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sabato 30 dicembre 2017

2018 il desiderio degli studenti italiani è trovare lavoro

IL PRIMO DESIDERIO DEL 2018 PER GLI STUDENTI ITALIANI? 
UNA CHIAMATA DI LAVORO!

Un tempo erano i viaggi e comprarsi la prima macchina. Oggi tra gli studenti italiani vincono i sogni “normali” e funzionali ai loro bisogni concreti.

I sogni degli studenti italiani per il nuovo anno? Out desideri irrealizzabili e grandi aspirazioni: la maggior parte di loro si accontenterebbe di veder realizzati sogni concreti e risolte le esigenze della vita quotidiana. 

Ecco allora che allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre oltre la metà di loro (54%) sognerà di ricevere una chiamata di lavoro entro la prima settimana di gennaio, di potersi laureare a pieni voti (39%) o di superare gli esami di maturità senza patemi d’animo particolari (34%). 

Di fatto per sempre più studenti la massima aspirazione, se dovessero dire da cosa nascono i desideri che esprimeranno per il nuovo anno, è la soddisfazione di un bisogno concreto (46%), la realizzazione di un sogno si traduce infatti nella voglia di ottenere una maggiore indipendenza dalla propria famiglia (44%) una volta terminati gli studi.

E’ quanto emerge da uno studio del Sanpellegrino Campus* (www.sanpellegrino-corporate.it/it/sanpellegrino-campus) condotto su circa 2.500 studenti tra i 18 e i 25 anni con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community per capire quali sono desideri e aspettative per il 2018.

Desideri realizzabili e che rispondono a esigenze che nascono dalla loro condizione di studenti e laureati

Quali esigenze dovrebbe soddisfare la realizzazione di un sogno per gli studenti italiani? Ben il  39% ha risposto “migliorare il proprio tenore di vita senza rivoluzionarla”. Ma il bisogno maggiore che viene espresso attraverso i sogni è “la voglia di ottenere una maggiore indipendenza dalla propria famiglia” (44%). 

Sono in molti, poi, a ritenere che la realizzazione di un sogno coincida con la possibilità di “dedicare un po’ di tempo a se stessi” (21%), anche se c’è chi ammette che il bisogno primario nella realizzazione di un sogno è ottenere qualcosa che faccia “sentire diversi dagli altri”, magari come una star (4%).

Quali desideri per il nuovo anno esprimeranno gli studenti allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre? 
I desideri degni dei racconti in stile Mille e una notte non sembrano più in pole position: per il 43% degli italiani, infatti, la realizzazione del sogno più grande si traduce con la soddisfazione di un bisogno concreto

Naturalmente non manca chi sogna esperienze nuove e grandi avventure di cui essere protagonista (18%), ma a tornare con i piedi sulla terra sono in molti (33%).

Un capodanno all’insegna della concretezza, insomma. Al termine del fatidico count down che segnerà l’ingresso nel 2018, infatti, ben il54% degli studenti spera in una chiamata di lavoro entro la prima settimana di gennaio. 

Tra i ragazzi che ancora studiano, invece, il primo desiderio sarà quello di potersi laureare a pieni voti (39%) o di superare gli esami di maturità senza patemi d’animo particolari (34%).

Le nuove professioni digitali battono il mito del posto fisso. Bebe Vio e Gigi Buffon i personaggi che più incarnano i valori in cui si riconoscono gli studenti oggi

E quale lavoro vorrebbero fare? 
Grande ribalta tra i giovani hanno i nuovi mestieri digitali, vero pallino di uno studente su 3 (32%). 

C’è infatti chi sogna di lavorare creativamente nei social media (42%) e chi invece di poter inventare un’App (27%) o gestire un business attraverso e-commerce (23%) per ottenere subito gratificazione e successo. 

Molto più staccati i cosiddetti “lavori manuali” (12%), il mondo delle professioni tradizionali (10%) e il sogno del “posto fisso” (8%).

Ma quali sono i modelli aspirazionali dei giovani oggi? 
Tra i ragazzi molti vorrebbero vestire i panni di Gigi Buffon (32%), le cui lacrime dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali di calcio in Russia lo hanno ancora di più elevato come esempio di sportività e dedizione al lavoro. 

Al secondo posto troviamo Jeff Bezos (28%), il fondatore di Amazon reputato un uomo in grado di coniugare intelligentemente l’innovazione con la praticità della vita quotidiana. 

Sul gradino più basso del podio delle preferenze maschili si colloca invece Larry Page(21%), il fondatore di Google di cui i giovani apprezzano le doti visionarie e anticipatrici del futuro.

le donne
Bocciato lo star system, le ragazze guardano all’atleta paralimpica italiana Bebe Vio (34%) come il modello in grado di incarnare la determinazione tutta femminile di non fermarsi mai davanti a nessuno ostacolo della vita. 

Al secondo posto troviamo la signora della moda Miuccia Prada (26%), ritenuta un esempio vincente dello stile italiano nel mondo che ha saputo trasformare una passione in lavoro. 

Chiude il podio Luciana Littizzetto (18%), di cui le ragazze apprezzano l’attitudine a non prendersi troppo sul serio e avere uno sguardo scanzonato sulla vita.


*Sanpellegrino Campus è un progetto pluriennale lanciato nel 2011 dal Gruppo Sanpellegrino per creare un ponte con il Mondo dell’Università e dei giovani premiandone il merito, potenziandone le conoscenze accademiche e fornendo loro gli strumenti adatti per competere nel mercato del lavoro. 

In sei anni sono state create relazioni con 25 Atenei, raccolte 300 tesi di laurea, assegnate 9 borse di studio, erogati circa 100 stage formativi in diverse aree del business quali sales, manufacturing e supply chain e coinvolti direttamente circa 100mila ragazzi in visite in stabilimento, lezioni in aula e digital engagement.

venerdì 10 novembre 2017

Formazione e Lavoro. Come trasformare lo stage in assunzione

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLO STAGISTA, DAGLI ESPERTI DEL MONDO DEL LAVORO I 10 CONSIGLI PER TRAMUTARE IL TIROCINIO IN LAVORO

Scarsa proattività, difficoltà nella socializzazione, poca propensione al sacrificio, molto lavoro per formare e colmare il gap di competenze con poco tempo a disposizione. 
Ecco alcune delle più frequenti cause d’insuccesso di uno stage. 

In occasione della Giornata Internazionale dello Stagista, che si celebra il 10 novembre, gli esperti rivelano quali sono gli errori da evitare per trasformare il tirocinio in un vero e proprio lavoro e consigliano alle aziende come far rendere al meglio i giovani stagisti valorizzandone le capacità.

Il tema è complesso. Giovani con poca esperienza e primi passi sul campo, procedure, processi e regole da rispettare nelle varie attività; per non parlare delle necessarie nozioni tecniche, tutto da imparare in un breve lasso di tempo, in un susseguirsi di impegni che si accavallano. Errori nel modus operandi, nati dalla poca esperienza ed a volte dalla poca attenzione. Esigenze aziendali che portano a chiedere risultati autonomi in tempi brevi. Essere stagista non è certo facile. 

Come non è facile per una azienda formare velocemente e bene, persone che non sono ancora autonome
Difficile è anche far fruttare al meglio l’esperienza maturata nel corso di uno stage in azienda e tramutare i mesi di “gavetta” in un vero e proprio posto di lavoro con il tanto agognato contratto. 

Secondo il “Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie 2017”, redatto dal Ministero del Lavoro, su un totale di 318mila tirocini attivati nel corso del 2016, solo 103mila si sono formalizzati in un nuovo impiego: una percentuale del 32,4% che evidenzia come non sia sempre automatico arrivare alla formalizzazione del contratto. 

Le ragioni più frequenti, secondo gli analisti, si possono individuare in alcune carenze macro, nate in alcuni casi dal passato formativo, dalla poca umiltà, capacità di attenzione; dalla mancanza di professionalità alla scarsa proattività, dalla poca voglia d’imparare alla difficoltà nella socializzazione, fino alla poca propensione al sacrificio e al rispetto delle figure responsabili come i superiori o il capo. 

Se per Chiara Grosso, CEO di FourStars, il problema principale è la distanza tra università e mondo del lavoro, per la Master coach Marina Osnaghi, lo sono i presupposti culturali in cui lo stage avviene e l’equilibrio fra il ‘Do ut des’.

È quanto emerge da un approfondimento condotto da Espresso Communication per FourStars coinvolgendo un panel di 20 esperti del mondo del lavoro, per spiegare ai ragazzi come sfruttare al massimo la propria esperienza di stage e tentare di ottenere il posto sognato.

Ma quali sono le cause di questi frequenti insuccessi? 
Secondo chi conosce da molto vicino l’universo degli stage la ragione risiede nella formazione universitaria troppo distante dal mondo del lavoro: “Lo stage è una risorsa preziosissima, che permette ai giovani di avvicinarsi al mondo del lavoro e, in qualche modo, anche di cominciare a scoprire se stessi – spiega Chiara Grosso, presidente e CEO di FourStars,agenzia per il lavoro ed Ente Promotore accreditato dal Ministero del Lavoro – La formazione universitaria non è sempre in grado di garantire un’esperienza pratica e professionalizzante e il tirocinio si rivela uno strumento essenziale nella fase di transizione dagli studi all’attività lavorativa, in quanto consente di mettersi in gioco, imparare e scoprire cosa si vuole o non si vuole fare da grandi. È molto importante cominciare a svolgere stage parallelamente agli studi, per presentarsi ai futuri colloqui di lavoro con un’esperienza e una consapevolezza lavorativa già acquisite. Atteggiamenti positivi come la voglia di imparare, la professionalità, la proattività sono elementi vincenti per affrontare uno stage e avere buone possibilità di trasformarlo in un’opportunità di lavoro. Di fondamentale importanza è essere consapevoli del fatto che non esiste più la vecchia distinzione tra studente e lavoratore. Le due esperienze devono sovrapporsi, in un continuo apprendimento sia teorico che esperienziale”.

Andando ad approfondire i dati ministeriale, emerge nel dettaglio che il 76% dei tirocini si sono interrotti al termine naturale del periodo di formazione, contro un 10,5% di quelli conclusi su richiesta del tirocinante e solo uno 0,6% interrotti su iniziativa del datore di lavoro. 

Ma dal punto di vista dell’azienda, come è possibile far rendere al meglio le proprie risorse tirocinanti, valorizzandone le peculiarità, le soft skills e le capacità lavorative, senza rischiare di perdere questo prezioso valore?

“In un momento di crisi e destabilizzazione, le aziende si sono impegnate a fronteggiare la situazione contingente, invece di una continuità di lavoro e di crescitala figura dello stagista è stata fortemente  impattata  da questi eventi – spiega Marina Osnaghi, la prima Master Certified Coach in Italia – L’impegno per far crescere le nuove leve, anche in condizioni ottimali, è molto pesante per l’azienda, che si ritrova a dover formare la persona dovendosi sostituire alle istituzioni scolastiche, erogando una formazione professionale che prima non c’è stata: se questo da un lato costa un sacco di tempo, dall’altro dà la possibilità di crescere una risorsa secondo una specifica programmazione. In ogni caso il tempo investito per accompagnare uno stagista a ‘possedere’ una professione è tempo ben speso. La crisi ha impoverito l’attenzione dedicata alle nuove leve ed oggi se ne pagano le conseguenze. Il costo del lavoro è un tema centrale per un’azienda, cardine delle tematiche aziendali che tratto nel coaching: un’impresa non è fatta solo di grandi capi, è fatta di persone che la fanno funzionare con umiltà ricoprendo ruoli minori, fondamentali nella vita dell’azienda. I giovani dalla loro parte, possono fare la “gavetta”, rivestendo ruoli minori e costruendo la base della propria professione. Imparando e diventando più consapevoli del ruolo e delle responsabilità. Ed ovviamente devono dare impegno e disponibilità. Vedo giovani volenterosi, molto disposti a lavorare sodo per potersi fare spazio nel mondo del lavoro. Attraverso uno stage si può orientare ed indirizzare il potenziamento delle competenze ed il trasferimento della cultura aziendale. 
Crescere una persona dell’interno è una decisione strategica chiara, come lo è prenderla dall’esterno. Decisioni che si muovono su linee guida e principi diversi che hanno un solo scopo: far funzionare bene le cose in azienda”.

Non sempre si arriva ad una assunzione. I motivi? 
Secondo i dati di Unioncamere per i diplomati si tratta in un caso su due di un gap di competenze, mentre per i laureati, oltre al carenza di competenze (38%), si riscontra anche la mancanza di formazione specialistica (34,5%), e soprattutto aspettative superiori a quanto viene offerto (23,5%). 

Un’incomprensione, quest’ultima, che può nascere anche dalla provenienza culturale differente. 

Assumere uno stagista significa spesso incontrare culture diverse – spiega la coach Osnaghi – L’integrazione di ogni essere umano nel contesto azienda dovrebbe richiedere tempo ed attenzione. Il pericolo più grande è quello di inserire uno stagista in una posizione con sommarie informazioni e pochi feedback. Per accompagnare il giovane nel percorso di apprendimento, l’azienda deve contribuire a crescere un patrimonio importante e, se si cura dello stagista, si può stabilire proficuo do ut des. Alla base di questo processo sono necessari presupposti etici, intendendo lo stage come un servizio all’azienda in termini di patrimonio delle risorse ed un atteggiamento di attenzione, feedback costante ed anche determinazione ad orientare una risorsa verso comportamenti professionali Un consiglio all’azienda in fase iniziale è di impegnare subito il giovane in prove pratiche. Attività tipiche ed importanti nel ruolo, su cui verrà chiamato a dare risultati, in modo da testarne immediatamente la reazione ed avere elementi per dare feedback e sostenere immediatamente indirizzando ad un apprendimento veloce delle competenze necessarie”.

Ecco infine il decalogo degli esperti per non commettere errori durante lo stage e tramutare il tirocinio in un vero e proprio contratto:

1- SFODERARE LA VOGLIA DI IMPARARE

La prima regola è la predisposizione all’apprendimento. Bisogna essere curiosi, ricettivi e chiedere chiarimenti al tutor. Se si ha a che fare con diverse aree dell’azienda, è bene individuare i colleghi più disponibili a dispensare aiuto e raccomandazioni. Ovviamente un buon consiglio è di chiedere e prendere appunti.

2- DIVENTARE OSSERVATORI
Sempre nell’ottica di imparare il più possibile, è bene osservare i colleghi, le dinamiche aziendali e tutti i dettagli che possano aiutare a integrarsi nella quotidianità professionale.

3- SOCIALIZZARE CON I COLLEGHI
È molto importante riuscire a sentirsi accolti e a proprio agio. Per questo motivo è consigliabile porsi in modo aperto e non competitivo, approfittare di ogni occasione per approfondire la conoscenza dei colleghi.

4- NON SCORAGGIARSI E IMPARARE DAGLI ERRORI
Errare è umano. L’importante è essere in grado di assumersi le propria responsabilità e chiedere consigli al proprio tutor, l’errore è parte integrante di in un percorso ed è funzionale all’apprendimento.

5- LA PROFESSIONALITÀ NON PUÒ MANCARE
La puntualità, l’ordine, il rispetto e la disciplina sono atteggiamenti vincenti. Per questo è importante essere professionali anche nell’abbigliamento, documentarsi sul dress code e regolarsi sull’esempio dei colleghi.

6- ESSERE UMILI PAGA
L’impegno non deve essere considerato proporzionale alla retribuzione. È buona regola evitare le lamentele e dimostrare di saper svolgere anche mansioni meno importanti prima di acquisire responsabilità.

7- ESSERE PROATTIVI
La proattività è sempre una grande risorsa. È bene avere il coraggio di condividere idee o soluzioni che potrebbero essere utili all’azienda con spirito critico e selettivo.

8- BE YOURSELF
Farsi notare evidenziando le proprie peculiarità e punti di forza è molto importante, un aspetto di forte attrazione nei confronti di manager e datori di lavoro.

9- RICORDARSI CHE ALLO STAGE NON CORRISPONDE NECESSARIAMENTE UN’ASSUNZIONE
Non è scontato che allo stage segua necessariamente un contratto di lavoro. Occorre sempre ricordare che lo stage è principalmente un’esperienza formativa per arricchire il proprio bagaglio di competenze.

10- RICORDARSI IL RUOLO DELL'ENTE PROMOTORE
Lo stagista deve considerare quindi che, oltre al tutor aziendale, gli corrisponde anche un altro tutor, quello dell’Ente Promotore, a cui può fare riferimento in qualsiasi momento, per dubbi o segnalazioni.

mercoledì 8 novembre 2017

Formazione e lavoro. AL Lavoro, il 9 novembre a Torino il career day di AlmaLaurea

AL LAVORO, A TORINO IL CAREER DAY DI ALMALAUREA

Il 9 novembre al Palazzo dello Sport Ruffini laureati e neolaureati incontrano i responsabili delle risorse umane di piccole, medie e grandi aziende. Un'occasione per affacciarsi al mondo del lavoro.

AL Lavoro, il career day organizzato da AlmaLaurea Srl, fa tappa a Torino il 9 novembre al Palazzo dello Sport Ruffini (Viale Bistolfi, 19). Dalle 9,30 alle 17 laureati e neolaureati pre-registrati all'evento incontreranno i responsabili delle risorse umane di numerose piccole, medie e grandi imprese. 

Un'occasione per farsi conoscere e affacciarsi al mondo del lavoro, un contributo concreto alla valorizzazione del capitale umano formato dalle Università e un servizio per il sistema economico-produttivo nella ricerca dei profili professionali.

Ad AL Lavoro Torino saranno presenti Accenture, Aldi, Alleanza, Alten, Amaris, Aruba, Blue Reply, Capgemini, Carrefour, CNH Industrial, Deloitte, Eli lilly, Iriscube Reply, Ital Design, ITT Motion Technologies, Juventus, Leroy Merlin, Lidl Italia, Loro Piana, Magneti Marelli, Maserati, Messersì Packaging, OBI, Previnet, Protiviti, Santander Consumer Bank, SKF industrie, Unipol, Unitec.

Gli sponsor di AL Lavoro Torino sono: Lidl Italia - main sponsor e Aldi - platinum sponsor.

Per registrarsi ad AL Lavoro Torino è necessario aggiornare il proprio curriculum vitae su AlmaLaurea.it e poi iscriversi all'evento. Nella pagina di registrazione, inoltre, laureandi e laureati hanno la possibilità di segnalare il proprio CV alle aziende che vorrebbero incontrare per un breve colloquio: i candidati selezionati verranno ricevuti nell'area Smart Profile. 

Tutti i partecipanti potranno incontrare i recruiter, scoprire quali sono le posizioni aperte e consegnare loro il CV.  
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