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giovedì 11 ottobre 2018

REGUS - Smart working: il sogno segreto dei genitori che lavorano

Smart working: il sogno segreto dei genitori che lavorano

Secondo uno studio di Regus, l'85% rinuncerebbe agli altri benefit aziendali pur di ottenere un lavoro flessibile.


Il benefit più desiderato da tutti i genitori che lavorano? È il lavoro flessibile, che permette di passare più tempo con la famiglia, senza rinunciare a una carriera soddisfacente. L'85% sarebbe disposto a rinunciare ad altri benefit pur di ottenerlo: è quanto emerge da una ricerca inglese condotta da Regus, brand di IWG, leader nella rivoluzione degli spazi di lavoro.

Secondo 8 intervistati su 10, il lavoro flessibile permetterebbe di bilanciare vita privata e professionale. Va da sé che il 96% dei genitori partecipanti al sondaggio si dichiara interessato a lavorare per un'azienda che contempli la flessibilità lavorativa come parte del pacchetto dei benefit, mentre il 74% addirittura accetterebbe un nuovo impiego se questo offrisse la possibilità di sedi flessibili.

Lo spazio di lavoro flessibile permette a professionisti e dipendenti di poter lavorare senza dover per forza raggiungere l'ufficio, ma senza dover obbligatoriamente rimanere a casa, dove le distrazioni sono frequenti. La crescita degli spazi di lavoro flessibili facilita la vita professionale e consente un risparmio in termini di tempo, soprattutto per i lavoratori pendolari. I genitori lavoratori intervistati da Regus dedicherebbero il tempo risparmiato alla famiglia (71%) o lo impiegherebbero per attività rilassanti o per trovarsi con gli amici (38%).

Mauro Mordini, Country Manager Regus Italia, ha commentato: "I ritmi lavorativi odierni possono creare a tutti difficoltà a trovare un equilibrio tra vita privata e vita professionale, ma i genitori in particolar modo devono darsi da fare per coniugare famiglia e carriera. Grazie agli spazi di lavoro flessibile, possono evitare lunghi tragitti per raggiungere l'ufficio e adottare così un orario più flessibile in base alle esigenze personali. I genitori interessati ai vantaggi del lavoro flessibile sono sempre di più; è un elemento che i datori di lavoro dovrebbero tenere in considerazione poiché permetterebbe di rispondere a peculiari esigenze di gestione."

Il massimo dalle opzioni flessibili
Il passaggio al lavoro flessibile può incidere in maniera significativa nella qualità della vita dei genitori. Ecco i consigli di Regus per tutti coloro che vogliono rendere la loro vita professionale un po' più flessibile.

1. Non avere paura di parlarne con il tuo datore di lavoro. Anche se il lavoro flessibile non è un'opzione attualmente contemplata dalla tua azienda, non avere paura di esprimere le tue esigenze. Cerca di capire se puoi rinunciare a un benefit di cui non usufruisci, oppure concordare un nuovo orario di lavoro. Per esempio, i genitori lavoratori affermano di essere disposti a lavorare durante la pausa pranzo (85%) o a rinunciare ad altri benefit per privilegiare opzioni più flessibili.

2. Non solo ufficio, non solo casa. Valuta attentamente il luogo più strategico per il tuo lavoro. Grazie alla presenza di co-working in un numero sempre maggiore di località, puoi scegliere in base alle tue esigenze se rimanere vicino a una scuola o un asilo nido, a un cliente o alla tua sede principale. Con la comodità di poter cambiare location ogni giorno.

3. Non basta più solo "esserci": preparati a una nuova organizzazione del lavoro. Per molti genitori, il fatto di dover passare al lavoro in media 9 ore al giorno per 5 giorni a settimana non permette di dedicare tempo alle esigenze familiari. Flessibilità significa poter scegliere di anticipare o posticipare l'orario di inizio (e, di conseguenza, l'orario di uscita) dal lavoro o ancora dimenticarsi degli orari e concentrarsi solo sui risultati.

4. Apprezza la flessibilità, anche solo parziale. Non riesci a passare alla flessibilità a tempo pieno? Cerca di capire se puoi usufruirne in caso di emergenza. Non per forza bisogna scegliere il lavoro flessibile a tempo pieno, ma è bene sapere che è una soluzione possibile in caso di necessità.


REGUSRegus è leader mondiale per la fornitura di spazi di lavoro. Abbiamo costruito una rete unica di uffici, spazi di co-working e sale riunioni per le aziende in ogni città del mondo, creando un'infrastruttura globale su misura in grado di supportare ogni opportunità di business.
La nostra rete di spazi di lavoro permette alle aziende di operare da qualsiasi luogo, senza costi di allestimento né investimenti di capitale. In più, offre ai nostri clienti vantaggi economici immediati, oltre all'opportunità di esternalizzare interamente il proprio portfolio di uffici. Fondata con l'obiettivo di migliorare la produttività di 2,5 milioni di professionisti che la pensano come te e di metterli in contatto fra loro, Regus è una comunità globale immediata e un luogo di appartenenza.





11 ottobre 2018

giovedì 3 maggio 2018

Sorgenia e Bicocca: obiettivo raggiunto per CoderBot, il robot per giocare a pensare


Obiettivo raggiunto per CoderBot, il robot per giocare a pensare

Crowdfunding: si chiude con un successo oltre le aspettative la campagna di raccolta fondi per CoderBot, il mini-robot "adottato" dall'Università di Milano-Bicocca che unisce informatica, didattica e innovazione. Sorgenia tra i maggiori finanziatori dell'iniziativa.

Milano, 3 maggio 2018 – Obiettivo raggiunto per CoderBot, il robot protagonista del primo progetto di crowdfunding dell'Università di Milano-Bicocca.

La campagna per raccogliere fondi ha superato la soglia dei 5.000 euro stabiliti al lancio: grazie ai contributi di oltre 60 finanziatori fra cui Sorgenia ne sono stati infatti raccolti più di 7.000. 

Con i finanziamenti ottenuti, entro la fine dell'anno, il robot progettato per gli studenti avrà un nuovo software che permetterà di utilizzarlo a utenti con livelli di competenza anche molto diversi che vanno dall'uso del joystick alla codifica vera e propria.

CoderBot è un robot didattico per le scuole primarie e secondarie, frutto di un progetto che unisce robotica, didattica e innovazione. 

È stato "adottato" dall'Università di Milano-Bicocca che con questa campagna vuole migliorare gli aspetti legati al software di programmazione e controllo in modo da offrire a scuole, insegnanti, bambini e genitori lo strumento più adatto per imparare e divertirsi al tempo stesso, stimolando la capacità di ragionamento e la soluzione di problemi. 

Lo sviluppo del software permetterà di creare una nuova versione del CoderBot fortemente personalizzabile.

Il crowdfunding si è svolto dal 19 febbraio al 26 aprile sulla piattaforma DeRev e per i sostenitori erano previsti diversi tipi di ricompense tra cui il CoderBot stesso e workshop formativi per imparare a programmarlo. 

Fra le ricompense pensate per le scuole c'erano anche flotte da quattro a dieci CoderBot che possono essere utilizzate per la didattica interattiva con gruppi numerosi di studenti. 

E proprio il simpatico robot si è rivelato la ricompensa più ambita: ne verranno infatti prodotti e distribuiti in totale 29 esemplari.

La portata innovativa del progetto e la possibilità di portare la tecnologia nelle scuole hanno convinto Sorgenia a partecipare alla campagna di raccolta fondi: i dieci CoderBot richiesti, cui sono associate 16 ore di formazione per gli insegnanti, saranno destinati a due scuole sul territorio italiano.

Il robot è utilizzato nell'ambito delle attività di ricerca e formazione portate avanti dal RobotiCCS Lab, il Laboratorio di Robotica per le Scienze cognitive e sociali del Dipartimento di Scienze umane per la Formazione "Riccardo Massa", e dal Laboratorio di Test e Analisi del Software del Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione dell'Università di Milano-Bicocca. 

Il gruppo che svilupperà il nuovo CoderBot è formato da Edoardo Datteri, ricercatore in Filosofia della scienza, Leonardo Mariani, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni, e Roberto Previtera, project manager in ambito informatico ed esperto di robotica.

L'obiettivo è realizzare un robot didattico facile da utilizzare, personalizzabile in base all'età degli studenti e alle esigenze formative dell'insegnante. 

CoderBot è uno strumento efficace per stimolare sia l'acquisizione di specifiche capacità scientifico-tecnologiche, sia lo sviluppo delle cosiddette capacità trasversali legate al ragionamento e alla soluzione di problemi: programmare significa infatti non solo applicare abilità e conoscenze tecniche, ma anche e soprattutto ragionare, formulare ipotesi e valutarle attraverso esperimenti, per divertirsi al tempo stesso interagendo con la telecamera, i sensori di distanza, il microfono e l'altoparlante del robot, che può muoversi emettendo suoni e parole. 

La campagna per CoderBot è il primo passo di un progetto di crowdfunding più ampio che l'Università di Milano-Bicocca sta realizzando per mettere a disposizione della propria comunità nuovi strumenti per sostenere le idee, l'innovazione, la capacità imprenditoriale e la ricerca.

«Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla campagna di crowdfunding – hanno detto Edoardo Datteri, Leonardo Mariani e Roberto Previtera – perché grazie alla loro partecipazione l'iniziativa si è conclusa con un successo, raggiungendo un risultato che va oltre l'obiettivo prestabilito. 

Con i fondi raccolti renderemo infatti il CoderBot un robot ancora più funzionale e flessibile: l'interfaccia di programmazione sarà migliorata e resa adattabile in base alle caratteristiche degli utenti e agli obiettivi dell'insegnante. Crediamo che CoderBot possa diventare un utile strumento didattico al servizio della collettività e siamo molto felici che così tante persone abbiano deciso di credere nel nostro progetto».


www.CorrieredelWeb.it

venerdì 6 novembre 2015

Essere digitali. Seminario di Alta Formazione per docenti e genitori a Varese, il 20 novembre 2015

VareseNews

Cosa vuol dire Essere digitali*?
Come stanno cambiando la nostra esistenza le nuove tecnologie dell'ibformazione e comunicazione (ICT)?
Come utilizzare al meglio tutti gli strumenti di comunicazione cui l'individuo è sempre più interconnesso?
Quale ruolo hanno le istituzioni di socializzazione primarie, quali Scuola e Famiglia, nel processo di alfabetizzazione digitale dei nostri figli?

 

A questi ed altri interrogativi risponderà il seminario organizzato dai Digital Champions della Provincia di Varese, in collaborazione con il Joint Research Centre di Ispra e il Polo per la formazione digitale delle scuole della provincia di Varese.

Il primo workshop di alta formazione all’alfabetizzazione digitale è, totalmente gratuito, ed è rivolto a tutti i docenti e ai rappresentanti dei genitori delle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio provinciale di Varese. 


Obiettivo: fornire a 150, tra docenti e genitori, gli strumenti e le competenze necessarie per avviare programmi di alfabetizzazione digitale o a integrare la didattica con il digitale. 

Il pomeriggio di formazione si svolgerà venerdì 20 novembre nella Sala Montanari di Varese (via dei Bersaglieri 1), nell'ambito del Festival del Giornalismo Digitale Locale "Glocalnews".

«Il workshop è perfettamente in linea con i più recenti indirizzi del Ministero dell’Istruzione che con Piano Nazionale Scuola Digitale evidenzia da un lato le carenze sul piano degli strumenti e della formazione dei docenti ma delinea, dall’altro, una serie di azioni che hanno l’obiettivo di sviluppare le competenze digitali e l’educazione degli studenti ai media digitali” – dice David Mammano, digital champion di Gazzada Schianno e coordinatore delle attività di alfabetizzazione digitale per i bambini“Noi ci muoviamo all’interno di questo framework mettendo a disposizione le migliori energie e proponendo un format che può essere replicato senza troppe difficoltà anche in altri contesti territoriali».


Il programma del workshop di alta formazione all’alfabetizzazione digitale del 20 novembre è suddiviso in tre moduli formativi all’interno dei quali si approfondiranno le tematiche del coding (linguaggio di programmazione dei computer), della privacy e sicurezza online e della stampa 3D. Di seguito il dettaglio.


PROGRAMMA

14:30-14:55 Registrazioni, accoglienza e distribuzione materiali didattici;

15:00-16:00 Primo modulo: coding per i bambini. Come organizzare un coderdojo e integrare il coding nella didattica scolastica;

16.00.17:00 Secondo modulo: diritti digitali per i bambini. A cura delle ricercatrici del Joint Research Centre di Ispra;

17:00-18:00 Terzo modulo: fare didattica ed esperimenti con la stampante 3D. A cura di Riccardo Pietro Visentin, digital champion di Solbiate Arno

18:00-18:30 Question time e saluti


ISCRIZIONI
 
I docenti e i rappresentanti dei genitori interessati a partecipare al workshop di alta formazione all’alfabetizzazione digitale possono inviare la propria candidatura a “docente mentor” e “rappresentante mentor” attraverso il form ufficiale di iscrizione al workshop, entro il 15 novembre.



*"Essere digitali". è il bestseller del 1995 scritto da Nicholas Negroponte, professore del MIT - Massachusetts Institute of Technology - che tra i primi ha teorizzato la cosiddetta bit revolution e le sue implicazioni nella nostra vita quotidiana, nella società, nella cultura e nella politica.

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