l'esperienza unica di essere un'ape e trascorrere momenti indimenticabili tra le cellette dell'arnia, attraverso una particolare  struttura in legno collegata con più alveari che permette di intraprendere un viaggio multisensoriale alla scoperta del mondo delle api sdraiati su un letto di fieno alpino, respirando i profumi del miele, della cera e della propoli, presenti negli alveari. 

Ma stupisce anche - continua la Coldiretti -  il nuovo modello imprenditoriale di una giovane produttrice sarda che ha deciso di costruire vere e proprie case di paglia nel pieno rispetto dell'ambiente, utilizzando esclusivamente materiali ecocompatibili provenienti da un'unica filiera controllata che riduce al minimo la produzione di rifiuti e risparmia energia.

Ma quest'anno alla finale degli Oscar c'è anche la bella intuizione che unisce la creatività all'amore per gli animali di chi ha progettato un'innovativa soluzione per tutti gli amici a quattro zampe costruendo un vero e proprio tappeto green anti odore, raccolto e consegnato in poche ore in confezione riciclabile e impermeabilizzata con prodotti Made in Italy certificati per il settore alimentare. 

E ancora c'è il coraggio e la creatività di chi ha cominciato a produrre la prima agri-birra terremotata a 1600 metri sulle montagne tra Amatrice e Leonessa utilizzando lo scarto del pane. E' una birra - afferma la Coldiretti - che per definizione non può essere descritta, cambia e modifica sapore, colore e consistenza a seconda del tipo di pane che l'azienda riesce a raccogliere dai residui di vendita.

In finale degli Oscar è giunto anche il connubio di due persone completamente diverse, un tenore di fama mondiale e un imprenditore agricolo uniti dall'amore per la bellezza e dal pensiero che la bellezza arriva da uno scarto. 

Da un lato Andrea Bocelli che produce vino e ha scarti di vinacce da smaltire e dall'altro Matteo Bacci esperto di piante officinali con una sua acqua aromatica, da rinnovare ed ecco che dalla fusione di questi due elementi nasce una linea di bio cosmetici anti spreco di altissima qualità.  

 Ma molto originale – continua la Coldiretti – è anche l'idea di produrre il San Marzano sottomarino e così pescatore e contadino si uniscono per il primo pomodoro custodito in vasetti riempiti di acqua di mare certificata purificata e sterilizzata che non solo lo conserva ma ne esalta il sapore. Anche creare il primo aceto di kaki secondo una millenaria tradizione che viene dall'estremo oriente è un'idea da Oscar ed è così che nasce un prodotto adatto ai giovani e alle famiglie, un aceto davvero unico, in grado infatti di arricchire i piatti restituendo un sapore completo, adattabile a diverse tipologie di cucina e di palati, soprattutto quelli più ricercati ed esigenti.

Tra i finalisti – continua Coldiretti -  c'è anche l'idea di creare la prima agri- bibita che contiene ben il 20% di vero succo di clementina di Calabria, senza conservanti, coloranti e zuccheri aggiunti e con pochissime calorie. 

Le clementine della gustosa e sana bibita - spiega la Coldiretti - vengono raccolte e lavorate per estrarne il succo che viene pastorizzato e preparato per essere imbottigliato. 
Ma sorprende anche - continua la Coldiretti – il nuovo business della canapa, dal food al no food creato da un brillante imprenditore agricolo che partendo dalla pizza a base di farina di canapa è arrivato a produrre taralli, birra, friselle, pasta secca, orecchiette fino a bioplastica per stampanti 3D, liquori, tessuti, mattoni per la bioedilizia. 

Una start up del tutto originale invece – è quella di creare dei colori naturali in risposta ai problemi causati dai coloranti sintetici, dall'inquinamento e dalle allergie creando nel proprio laboratorio tinture e colori su misura per ogni esigenza, da quella dei tessitori o sarti più esigenti fino ai privati che vogliono tingere i corredini dei neonati.

Felice e a lieto fine – prosegue la Coldiretti -  è anche la storia di un rifugiato politico molto speciale che sfugge al terrorismo e alla povertà nel suo paese, la Nigeria e crea una vera e propria arca di Noè con animali salvati dall'estinzione. 
Nella sua fattoria infatti oggi convivono libere e in armonia centinaia di razze di galline che fanno uova colorate ma anche anatre, asini, struzzi, cani e gatti. 

Da sottolineare è anche la curiosa proposta di un ingegnere astronautico che ha dato vita ad elettrodomestico capace di coltivare ortaggi in casa di altissima qualità senza l'uso di antiparassitari. 

Tra le proposte eccellenti ci sono anche – conclude la Coldiretti - il primo vino solidale che permette di creare scuole per bambini sottratti alle armi, alla strada e alla prostituzione ma anche la barca contadina che porta in giro per la laguna le bontà delle fattorie italiane, il kit delle salsicce fai da te per riscoprire l'antica arte degli insaccati casalinghi, il porcetto sardo e l'agnello anticrisi  pronti da gustare fuori dall'isola, il primo biolio per capelli interamente ricavato dallo scarto della birra, il grande fratello delle lumache per monitorarle a ciclo continuo giorno e notte attraverso le telecamere e alcuni rilevatori di umidità per risparmiare acqua ed energia.

ECCO TUTTI I FINALISTI DEGLI OSCAR GREEN COLDIRETTI 2018

CATEGORIA SOSTENIBILITA'

LA CASA DI PAGLIA - Luisa Cabiddu - Sardegna
Luisa costruisce case di paglia, basta andare in Sardegna e imparare, da lei, come si fa. La casa è costruita con materiali ecocompatibili quali paglia bio di grano Senatore Capelli, argilla e legno proveniente da filiera controllata, riduce al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l'ambiente. 

Realizzata interamente da Luisa, si distingue per l'utilizzo di tecniche eco-sostenibili attraverso il riuso dei materiali reperibili in azienda, finalizzate a costruzioni in agro-edilizia, economiche e a basso impatto ambientale. La sua azienda – spiega la Coldiretti - si occupa di tutto, dalla progettazione alla realizzazione di case in paglia ma anche realizzazione di mattoni in paglia e argilla, insomma quel che serve per la bioedilizia di ultima generazione. I materiali sono tutti naturali e al 90 percento vengono prodotti in azienda, anche l'argilla è prodotta nella sua azienda. 

Legno e calce sono il risultato di una filiera corta e controllata. Il processo di costruzione è basato sul risparmio energetico e su processi che tutelano l'ambiente, con tecniche ecosostenibili attraverso materiali reperibili in azienda, e pratiche di riuso. Quello di Luisa è un magico mondo che vuole continuare a fare sorridere l'ambiente.
  
IL TAPPETO GREEN A QUATTRO ZAMPE - Enrico e Luca de Marchi - Friuli Venezia Giulia
E' la brillante idea di Enrico che unisce, insieme a Luca, la sua creatività all'amore per gli animali, offrendo un'innovativa soluzione per tutti gli amici a quattro zampe che non hanno accesso al giardino. Si tratta di un tappeto green di vero prato anti odore raccolto e in poche ore consegnato in confezione riciclabile e impermeabilizzata con prodotti Made in Italy certificati per il settore alimentare. 

Il Tappeto green – riferisce la Coldiretti - nasce per assicurare agli amici a quattro zampe, ma anche ai loro padroni benessere, cura e attenzione, nel caso sempre più frequente che gli animali non possano raggiungere il parco o un giardino per i propri bisogni. Il tappeto green è per tutti gli animali e di tutte le taglie, ci sono soluzioni studiate appositamente per i gatti, soluzioni extra large per cani di grossa taglia. Insomma un manto erboso trattato naturalmente contro muffe e funghi e soprattutto contro i cattivi odori, completamente compostabile. Chi ci guadagna? L'animale, il suo padrone e anche l'ambiente.

IL NUOVO BUSINESS DELLA CANAPA - Claudio Natile - Puglia
Dal food al no food arriva la rivoluzione della canapa attraverso la passione e le mani esperte di Claudio. Il brillante imprenditore agricolo è partito con una pizza a base di farina di canapa ed è arrivato – racconta la Coldiretti - ai taralli, birra, friselle, pasta secca, orecchiette, bioplastica per stampanti 3D, liquori, tessuti, mattoni per la bioedilizia per una casa che quando sarà dismessa non sarà un rifiuto speciale. 

 E ancora: profumi, oli essenziali, bevande, sciroppi, pannelli termo acustici, oggetti di arredamento per la casa, lenzuola, asciugamani, tovaglioli, olio nutraceutico con antiossidanti, omega 3, omega 6 e una infinità di altri prodotti. 

Dall'Olanda, alla Germania, agli Stati Uniti, aspiranti imprenditori di canapa raggiungono Claudio a Conversano per far nascere la propria impresa. Quando si è accorto delle potenzialità di questa pianta aveva solo 16 anni, da un articolo di giornale ha capito che il benessere dell'uomo fosse legato allo sviluppo di questo vegetale e ora dall'ecologia, all'innovazione tecnologica, dall'alimentare, all'edilizia fino al design e alla farmaceutica Claudio si è dato una missione, informare per invogliare soprattutto i giovani a continuare a produrla e spazzare via quelle materie prime inquinanti, derivanti da chimica e petrolio.

CATEGORIA CREATIVITA'

ARRIVA IL PRIMO ACETO DI KAKI  - Eleonora Farinazzo - Veneto     
Nella storia di Eleonora c'è un po' di Corea e un po' di Verona. La giovane imprenditrice agricola ha infatti deciso di non sradicare le piante di kaki della proprietà di famiglia a Bovolone ma di utilizzare questi meravigliosi frutti per produrre aceto, una tradizione che viene proprio dall'estremo oriente. Il tutto con la collaborazione scientifica dell'università di Modena e Reggio anche per ridare dignità ad un frutto a rischio di estinzione. La produzione è iniziata solo un anno fa ma il prodotto è già in vendita in gastronomie selezionate e in e-commerce. 

Per ora solo duemila bottiglie, ma il potenziale è davvero molto interessante. L'offerta è ampia, oltre a quello di kaki producono anche altri aceti "alternativi" utilizzando il melograno, il kiwi e l'aronia. L'aceto di kaki – spiega la Coldiretti - è ottenuto interamente da processi naturali. Mirco, il papà di Eleonora c'ha messo l'esperienza e i suoi viaggi in Oriente, dove ha scoperto un uso differente degli aceti, particolarmente come integratori alimentari, utilizzati soprattutto dagli sportivi, ed Eleonora c'ha messo invece l'intuizione, la freschezza nell'ideare un prodotto adatto ai giovani e alle famiglie.

COLORI NATURALI ANTI ALLERGIE - Sandra Quarantini - Marche
Una start up del colore naturale in risposta ai problemi causati dai coloranti sintetici, all'inquinamento e alle allergie. E' l'idea di Sandra Quarantini, biologa molecolare che dopo aver approfondito i suoi studi in America e in Turchia è ritornata nelle Marche dove ora coltiva piante tintorie nel rispetto della sostenibilità ambientale, nelle colline di Belvedere Ostrense. 

Nel suo laboratorio estrae tinture, offre servizio di tintura al naturale, studia ricette di colore su misura e organizza workshop per farle conoscere a tutti. Il colore principale di Sandra è il giallo che ricava dalla coltivazione di Reseda Luteola che in questi terreni rende esattamente il doppio in termine di efficacia del pigmento, rispetto ad altre aree in cui viene coltivata. Dalla coltivazione all'essiccazione e fino al processo di bollitura e di estrazione del pigmento pensa a tutto Sandra. Ma non per una piccola nicchia di consumatori. Sono molti infatti – riferisce la Coldiretti - ad avvicinarsi al mondo del prodotto di qualità ed ecologico, dai tessitori ai sarti, dai creativi fino a tanti privati che vogliono tingere i corredini dei neonati, oltre a maglie e stole in canapa. 
Sandra parte dal giallo che di suo consente almeno altre 5 o 6 varianti che arrivano fino al verde ma la gamma di colori delle erbe tintorie vanno dal blu del Guado al rosso della Robbia. Sandra ha un altro sogno nel cassetto: utilizzare la reseda per un prodotto cosmetico, grazie alla sua potente capacità di protezione dai raggi Uva.

L'AGRI BIBITA DI CLEMENTINE - Glauco Gallo - Calabria    
Le clementine, prodotto simbolo della Piana di Sibari ma vittima della concorrenza estera e dei prezzi bassi finalmente tornano alla ribalta in un'agri bibita dal gusto inconfondibile. Per 20 anni l'azienda agricola di Glauco ha prodotto succhi concentrati per le multinazionali, ora per esaltarne le qualità, ha deciso di produrre da solo la bibita. 

E' così che nasce questa gustosa bibita, le clementine – spiega la Coldiretti - vengono raccolte e lavorate per estrarne il succo che viene pastorizzato e preparato per essere imbottigliato. Oggi Glauco è orgoglioso di produrre una bibita per giovani e per famiglie che contiene ben il 20% di vero succo di clementina, senza conservanti, coloranti e zuccheri aggiunti e con pochissime calorie.
  
CATEGORIA IMPRESA3.TERRA

IL BEEWELLNESS CONTADINO - Matteo Andreatti - Trentino Alto Adige
Da Matteo si può vivere l'esperienza unica di essere un'ape e trascorrere momenti indimenticabili tra le cellette dell'arnia. Matteo infatti ti fa proprio entrare in un alveare ma soprattutto ti fa vedere il mondo dal punto di vista delle api. 

Senti tutto quello che sentono loro, con le stesse vibrazioni e tutto senza punture perché ha costruito una casa all'interno dell'alveare, un'innovativa bio-struttura in legno collegata con più alveari, unica a livello nazionale, che permette di intraprendere un viaggio multisensoriale alla scoperta del mondo delle api. Nel cuore della montagna trentina, su di un meraviglioso pascolo in un fantastico bosco c'è una vera e propria casetta e tutt'intorno gli alveari. 

Gli ospiti, sdraiati su un letto di fieno alpino, respirano i profumi del miele, della cera e della propoli, presenti negli alveari, ricchi di aromi, olii essenziali e resine balsamiche. Il delicato ronzio delle api e i sapori unici delle erbe di montagna regalano un momento indimenticabile di benessere e serenità nel Beewellness. Tra le persone e le api c'è solo una piccola e fitta grata. Si vedono, si annusano, si ascoltano. Un'esperienza multisensoriale unica.

IL CONTADINO IN CASA - Giorgia Pontetti – Lazio
Quella di Giorgia in provincia di Rieti è un azienda che coniuga tradizione ed innovazione. Coltiva frutta, verdura ed erbe aromatiche in pieno campo e in serre idroponiche computerizzate di nuovissima generazione che permettono di produrre prodotti di altissima qualità senza l'uso di antiparassitari. Giorgia è un ingegnere astronautico che ha dato vita ad elettrodomestico capace di coltivare ortaggi in casa. 

Occupa lo spazio di una lavatrice, non bisogna preoccuparsi di null'altro che di inserire qualche goccia di sali minerali, e programmare il giorno che vuol raccogliere l'insalata, il basilico, i peperoni e tutti gli altri ortaggi. Rispetterà tempi e qualità e li farà trovare pronti nella quantità necessaria. Da solo programma la semina, l'irrigazione, la luce ed è pulitissimo. E' l'orto in casa con la comodità di una app attraverso cui scegliere quando e cosa raccogliere. 

Giorgia – spiega la Coldiretti - l'ha pensata come una serra idroponica ma in dimensioni ridotte per una normale famiglia e in dimensioni extra per un'azienda o un ristorante. La grande competenza in innovazione le ha permesso di fornire alla NASA la salsiccia "Sarcollis Gustatio" prodotta in accordo con l'antica ricetta del Cicolano, facendola degustare ai 12 astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

IL GRANDE FRATELLO DELLE LUMACHE - Nicola Urciuolo – Campania
Nicola ha perso il lavoro e ha capito come da un momento negativo possa ripartire energia positiva. Ha iniziato a studiare accorgendosi che la Grecia viveva una fase complicata, ma alcune aziende crescevano. Erano quelle che producevano lumache. Ha capito che anche per lui la strada potesse essere simile. 

Ecco il sogno di realizzare un allevamento. Di giorno in fabbrica e di sera all'appezzamento di terra. Sorge un problema legato alla disponibilità di tempo utile da dedicare al campo. L'aiuto, arriva dalla tecnologia e così ora Nicola da qualsiasi luogo è in grado di monitorare le sue lumache giorno e notte a ciclo continuo attraverso le telecamere e alcuni rilevatori di umidità che attivano le pompe dell'acqua autonomamente in base al fabbisogno dei terreni, determinando anche risparmi energetici. 

E riesce a garantire alle sue lumache tutto il benessere necessario attraverso un semplice messaggio vocale. La lumaca di Nicola è un prodotto alimentare ma ha una destinazione anche nella cosmetica. La bava di lumaca appunto è la base per ottenere delle creme con proprietà benefiche.

CATEGORIA CAMPAGNA AMICA

L'AGRIBIRRA TERREMOTATA - Claudio Lorenzini – Lazio
Siamo in Alta Quota ma anche nell'epicentro del cratere del terremoto. Tra Amatrice e Leonessa, dove la tenacia degli imprenditori agricoli vale a combattere anche contro le calamità. E siamo nel primo avamposto della produzione di birra in località Alta Quota. Claudio è stato, insieme ad Emanuela, il primo in assoluto a pensarla e a realizzarla, partendo da 1600 metri di altitudine, con i cereali prodotti in quota e l'acqua cristallina di queste montagne. 

Qui il processo è tutto green, dall'energia che si consuma ai residui di lavorazione. Tra le numerose birre realizzate però ce ne sono tre che hanno fatto spalancare gli occhi a mastri birrai di tutto il Bel Paese. Una birra bio - spiega la Coldiretti - realizzata con eccellenze biologiche del territorio. Una birra senza glutine che è stata vissuta da chi era impegnato nella ricerca e nella sperimentazione come una sfida, alla fine riuscita. 

E infine, sono stati i primi, a realizzare una birra con il pane di scarto e modifica il sapore, i suoi sentori, ma anche il colore, la consistenza, è una scoperta ad ogni nuova lavorazione. Perché dipende prevalentemente dal tipo di pane che l'azienda è riuscita a raccogliere dai residui di vendita. Pane riciclato appunto, che insieme ai pannelli solari, a quest'acqua pura di sorgente, ai resti di lavorazione destinati alla nutrizione del bestiame delle fattorie del luogo, fa di questa azienda una eccellenza italiana, non soltanto della birra, ma della qualità ambientale, dell'economia circolare e del business green.

ARRIVA IL PRIMO POMODORO SOTTOMARINO - Paolo Ruggiero - Campania
Quello di Paolo è un progetto innovativo che unisce due mondi apparentemente lontani: il mare e la terra, inserendo il pomodoro (San Marzano), un elemento che rappresenta in pieno la valle del Sarno, nell'acqua di mare. È così che il contadino, da sempre figura devota alla terra, incontra il mare e, il pescatore incontra la terra. 

Entrambi, sia il contadino che il pescatore, sono accomunati dall'amore e dalla passione verso il proprio lavoro ma soprattutto verso ciò che gli viene offerto da Madre Natura, nella maniera più semplice e naturale possibile. Il pomodoro conservato direttamente in acqua di mare è più sano tra i pomodori lavorati, poiché non contiene conservanti. E allora eccoli i San Marzano adagiati nei vasetti dopo una ricerca che ha portato a una partnership con una azienda certificata che purifica e sterilizza l'acqua di mare dove i pomodori vengono immersi.

SALSICCE FAI DA TE - Davide Nava – Lombardia
Davide non vuole soltanto portare la carne buona, di qualità, su ogni tavola. Non vuole soltanto portare la campagna in città. Ma vuole far rivivere la grande festa in famiglia proprio come una volta quando si "spezzava il maiale". E per far rivivere questa esperienza – spiega la Coldiretti – Davide fornisce il kit della salsiccia fai da te che si riceve direttamente a casa con le migliori carni dop, sale e pepe per condire, lo spago e il budello per "insalsicciare" e un manuale d'istruzione. 

Da seguire alla lettera ma anche da modificare a piacimento, con variazioni legate alla propria tradizione. E ancora un 'QR code', per tracciare la carne e anche una simpatica "patente del maiale".


CATEGORIA NOI PER IL SOCIALE

SFUGGE A TERRORISTI PER L'ARCA DI NOE' - Jeffery Eromosele Osoiwanlan - Marche  
Questa è la storia di Jeffery, un rifugiato politico molto speciale che sfugge al terrorismo e alla povertà nel suo paese, la Nigeria e crea una vera e propria arca di Noè. Jeffery oggi è uno splendido esempio di integrazione ben riuscita, dopo aver lasciato il suo paese insanguinato dai terroristi di Boko Haram, nel 2015 arriva nelle Marche dove incontra la famiglia Gasparini, molto attiva nel sociale e proprietaria di un vecchio allevamento di cani dismesso. 

Enrico Gasparini e la moglie Lucia in lui vedono una luce, le sue argomentazioni non sono mai formali e superficiali e decidono di dargli un tetto. Dal giorno dopo Jeffery è un uragano in piena, il machete per disboscare, il legno per costruire casette, e poi recinzioni, giardini e gli animali. Vuole che quel terreno diventi un'arca di Noè con tutti gli animali della tradizione contadina ma anche nuovi animaletti simpatici per i bambini. Nella Fattoria di Jeffery, infatti, convivono libere e in armonia centinaia di razze e capita di vedersi passare accanto un simpatico asinello vicino a un Emù, sorta di piccolo struzzo, mentre a pochi metri di distanza si muovono cigni e oche, cani e gatti. 

Ma ci sono tantissime anche la razze di galline che fanno uova colorate, dalla Padovana nera alla Moroseta, così come le anatre che vanno da quelle mute alle mallard, dalle mandarine alle germane, taglie grandi piccole e corritrici indiane. Jeffery vuole realizzare il sogno della famiglia Gasperini e ci riesce con una forza d'animo incredibile. 

E' un sentimento autentico quello di Jeffery che alimenta ogni sua azione, vuole che attraverso la bellezza del mondo contadino - spiega la Coldiretti - si possa costruire, giorno dopo giorno speranza per tutti e allora piano piano restaura lo storico casale e diventa imprenditore agricolo aprendo la sua azienda dove oggi alleva centinaia di animali di razze e specie a rischio di estinzione provenienti da tutto il mondo, fa continui laboratori dedicati ai più piccoli ma anche attività per i più grandi dal bird watching alla tartufaia ai percorsi olfattivi
  
IL VINO FATTO IN PARADISO, LA VITA CONTINUA – Alvaro Pecorari- FVG
E' il 2003 quando Alvaro insieme alla moglie e alla figlia avvia la fondazione Francesca Pecorari Onlus intitolata alla figlia scomparsa tragicamente in un incidente stradale. Francesca è una storia che continua anche se lei non è più qui tra noi. E' una storia che parte dalla meraviglia della terra Friulana, dalla preziosissima tradizione agricola, dove questa ragazza è cresciuta, coltivando amore per chi è in difficoltà, passione per le cose buone e belle, come la musica e la pittura. 

A 21 anni, nel 2002, muore tragicamente, lasciando i familiari nella più profonda inquietudine. Ma chi fa visita alla sua casa e ai suoi familiari, ha l'occasione di trovarla viva. Già perché lei la sua passione per gli ultimi l'ha lasciata in eredità, alla sorella, alla madre, al padre, agli amici, a tutti i familiari e a quella prestigiosa azienda di famiglia che realizza dei vini pregiatissimi e che destina parte della propria operosità per la fondazione di Francesca. Lei amava il Myanmar ed ecco che proprio lì – racconta la Coldiretti - la fondazione fa nascere 5 scuole per bambini sottratti alle armi, alla strada, alla prostituzione. 

E' accaduto lo stesso in India e in Uganda del Nord. Il vino, che in parte finanzia la fondazione, è un veicolo, non soltanto valido ad acquistare qualcosa di buono, una elegante eccellenza friulana, ma a guadagnarsi l'occasione per compiere una buona azione. La fondazione destina i fondi direttamente ai bisognosi per la realizzazione delle strutture che vengono sistematicamente monitorate e documentate. Ma il nome di questo vino ha dell'incredibile. Lo pensò Francesca e, come un gioco del destino, finì in un cassetto perché troppo stravagante insieme alla sua etichetta multicolorata. Si chiama 'Fatto in paradiso'.

LA VELA SOCIALE SOLCA LA LAGUNA - Sibylle Righetti - Veneto   
A bordo ci sono i valori della solidarietà, i prodotti delle fattorie sociali e tutte le buone intenzioni di sviluppare un progetto ponte tra Friuli, Veneto e il resto d'Italia che metta insieme tante realtà che si occupano di marginalità. E' questa la barca a vela di Sibylle ex peschereccio che salvò i profughi istriani dalla guerra e poi divenne la barca di Pierpaolo Pasolini e del suo amico, il pittore Giuseppe Zigaina. 

Oggi – racconta la Coldiretti - la barca è diventata ambasciatrice di un turismo sociale, lento, utile e ricco di bontà delle fattorie solidali italiane. E' un turismo esperienziale, di vedute e di gusto, che sceglie prodotti di eccellenza da una rete di circa 400 fattorie sociali italiane che vengono offerti agli ospiti. L'imbarcazione accoglie turisti da tutto il mondo che imbarcandosi, ne condividono, la filosofia per far rientro al tramonto con lo sfondo di San Marco e l'animo arricchito di esperienza e gusto.


CATEGORIA FARE RETE

LA BIOCOSMETICA ANTISPRECO DEL TENORE - Matteo Bacci – Toscana
Cosa mai accomuna un imprenditore agricolo a uno dei cantanti più noti nel mondo come Andrea Bocelli? L'amore per la bellezza e pensare che la bellezza arriva da uno scarto. Entrambi ce l'hanno e non sapendo cosa farne, appunto, provano a trovare una strada. Andrea Bocelli da un lato, con la sua azienda che produce vino e ha scarti di vinacce da 'ripensare' e Matteo Bacci dall'altra, con il suo passato di famiglia di farmacisti, che si dedica all'agricoltura e alle piante officinali e ha la sua acqua aromatica, da rigenerare.

Andrea Bocelli, originario degli stessi territori di Bacci, scopre da una antica ricetta della nonna, che con l'uva è possibile realizzare delle preziose marmellate e creme per il viso. Si affida a Matteo Bacci, che rivolgendosi alla ricerca universitaria scopre in quelle vinacce di Bocelli una grande concentrazione di Resveratrolo che è – spiega la Coldiretti - un potentissimo anti età. Bacci ha uno scarto di distillazione del suo rosmarino, che è appunto l'acqua aromatica. 

Così dalla fusione della sua acqua aromatica con il concentrato delle vinacce di Bocelli viene fuori una linea di cosmetica altamente performante. Nasce la linea Lajatica, che prende il nome dal territorio della tenuta di Bocelli. E i chilometri diventano milioni da un agricosmetico a chilometro zero. Tenuto conto che non soltanto le più prestigiose Spa richiedono questo prodotto. Ma ben 15 navi da crociera della Msc crociere, si riforniscono della linea Lajatica, trasportata fino alle estreme punte dei continenti.

IL PORCETTO E L'AGNELLO ANTICRISI - Emanuele Salis – Sardegna
Quella di Emanuele è una realtà che ha tirato fuori dalla crisi non soltanto la sua azienda ma un intero indotto. L'agnello un prodotto che viene consumato, soprattutto a Natale o a Pasqua e il porcetto sardo, ora grazie all'ingegno e l'operosità rurale, si fondono in quell'antica attività di trasformazione che riporta queste golosità fuori dalla crisi e su un mercato persino più ampio. 

Grazie al grande lavoro in accordo tra allevatore di suini Monreale e il consorzio Agnello di Sardegna igp, oggi sono diventati easy in cucina, facili ma anche veloci da cucinare pronti per la tavola. Avviene tutto grazie alla 'termizzazione' che a questa azienda e ai loro fornitori ha ridato futuro e nuove prospettiva. L'antico metodo di cottura è garantito al cento per cento e con questo tutte le caratteristiche organolettiche e di fragranza che il porcetto e l'agnello devono trattenere. Ci si riesce – spiega la Coldiretti - attraverso il sottovuoto dopo la cottura, che permette al suino di potere essere esportato fuori dalla Sardegna e all'agnello di essere destagionalizzato.

BIOLIO PER CAPELLI DA SCARTO BIRRA  -Maria Paola Merlo - Piemonte  
Un prodotto di lusso che nasce da un rifiuto, il residuo che rimane dalla fermentazione della birra che per essere smaltito rappresenta anche un costo elevato per un birrificio. Dopo due anni di studi, in collaborazione con l'Università di Chimica di Torino, Maria Paola Merlo, giovane titolare di un piccolo laboratorio di cosmesi, ha estratto dai lieviti residui della trasformazione della birra un principio innovativo, lo squalene, molecola della pelle, che –spiega la Coldiretti - si trova nel fegato degli squali, da qui il nome che ha una funzione protettiva per la pelle. 

La ricerca ha portato Maria Paola ad estrarre lo squalene dai residui della fermentazione della birra senza usare solventi chimici. Una estrazione completamente naturale, ecco perché i suoi cosmetici sono green. Se birra agricola e artigianale si sposa con la chimica infatti il matrimonio non può che essere green. Il primo cosmetico realizzato da Maria Paola dopo la scoperta è un olio ricostituente e riequilibrante della fibra capillare. E' l'esempio di (bio) cosmetico che nasce dal riciclo e dal riutilizzo consapevole delle risorse naturali, secondo i principi della "circular green economy".  



Le immagini raffigurano i nuovi business dei giovani agricoltori, presentati all'Oscar Green di Coldiretti scelti dopo una lunga selezione territoriale tra migliaia di giovani imprenditori in occasione del XVII Forum Internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione di Cernobbio.


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martedì 16 ottobre 2018

Report CornerJob: I millennials italiani? Saranno anche rivoluzionari, ma il loro approccio al lavoro riscopre il valore del pragmatismo


REPORT CORNERJOB: I MILLENNIALS ITALIANI?  SARANNO ANCHE RIVOLUZIONARI, MA IL LORO APPROCCIO AL LAVORO RISCOPRE IL VALORE DEL PRAGMATISMO
Lo rivela un e-book appena lanciato da CornerJob che illustra un'indagine condotta su una base di 1,2 milioni di utenti attivi sulla piattaforma di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

·      L'85% degli intervistati, nel progetto professionale, mette al primo posto un buon ambiente di lavoro (davanti ad altri fattori come condizioni economiche vantaggiose o carrierismo)
·      Il 72% vorrebbe restare nella stessa azienda per almeno 5 anni
·      Il 52% ha come obiettivo immediato la stabilità economica
·      Il 77% utilizza dispositivi mobili per cercare lavoro.
Milano, 16  ottobre 2018 - CornerJob, l'app leader per il mobile recruitment, ha pubblicato oggi un e-book in cui riassume i risultati di una ricerca condotta nel mese di giugno 2018 su 1,2 milioni di utenti attivi di età compresa tra i 18 e i 35 anni per sondare approfonditamente il loro modo di relazionarsi con il mondo del lavoro. Ne emerge un ritratto sorprendente e originale.
I millennials? Una generazione rivoluzionaria e pronta al cambiamento. Anche della propria visione.
Gig Economy (ovvero il modello economico basato sul lavoro indipendente, libero e temporaneo) e Job Hopping (ovvero l'attitudine a "saltare da un lavoro all'altro") sono state un po' le parole d'ordine che costellavano il nuovo approccio dei millennials al mondo del lavoro. Qualcosa è cambiato. 
Anche in seguito alla situazione attuale evidenziata dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) che registra un drastico calo (del 53% circa) delle retribuzioni dei lavoratori della Gig Economy negli ultimi cinque anni, sembra che i millennials stiano rileggendo il loro approccio alla luce di un deciso pragmatismo. Pur mantenendo una inossidabile fiducia nel futuro: il 74% degli intervistati è convinto che il mercato del lavoro migliorerà.
Ultraconnessi e con una visione olistica del lavoro: per i millennials sarà la tecnologia a restituire umanità alla ricerca di un'occupazione. Proprio perché il loro habitat naturale è digitale, anche la ricerca di un impiego, per il 77% degli intervistati, parte da un dispositivo mobile. Immediato e diretto, il mobile recruitment permette di aprire direttamente un contatto dialettico con il potenziale datore di lavoro e spoglia l'intero processo da quei rituali obsoleti e burocratici legati all'invio di curriculum, attese infinite e freddi colloqui "da copione". I giovani del terzo millennio concepiscono il lavoro come un naturale proseguimento di quel cammino di crescita intrapreso tra i banchi di scuola, al punto che, per il 65%, l'esperienza aziendale viene messa davanti, come valore, anche al conseguimento di un diploma universitario. E da essa si aspettano molto: l'85 % degli intervistati privilegia un ambiente di lavoro fertile e stimolante a condizioni retributive vantaggiose e, in generale, pensa che le soft skills non siano un aspetto collaterale, ma che contino quanto le competenze tecniche.     
Una generazione pronta a "tirarsi su le maniche" da subito e guardando al lungo periodo. Il progetto che i Millennials sentono l'urgenza di realizzare è quello di una vita indipendente e non più ancorata al supporto della famiglia d'origine. Per questo ritengono molto importante la stabilità economica (il 52%) e la crescita professionale. Priorità non necessariamente legate all'esigenza di formare un nuovo nucleo famigliare (citata come obiettivo solo dal 10% degli intervistati). L'aspetto però forse più inatteso, è che i giovani lavoratori sono oggi consapevoli che tutto ciò è poco compatibile con il "nomadismo professionale". Per questo il 72% dichiara di voler restare nella stessa azienda per più di cinque anni. Al contrario, un percorso di carriera ancorato al job hopping (ovvero cambiare lavoro più o meno ogni sei mesi) interessa solo al 14% della popolazione sondata. Infine, pur tenendo in grande considerazione valori come work-life balance, flessibilità e smart working, i millennials cercano un contratto full-time (63%) e, possibilmente, stabile.
Un ritorno al futuro? Sembrerebbe di sì. La percezione del mondo professionale di quella classe di popolazione che, entro il 2020, rappresenterà più della metà della forza lavoro a livello globale non ha rinunciato al sogno della modernità e agli impulsi rivoluzionari della cultura digitale iper-connessa, in continuo movimento e "always -on". Però, crescendo, i millennials, stanno focalizzando meglio il proprio progetto professionale e di vita. Hanno vissuto sulla propria pelle la "grande crisi" degli ultimi dieci anni e hanno capito l'importanza di contestualizzare tale progetto all'interno di un quadro socioeconomico che forse si evolve a una velocità diversa da quella dei loro sogni e delle loro aspirazioni iniziali. E dato che, quella dei millennials, è una generazione incline al cambiamento (perché è cresciuta in un mondo che negli ultimi 30 anni ha subito una trasformazione maggiore di quella registrata nel corso di un secolo intero), non ha paura di cambiare idea. Anche se significa recuperare, pur rileggendoli con la grammatica contemporanea, alcuni valori chiave di chi li ha preceduti. 
Il report è stato condotto via e-mail nel corso di giugno 2018 su una base di 1,2 milioni di utenti mensili attivi sulla piattaforma CornerJob, per il 50% formata da uomini e per il 50% da donne. Il 62% degli intervistati ha un'età compresa tra i 18 e i 24 anni, il 38% un'età compresa tra i 25 e i 35 anni. Pur essendo il campione quantitativamente rilevante rispetto all'intera popolazione, non è stato formulato secondo criteri statistici. I risultati hanno pertanto valore orientativo e hanno come unico scopo aiutare le aziende e chi si occupa di selezione del personale ad ottimizzare la propria strategia di recruiting.
A PROPOSITO DI CORNERJOB 
CornerJob è una piattaforma per dispositivi mobili dedicata alla ricerca di lavoro oggi attiva in Italia, Francia, Spagna e Messico. Tra i clienti in Italia vediamo nomi del calibro di Adecco, Randstad, Eataly, Geox, Amnesty International, Generali, Manpower e Angelini.  Con sede principale a Barcellona, CornerJob è stata fondata da Miguel Vicente, Gerard Olivé (già fondatori di Wallapop), David Rodriguez (CEO) e Mauro Maltagliati (co-founder). Nel 2016 è entrata nella top ten delle app più scaricate su AppStore e al primo posto delle app nella sezione "economia" di AppStore e Google Play. E anche nel 2017 è entrata nella top ten AppStore

giovedì 11 ottobre 2018

REGUS - Smart working: il sogno segreto dei genitori che lavorano

Smart working: il sogno segreto dei genitori che lavorano

Secondo uno studio di Regus, l'85% rinuncerebbe agli altri benefit aziendali pur di ottenere un lavoro flessibile.


Il benefit più desiderato da tutti i genitori che lavorano? È il lavoro flessibile, che permette di passare più tempo con la famiglia, senza rinunciare a una carriera soddisfacente. L'85% sarebbe disposto a rinunciare ad altri benefit pur di ottenerlo: è quanto emerge da una ricerca inglese condotta da Regus, brand di IWG, leader nella rivoluzione degli spazi di lavoro.

Secondo 8 intervistati su 10, il lavoro flessibile permetterebbe di bilanciare vita privata e professionale. Va da sé che il 96% dei genitori partecipanti al sondaggio si dichiara interessato a lavorare per un'azienda che contempli la flessibilità lavorativa come parte del pacchetto dei benefit, mentre il 74% addirittura accetterebbe un nuovo impiego se questo offrisse la possibilità di sedi flessibili.

Lo spazio di lavoro flessibile permette a professionisti e dipendenti di poter lavorare senza dover per forza raggiungere l'ufficio, ma senza dover obbligatoriamente rimanere a casa, dove le distrazioni sono frequenti. La crescita degli spazi di lavoro flessibili facilita la vita professionale e consente un risparmio in termini di tempo, soprattutto per i lavoratori pendolari. I genitori lavoratori intervistati da Regus dedicherebbero il tempo risparmiato alla famiglia (71%) o lo impiegherebbero per attività rilassanti o per trovarsi con gli amici (38%).

Mauro Mordini, Country Manager Regus Italia, ha commentato: "I ritmi lavorativi odierni possono creare a tutti difficoltà a trovare un equilibrio tra vita privata e vita professionale, ma i genitori in particolar modo devono darsi da fare per coniugare famiglia e carriera. Grazie agli spazi di lavoro flessibile, possono evitare lunghi tragitti per raggiungere l'ufficio e adottare così un orario più flessibile in base alle esigenze personali. I genitori interessati ai vantaggi del lavoro flessibile sono sempre di più; è un elemento che i datori di lavoro dovrebbero tenere in considerazione poiché permetterebbe di rispondere a peculiari esigenze di gestione."

Il massimo dalle opzioni flessibili
Il passaggio al lavoro flessibile può incidere in maniera significativa nella qualità della vita dei genitori. Ecco i consigli di Regus per tutti coloro che vogliono rendere la loro vita professionale un po' più flessibile.

1. Non avere paura di parlarne con il tuo datore di lavoro. Anche se il lavoro flessibile non è un'opzione attualmente contemplata dalla tua azienda, non avere paura di esprimere le tue esigenze. Cerca di capire se puoi rinunciare a un benefit di cui non usufruisci, oppure concordare un nuovo orario di lavoro. Per esempio, i genitori lavoratori affermano di essere disposti a lavorare durante la pausa pranzo (85%) o a rinunciare ad altri benefit per privilegiare opzioni più flessibili.

2. Non solo ufficio, non solo casa. Valuta attentamente il luogo più strategico per il tuo lavoro. Grazie alla presenza di co-working in un numero sempre maggiore di località, puoi scegliere in base alle tue esigenze se rimanere vicino a una scuola o un asilo nido, a un cliente o alla tua sede principale. Con la comodità di poter cambiare location ogni giorno.

3. Non basta più solo "esserci": preparati a una nuova organizzazione del lavoro. Per molti genitori, il fatto di dover passare al lavoro in media 9 ore al giorno per 5 giorni a settimana non permette di dedicare tempo alle esigenze familiari. Flessibilità significa poter scegliere di anticipare o posticipare l'orario di inizio (e, di conseguenza, l'orario di uscita) dal lavoro o ancora dimenticarsi degli orari e concentrarsi solo sui risultati.

4. Apprezza la flessibilità, anche solo parziale. Non riesci a passare alla flessibilità a tempo pieno? Cerca di capire se puoi usufruirne in caso di emergenza. Non per forza bisogna scegliere il lavoro flessibile a tempo pieno, ma è bene sapere che è una soluzione possibile in caso di necessità.


REGUSRegus è leader mondiale per la fornitura di spazi di lavoro. Abbiamo costruito una rete unica di uffici, spazi di co-working e sale riunioni per le aziende in ogni città del mondo, creando un'infrastruttura globale su misura in grado di supportare ogni opportunità di business.
La nostra rete di spazi di lavoro permette alle aziende di operare da qualsiasi luogo, senza costi di allestimento né investimenti di capitale. In più, offre ai nostri clienti vantaggi economici immediati, oltre all'opportunità di esternalizzare interamente il proprio portfolio di uffici. Fondata con l'obiettivo di migliorare la produttività di 2,5 milioni di professionisti che la pensano come te e di metterli in contatto fra loro, Regus è una comunità globale immediata e un luogo di appartenenza.





11 ottobre 2018

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