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giovedì 7 dicembre 2017

Lavoro: Zuiki apre a Napoli e Pontecagnano con 21 nuove assunzioni


Zuiki supera i venti punti vendita in Campania

Due nuove aperture per il brand, a Pontecagnano (SA) e Napoli, che si aggiungono agli oltre 140 store in Italia, con 21 nuove assunzioni

10 store tra Napoli e provincia e 22 in Campania: questi i numeri di ZUIKI, il brand di moda, che si appresta ad inaugurare due nuovi punti vendita in vista delle prossime feste natalizie. 

Venerdì 8 dicembre apriranno le porte al pubblico il nuovo store di Pontecagnano (SA), presso il Centro Commerciale Maximall e sarà ancora una volta Napoli, la città che ha visto muovere i primi passi del brand, a fare da scenario ad un'altra attesissima new opening, presso il Centro Commerciale Auchan in via Argine.

I due punti vendita, che vanno ad aggiungersi agli oltre 140 in Italia, si inseriscono in un ambizioso piano di sviluppo per l'azienda, proiettato al 2018, che conta un totale di 35 new opening e 60 riqualificazioni di punti vendita esistenti ed il lancio a breve del progetto "Travel Retail", con l'apertura di nuovi stores in alcune stazioni italiane, tra cui proprio Napoli.

Con le due nuove aperture, si avrà anche un positivo risvolto occupazionale sul territorio, con un totale di 21 nuove risorse assunte.

I negozi, con una superficie di 1000 mq per Pontecagnano e 440 mq per Napoli, seguono entrambi il nuovo layout ZUIKI. Il "look" del punto vendita infatti rispecchia in toto lo stile del marchio ed in modo glamour e sofisticato si fa portavoce del suo mood giovane e pop, attraverso spazi confortevoli, accoglienti, luminosi ed ampi, per consentire una maggiore libertà di movimento, un maggiore assortimento nell'esposizione ed una migliore e più funzionale selezione dei capi.

Presente in store la collezione AI 2017-18 Donna ZUIKI, un mix di colori caldi e freddi, sfumature brillanti che emergono nei look "Sparkle Gold", con capi in velluto e ciniglia, tessuti scivolati e leggeri e nuvole di tulle e trasparenze. Arriva anche il glitter, uno spruzzo di vivacità scintillante che prepara all'aria di festa natalizia. 

Nuovi tagli e nuove geometrie rendono la donna più glamour ed aggressiva anche per l'ultimo giorno dell'anno. A Pontecagnano i clienti troveranno anche la collezione Uomo, con outfit che valorizzano la figura nella sua essenzialità, capi pratici, dinamici ed anche raffinati. Una recente e ben individuata "scommessa" per ZUIKI, che ora sta conquistando anche l'universo maschile.

Fondata nel 2003, ZUIKI è una realtà tutta italiana che ha costruito il suo successo con una formula innovativa: un prodotto sempre nuovo a un prezzo competitivo; rapporto diretto con la produzione e continui flash di collezione con un sistema creativo e produttivo veloce, snello e capace di rispondere tempestivamente alle richieste del mercato.

domenica 3 dicembre 2017

Lavoro e sviluppo professionale. I quattro fattori imprescindibili per attirare (e trattenere) giovani talenti in azienda

Uniplaces ha intervistato circa 500 giovani italiani per capire cosa conta davvero in una proposta lavorativa, sfatando alcuni miti sul rapporto tra i Millennial e il mondo del lavoro. 

Ecco su cosa devono puntare le aziende per migliorare attrattività e retention.


Milano, 03/12/2017 Attrarre e mantenere i migliori talenti è un aspetto sempre più importante per le aziende: in un mondo in cui comunicare e ottenere visibilità è diventato estremamente facile, il rischio di farsi sfuggire persone di qualità è concreto. 
La difficoltà può essere ancora maggiore nel caso dei neolaureati: anche se molte aziende sono alla ricerca di nuovi giovani da inserire nel proprio organico, sono infatti troppo poche le organizzazioni che si preoccupano di capire davvero cosa cercano i ragazzi d'oggi in un lavoro
Per facilitare l'incontro tra le parti, Uniplaces, il brand leader nel settore degli affitti per studenti universitari, ha intervistato circa 500 giovani italiani per capire quali sono le loro priorità nella ricerca di un'occupazione. Dalla ricerca sono emersi chiaramente quattro elementi che ogni azienda dovrebbe tenere presente per migliorare la propria attrattività.
Lo stipendio prima di tutto
Il mito vuole che i Millennial si preoccupino poco all'ammontare dello stipendio, ma è giunta l'ora di sfatare questa convinzione. Più di un intervistato su due (53%) afferma infatti di guardare molto alla retribuzione per decidere se accettare o meno l'offerta da parte di un'azienda. 
Non c'è da stupirsi, del resto: per un neolaureato, entrare nel mondo del lavoro significa soprattutto raggiungere l'indipendenza economica. Uno stipendio adeguato fa quindi parte delle aspettative, ed è interpretato come un grande segnale di fiducia da parte dell'azienda. 
Le attese economiche dei giovani variano in base alla loro formazione: i laureati in discipline scientifiche, per i quali la domanda è in genere molto elevata, ambiscono a una retribuzione iniziale non inferiore ai 1.200 euro; chi ha studiato materie umanistiche punta invece a una cifra compresa tra i 900 e i 1.200 euro. 
Tutti sono però d'accordo su una cosa: per attirare i migliori talenti, un'azienda non può offrire posizioni di responsabilità sottopagate. L'eccellenza, come in tutte le cose, ha un costo.
Offrire prospettive di crescita in azienda
Una buona notizia per le aziende: i giovani italiani non sono particolarmente propensi a cambiare lavoro molto spesso, ma cercano anzi aziende disposte ad accoglierli e farli crescere internamente. 
Il 47% degli studenti intervistati dichiara infatti di valutare una proposta anche sulla base delle opportunità di carriera che offre
Si tratta di un aspetto prioritario, che i giovani valutano non solo prima di firmare il contratto, ma anche lungo tutta la propria esperienza lavorativa: per alcuni (il 16% del campione), esaurire le possibilità di crescita significa che è giunto il momento di cercare altrove. 
Altrettanto importante è l'ambiente di lavoro: il 44% dichiara che, se le mansioni sono gratificanti e il clima sereno, non ci sono buoni motivi per abbandonare un'azienda
Di contro, solo il 22% afferma che sarebbe pronto a cambiare non appena arrivasse una proposta migliore. 
Insomma, se le aziende vogliono migliorare i tassi di retention è necessario prima di tutto offrire un ambiente di lavoro accogliente e stimolante, nel quale i neoassunti percepiscano di avere davanti a sé un percorso di crescita.
Giocare la carta del business travel
Se per le generazioni precedenti i viaggi di lavoro erano in molti casi un aspetto necessario, per i Millennial sono invece un fattore assolutamente desiderabile – al punto da influenzare le loro scelte in fatto di carriera.
Lo dice il 43% degli intervistati, affermando di valutare un'offerta di lavoro anche sulla base delle opportunità di viaggio che offre
Molti ragazzi hanno vissuto esperienze di studio all'estero durante la propria carriera universitaria, per cui sono abituati a pensare al viaggio come a un'opportunità di crescita e di networking. 
Sapere di poter girare il mondo anche per lavoro costituisce quindi un valore aggiunto, la promessa di una crescita continua sia a livello professionale che personale. Per chi è alla ricerca di talenti, è buona cosa evidenziare le opportunità di trasferta già nell'offerta di lavoro: in questo modo sarà più facile attirare l'attenzione dei potenziali candidati.
La distanza non conta
Dalla ricerca emerge inoltre la grande disponibilità dei giovani a trasferirsi in un'altra città per lavoro: solo il 2% degli intervistati dichiara infatti di tenere in considerazione la distanza dalla propria città d'origine nel valutare una proposta. 
Insomma, se un'opportunità è davvero buona, il 98% dei giovani italiani non si fa problemi a spostarsi pur di coglierla. 
Per questo motivo non avrebbe molto senso, in fase di selezione, privilegiare candidati che già vivono in città: si rischia di farsi sfuggire talenti che, pur abitando a centinaia di chilometri di distanza, sarebbero pronti a cominciare in tempi altrettanto rapidi. 
È molto meglio per l'azienda concentrarsi sulle effettive competenze del candidato, perché sono l'unico elemento che farà davvero la differenza.

Uniplaces
Uniplaces, sin dal suo lancio avvenuto nel 2013, si propone come brand di riferimento per tutto ciò che riguarda prenotazioni online di alloggi per studenti universitari.
Questa ambizione è stata supportata da una rapida e costante crescita che ha reso Uniplaces il portale di riferimento per tutto ciò che riguarda prenotazioni online di alloggi per studenti.

Rivestendo un duplice ruolo nel mercato dello student housing, Uniplaces aiuta anche i proprietari di casa ad affittare le proprie strutture in maniera rapida e sicura realizzando una rendita spesso superiore rispetto alla media degli affitti in quella determinata destinazione.

Il portale, in costante crescita, può contare su investimenti da parte di partner finanziari di assoluto spessore inclusi: Octopus Investments, Atomico ed i fondatori di Zoopla and LOVEFiLm.
                  

Formazione: apre il primo liceo biomedico di Roma

Una carriera nel settore medico? Il futuro si sceglie oggi!

Apre il primo liceo biomedico al Pio IX Aventino di Roma per l'anno scolastico 2018-2019 in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore 

 Per dare opportunità concrete ai giovani agevolandoli nell'accesso alle facoltà del settore medico-sanitario, i cui tassi di occupazione toccano il 95% entro 5 anni dal conseguimento della Laurea, l'Istituto paritario Pio IX Aventino di Roma ha deciso di avviare il primo Liceo Scientifico delle Scienze Applicate con Curvatura Biomedica a Roma per l'anno scolastico 2018-2019.

La proposta formativa si avvale della collaborazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Universitario A. Gemelli – che sarà parte costitutiva del Comitato Scientifico e partner per i laboratori pratici che gli studenti dovranno frequentare.

L'Open Day - tenutosi presso l'Istituto Pio IX, sito a Roma in via di Santa Prisca 8 – ha accolto una grande partecipazione, dimostrando l'interesse di studenti e famiglie verso una formazione professionalizzante fin dalle scuole superiori.

Alla presentazione sono intervenuti: Gabriele di Giovanni, Direttore del Pio IX; Mario Rusconi, Vicepresidente ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) che ricoprirà il ruolo di Preside del nuovo liceo biomedico; Alfredo Pontecorvi, Direttore dell'unità complessa di endocrinologia e malattie del metabolismo del Policlinico Gemelli di Roma; Rodolfo Lena, Presidente della Commissione politiche sociali e salute della Regione Lazio.

"Il Pio IX vuole formare persone che certamente abbiano le migliori competenze in ambito sanitario, ma che siano anche persone vere, affermaGabriele Di Giovanni, Direttore del Pio IX. Scegliere di frequentare un liceo biomedico è anche una scelta solidale perché nella vita si sente di voler dare qualcosa agli altri e crediamo fermamente che i nostri ragazzi possano dare il loro apporto positivo alla società."

"Il liceo scientifico con curvatura biomedica del Pio IX è una novità assoluta non solo per Roma ma anche per l'Italia in quanto si propone come una proposta formativa all'avanguardia – spiega Mario Rusconi, Vicepresidente ANP e futuro Preside del Liceo biomedico Pio IXGli accordi con l'Università Cattolica, con il Policlinico Gemelli, con l'Odine dei Medici, istituzioni e altri professionisti, daranno un valore aggiunto alla formazione dei nostri studenti. I genitori interessati a questo liceo vogliono dare un significato molto forte all'investimento culturale dei propri figli, aiutandoli anche a preparare i test d'ingresso alle facoltà scientifiche."

"L'incontro tra l'Università Cattolica e il Liceo Pio IX consentirà ai ragazzi di avere un apprendimento superiore – aggiunge Alfredo PontecorviPrimario Endocrinologia del Policlinico Gemelli di RomaI nostri docenti e ricercatori verranno ad insegnare le materie delle scienze umane e i ragazzi potranno svolgere gli stage presso l'Università Cattolica e il Policlinico Gemelli, presso i laboratori e le strutture sanitarie, in modo da toccare con mano il mondo in cui lavoreranno."

"Questa iniziativa è molto importante perché unisce la formazione, la specializzazione e la capacità diretta di entrare nel mondo del lavoro, aggiungendo un'umanizzazione del rapporto tra i professionisti del sistema sanitario e i pazienti – spiega Rodolfo Lena, Presidente della Commissione politiche sociali e salute della Regione Lazio. Il percorso formativo del Pio IX darà la possibilità ai ragazzi di entrare con un' alta capacità professionale e una grande umanità all'interno del mondo del lavoro della sanità e la Regione Lazio ha davvero bisogno di giovani che possano entrare all'interno questo mondo con questa formazione."


Alcune informazioni sul Liceo Biomedico Pio IX 

Il Liceo Scientifico delle Scienze Applicate con Curvatura Biomedica si aggiunge alla proposta formativa dell'Istituto Pio IX che accompagna i giovani dalle scuole primarie fino a quelle secondarie superiori.

All'interno della splendida struttura di fine Ottocento, l'insegnamento viene garantito da docenti qualificati, affiancati da un Comitato Scientifico cui fanno parte i docenti di materie coadiuvati da Personale Medico riconosciuto, la cui finalità è guidare lo studente a maturare le competenze necessarie (umane, etiche, scientifiche) e garantire la necessaria serenità nell'affrontare i futuri test di accesso alle facoltà medico-sanitarie.

Il nuovo Liceo rispetta tutti i parametri previsti dalle direttive del MIUR – Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca - relative alle ore di didattica, ma vengono incrementate le ore dedicate alle discipline scientifiche e sono previste attività di laboratorio obbligatorie con rientri settimanali (30h/anno nel biennio, 50h/anno nel triennio). Viene inoltre curato con particolare attenzione l'insegnamento dell'informatica e della lingua inglese, utilizzando il metodo CLIL (Content and Language Integrated Learning).

Formazione e prospettive future: il titolo di studio conseguito al termine del percorso formativo, agevola l'accesso a tutte le facoltà universitarie con particolare riferimento a Medicina e Chirurgia, Ingegneria biomedica e robotica, Psicologia clinica, Farmacia, Biologia, Chimica, Infermieristica, Scienza dell'alimentazione, Fisica Medica, Veterinaria.

Il 90% degli studenti del primo liceo biomedico (sperimentazione del Ministero) ha agevolmente superato i test di ingresso alle facoltà di Medicina.

Matteo Fabbrini, CEO Exclama, FoodRacers e Maikii, vince il premio Cà Foscari Alumnus dell’anno 2017 - invio comunicato stampa

Matteo Fabbrini, CEO Exclama, FoodRacers e Maikii, vince il premio Cà Foscari Alumnus dell'anno 2017


Treviso, 3 dicembre 2017 Matteo Fabbrini, CEO Exclama, FoodRacers e Maikii, vince il premio Cà Foscari Alumnus 2017 consegnato sabato 2 dicembre durante l'annuale appuntamento dell'Associazione Alumni di Cà Foscari.

"E' un onore per me ricevere questo premio dall'Università Cà Foscari e ringrazio tutti coloro che lavorando con me hanno contribuito a farmi raggiungere questo importante riconoscimento" dichiara Fabbrini.

Tra i 3 ex alunni che sono stati candidati in quanto hanno saputo distinguersi costruendo una carriera professionale di successo, è stato scelto Fabbrini, giovane imprenditore (classe '82) che ha iniziato la sua carriera professionale durante gli studi in qualità di buyer far east dell'azienda di famiglia ITA srl.

Nel 2007, subito dopo essersi laureato in Marketing e Gestione d'Impresa all'Università Ca' Foscari Venezia, fonda Exclama, azienda dedicata all'oggettistica promozionale ed al merchandising. 

L'anno immediatamente successivo, da una brillante intuizione, crea Maikii, specializzata in chiavi USB ed elettronica di consumo, attiva nel mercato promozionale. 

Nel 2011 Maikii si espande nella grande distribuzione creando un brand proprietario, Tribe, e collaborando tramite licenza con i big dell'entertainment come Star Wars, Marvel, Disney, Warner Bros, Universal e Fox.  

Da azienda nazionale ad internazionale il passo è breve, Maikii apre un ufficio a Hong Kong nel 2013 e uno in California, nel 2014. Numerosi i riconoscimenti, testimonianza dei risultati e della cura che sta dietro al lavoro di ogni giorno a cui si dedicano oggi più di 50 persone in tutto il mondo, con un'età media sotto i 30 anni.

Nel 2015 fonda, con alcuni soci, FoodRacers, un'innovativa start up del food delivery in continua crescita e già attiva in oltre 20 città d'Italia
Realtà diverse, mercati interazionali, sfide sempre nuove ogni giorno, ma esiste un filo che tiene unite le diverse aziende che fanno capo a Matteo: innovazione, sguardo sempre rivolto al futuro, massima cura rivolta ai clienti e anche ai dipendenti. Sono le persone a fare la differenza tra un prodotto mediocre e uno di successo, tra un servizio buono ed uno impeccabile. 
Appassionato di basket, ha contribuito in prima persona al salvataggio del basket a Treviso. Credere nelle persone e nelle loro idee, avere il coraggio di esplorare orizzonti sempre nuovi, fare delle proprie passioni un lavoro e non accontentarsi mai dei traguardi raggiunti, questa è la storia di Matteo.

sabato 2 dicembre 2017

Le aziende del tessile puntano sulla formazione: lo dimostrano i dati di Fondimpresa

Sono più di 4.300 (dati 2016) le aziende con più di 165.000 lavoratori a puntare sulla formazione. I dati sono stati presentati ieri nell'Assemblea dei Giovani Imprenditori di Sistema Moda Italia.

Sono più di 4.300 le aziende (dati 2016), con più di 165.000 lavoratori, del settore tessile che hanno scelto di puntare sulla formazione continua per la propria crescita aziendale. 


Lo dimostrano i dati che sono stati presentati ieri da Fondimpresa, sulla base dei loro iscritti, ieri a Milano nella sede di Borsa Italiana in occasione dell'Assemblea dei Giovani Imprenditori di Sistema Moda Italia di Confindustria.

Secondo i dati dell'Osservatorio di Fondimpresa negli ultimi 3 anni di attività, la partecipazione ad attività formative di lavoratori di aziende del settore tessile aderenti a Fondimpresa ha superato quota 62mila, in oltre 4 mila aziende, con oltre più di 26 milioni di euro di finanziamenti, realizzando oltre 1 milione di ore di formazione.

Gli interventi formativi si sono concentrati principalmente su: tecniche di produzione, lingue, informatica, gestione aziendale, amministrazione e marketing vendite. Un dato interessante è quello relativo alla crescente attenzione alle tematiche formative legate a sostenibilità e impatto ambientale.
Costituito nel 2003 da Confindustria, Cgil Cisl e Uil, conta oggi oltre 182 mila aziende aderenti (per il 98,5% PMI), con 4,4 milioni di lavoratori (per il 58% occupati in PMI).


Dal 2007 ha finanziato con 2,8 miliardi di euro la formazione in decine di migliaia di imprese, per il 90% PMI. Sono stati realizzati oltre 110.000 piani formativi, che hanno coinvolto oltre più di 2,9 milioni di lavoratori, alcuni anche più volte, per un totale che sfiora 5 milioni di partecipazioni.
Circa la metà di questi finanziamenti è stato dedicato (su input del Fondo o su scelta diretta delle imprese) a corsi per la competitività e l'innovazione.

"L'innovazione, in tutte le sue forme,- dichiara il presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto  - offre la grande possibilità di recuperare produttività e competitività, e di valorizzare ulteriormente le nostre eccellenze. Gli incentivi del Piano Calenda costituiscono un fattore importante ma altrettanto importante è l'investimento sul capitale umano. 
Su questo aspetto In questo Fondimpresa ha anticipato i tempi, lanciando fin dal 2011 bandi di finanziamento specifici per la formazione sull'innovazione, (ma con grande attenzione anche ai) e concentrandosi sui temi dell'internazionalizzazione, parte integrante dei nostri bandi sulla competitività. La metà dei nostri finanziamenti (2,8 miliardi dal 2007) viene spesa in corsi per rendere imprese e competenze più innovative e competitive.
Le uniche risorse disponibili, però, quelle dello 0,30, vengono annualmente decurtate di 120 milioni, diminuendo, di fatto, l'opportunità per imprese e lavoratori di crescere e modernizzarsi con la formazione mirata.
Le aziende del settore tessile, emblema fiore all'occhiello del made in Italy e sinonimo di eccellenza nel mondo, sono fortemente coinvolte nella  crescente necessità di rinnovamento. Fino a pochi anni fa, quanto era inerente con le nuove tecnologie in particolare, e con l'innovazione in generale, riguardava solo alcuni settori, mentre oggi interessa anche la piccola e piccolissima impresa o il produttore artigianale. 
Il capo fatto interamente a mano verrà venduto più facilmente dall'altra parte del mondo se veicolato da marketing mirato, se supportato da una piattaforma informatica in grado di farlo acquistare on line o di delineare a distanza modifiche su misura, se reso più economico da processi produttivi e organizzativi in grado di ottimizzare risorse."

"Come associazione -  dichiara il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Sistema Moda Italia Alessandra Guffanti -  dobbiamo rivolgerci alle giovani generazioni e mostrare loro le opportunità occupazionali e di crescita professionale offerte dall'industria del tessile. È un tema strategico per le nostre imprese e per i nostri distretti. Ogni imprenditore poi deve potenziare la formazione permanente propria e dei propri collaboratori per affrontare le sfide sempre nuove e più complesse dei mercati.
Education e sinergia tra tutti gli attori che operano nel settore della moda rappresentano la priorità per il futuro del Made in Italy e l'alternanza scuola lavoro rappresenta un'occasione nuova e di dialogo tra imprese e territori.
La formazione nel tessile è l'elemento fondante del Made in Italy. Ci attende una sfida importante. Secondo l'ufficio studi gli studi di Unioncamere entro il 2021 il settore avrà un fabbisogno previsto di lavoratori di più di 47 mila persone, quasi il 10 per cento degli addetti del settore. Le nostre aziende avranno bisogno di più di 3 mila e duecento laureati e di più di 16 mila diplomati e in quest'ottica è fondamentale che imprese e mondo della formazione dialoghino di più e creino offerte formative adeguate ai fabbisogni reali del mercato.
Lo strumento dei Fondi, con casi virtuosi come Fondimpresa, ha finalmente avvicinato la formazione alle imprese. È vero che ancora tanti imprenditori devono capire che la formazione è un investimento indispensabile, ma molti, negli ultimi anni, hanno destinato grandi risorse a questo aspetto  formazione perché avevano finalmente la possibilità di farla in modo davvero utile, legato allo sviluppo e funzionale ai ritmi organizzativi aziendali."



venerdì 1 dicembre 2017

JOB&ORIENTA 2017: APPRENDIMENTO DUALE, RISORSE NUOVE E ULTERIORI PER RAFFORZARE IL SISTEMA


Fiera di Verona, 30 novembre – 2 dicembre
Salone nazionale dell'orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro

APPRENDIMENTO DUALE: PER IMPARARE IN AULA E IN AZIENDA.
Risorse nuove e ulteriori per rafforzare il sistema
e passare dalla sperimentazione alla stabilizzazione.

Verona, 1 dicembre 2017 - Sono oltre 23mila i ragazzi che da gennaio 2016, anno del suo avvio, in 300 istituzioni accreditate sull'intero territorio nazionale hanno seguito i percorsi della sperimentazione del sistema duale (dati Inapp-Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche 2017), che vedono metà dell'impegno scolastico svolgersi in aula e l'altra in attività lavorativa in azienda.

Si tratta di corsi di qualificazione professionale o per il conseguimento del diploma quadriennale nella IeFP in contesto lavorativo, attraverso l'apprendistato e l'alternanza rafforzata, di almeno 400 ore annue. Dopo il primo anno, l'apprendistato di primo livello è cresciuto del 33 per cento; ora, con l'anno formativo 2017/2018, avrà termine anche il secondo anno di sperimentazione e, visti i positivi risultati, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali intende rendere stabili e permanenti i finanziamenti a questa filiera, che aiuta l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e insieme è strumento di contrasto alla dispersione scolastica.

I dati sono stati divulgati oggi in occasione della seconda giornata di JOB&Orienta, salone nazionale dell'orientamento, della scuola, della formazione e del lavoro - in Fiera a Verona fino a domani, sabato 2 dicembre durante il convegno "Esami di maturità per il sistema duale: dalla sperimentazione alla stabilizzazione".

«I risultati si rivelano positivi soprattutto nelle regioni del Nord» ha commentato Luigi Bobba, sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali «mentre sono un po' più deboli nelle regioni del Centro Sud, perché lì l'offerta formativa è meno continuativa, meno strutturata e meno qualificata. Sulla base di questo abbiamo deciso che nella legge di bilancio si dovesse dar luogo a una stabilizzazione delle risorse dedicate alla sperimentazione, che sono state per l'anno in corso 87 milioni. Dall'altro lato, abbiamo voluto mettere un po' di ottani nel motore, e quindi per il 2018 abbiamo 50 milioni in più: sono risorse aggiuntive che allargano la platea delle offerte e soprattutto rafforzano l'offerta formativa del Centro Sud. «Sempre nella legge di bilancio – ha aggiunto Bobba -, connessa a questa scelta di incardinare e strutturare il duale, abbiamo inserito uno sgravio sul contributo previdenziale del 100% per le imprese che assumeranno nel 2018 giovani con meno di 35 anni che abbiano svolto l'alternanza nei corsi di istruzione e formazione professionale o l'apprendistato. È un modo per dire alle aziende: "Se gestite tutta la filiera del percorso formativo, ve ne torna un vantaggio. Pensate alla formazione in forma duale come a una modalità di inserimento al lavoro, di selezione, di acquisizione di competenze appropriate. E lo Stato vi viene incontro con contributi zero"».

Quanto al Veneto, «è una delle regioni dove l'apprendistato sta funzionando meglio» ha detto Bobba, «perché qui l'alternanza era già inserita stabilmente all'interno della formazione professionale. Nel monitoraggio di Forma, l'associazione che raccoglie i maggiori enti di formazione professionale, quello che colpisce è che si è presa consapevolezza di dover svolgere un mestiere nuovo: gestire anche il placement dei ragazzi. Emerge che la causa per la quale le aziende sono un po' refrattarie a fare contratti di apprendistato formativo non sta nei costi o nella burocrazia, ma piuttosto nel fatto che non ne conoscono l'esistenza. Vale a dire che lo strumento non è ancora entrato nella cultura ordinaria».

«La sperimentazione del sistema duale» ha aggiunto Paola Vacchina, presidente di Forma «ha trovato nel sistema delle Iefp il terreno più fertile. Tutto ciò che si definisce alternanza rafforzata, nella Iefp e (soprattutto nei centri di formazione professionale) veniva realizzata già da tempo: adesso ne sono state definite le modalità organizzative, in termini di ore annue di esperienze in azienda. Per i nostri centri la novità grande è stato l'apprendistato di primo livello, che ha dato risultati importanti grazie alla sinergia con una rete consolidata di aziende del territorio: dalla nostra recente ricerca, effettuata su un campione di 148 centri, sono risultate 3000 le aziende coinvolte e quasi il 70% ha risposto positivamente alla sperimentazione».

«Dove si fa duale c'è minor tasso di disoccupazione» ha detto ancora Maurizio Del Conte, presidente di Anpal-Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro, che ha sottolineato il rinnovato impegno del Governo a sostenere il passaggio dalla fase di sperimentazione a quella di stabilizzazione. «Siamo impegnati con progetti specifici a supportare tutta la filiera formativa duale per allineare l'Italia ai modelli più virtuosi del Nord Europa. La nostra idea è quella di ricomporre un sistema attualmente spezzettato, aiutando così i ragazzi a entrare nel mercato del lavoro attraverso migliori servizi. Quindi partire dalla scuola per arrivare al lavoro passando per tirocini, stage e placement».

«La maggioranza dei contratti di apprendistato in Italia» ha spiegato poi Stefano Sacchi, presidente di Inapp «sono ancora quelli professionalizzanti  (ossia riservati ai giovani tra i 18 e i 29 anni), vissuti dalle aziende come un contratto di inserimento "a basso costo". Per questi contratti la maggior parte della formazione è pubblica e solo per una quota minoritaria è in capo all'azienda. Invece nell'apprendistato di primo e terzo livello, che tuttavia rappresentano una minima quota pari circa al 3-4%, il contenuto formativo è istituzionalmente ben maggiore. Occorre quindi all'interno dell'apprendistato riequilibrare e investire di più su queste due tipologie e, allo stesso modo, sarebbe necessario che l'apprendistato professionalizzante avesse un più solido contenuto formativo, obiettivo da raggiungere anche tramite incentivi alle imprese».


LE OLIMPIADI DEI MESTIERI"
Sempre oggi a JOB&Orienta, nell'ambito del convegno "Le Olimpiadi dei Mestieri", promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Inapp, sono stati esposti i migliori progetti innovativi presentati il concorso omonimo, che ha premiato studenti provenienti dal sistema Iefp di tutta Italia. 

A partire dagli allievi di Enaip Veneto di Vicenza, cha hanno realizzato un dispositivo per la rilevazione wireless delle temperature e dell'umidità dei frigoriferi applicando competenze di tecnologia della domotica, apprese grazie alla collaborazione con un'azienda leader nel settore; e sempre di Enaip, ma Lombardia, premiato lo studente di Vimercate (Milano) Matteo Donnarumma che, dopo avere frequentato  in apprendistato il 4° anno del corso per "Tecnico di Cucina", è stato ora assunto dall'azienda (pizzeria) che l'aveva ospitato per il suo percorso di alternanza; tra i vincitori anche i compagni dell'Enaip Piemonte di Cuneo che hanno ideato e realizzato una colonnina automatica per pit-stop e parcheggio biciclette funzionante con pannelli fotovoltaici e dotata di erogatore di acqua fresca, compressore e sistema di controllo per gomme, attacco per ricarica delle bici elettriche.  

Saliti sul palco oggi  anche gli studenti del Cnos-fap di San Benigno Canavese (Torino) per la loro rivisitazione del panettone con l'utilizzo di materie prime di eccellenza del territorio, accanto a un loro un compagno del "San Zeno" di Verona Luca  Beraldini che ha progettato un impianto di riscaldamento gestito da Plc (apparecchiatura elettronica programmabile in grado di eseguire le istruzioni programmate) alimentato da  pannelli radianti; e ancora gli studenti del Cnos fap "San Zeno", protagonisti insieme ai "colleghi" del centro "San Marco" di Mestre di un innovativo progetto di comunicazione a forte impatto visivo e a costi contenuti, che prevede l'installazione di pannelli per la proiezione di video, slideshow, infografiche, interazioni social.  

Copri tablet, cinture e scarpe realizzati in pelle recuperata dagli scarti di un'azienda produttrice di divani, sono valsi il premio agli studenti del Cfp "Artigianelli" di Fermo. Con la loro "smart panchina" si è invece meritata il riconoscimento un'intera classe del Cfp "Cavanis" di Chioggia (Venezia) che, con l'aggiunta di un collegamento tra un pannello solare, due prese usb e una cassa, hanno trasformato una semplice panchina in una postazione per ricaricare il telefono e ascoltare musica. 

Tecnologia e innovazione al centro anche del progetto realizzato da alcuni studenti dell'Iiss "A. Pacinotti" di Taranto durante la loro esperienza di alternanza in un'azienda informatica. Un progetto che li ha visti impegnati nella personalizzazione di un software gestionale per ottimizzare le risorse umane in base alla loro localizzazione sul territorio. E ancora, tra premiati anche due studenti dell'Ipssar "Alberini" di  Villorba (Treviso) per un tiramisù reinventato e reinterpretato con fantasia e  creatività, coniugando tradizione e innovazione.

A chiudere la rosa dei vincitori i ragazzi del Ciofs-fp "Mazzarello" di Cinisello Balsamo (Milano) per la loro proposta del panettone come dolce per tutte le stagioni, confezionato con quattro diverse proposte di packaging, gli studenti del Ciofs-fp di Trieste che hanno ideato per i ragazzi dei centri estivi degli itinerari alla scoperta della loro città, mescolando gioco e cultura. Una classe dell'IIS "Stefani-Bentegodi" di Isola della Scala (Verona), infine, ha realizzato un olio extravergine d'oliva di cui gli studenti hanno curato l'intero ciclo produttivo: dalla manutenzione degli olivi alla raccolta delle olive, fino alla loro trasformazione.


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EDUCAZIONE: Napoli, l’impegno di Scholas contro il disagio giovanile


Il primo bilancio del progetto educativo della Fondazione Pontificia sul fronte della discriminazione sociale, della disoccupazione e del bullismo


NAPOLI, 1 DICEMBRE 2017 - Si è concluso oggi a Napoli con le proposte dei 400 studenti partecipanti il progetto Scholas.cittadinanza curato dalla fondazione Scholas Occurrentes, organizzazione internazionale di diritto pontificio eretta e creata da Papa Francesco il 13 agosto 2013. 
Scholas è presente in 190 paesi con una rete che comprende 446.133 scuole e reti educative di tutte le confessioni religiose, sia pubbliche sia private. Il suo obiettivo è promuovere la cultura dell'incontro per la pace attraverso l'educazione.
Scholas cittadinanza è il programma per la formazione degli studenti delle scuole superiori che risalta l'importanza della partecipazione e l'impegno civico favorendo un approccio costruttivo ai problemi quotidiani della comunità. 
Questo movimento studentesco mondiale ha preso il via in Argentina, quando Jorge Mario Bergoglio era Arcivescovo della Città di Buenos Aires.
Scholas.cittadinanza è sviluppato in varie città italiane in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Oggi a Napoli, di fronte a una commissione di esperti impegnata in prima linea nell'assistenza giovanile, i ragazzi hanno individuato le cause principali e proposto le adeguate soluzioni legate alle tematiche contemporanee di cui sono fondamentali soggetti: la discriminazione sociale, il bullismo e la disoccupazione giovanile.

Il sondaggio interno effettuato da Scholas Cittadinanza ha evidenziato che tra le cause principali della discriminazione compaiono l'apparenza fisica con il 55,5%, seguita da identità sessuale 39,4% e nazionalità 19%. Profonda la considerazione su bullismo e cyberbullismo, il primo riguardante una serie di comportamenti aggressivi fisici e psicologici nei confronti dei soggetti che non sono in grado di difendersi e basato su tre presupposti: intenzionalità, persistenza nel tempo, asimmetria nella relazione. Il secondo, invece, è riconosciuto nel persistere di atteggiamenti messi in atto attraverso i social network, lì dove l'anonimato purtroppo giustifica la semplicità della violenza verbale.

Durante l'esperienza, i giovani hanno potuto prendere coscienza che
l'unica maniera di sradicare la discriminazione è lavorare all'interno dell'istituzione scolastica partendo da ognuno di essi. In proposito sono state formulate proposte riguardanti l'organizzazione di progetti scolastici e extrascolastici, l'introduzione di un'ora di educazione civica da integrare all'offerta formativa e l'istituzione di uno sportello d'ascolto obbligatorio per ogni istituto a partire dalla scuola secondaria di primo grado.
Non ultima, la considerazione relativa alla disoccupazione giovanile, che registra un tasso del 51,1% circa (in una fascia d'età compresa tra i 15 ai 24 anni) e interessa in particolar modo la regione Campania.
A questo riguardo, i ragazzi aderenti al progetto hanno analizzato scientificamente le cause risalendo in particolar modo a due fenomeni fondativi come la dispersione scolastica, legata profondamente al contesto sociale, culturale ed economico e gli interessi criminali scaturiti dalla mancanza di stimoli verso l'attività di ricerca e sviluppo delle attività lavorative. 
Dopo le proposte riguardanti le modifiche al programma scolastico in istituti superiori, nei centri di detenzione minorile e in quelli di accoglienza per gli immigrati insieme con le modifiche al sistema pensionistico, i giovani hanno portato la loro personale testimonianza tra cui spicca quella di Lia Pilato: Sono stata vittima di bullismo e sono orgogliosa di poterne parlare, è stato qualcosa rinchiuso dentro di me che questo progetto mi ha aiutato a tirar fuori. I ragazzi di Scholas non hanno mai accennato a una mia diversità, ascoltandomi con disponibilità e attenzione.

L'evento di Napoli ha rappresentato l'ennesima vincita sociale della Fondazione.
In proposito, il Presidente di Scholas Occurrentes José Maria del Corral ha dichiarato: Napoli è per ogni argentino e per il Santo Padre una città di estrema bellezza e alla quale ognuno di noi non può evitare di essere profondamente legato. Nel ringraziare tutti gli organizzatori, i promotori del progetto, i ragazzi aderenti, le istituzioni che ci hanno affiancati e le scuole che hanno sostenuto le attività proposte durante questa settimana, non posso che esortare questi giovani alla creazione di una rete attiva e collaborativa che li veda parte di un progetto unitario. Date libero sfogo alla vostra fantasia e create voi stessi le condizione per un lavoro. Ascoltate voi stessi, perché la soluzione è dentro voi
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Trovare lavoro: Zuiki riapre a Catania con 15 nuove assunzioni

PER ZUIKI UNA STRAORDINARIA RE-OPENING A CATANIA
Riapertura in grande stile:1300 mq e 15 nuove assunzioni


È tutto pronto per la riapertura del punto vendita ZUIKI diCatania, che domenica 3 dicembre accoglierà il pubblico,presso il Centro Sicilia, in uno spazio molto più ampio.
Dopo la recente re-opening di Acireale, ZUIKI torna ancora una volta in terra siciliana e taglierà il nastro dei suoi 1300 mqLa riapertura avrà anche un positivo risvolto occupazionale, con l'assunzione di 15 nuove risorse che andranno ad aggiungersi alle precedenti.
Per l'occasione, ci sarà una shopping bag ZUIKI in omaggio per i primi 1000 che effettueranno un acquisto nel giorno di riapertura
La re-opening di Catania si inserisce nel fitto piano di espansione del brand, che vedrà a breve anche il lancio del progetto "Travel Retail", con l'apertura di nuovi stores in alcune stazioni italiane. Entro il 2018 sono previsti un totale di 35 nuovi punti vendita e la riqualificazione di altri 60store.
L'ampio punto vendita si mostra rinnovato, seguendo il nuovo layout ZUIKI, che rispecchia in toto lo stile del marchio ed in modo glamour e sofisticato si fa portavoce del suo mood giovane e pop, attraverso spazi confortevoli, accoglienti e luminosiper consentire una maggiore libertà di movimento, un maggiore assortimento nell'esposizioneed una migliore e più funzionale selezione dei capi. 

Presente in negozio le collezioni AI 2017-18 Donna e Uomo. Per la donna ZUIKI un mix di colori caldi e freddi, sfumature brillanti che emergono nei look "Sparkle Gold",con capi in velluto e cinigliatessuti scivolati e leggeri e nuvole di tulle e trasparenze. Arriva anche il glitter, uno spruzzo di vivacità scintillante che prepara all'aria di festa natalizia. Nuovi tagli e nuove geometrie rendono la donna più glamour ed aggressiva anche per l'ultimo giorno dell'anno. Con la collezione Uomo gli outfit valorizzano la figura nella sua essenzialità, con capi pratici, dinamici ed anche raffinati. Una recente e ben individuata "scommessa" per ZUIKI, che ora sta conquistando anche l'universo maschile.


Fondata nel 2003, ZUIKI è presente sul territorio nazionale con oltre 140 punti vendita, tra diretti, franchising e outlet. Un'affermazione straordinaria per una realtà tutta italiana che ha costruito il suo successo con una formula innovativa: un prodotto sempre nuovo realizzato in un'ottica friendlyprice; rapporto diretto con la produzione e continui flash di collezione con un sistema creativo e produttivo veloce, snello e capace di rispondere tempestivamente alle richieste del mercato.


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giovedì 30 novembre 2017

L’importanza della formazione e della crescita personale. Intervista al coach Marco Becchi

L’importanza della formazione e della crescita personale. Intervista al coach Marco Becchi

Marco Becchi, creatore del metodo Essere Straordinari

Si parla tanto di formazione e della sua importanza nella crescita della persona, nelle relazioni con gli altri, in ambito professionale, nei team di lavoro, nelle organizzazioni profit e non. Il concetto di formazione si caratterizza proprio per la finalità di sviluppo delle competenze e delle capacità personali. Non si tratta di un insieme di nozioni, ma è un processo di trasformazione che richiede tempo per essere assimilato e compreso.
Per approfondire questo argomento, incontriamo Marco Becchi, coach e creatore del metodo “Essere Straordinari”, formatosi con i migliori trainer a livello internazionale come Antony Robbins, Richard Bandler, John La Valle, Owen Fitzpatrick, Tony Buzan, Robert Cialdini e Brian Tracy, solo per citarne alcuni.
 Quanto è importante la formazione nella società attuale?
“Non c’è investimento migliore che le persone possano fare. Oggi se porti i tuoi soldi in banca ti danno tassi vicini al 2% mentre se investi in formazione e su te stesso potrai ottenere un ritorno molto più alto sul capitale in forma di nuove abilità e capacità che saranno tue per sempre e ti permetteranno di fare la differenza”.
Pensa che le aziende italiane investano abbastanza in questo ambito?
“Penso che le aziende abbiano migliorato la loro propensione, ma non è ancora sufficiente. Troppo spesso ci si concentra solo su fattori tecnici e poco sulla programmazione di una crescita del proprio staff costante e duratura nel tempo che permetta all'azienda di non farsi poi travolgere dai cambiamenti”.
L’offerta di formazione oggi è veramente ampia. Ci aiuta a fare chiarezza sulla differenza tra coach, counselor, psicoterapeuta?
“Non vorrei concentrarmi sulle differenze tra queste figure, quanto su un aspetto che abbiamo in comune. Tutte e tre sono figure al servizio dell’essere umano per aiutarlo a superare momenti di difficoltà e per permettergli di esprimere al meglio il proprio potenziale. Sono figure molto utili e oggi per fortuna è facile trovare professionisti davvero preparati e di esperienza”.
Cassius Clay
Lei si è formato con i più importanti trainer a livello nazionale e internazionale, poi a creato un proprio metodo. In cosa consiste “Essere Straordinari”?
“Qualche anno fa, prima di iniziare questo lavoro, mi rendevo conto che le cose non potevano andare avanti in quel modo. Dopo essermi separato e aver lasciato il lavoro che svolgevo da 10 anni ho ripreso in mano la mia vita e ho scelto di rimettermi in gioco. Non è stato facile ma ora sono grato di aver preso quelle decisioni e di aver fatto lezione di tutto ciò ce mi è accaduto.
Il metodo “Essere Straordinari” nasce dalle mie esperienze e nel corso degli anni l’ho evoluto e trasmesso a migliaia di persone, come strumento per vivere quella vita straordinaria che ognuno di noi merita. Si compone di 4 step: Dream, Power, Believe e Life”.
Quali sono e a chi sono rivolti i suoi corsi?
“I miei corsi sono rivolti alle persone che intendono migliorare le proprie abilità per vivere appieno la propria vita, in particolare nelle aree dedicate agli obiettivi, alla comunicazione e alle emozioni. Mi definisco un motivatore e un coach specializzato nell’area life, quella della quotidianità e delle relazioni”. Con "Dream" si impara a raggiungere i propri obiettivi, partendo dalla consapevolezza di sè stessi e del momento che si sta vivendo. A come scegliere cosa si desidera veramente in ogni area della propria vita, come affrontare con disciplina gli ostacoli e costruire un piano strategico che porti immediatamente all'azione. In "Power" si sviluppa il proprio potenziale, costruendo legami solidi e creando empatia con le persone, imparando a dare e ricevere feedback, a utilizzare la comunicazione verbale, non verbale e paraverbale con consapevolezza, e letecniche di ascolto attivo, ricalco e guida. Con "Believe" si imparano a superare i propri limiti e le paure, a sviluppare convinzioni potenzianti, creare àncore per entrare nel giusto stato emotivo, a riconoscere le emozioni e a trasformare la rabbia in determinazione. Nel corso "Life" invece si costruisce la vision del proprio futuro, definendo con chiarezza i propri valori personali, allineare identità e comportamenti, accedere a serenità e determinazione migliorando l'efficacia personale".
Come è suddivisa in percentuale la partecipazione ai corsi tra uomini e donne? E di quale fascia di età sono?
“I partecipanti ai corsi sono 60% donne e 40% uomini, nel passato gli uomini erano molti meno ma ora anche noi maschietti abbiamo finalmente capito la rilevanza di questi argomenti. La fascia d’età prevalente è quella dai 30 ai 50 anni, ma ho avuto la fortuna di lavorare anche con ragazzi di 18 anni e con persone di grande esperienza con più di 65 anni e tutti sono in grado di portare un punto di vista utile”.
Quanto sono importanti costanza e disciplina nella formazione?
“La disciplina, come dice Jim Rohn, è il ponte tra i nostri sogni e la loro realizzazione. Saper fare le cose con costanza, nonostante le difficoltà e gli ostacoli è una capacità che va coltivata con motivazione e grande determinazione. Spesso i sogni delle persone e delle aziende falliscono proprio per una mancanza continua di disciplina. Per trasformare in realtà i nostri desideri e realizzarci come persone nella vita dobbiamo fare ogni giorno ciò che va fatto, senza tirarci indietro”.

Quale è stata finora la sua più grande soddisfazione?
“La mia più grande soddisfazione è quella di essere stato di supporto a migliaia di persone che dopo aver frequentato i miei corsi, sono riuscite grazie a determinazione, decisione e disciplina, a realizzare i loro sogni. C’è chi ha finalmente trovato il lavoro che desiderava, chi si è trasferito a vivere nel luogo dei propri sogni e chi ha superato piccole e grandi difficoltà relazionali con le persone amate e con colleghi di lavoro. Io mi nutro della stima e del riconoscimento della gente e la mia mission è quella di aiutarli a fare il primo passo”.
In base alla sua esperienza come prevede si svilupperà il ruolo del coaching nei prossimi anni?
“Sarà in crescita, sicuramente. In ogni settore della vita, perché i fattori ambientali e di cambiamento sono sempre di più e le difficoltà alle quali siamo sottoposti sono davvero molte. Servono risposte rapide e servono persone capaci di ascoltarci, ispirarci e motivarci a vivere la vita che desideriamo e questo è il ruolo del coach”.
Ha un sogno nel cassetto che vorrebbe realizzare?
“Ciò che voglio più di ogni altra cosa è vivere una vita straordinaria insieme alla mia famiglia e a mia figlia Matilde ed essere d’esempio e di ispirazione per chi ha passato momenti difficili come quelli che ho vissuto io”.
Francesca Caggiati

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