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lunedì 25 settembre 2017
Formazione e Lavoro. Bando per 4 Ricercatori indetto dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti
lunedì 26 giugno 2017
L'Università Insubria vince il bando europeo per la formazione dei giudici
mercoledì 18 aprile 2012
CATANIA, I BENEFICI DELL'ECONOMIA DIGITALE PER LE PMI
A Catania Seminario sul Progetto di assistenza tecnica alle regioni Sicilia, Calabria, Campania e Puglia
«INCREMENTARE L'ECONOMIA DIGITALE PER CREARE POSTI DI LAVORO»
CATANIA – Una crescita del Pil nazionale di circa 30miliardi di euro, un raddoppio delle esportazioni per le imprese italiane, la creazione nell'immediato di migliaia di posti di lavoro. Le tecnologie informatiche sono in grado di produrre tutto questo, secondo i dati presentati questa mattina al convegno "Innovazione e crescita digitale, politiche e progetti per la Pmi", al Grand Hotel Baia Verde di Acicastello. Perché allora l'Italia, e soprattutto la Sicilia insieme ad altre regioni del Mezzogiorno, non conosce uno sviluppo forte su questo fronte?
«Non si tratta di mancanza di infrastrutture o investimenti, perché gli strumenti esistono. È necessario piuttosto incrementare e migliorare i contenuti da digitalizzare e la loro varietà da trasmettere, in concomitanza con un massiccio utilizzo di tutte le piattaforme» ha affermato Ennio Bertolazzi, responsabile del Progetto operativo di assistenza tecnica alle regioni dell'Obiettivo convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) "Poat – Società dell'Informazione", guidato dal Dipartimento per la digitalizzazione della P.A. e l'innovazione tecnologica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Cinque, secondo gli studi presentati, le barriere che relegano l'Italia al 27esimo posto in Europa nel settore delle Ict (Information and Communication Technology): l'insufficiente accesso alla banda larga, perché la scarsa qualità delle infrastrutture di Internet non permette di far fronte alla domanda digitale emergente; la scarsa propensione all'e-commerce (vendita e acquisto on line), e dunque poca generazione di economia digitale; la limitata divulgazione di servizi on line della PA, il cosiddetto "e-government" (in Italia l'offerta di servizi è cospicua ma molto poco utilizzata); i limiti nel quadro normativo; la carenza di competenze digitali.
È dunque l'atteggiamento culturale la leva su cui far forza, il superamento di dubbi e avversioni verso le nuove tecnologie, a volte considerate "nemiche" piuttosto che reali e pronte opportunità di crescita, quali realmente sono soprattutto nell'attuale e delicato panorama economico. A confermarlo anche il presidente del Parco scientifico e tecnologico della Sicilia Marco Romano, che questa mattina ha aperto i lavori insieme al presidente di Sviluppo Italia Sicilia Umberto Vattani.
Il Parco è infatti una delle maggiori e qualificate realtà regionali che si pongono come punto di riferimento per le piccole e medie imprese che vogliono e possono crescere puntando su ricerca e innovazione. «Il nostro impegno – ha affermato Romano – è quello di accompagnare le aziende nella scoperta e nell'impiego di nuove idee di successo, trasferendo loro il know how tecnologico e mettendo a disposizione spazi e servizi. Abbiamo sviluppato concretamente un modello di business collaborativo per l'integrazione delle relazioni di filiera tra ricerca scientifica e mercato globale. Si chiama "Smart4Sicily" dove il quattro indica il numero delle aree che mettiamo in rete: "Tecnologie", dove si incontrano domanda e offerta di innovazioni; "Competenze", da valorizzare sul piano tecnico-scientifico; "Location", per l'attrazione di investimenti sul territorio; infine "Finanza", vale a dire lo scouting di finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo». Attraverso un excursus storico sull'informatizzazione della Pubblica amministrazione negli ultimi decenni, in particolar modo del ministero degli Esteri, l'ambasciatore Vattani ha rimarcato che «l'innovazione non proviene e non deve provenire solo dalle grosse realtà imprenditoriali, ma anche dalle idee e dalle sperimentazioni che nascono nei piccoli ambiti produttivi. La Sicilia, e le altre regioni dell'Obiettivo convergenza, hanno l'intelligenza per innescare questo processo virtuoso e dunque devono fare tesoro del supporto offerto loro dallo Stato e dall'Europa. Per introdurre le trasformazioni bisogna crederci».
La giornata di studi si è avvalsa degli interventi di qualificati esperti del settore quali: Leorizio D'Aversa di Digital Advisory Group Italia; l'economista Raffaele Brancati; Giuseppe Avallone di C. Borgomeo & Co.; Fabio Fregonese di Innovhub; Fabio Feruglio di Friuli Innovazione; Elita Schillaci della facoltà di Economiadell'Università di Catania; Adriana Agrimi della Regione Puglia; Dario Tornabene della Regione Siciliana; e Luca Salvioli del Sole24Ore.
martedì 8 giugno 2010
Conf. Stampa IFKAD 2010: Matera, Università degli Studi di Basilicata, Via Lazazzera, Giovedì 10 giugno 2010 - ore 12:00
Via Lazazzera, Giovedì 10 giugno 2010 - ore 12:00
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martedì 25 maggio 2010
IMPRESA, IL DNA DELLA NUOVA CLASSE DIRIGENTE
Oggi, 25 maggio, Facoltà di Economia e Commercio di Catania
IV RAPPORTO FONDIRIGENTI, LUISS GUIDO CARLI E ASSOCIAZIONE MANAGEMENT CLUB
«IL DNA DELLA NUOVA CLASSE MANAGERIALE EUROPEA»
Dall'analisi sono emersi i sei punti chiavi per generare i manager del futuro
CATANIA – Nel giorno in cui la manovra correttiva 2011/2012 arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri, preannunciando «un intervento duro, con sacrifici pesanti», a Catania è stato fatto il punto sulla condizione attuale della classe dirigente italiana ed europea, analizzando "pro e contro". Davanti a una platea ben assortita di manager, docenti e soprattutto studenti, questa mattina - martedì 25 maggio alla Facoltà di Economia e Commercio - si è svolto il convegno dal titolo a metà strada tra l'imperativo e l'interrogativo: "Generare classe dirigente. Le nuove competenze manageriali", promosso da Fondirigenti in collaborazione con l'Università Luiss Guido Carli di Roma e l'Associazione Management Club. L'occasione è stata la presentazione del Progetto Emme (European Managerial Model Empowerment), e del IV Rapporto sulla Classe Dirigente, frutto di ricerche, analisi di "buone pratiche" e di quei modelli aziendali e manageriali che hanno saputo coniugare innovazione e produttività con etica e responsabilità sociale. Il tutto con l'obiettivo di superare il disorientamento che ha colpito l'attuale classe dirigente europea e indirizzarla verso "un capitale di fiducia" da ricostruire.
Competenza, fiducia, confronto, ricostruzione. Queste le parole chiave del progetto che mettendo a confronto Italia, Grecia, Romania e Spagna, ha analizzato le rispettive realtà manageriali, tra cui stakeholder, imprenditori e manager: i dettagli sono stati esposti dai rappresentanti degli enti promotori (Federica Lapolla per Fondirigenti, e i partner europei Carlos Pereda per ConfeBask e Konstantinos D. Balaskas per Action), mentre Giorgio Neglia dell'Associazione Management Club, ha tracciato un profilo dell'attuale scenario e dei nuovi paradigmi manageriali. Il dna della nuova classe dirigente deve seguire una visione d'insieme costituita da sei paradigmi: 1. Uscire dalla logica di emergenza 2. Ripartire dalla realtà, ponendo al centro la domanda di concretezza dell'opinione pubblica 3. Governare al rialzo lo sgonfiamento della bolla delle attese sociali, con il suo carico di disillusioni e incertezze 4. Rilanciare il valore della relazionalità 5. Stare nei processi, affrontando i fenomeni per quelli che essi sono 6. Praticare un rapporto più equilibrato con la comunicazione, con il giusto mix tra il fare e il rappresentare. Così la classe dirigente sarà leader come il "pontifex" dell'antica religione romana, costruttore di ponti tra le idee, il capitale umano e la realtà in continua evoluzione.
E se il momento critico che affligge la Grecia si traduce anche nell'aumento della disoccupazione – con 38mila senza lavoro da gennaio 2010 – non è più incoraggiante il quadro spagnolo, con un decremento di sviluppo del 20% e una crisi produttiva che colpisce soprattutto il settore edilizio. Ne viene fuori il ritratto di una classe dirigente europea «ripiegata su stessa – ha sottolineato Rita Santarelli, vice presidente esecutivo dell'Università Luiss Guido Carli – che necessita di un rinnovo per assolvere al compito a cui è chiamata: migliorare lo status quo dell'economia. Noi forniamo gli strumenti culturali e un'analisi attenta sul territorio che, pur non essendo la soluzione, contribuiscono a focalizzare il problema. Il vero cambiamento possono attuarlo soltanto i giovani, la nostra classe dirigente "sana"».
Restringendo il campo di osservazione l'attenzione si è spostata sull'attuale condizione di Catania: «Uscirà indenne dall'effetto Grecia?». A detta del direttore di Confindustria Catania Alfio Franco Vinci e del presidente Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Catania Silvio Ontario la risposta è "sì": «A Catania c'è ancora spazio per le eccellenze – ha affermato Vinci – oggi il 90% degli appartenenti a Confindustria Giovani sono titolari d'azienda, comprese alcune realtà importanti della provincia, rientrando perfettamente nella soglia dei 30/35 anni di età». Un dato incoraggiante «che fa ben sperare nel lavoro che svolgiamo quotidianamente – ha continuato Ontario – attraverso la formazione e l'investimento sulle risorse eccellenti che vanta la nostra provincia».
Al tavolo dei relatori si sono alternati nomi illustri del panorama dirigenziale e manageriale nazionale, del mondo universitario e degli enti di categoria: dal docente ordinario del Dipartimento impresa, culture e società della Facoltà di Economia di Catania Elita Schillaci - che ha curato il coordinamento scientifico del convegno – al presidente Federmanager Sicilia Orientale Gregorio Mirone, che ha sottolineato come «le nuove competenze poggino su meccanismi di selezione, analizzando le reali esigenze della dirigenza, e adeguandole al mercato» . La tavola rotonda conclusiva – moderata dal giornalista de «La Sicilia» Mario Barresi – ha poi visto confrontarsi il direttore Fondirigenti Pietro Fiorentino, il coordinatore scientifico del Progetto Emme Massimo Plescia e l'imprenditore catanese Mario Faro. «La crisi di fiducia riscontrata nei paesi analizzati – ha commentato Fiorentino – è dovuta a una carenza di vere e proprie leadership e all'incapacità di gestire le responsabilità. L'elemento di uscita è rappresentato dal valore aggiunto della conoscenza, intesa come acquisizione di competenza, e da una maggiore attenzione alle realtà territoriali. Questo vale anche e soprattutto per una città come Catania».
Una Catania che oggi più che mai crede nel potenziale di sviluppo affidato alle nuove generazioni: «Ciò che conta è la risorsa uomo – ha sottolineato la Schillaci – e a conferma che il mondo universitario crede nelle giovane promesse, porteremo avanti i dieci migliori progetti d'impresa realizzati nell'arco di un intero anno di studi. Tutti accomunati da una positiva tensione verso il miglioramento».
25 maggio 2010
Milano: workshop "Azioni di contrasto alla crisi" con i Comuni e tutti gli attori territoriali
DAL NORD MILANO DUE PROPOSTE OPERATIVE PER CONTRASTARE LA RECESSIONE:
Nuove aree produttive eco-sostenibili e un Osservatorio permanente delle aziende in crisi
Workshop "Azioni di contrasto alla crisi" con i Comuni e tutti gli attori territoriali
Giovedì 27 maggio 2010 – ore 10.00
Incubatore di imprese innovative LIB
Via Venezia 23 –Sesto San Giovanni
Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo ha voluto organizzare un seminario di lavoro per condividere e approfondire con la Provincia di Milano, i Comuni del Nord Milano, le principali associazioni imprenditoriali e sindacali e altri attori territoriali alcune proposte operative per contrastare la crisi e avviare una nuova fase di crescita, proposte sviluppate in questi mesi nell'ambito del progetto 'Azioni di contrasto alla crisi delle imprese' finanziato dalla Provincia di Milano. Si tratta della realizzazione di nuove Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) per artigiani e PMI e della sperimentazione, nel Nord Milano, di un modello di Osservatorio permanente delle aziende in crisi.
Il valore di queste due azioni è che possono essere replicate in altre aree della provincia di Milano e che presuppongono un rafforzamento della collaborazione strategica e operativa tra tutti gli attori socio- economici e istituzionali del territorio.
Il Nord Milano, dove opera il 7,2% delle aziende attive nella provincia di Milano (circa 20.500 unità locali) risente, come il resto dell'area metropolitana milanese, della crisi che sta interessando il resto del Paese. Secondo i dati dell'Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Milano, nel primo trimestre 2010 le aziende dell'area che hanno effettuato avviamenti al lavoro sono diminuite del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. Una tendenza confermata dal Centro per l'Impiego del Nord Milano che, nel primo trimestre di quest'anno, ha registrato 2.238 dichiarazioni di disponibilità al lavoro, con un incremento del 25% rispetto al primo trimestre 2009, e 586 iscritti alle liste di mobilità, che significa un incremento medio del 46% rispetto al 2010.
Nell'ambito del seminario del 27 maggio sarà inoltre presentato in anteprima un nuovo modello di analisi del mercato del lavoro che restituisce una serie di indicatori sullo stato di salute del sistema produttivo del Nord Milano.
L'immagine che verrà presentata al seminario può essere così riassunta:
- diminuiscono le assunzioni, ma il mondo dello spettacolo continua a creare occupazione;
- cala il numero dei soggetti che assumono, ma aumenta il numero medio di assunti per impresa;
- le aziende affrontano la crisi anche utilizzando diverse modalità contrattuali e la figura dell'apprendista trova principalmente spazio nel settore dei servizi;
- si accentua la terziarizzazione del sistema produttivo e aumenta la richiesta di personale specializzato;
- diminuiscono le aziende che effettuano assunzioni in modo continuativo, ma rimane elevata la vivacità imprenditoriale dell'area.
Partecipano al seminario:
Istituzioni e servizi territoriali: Paolo Del Nero, Assessore alle Attività Economiche, Formazione e Lavoro Provincia di Milano, Carlo Lio, Amministratore Delegato Milano Metropoli, Giorgio Oldrini, Sindaco di Sesto S. G. e Presidente della Conferenza dei Comuni del Nord Milano, Renato Galliano, Direttore Milano Metropoli, Ermes Cavicchini, Direttore C.D.R.L., Massimo Gualzetti, Milano Metropoli, Chiara Pennasi, Direttore BIC La Fucina, Antonella Vegetti, Vice Direttore AFOL Nord Milano, Massimo Marcianò, Assessore alle attività produttive Comune di Bresso, Sebastiano Salpietro, Assessore alle attività produttive Comune di Cusano Milanino, Natascia Magnani, Assessore al Lavoro, Formazione Professionale Comune di Cinisello Balsamo, Marco Ricci, Vice Direttore Generale Vicario B.C.C. di Sesto San Giovanni.
Organizzazioni Imprenditoriali: Maurizio Rossoni, Presidente ufficio territoriale Nord Milano APA Confartigianato Milano, Maurizio Torresani, Consigliere Associazione Imprenditori Nord Milano, Alvise Biffi, Presidente Zona Nord Assolombarda, Marco Vicedomini, Segretario Provinciale CNA Milano, Stefano Valvasson, Direttore Generale CONFAPI Milano, Pasquale Maiocco, funzionario Segreteria Generale Unione Artigiani Provincia di Milano.
Organizzazioni Sindacali: Nino Baseotto, Segretario Generale CGIL Lombardia, Claudio Negro, Segretario Generale Aggiunto UIL Milano Lombardia, Gianluigi Petteni, Segretario Generale CISL Lombardia.
INFORMAZIONE STAMPA
Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo
Pilar Sinusia, sinusia@milanomet.it, tel. 02-24126540-580
www.milanomet.it
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Postato su MilanoNotizie by www.CorrieredelWeb.it
domenica 23 maggio 2010
MANAGEMENT VALORIZZARE COMPETENZE CRISI
Martedì 25 maggio, ore 10.00, Aula 1, Facoltà Economia e Commercio – Catania
CATANIA, PRESENTAZIONE DEL IV RAPPORTO SULLA CLASSE DIRIGENTE
«COME VALORIZZARE LE COMPETENZE IN TEMPI DI CRISI»
promosso da Fondirigenti, Luiss Guido Carli, e Associazione Management Club
Convegno sul progetto di sviluppo manageriale “Emme”
CATANIA – «Nel nostro Paese si individuano una serie di casi di eccellenza e buone pratiche di giovani imprenditori e manager che, pur con difficoltà, sono la testimonianza che esiste da noi un enorme potenziale di risorse, energie, professionalità e idee che non attende altro che trovare l’occasione per esprimersi». Scrive così Luca Cordero di Montezemolo nella prefazione al IV Rapporto sulla Classe Dirigente, promosso da Fondirigenti, in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli di Roma e l’Associazione Management Club (Amc).
Oltre 350 pagine in cui viene scandagliato il mondo manageriale, i comportamenti e le responsabilità della “grande finanza”, della “grande industria”, dell’alta amministrazione e dei governi durante il periodo della crisi.
Come hanno agito e reagito le menti imprenditoriali «più brillanti» di fronte al precario scenario economico? In che modo alcune “colonne portanti” dell’Unione Europea – come Italia, Francia, Regno Unito e Germania – si sono interfacciate con le popolazioni attraverso la loro classe dirigente?
Le risposte emerse dallo studio approfondito nel volume verranno discusse – per la prima volta in Sicilia – martedì 25 maggio, alle 10.00, nell’Aula 1 della Facoltà di Economia e Commercio (Corso Italia 55) di Catania, in occasione del convegno “Generare classe dirigente. Le nuove competenze manageriali”, organizzato dai citati enti.
Un incontro – con il coordinamento scientifico di Elita Schillaci, docente ordinario della Facoltà di Economia, Dipartimento impresa, culture e società - in cui saranno esposti i risultati del Progetto di sviluppo manageriale Emme (European Managerial Model Empowerment) nato dalla volontà di trasferire un modello del “Made in Italy” in altri Paesi europei.
Al convegno interverranno: il preside della Facoltà di Economia Carmelo Buttà, il presidente di Confindustria Catania Domenico Bonaccorsi di Reburdone, il presidente di Federmanager Sicilia Orientale Gregorio Mirone.
A seguire le relazioni di Federica Lapolla di Fondirigenti e dei partner europei del progetto Emme, di Giorgio Neglia dell’Associazione Management Club, e di Rita Santarelli, vice presidente esecutivo dell’Università Luiss Guido Carli; e la tavola rotonda - moderata dal giornalista del quotidiano “La Sicilia” Mario Barresi, a cui parteciperanno: il direttore di Fondirigenti Pietro Fiorentino, il coordinatore scientifico del Progetto “Emme” Massimo Plescia, il docente della Facoltà di Economia di Catania Maurizio Caserta, il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Catania Silvio Ontario, e l’imprenditore Mario Faro del Gruppo Piante Faro. Conclude Elita Schillaci.
23 maggio 2010
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Da: I PRESS i.press@email.it>
giovedì 29 aprile 2010
ECOMONDOtuttolanno Alma Mater Studiorum Università di Bologna-Polo di Rimini: "Nuove opportunità per una Green Industry attraverso l'Ecodesign

PRESENTA
ALMA MATER STUDIORUM
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
Polo Scientifico Didattico di Rimini
CdL
TECNOLOGIE CHIMICHE PER L'AMBIENTE E PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI
CHIMICA E TECNOLOGIE PER L'AMBIENTE E PER I MATERIALI
Curriculum AMBIENTE, ENERGIA, RIFIUTI
CONFERENZA DI AMBIENTE 2010
Mercoledì 5 Maggio
Ore 14.30 – 17.00
Aula 2-Navigare Necesse
Via dei Mille 39 – Rimini
Saluti di benvenuto
- Presidente Polo Scientifico-Didattico di Rimini
Prof. Giorgio Cantelli Forti
- Assessore Provinciale Ambiente
Dott.ssa Stefania Sabba
Introduzione
Prof. Luciano Morselli
Presidente del CdL
Conferenza
Dr.ssa Ilda Mannino
Venice International University
Nuove opportunità per una Green Industry
attraverso l'Ecodesign e la riduzione dei Rifiuti
Con il Patrocinio di:
Comune di Rimini; Provincia di Rimini; CONAI, Milano; COMIECO, Milano; Hera Rimini, Tetra Pak Italiana S.p.A., Rubiera (RE); LAV srl, Rimini; CMS, Marano sul Panaro, Gruppo CSA, Rimini, Gruppo Frati, Pomponesco (MN), Gruppo Fiori, Calcara di Crespellano (BO)
In collaborazione con gli Sponsor ufficiali del Corso di Laurea:
UniRimini SpA RiminiFiera SpA HERA SpA
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